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	<title>Commenti a: Era dei petabyte: fine della teorie?</title>
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	<description>&#34;Le nostre idee migliori sono spesso quelle che collegano due mondi diversi&#34; - Marvin Minsky</description>
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		<title>Di: Stefano</title>
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		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 16:34:33 +0000</pubDate>
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		<description>A me sembra che correlando dati a casaccio per il solo fatto di disporne in grande quantità produrrebbe una serie di meta-dati in pari numero, che a loro volta potranno essere passati per il tritacarne dell&#039;analisi correlativa inerpicandosi in una spirale di meta-informazioni che avrebbero inerenze con la realtà sempre più dubbie, ma magari forti cross-correlazioni e auto-correlazioni: una visione della perversione statistica!
Meglio pensare che sia solo una provocazione.
Ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me sembra che correlando dati a casaccio per il solo fatto di disporne in grande quantità produrrebbe una serie di meta-dati in pari numero, che a loro volta potranno essere passati per il tritacarne dell&#8217;analisi correlativa inerpicandosi in una spirale di meta-informazioni che avrebbero inerenze con la realtà sempre più dubbie, ma magari forti cross-correlazioni e auto-correlazioni: una visione della perversione statistica!<br />
Meglio pensare che sia solo una provocazione.<br />
Ciao.</p>
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		<title>Di: Federico Bo</title>
		<link>http://www.federicobo.eu/cineamaclone//2008/07/11/era-dei-petabyte-fine-della-teorie/comment-page-1/#comment-330</link>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 06:02:58 +0000</pubDate>
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		<description>Dalla presentazione del libro di John T. Barrow, &lt;em&gt;Teorie del tutto. La ricerca della spiegazione ultima&lt;/em&gt;, Adelphi, 1992.



&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;la scienza ha già dimostrato di riuscire a produrre una enorme compressione di una enorme quantità di fatti naturali usando un numero sempre più ridotto di princìpi. Se la natura fosse del tutto casuale, questa compressione non sarebbe possibile in alcun modo: allora “la scienza si ridurrebbe a una sorta di raccolta di francobolli senza criteri, all’accumulo indiscriminato di ogni fatto accessibile.&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla presentazione del libro di John T. Barrow, <em>Teorie del tutto. La ricerca della spiegazione ultima</em>, Adelphi, 1992.</p>
<blockquote><p><em>la scienza ha già dimostrato di riuscire a produrre una enorme compressione di una enorme quantità di fatti naturali usando un numero sempre più ridotto di princìpi. Se la natura fosse del tutto casuale, questa compressione non sarebbe possibile in alcun modo: allora “la scienza si ridurrebbe a una sorta di raccolta di francobolli senza criteri, all’accumulo indiscriminato di ogni fatto accessibile.</em></p></blockquote>
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		<title>Di: Federico Bo</title>
		<link>http://www.federicobo.eu/cineamaclone//2008/07/11/era-dei-petabyte-fine-della-teorie/comment-page-1/#comment-329</link>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 07:25:07 +0000</pubDate>
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		<description>Osservazione acuta. Proprio per questo occorre stare molto attenti a come i dati verranno interpretati, sopratutto da chi non ha un bagaglio tecnico-scientifico sufficiente. Sui sondaggi stendiamo un velo pietoso. Ma anche l&#039;utilizzo superficiale della statistica genera false rappresentazione della realtà (qui ci cascano anche fior di scienziati). Trovare correlazioni e pattern nascosti nei dati, poi, è una possibilità da gestire con cautela, inserendo la ricerca in un solido framework metodologico e scientifico altrimenti ci si trova di fronte a risultati senza senso (magari spacciati per verità). La relazione tra numero di pirati ed effetto serra &quot;scoperta&quot; dal &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Pastafarianesimo&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;pastafarianesimo&lt;/a&gt; chiarisce bene il concetto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Osservazione acuta. Proprio per questo occorre stare molto attenti a come i dati verranno interpretati, sopratutto da chi non ha un bagaglio tecnico-scientifico sufficiente. Sui sondaggi stendiamo un velo pietoso. Ma anche l&#8217;utilizzo superficiale della statistica genera false rappresentazione della realtà (qui ci cascano anche fior di scienziati). Trovare correlazioni e pattern nascosti nei dati, poi, è una possibilità da gestire con cautela, inserendo la ricerca in un solido framework metodologico e scientifico altrimenti ci si trova di fronte a risultati senza senso (magari spacciati per verità). La relazione tra numero di pirati ed effetto serra &#8220;scoperta&#8221; dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pastafarianesimo" rel="nofollow">pastafarianesimo</a> chiarisce bene il concetto.</p>
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		<title>Di: FG</title>
		<link>http://www.federicobo.eu/cineamaclone//2008/07/11/era-dei-petabyte-fine-della-teorie/comment-page-1/#comment-328</link>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 18:48:11 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per aver riassunto questo interessante dibattito.

Credo non si dovrebbe trascurare il fatto che molti dei dati oggi disponibili sono tracce di azioni umane rese permanenti e ricercabili dal web. L&#039;analisi di questi dati attualizza forme di auto-osservazione della società che retroagiscono sulla società stessa (in modo simile a come fanno i sondaggi) con un ritmo sempre più accelerato. Non credo che, a causa di questa accelerazione avremo previsioni più corrette ma ne avremo un bisogno sempre più costante. Forse le nuove forme di governance post-ideologiche saranno molto simili a quello che fa Google oggi con i suoi algoritmi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per aver riassunto questo interessante dibattito.</p>
<p>Credo non si dovrebbe trascurare il fatto che molti dei dati oggi disponibili sono tracce di azioni umane rese permanenti e ricercabili dal web. L&#8217;analisi di questi dati attualizza forme di auto-osservazione della società che retroagiscono sulla società stessa (in modo simile a come fanno i sondaggi) con un ritmo sempre più accelerato. Non credo che, a causa di questa accelerazione avremo previsioni più corrette ma ne avremo un bisogno sempre più costante. Forse le nuove forme di governance post-ideologiche saranno molto simili a quello che fa Google oggi con i suoi algoritmi.</p>
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