Come corollario del post sul motore di ricerca Hakia segnalo questo post che chiarisce in maniera semplice ed efficace le differenze tra tecnologie semantiche (come quella utilizzate da Hakia) ed il Web semantico, tra il Web 2.0 ed il Web 3.0 prossimo venturo, tra dati ed iperdati.
Riporto solo una parte del post di Nova Spivack (traduzione mia):
Qual’è la differenza tra “Dati sul Web (Data on the Web)” e l’idea di un “Web di dati (The Data Web)”?
La miglior risposta a questa domanda l’ha data Dean Allemang al recente Semantic Web SIG svoltosi a Palo Alto. Dean dice, “Certamente ci sono dati nel Web, ma attualmente non esiste un Web di dati.” La differenza è che nel paradigma del Web Semantico, ogni dato può essere collegato ad una altro dato in un altro posto, questo è un web (ndt ragnatela) di dati, non solo dati nel Web.
Io chiamo questo concetto riguardo i dati interconnessi “Iperdato (Hyperdata)”, che rappresenta per i dati ciò che l’ipertesto è per il testo.
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Hakia è un motore di ricerca meaning based, basato su una teoria linguistica del significato del linguaggio naturale chiamata Ontological Semantics (Ontosem). Le ricerche possono essere effettuate nel modo tradizionale oppure tramite la formulazione di semplici domande, come ad esempio: “La vita intelligente è giunta sulla Terra dallo spazio?”
Che cos’è l’Ontological Semantics?
Si tratta di una teoria che fa parte di quelle discipline note sotto il nome di semantiche linguistiche. In quest’approccio, detto rappresentazionale, l’obbiettivo è lo studio del significato di frasi e testi così come essi sono intuitivamente compresi dagli esseri umani. L’emulazione dei metodi naturali del processo di comprensione avviene attraverso la costruzione di un robusto framework teorico. La risorsa centrale è rappresentata dalla costruzione di un’ontologia che fornisca le chiavi per estrarre e rappresentare il significato da testi in linguaggio naturale.
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ITerating è una guida striki-based* per software open source e commerciali. Allo stato attuale contiene quasi 18.000 software, recensiti e giudicati dagli utenti. I contenuti del sito sono sotto licenza Creative Commons ma testi e recensioni rimangono proprietà dei rispettivi autori. Per gestire la mole di informazioni e l’aggiornamento dei dati il software di ITerating utilizza una tecnologia semantica basata su RDF che automaticamente si collega a repositories ed altre fonti informative. Un’ottima interfaccia permette di filtrare e comparare più prodotti, creando una matrice di comparazione personalizzata. E’ possibile abbonarsi ad un feed RSS che tenga aggiornati su determinate categorie di prodotti.
* Uno striki è un wiki strutturato.
[via Tectonic]
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Tra gli studi e le ricerche che sono state presentate alla 16ma International World Wide Web Conference piuttosto interessante è questa, The Two Cultures. Mashing up Web 2.0 and the Semantic Web. Non uno studio rivoluzionario ma un’analisi chiara dello stato attuale del Semantic Web e dei passi che occorre fare nell’immediato futuro per superare la fase sperimentale e rendere le tecnologie semantiche semplici e popolari come i feed RSS.
La tesi sostenuta è che Web Semantico e Web 2.0 sono complementari: il primo fornisce l’architettura per lo scambio, la distribuzione e il riutilizzo dei dati, il secondo può indicare soluzioni per l’usabilità e offrire il suo approccio user & community-centred. Quest’ultimo punto è necessario, secondo gli autori, per superare il modello machine-centred del Sematic Web.
Nell’articolo viene presentato uno scenario, centrato sul mondo dei blog, plausibile e realizzabile entro un paio d’anni in cui l’interazione tra Web Semantico e 2.0 trova la sua realizzazione.
Le ipotesi alla base dello scenario sono tre:
- Il World Wide Web diventerà World Semantic Web: non ci saranno solo alcune isole o Intranet che utilizzeranno tecnologie sematiche. La maggior parte della Rete sarà semantica.
- Dovrà essere adottato un approccio al Semantic Web bottom-up e centrato sull’utente. Lo stesso Web è stato edificato dagli individui, non dalle grandi compagnie.
- Il passo decisivo si avrà nel momento in cui verranno utilizzate ontologie “espressive” e linguaggi “leggeri” per lo scambio di informazioni.
Da leggere.
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