Un paio di giorni fa in un help-desk di Kublai con Reti Glocali si è parlato di ingegneria sociale, ovvero di come far nascere ed evolvere una comunità online; curiosamente nel pomeriggio mi ero letto un report proveniente dall’Australia, scritto da due studiosi della Queensland University of Technology, dal titolo Social Media: Tools for User-Generated Content – Social Drivers behind Growing Consumer Participation in User-Led Content Generation (primo di una trilogia dedicata ai social media).
E’ stato istruttivo notare come la ricerca e le considerazioni fatte “sul campo” coincidessero, sintomo che ci si sta avvicinando alla definizione di un nucleo stabile di metodologie, funzionalità, buone pratiche nella progettazione e gestione delle reti sociali online (e non dimentichiamo il lavoro di Giacoma-Casali, Motivational Design – Una metodologia per il social network design giunto proprio i questi giorni alla versione 1.5).
Cerchiamo di sintetizzare qualche punto.
I social network sono un mezzo, non un obbiettivo. Devono servire a costruire una comunità che abbia visioni e obbiettivi comuni, da raggiungere attraverso il plusvalore apportato dalle interazioni, che come enzimi catalizzano e accelerano i processi creativi e realizzativi.
Gli amministratori e i community manager devono essere delle guide discrete ma attente che indirizzano la comunità verso l’auto-organizzazione; per far questo occorre avvalersi dei membri più attivi e autorevoli, che avranno responsabilità via via crescenti all’ interno della comunità, come moderatori, come tutor per i novizi, come facilitatori, come portavoce e come suggeritori di innovazioni strutturali e funzionali all’interno della piattaforma.
La soglia di accesso deve essere il più bassa possibile – sistemi di autenticazione distribuita tipo Facebook Connect e OpenID sono una risorsa preziosa – e il nuovo membro deve essere subito accolto, guidato e invitato a interagire con il resto della comunità.
La fase di apprendimento avviene, soprattutto per i meno esperti della vita online, a piccoli passi: prima amicizie, qualche commento sul wall, qualche foto link condiviso. Non aver fretta che l’utente dia subito contributi significativi.
Una regola fondamentale è l’assunzione di equipotenzialità di tutti i membri; questo non significa che tutti sono uguali, ma che tutti hanno le stesse possibilità di divenire membri autorevoli all’interno delle comunità, per le competenze e per le capacità che saranno riusciti a esplicitare.
E’ importante che gli utenti sappiano di avere il massimo controllo sui loro dati e sui loro contenuti; massima trasparenza, rispetto della privacy, termini di servizio chiari e immediata comunicazione di ogni variazione nelle “regole del gioco” sono elementi fondamentali per instaurare un clima di fiducia all’interno della rete sociale.
L’emersione dei contenuti, delle idee e degli individui più interessanti è un’operazione che coinvolge tutta la community, coadiuvata da sistemi di feedback impliciti, come il numero di commenti o il numero di visite a un dato profilo o espliciti come il rating. In generale la capacità di auto-organizzazione e auto-gestione di una comunità è chiamata da Howard Rheingold social accounting ed è resa possibile da tutta una serie di strumenti che permettano di creare, valutare e rendere persistente nel tempo la reputazione di ogni utente e la validità di ogni contenuto.
Creare un forte senso di appartenenza alla comunità rende meno critico il naturale evolversi della comunità stessa, che manterrà una sua unitarietà anche con il crescere dei membri e della complessità strutturale.
L’apertura della piattaforma al resto della Rete garantisce un interscambio fecondo, permettendo che i contenuti più significativi e i loro autori acquisiscano visibilità e “pubblicità” anche al di fuori della rete sociale: queste e altre gratificazioni sono incentivi importanti che stimolano la partecipazione e la generazione di contributi originali.
E’ importante non solo monitorare ma anche analizzare con metodologie e strumenti appropriati le dinamiche della rete sociale; i manager di Kublai, per esempio, grazie al lavoro di social network analysis di Ruggero Rossi sponsorizzato da Alberto Cottica, sono riusciti a ricavare informazioni utili per la governance della comunità.
update: Davide Casali mi fa giustamente notare un altro aspetto importante che avevo trascurato: la necessità per gli amministratori di partecipare attivamente alla vita della community, per conoscerne dall’interno tutte le dinamiche e per comprenderne lo zeitgeist nonchè per far sì che, come dimostrato anche dall’analisi di Ruggero, vengano mantenute le caratteristiche di piccolo mondo della rete sociale (gli amministratori, in generale, mantengono i legami con i membri periferici della comunità).
Categoria Discussioni, Ricerche | Tags: Kublai, LinkedIn, motivational design, social media, social network, social network analysis | 1 Commento »
Internet annulla le distanze e ci rende tutti cittadini dello stesso villaggio globale?
Un piccolo studio di due ricercatori israeliani sembra dimostrare che le nostre comunicazioni via email o i nostri contatti Facebook siano dipendenti strettamente dalla distanza geografica: abbiamo moltissimi scambi con persone che vivono vicino a noi, pochissimi con chi vive lontano, per esempio in altri continenti. Nel grafico distanza-numero contatti (vedi figura) appare una rappresentata una legge di potenza, in particolare la legge di Zipf, famosa perché si ritrova in vari campi, dalla frequenza delle parole negli scritti alla frequenza degli accessi alle pagine dei siti Web, dalle dipendenze dei pacchetti di una distribuzione Linux-Debian alla distribuzione della popolazione nelle città.

da Goldenberg- Levy, Distance Is Not Dead: Social Interaction and Geographical Distance in the Internet Era
La ricerca non mi sembra particolarmente accurata, ma sarebbe interessante approfondire l’argomento, provando per esempio a valutare l’importanza della lingua e quindi se esistono differenze significative tra i paesi anglofoni (la cui lingua è la più utilizzata) e gli altri, le cui lingue hanno spesso una distribuzione geografica limitata.
Categoria Ricerche | Tags: distanza, email, Facebook, internet, legge di zipf, LinkedIn | 9 Commenti »
In Rete circolano appelli che incitano gli utenti di Twitter a cambiare la localizzazione e l’orario di riferimento per aiutare gli internauti iraniani impegnati nelle proteste post-elezioni: il concetto alla base sarebbe che aumentare a dismisura gli utenti localizzati a Tehran e con fuso orario settato sull’ora ufficiale iraniana potrebbe confondere le forze di sicurezza, impedendo loro di capire chi twitta veramente dalla capitale persiana.
Alcuni però sono scettici, come Evgeny Morozov, esperto degli impatti di Internet sulla politica, in special modo negli stati autoritari. Secondo Morozov le autorità iraniane dispongono già di un database con i nomi dei blogger e degli utenti di Twitter, per cui non avrebbero bisogno di tracciare le conversazioni in questi giorni per risalire agli utenti-manifestanti; inoltre l’effetto collaterale di questa iniziativa sarebbe quella di “inquinare” le fonti, rendendo difficile stabilire quali siano quelle autentiche. Inoltre lo studioso di origine bielorussa pensa che il ruolo di Twitter nella crisi sia stato sovrastimato in Occidente.
Anche altre fonti ritengono che la protesta venga organizzata utilizzando strumenti come gli SMS e il caro, vecchio ma potente passaparola. La comunità digitale in Iran non è così folta da garantire una diffusione capillare delle informazioni via Twitter – che peraltro non supporta neanche il farsi – o altri social media; inoltre è concentrata nelle grandi città mentre nelle zone rurali il digital divide è estremamente accentuato. Sembra che siano soprattutto i mass media occidentali, privi di corrispondenti in loco, a enfatizzare il contributo di Twitter nella crisi iraniana.
Comunque, nel dubbio, un giovanissimo funzionario del Dipartimento di Stato americano ha invitato con successo i responsabili di Twitter di posporre a beneficio degli internauti iraniani la prevista manutenzione che avrebbe bloccato per qualche ora il servizio.
Resta il fatto che migliaia di cittadini della Rete in tutto il mondo non solo usano i social media per essere informati in tempo reale ma stanno diventando sempre più parte attiva nelle varie crisi mondiali, amplificando messaggi, fornendo supporto tecnico e ora anche tentando di aiutare con un hackeraggio di massa i loro concittadini che hanno la sfortuna di abitare, nel mondo fisico, in regimi non democratici.
Categoria Contributi | Tags: crisi, gmt, internet, iran, iranelection, LinkedIn, location, social media, twitter | 2 Commenti »

Perché tweet sì e feed no? Ne parla Marco Formento, io solo commento, di lì e di qui.
Alcuni fattori, secondo me, hanno penalizzato i feed RSS, di per se uno strumento formidabile e ancora oggi sottostimato:
- la mancanza di uno standard unico
- il fatto che il feed stesso fosse, soprattutto all’inizio, non immediatamente individuabile nelle pagine dei siti, perché nascosto o relegato in zone marginali delle pagine
- l’inutile complicazione nell’abbonamento a un feed (clicco, poi devo scegliere con quale servizio, poi la categoria di appartenenza ecc.)
- soprattutto la povertà dell’impaginazione fornita da tutti gli aggregatori, che rendevano “povera” e difficoltosa l’esperienza di lettura.
Ho sempre utilizzato i feed RSS ma solo dopo la scoperta di Feedly l’esplorazione e la lettura sono diventati un piacere e non un dovere.
Per il resto, i tweet sono conversazioni continue che si inseriscono naturalmente nel quotidiano mentre i feed richiedono la cattura di frazioni dedicate di tempo e di attenzione.
Categoria Pensieri | Tags: feed rss, feedly, informazione, interaction design, LinkedIn, twitter | 2 Commenti »
Il fatto che oltre della ricerca di informazioni (Google, Bing e gli altri motori di ricerca classici) e della diffusione di conoscenza (Wikipedia) si senta l’esigenza di “tornare all’antico”, cioè di elaborare dati, ora a un livello superiore e su scala planetaria, è testimoniato dalla fretta con cui Google mette online Squared cha per il momento sta a W|A come il sussidiario a un testo delle superiori. Attendiamo fiduciosi che entrambi si iscrivano all’università…
Categoria Pensieri | Tags: bing, elaborazione, LinkedIn, squared, wolfram alpha | Nessun commento »

Il primo tentativo di ricostruzione della storia del networking artistico in Italia. Un’analisi sull’uso creativo e condiviso delle tecnologie, dal video al computer e sulla formazione di una comunità hacker italiana. Una riflessione sul ruolo dell’artista che si fa networker, ricollegandosi alle neoavanguardie degli anni Sessanta.
Scritto da Tatiana Bazzichelli. Prefazione di Derrick de Kerckhove. Postfazione ed editing di Simonetta Fadda (Costa & Nolan, Milano, uscita novembre 2006).
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Categoria Segnalazioni | Tags: arte, hacker, libri, networking artistico, Tatiana Bazzichelli | Nessun commento »
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