Gli stakanovisti dei social media
06/05/2009

Lo studio dei social media e delle loro dinamiche è un’attività, per ovvi motivi, recente e le conclusioni a cui giungono le ricerche possono apparire contraddittorie.

Tra i numerosi ed interessanti paper del  Social Computing Lab, sezione degli HPLabs, due evidenziano conclusioni in apparente contrasto.

Molti studi dimostrano che, nei siti di content sharing come YouTube, Flickr o Digg, la produzione di contenuti online segue la famigerata legge di potenza: un ristretto numero di utenti – che rappresenta il vitale nocciolo duro di queste comunità – genera la stragrande maggioranza dei contenuti stessi.

Una ricerca condotta dal direttore delSocial Computing Lab, Bernardo A. Huberman,  dimostra innanzitutto che la perdita di interesse da parte degli altri membri della comunità per i contenuti di un particolare utente è strettamente correlata alla decisione di questi smettere di produrne.

Si può quindi ipotizzare, e dimostrare, che i membri più attivi, quasi devoti, che producono contenuti a ritmo continuo per lunghi periodi di tempo vengono motivati e ripagati da un’attenzione sempre maggiore; si innesca un circolo virtuoso (feedback loops of attention), in cui più un utente contribuisce, più aumenta la sua popolarità (il numero di suoi fan), più riceve attenzione, più produce.

Non è da escludere che, per ottenere questo risultato, gli stakanovisti della peer production imparino non solo a migliorare la qualità dei loro contenuti ma ad adattarli al gusto prevalente della comunità o, meglio, di una determinata nicchia.

Sarebbe tutto chiaro se un’altra ricerca compiuta dallo stesso autore analizzando le dinamiche associate a 10 milioni di video di YouTube non rivelasse che più spesso un individuo carica contenuti meno probabilità avrà di replicare risultati favorevoli di audience ottenuti in passato.

Una spiegazione piuttosto ovvia deriva dall’attenuarsi dell’”effetto novità” ma coniugare i risultati delle due ricerche è più arduo.

Posso avanzare l’ipotesi che all’aumentare dei contributi sarà sì sempre più difficile replicare grandi exploits sul singolo contenuto ma si riuscirà comunque ad acquisire una certa popolarità basata sulla qualità media dei contenuti prodotti.

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2 Commenti su “Gli stakanovisti dei social media”

  1. 1 questavita ha detto alle 21:26 del 10 giugno 2009:

    interessante spunto di riflessione, grazie :)

  2. 2 Federico Bo ha detto alle 08:37 del 11 giugno 2009:

    Grazie a te della visita.

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