Come si fa a non partecipare al KublaiCamp del 30 gennaio? Mi dovete dire una sola ragione per cui si debba rinunciare a un evento così, ad alto tasso di creatività sociale.
Non vi fidate delle mie parole? Andate a guardare il programma emergente, nato dalle “primarie” della comunità kublaiana.
Dagli elevators pitch di finalisti e non (cos’è un elevator pitch? Venite e lo scoprirete…), all’esplorazione degli spazi creativi accuditi anche da Kublai, dall’ introduzione all’analisi strategica e alla redazione di un business plan alla questione del finanziamento dei progetti fino a giungere all’ufficio sulla nuvola passando per le esperienze di Second Life e le istruzioni per presentare al meglio un progetto creativo.
E poi ancora la scelta dei vincitori, romanzi in progress, torri di Asian, kublai beer ex ante ed ex post e ancora…
E la location! Uno spazio molto “wired” (e a prova di calamità…) nel quartiere Ostiense, in piena renaissance culturale e artistica.
Convinti? Allora iscrivetevi qui. Non convinti? Non ci credo.
‘Insegnanti’ non sono più solo i docenti scolastici e universitari, ma una sfera molto più ampia di figure professionali impegnate ad esempio nel mondo della formazione permanente, della formazione aziendale, della mediazione informativa, della pubblica amministrazione. E la formazione on-line può avere anche lo scopo di spiegare all’utenza come ricevere determinati servizi o compiere determinate operazioni via rete, o ancora di distribuire informazione con la consapevolezza che spesso occorre aiutare l’utente nel compito sempre più complesso di selezionarla e valutarla. [...] La rete è ormai per molti versi il nostro principale strumento di scambio informativo, e la formazione è anche scambio informativo: è dunque inevitabile che la rete sia anche, e forse soprattutto, uno spazio di formazione e di apprendimento. Ma la formazione non è solo scambio informativo: è anche costruzione collaborativa di conoscenze, discussione critica, sperimentazione.
Utilizzando la nuova licenza ccLearn, la licenza Creative Commons per materiali didattici, gli organizzatori del master metteranno online contenuti e materiali didattici sviluppati per i corsi convinti che:
anche se i contenuti didattici rappresentano una componente importantissima del nostro master, non lo esauriscono. Il valore aggiunto rappresentato dall’iscrizione formale al master è dato dalla partecipazione a una comunità di apprendimento che utilizza questi (ed altri) contenuti in maniera organizzata e guidata, all’interno di un percorso di apprendimento monitorato e certificato, orientato alla costruzione collaborativa di conoscenze e dotato di strumenti avanzati di interazione.
Speriamo però che almeno alcuni di questi contenuti possano risultare utili e interessanti anche per chi non partecipa a questo percorso (e possano magari anche invogliarla/o a iscriversi!), o possano essere utilizzati anche all’interno di percorsi formativi diversi.
Il costo per il primo anno è di 950 euro, le iscrizioni scadono il 15 novembre 2009.
Volete conoscere la storia sconosciuta del primo e unico cosmonauta russo arrivato sulla Luna nel 1975?
Non avete che da contribuire al finanziamento del film di fantascienza “El Cosmonauta“.
Il progetto del collettivo spagnolo Riot Cinema ha adottato la filosofia del crowdfunding per raccogliere parte dei soldi necessari alla realizzazione dell’opera: basta donare almeno 2 euro o acquistare i gadget proposti per diventare micro-produttori del film, con tanto di citazione nei titoli di coda. Con mille euro si diventa investitori e si partecipa alla suddivisione degli eventuali utili.
Il film sarà interamente distribuito su Internet sotto licenza Creative Commons, quindi con piena libertà di copiare, modificare, remixare e con il solo obbligo di citare gli autori del contenuto originale.
Un consorzio di università americane, capitanate dalla Duke University, dalla Stanford University e dall’Università di Rochester ha creato Futurity.org, magazine online dedicato alle ricerche che si svolgono nelle più prestigiose università del Canada e degli Stati Uniti.
Gli articoli sono suggeriti dalle stesse università, quindi vagliate e selezionate da un editor.
All’interno è possibile vedere quali sono le letture della “gente che conta” e, soprattutto, effettuare ricerche con parole chiave: i risultati sono composti dalle migliori 20 fonti che si occupano di quegli argomenti, completi di metadati come numero di sottoscrittori, di articoli settimanali, di raccomandazioni e tags. Naturalmente ci si può abbonare al feed RSS complessivo associato a ogni ricerca.
THE LAB è l’innovativa struttura inglese – emanazione del NESTA - dedicata alla riprogettazione radicale, collaborativa e distribuita di tutto ciò che è “pubblico servizio”; ha da poco pubblicato Social by Social, una guida all’utilizzo delle nuove tecnologie e dei social media per progetti destinati ad avere un impatto sociale.
Secondo gli autori, Social by Social :
rende accessibili gli strumenti necessari per costruire una comunità, offrire servizi, sviluppare attività e sostenere progetti.
Vogliamo aiutare il settore pubblico e il terzo settore a evolvere, mostrando loro il potere di queste nuove tecnologie e come accedere ad esse. In questo contesto, speriamo di educare i finanziatori e i politici circa l’enorme cambio di mentalità e di aspettative necessarie per commissionare con successo queste tipologie di progetti, per dare agli innovatori maggior spazio per operare.
Ricco di casi di studio e interviste, suggerimenti e consigli su come creare, gestire e “mantenere in salute” una community, questa guida dalla grafica accattivante è un vademecum prezioso per chi voglia imparare e approfondire l’uso sociale delle tecnologie.
A metà strada tra Pagine Gialle Bianche e un Who’s who 2.0, 123people sbarca in Italia, sotto la guida di Luca Sartoni, country manager per il nostro paese..
Il servizio, nato da una start-up austriaca circa un anno fa, permette di ricostruire “l’impronta digitale” di una persona, scovando in Rete tutte le informazioni e riorganizzandole in una pannello composto da diverse sezioni: indirizzi email, foto, biografia, documenti, link web, blog, IM/microblog ecc.
Questo motore di ricerca specializzato è stato pensato per monitorare lo stato della propria reputazione online ma potrebbe essere utile anche per controllare l’affidabilità di possibili partner professionali, per condurre ricerche giornalistiche o semplicemente per tenersi aggiornato sulla vita della propria star preferita.
Convinto che un servizio del genere deve poter fornire risultati rilevanti, migliori di una semplice ricerca su Google ho fatto dei test, partendo, ovviamente, con il mio nome e proseguendo con persone che hanno gradi diversi di frequentazione della Rete.
I risultati sono stati buoni con i “web addicted“, solo discreti con chi non utilizza molto la Rete (niente blog o twitter per esempio) ma è spesso citato per una ragione o per l’altra nei contenuti online; Luca mi ha detto che sta lavorando per inserire nuove fonti dati locali che possano arricchire i risultati delle ricerche.
Per quel che mi riguarda, a parte il problema delle omonimie, risolvibile solo con il web semantico, mi piacerebbe che un servizio del genere riuscisse a risolvere il problema dell’inclusione di persone che contengono la stringa “bo” nel cognome o semplicemente si chiamano Federico e sono di Bologna…
Devo dire che la una delle sezioni più riuscite è quella della tag cloud, che riesce a sintetizzare piuttosto bene interessi e competenze di un individuo: meno fico di Personas ma più efficace…
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