Le critiche motivate e non superficiali alla Rete sono utili e necessarie perché ne favoriscono il passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
Sul Sole 24 Ore Miguel Gotor, giovane storico dell’Università di Torino, è l’ultimo a intervenire nella discussione aperta da Gianni Riotta sui lati oscuri di Internet.
Tanto per riprendere confidenza con questo povero blog, così trascurato e avvizzito, mi cimento nel tentativo di dare qualche risposta a Gotor, che espone alcuni timori legati al “filo della Storia smarrito in Rete”.
La prima questione riguarda proprio il titolo dell’intervento: esiste un filo della Storia? O la Storia è formata da una trama di fili intrecciati, una rete (appunto) strettamente interconnessa di eventi, luoghi, persone, idee?
In ogni caso la sua narrazione e ancor più la sua interpretazione dovrebbe nascere dall’analisi sempre più raffinata e profonda dei legami e delle interazioni che si formano e si disfano nel tessuto delle società. E per questo è necessario avere a disposizione il maggior numero possibile di dati e informazioni.
La digitalizzazione di archivi e biblioteche e l’immissione del loro contenuti nello spazio aperto e accessibile della Rete sta creando nuove possibilità di analisi e di ricerca, attraverso prospettive insolite, permettendo di far emergere non solo legami e connessioni spesso sommerse tra gli eventi storici ma anche di rinnovare un passato mai così presente e “vivo” come oggi. Il timore, manifestato da Gotor, di selezione arbitraria dei materiali da digitalizzare mi sembra infondato e ancor più il pensiero che siano motivazioni come il risparmio, la superficialità e la pigrizia a spingere verso la conversione digitale delle fonti storiche. Anzi, è proprio la passione e la determinazione a voler preservare e rendere disponibili le informazioni al maggior numero possibile di studiosi e ricercatori la molla che spinge archivi e biblioteche, nonché associazioni e appassionati, a svolgere un lavoro lungo e delicato.
L’affermazione che oggi, nella bi-dimensione fisica/digitale sempre più interconnessa e interdipendente, si viva in un continuo presente fagocitato da se stesso potrebbe rappresentare un problema per un sociologo, forse per un filosofo ma certamente non per uno storico: perché il presente, il quotidiano, ogni atto e avvenimento, ogni pensiero e ogni idea, ogni causa e ogni effetto, mai come oggi hanno la possibilità di diventare memoria permanente, storia registrata momento per momento. Una manna per gli storici del futuro prossimo, che potranno osservare (avvalendosi di approcci innovativi alla Storia, per esempio attingendo alla teoria della complessità e alle neuroscienze) la continua e incessante trasmutazione della storia, delle storie nella Storia.
Per questo trovo discutibile anche l’asserzione che:
una documentalità evanescente e liquida che renderà in futuro più impalpabile la ricostruzione dei movimenti preparatori e delle decisioni che hanno portato alla definizione di alcune scelte esecutive in campo culturale o politico.
Al contrario, i percorsi e le vie, anche tortuose e imprevedibili, che hanno portato a decisioni e scelte saranno sempre più ripercorribili con una sorta di reverse engineering storico, in grado di ricostruire il passato attraverso lo studio delle ramificazioni dell’albero delle scelte a partire dal germoglio del presente.
Allo stesso modo non credo che il problema dell’attendibilità dei dati su internet sia di ostacolo a una ricerca storica, non più di quanto sia stato fino a oggi il reperimento stesso di fonti e materiali: individuare l’origine degli errori, ripercorrere la storia di un’informazione, verificare un fatto risulta se non facile almeno possibile sfruttando i collegamenti tra i nodi e gli strumenti a disposizione di quel grafo globale che è il Web.
Categoria Discussioni, Pensieri | Tags: archivi, biblioteche, gianni riotta, internet, LinkedIn, miguel gotor, Rete, sole24ore, storia | 1 Commento »
Ma ora che i dati personali e le informazioni “sensibili” vengono sempre più trasferiti dal proprio computer a servizi online “on the cloud” come faranno gli investigatori per risolvere i casi? Si dovrà chiedere l’accesso all’account al fornitore del servizio? Mandato di visualizzazione?
Categoria Pensieri | Tags: cloud computing, dati sensibili, privacy | Nessun commento »
Forse non c’entra con la blogosfera molle, o forse sì.
Scrivo dei nomi a caso, tra esperti, giornalisti, imprenditori, studiosi italiani della Rete: Giovanni Boccia Artieri, Giuseppe Granieri, Vittorio Zambardino, Sergio Maistrello, Luca Conti, Anna Masera, Alberto D’Ottavi, Guido Scorza…probabilmente potrei aggiungerne altri.
Ora, come mai tutti loro non hanno due-righe-due di bio su Wikipedia Italia? Va bene che non sono calciatori (basterebbe di serie C…) ma ho come il sospetto che questa assenza sia una prova di qualcosa. O no?
ps Luca De Biase c’è: un fans club più organizzato?
Categoria Pensieri | Tags: web, wikipedia | 2 Commenti »
Filtr it!, il patchwork-magazine condiviso nato da un’idea di Giuseppe Granieri e Sergio Maistrello, è un esperimento interessante, di cui seguo gli sviluppi e a cui contribuisco come “segnalatore”.
Ma una riflessione è necessaria: non è che per attenuare l’information overload scivoliamo nello sharing overload?
L’atto di condividere, oltre che vagamente ossessivo-compulsivo, è divertente grazie ai sempre più numerose iconcine dedicate e alle apposite estensioni del browser che “catturano” il contenuto e lo rilanciano ma ormai, quando navigo in Rete e voglio condividere un link, un articolo o un post mi trovo a dovere scegliere tra diverse possibili destinazioni della mia segnalazione: da Facebook al mio tumblr o a quello di To report, da FriendFeed a Twitter e ora a Filtr it! (senza contare le email utilizzate per raggiungere i meno web addicted…)
Diverse applicazioni permettono di inviare il contenuto da condividere simultaneamente a più destinazioni ma il problema persiste sia da un punto di vista funzionale che da un punto di vista cognitivo: ogni atto di condivisione diventa sempre più “pesante” perché occorre valutare coscienziosamente a quale “audience” la segnalazione può risultare utile.
Ogni lettura in Rete è ormai una palestra mentale non indifferente, che implica attenzione e analisi in vista della valutazione (”Mi piace?”), della condivisione ponderata, della conversazione (commenti).
Categoria Pensieri | Tags: condivisione, filtr it!, information overload | Nessun commento »

zen garden by euart
Durante una conversazione su Friendfeed su Wired nel quale è intervenuto anche il direttore Riccardo Luna mi sono chiesto: cosa differenzia l’esperienza della lettura da quella della navigazione in Rete? E cosa chiediamo (o pretendiamo addirittura) quando sfogliamo una rivista, un magazine nell’epoca di Internet?
La navigazione è contraddistinta da una sorta di frenesia cognitiva che frammenta e miscela i contenuti: schegge informative competono per la nostra attenzione, i percorsi non sono lineari, i flussi di parole, immagini, suoni si trasformano in turbini infrangendosi nei nostri “click”.
Il momento della lettura ci riporta in un universo meno complicato e veloce, più newtoniano che quantistico. Dall’ iperestesia di Times Square alla quiete di un giardino zen. Un momento di ricomposizione tra informazione e riflessione. Un momento in cui a un’informazione possa seguire una riflessione e non un’altra informazione.
Quindi da una rivista come Wired non voglio una replica nella forma e nella sostanza della navigazione in Rete, costruita anche attraverso una grafica che schiavizza i contenuti; quel che vorrei è che aumentasse il numero pagine “dense” , quelle degli approfondimenti, delle inchieste, delle storie disegnate, anzi affrescate, con i colori delle parole e le sfumature delle frasi.
Dai giornali, dai magazine ma anche dai libri voglio qualcosa che riempia i vuoti e il senso di incompletezza che i frammenti del discorso tumultuoso della Rete mi lasciano addosso.
Categoria Pensieri | Tags: esperienza, lettura, LinkedIn, magazine, navigazione in Rete, riccardo luna, riviste, Wired Italia | 4 Commenti »

Abbazia di Montecassino - Scorcio del Chiostro
In Italia vi sono piccole e residuali enclave di società civile, attenta, colta, preoccupata per il futuro che si collegano tra di loro tramite i sentieri della Rete; come i monasteri e le abbazie dell’alto Medioevo custodiscono – non gelosamente - le virtù e i saperi ora osteggiati e derisi, sperimentano e innovano nella piccola scala loro consentita, cercano di far opera di proselitismo culturale e tecnologico, mantengono le relazioni con il resto del mondo, gettano le basi sulle quali ripartire e ricostruire una società italiana più aperta, più innovativa, più avanzata socialmente e culturalmente.
Perché finirà, una mattina di queste, quest’era sciatta e immobile come l’aria stantia.
Questi monasteri senza mura di inizio XXI secolo custodiscono, a differenza di quelli originali, non il passato, ma il nostro futuro.
Categoria Pensieri | Tags: conoscenza, futuro, italia, monasteri | 1 Commento »

Perché tweet sì e feed no? Ne parla Marco Formento, io solo commento, di lì e di qui.
Alcuni fattori, secondo me, hanno penalizzato i feed RSS, di per se uno strumento formidabile e ancora oggi sottostimato:
- la mancanza di uno standard unico
- il fatto che il feed stesso fosse, soprattutto all’inizio, non immediatamente individuabile nelle pagine dei siti, perché nascosto o relegato in zone marginali delle pagine
- l’inutile complicazione nell’abbonamento a un feed (clicco, poi devo scegliere con quale servizio, poi la categoria di appartenenza ecc.)
- soprattutto la povertà dell’impaginazione fornita da tutti gli aggregatori, che rendevano “povera” e difficoltosa l’esperienza di lettura.
Ho sempre utilizzato i feed RSS ma solo dopo la scoperta di Feedly l’esplorazione e la lettura sono diventati un piacere e non un dovere.
Per il resto, i tweet sono conversazioni continue che si inseriscono naturalmente nel quotidiano mentre i feed richiedono la cattura di frazioni dedicate di tempo e di attenzione.
Categoria Pensieri | Tags: feed rss, feedly, informazione, interaction design, LinkedIn, twitter | 2 Commenti »
Ho notato che nel mio blog stanno aumentando sempre più le visite che provengono da ricerche effettuate con Bing.
update: intanto sta tallonando Yahoo Search…
Categoria Pensieri | Tags: bing, motori di ricerca | 4 Commenti »
Il fatto che oltre della ricerca di informazioni (Google, Bing e gli altri motori di ricerca classici) e della diffusione di conoscenza (Wikipedia) si senta l’esigenza di “tornare all’antico”, cioè di elaborare dati, ora a un livello superiore e su scala planetaria, è testimoniato dalla fretta con cui Google mette online Squared cha per il momento sta a W|A come il sussidiario a un testo delle superiori. Attendiamo fiduciosi che entrambi si iscrivano all’università…
Categoria Pensieri | Tags: bing, elaborazione, LinkedIn, squared, wolfram alpha | Nessun commento »
Commenti recenti