Blockchain

SingularDTV, il cinema del futuro tra blockchain, token e disintermediazione

SingularDTV è un progetto molto ambizioso. L’obbiettivo è quello di costruire un ecosistema decentralizzato e trasparente dedicato all’entertainment (cinema, musica, libri ecc.) attraverso un modello basato su blockchain e token; secondo una delle sue fondatrici, la produttrice Kim Jackson,
si vuole ridefinire l’intera filiera, dalla creazione, alla produzione
alla distribuzione dei prodotti audiovisivi. Il modello proposto
consentirebbe un efficace processo di disintermediazione, consentendo la
gestione diretta e la tracciabilità dei diritti nonché la
redistribuzione dei ricavi in maniera veloce e automatica ai diretti
interessati, a partire dagli artisti.

Partita
nel 2016 con una ICO che ha raccolto 7,5 milioni di dollari (in 15
minuti…) la società è stata fondata da un team che comprende, oltre alla
già citata Kim Jackson, il finanziere e venture capitalist Arie Levy-
Cohen, CFO, l’eclettico produttore, regista e sceneggiatore Zach Lebeau e
Joseph Lubin, uno dei maggiori esperti di blockchain e criptovalute,
co-fondatore di Ethereum e di ConsenSys.

La strategia di SingularDTV si fonda su tre pilastri. Innanzitutto la piattaforma, Tokit — già
operativa — per i finanziamenti dei progetti tramite token e la
conseguente gestione dei diritti e dei ricavi; una piattaforma
disintermediata e trasparente per la distribuzione in streaming, la
monetizzazione e l’engagement dei contenuti multimediali, a partire dalle opere audiovisive.

Il secondo pilastro prevede la produzione di contenuti originali; tra i primi lavori prodotti, “Trust machine”, documentario sulle blockchain e il film “The Happy Worker”, diretto da Duwayne Dunham e co-prodotto da David Lynch.

Infine
vi è una forte campagna promozionale che prevede la presentazione di
questi progetti nei festival, nei workshop e agli eventi legati all’entertainment e al mondo delle blockchain.

Ma
vi sono altre iniziative e sperimentazioni che mirano a creare una
galassia interconnessa di servizi e strumenti supportati da una
community eterogenea. Rentalist — attualmente
beta privata a New York — viene definita una piattaforma in stile
Airbnb che consente il noleggio peer-to-peer di attrezzature, la ricerca
di location e di membri della troupe.

SingularX,
di cui parleremo successivamente, è una piattaforma per la
compravendita di diritti di proprietà intellettuale sotto forma di
token.

SingulaDTV collabora inoltre strettamente con due tra i maggiori “venture studios” mondiali specializzati in criptovalute e blockchain, Centrality e ConsenSys.

Il “sistema monetario” di SingularDTV

Come
ormai sappiamo i token (o criptovalute “personalizzate”) rappresentano
un mezzo di scambio per acquistare beni o servizi all’interno di uno
specifico ambiente (come i gettoni di un luna park) e/o un asset che
ingloba il valore di un’azienda o di un network (come delle azioni). È
importante ricordare che, in generale, sono scambiabili sia con altri
token/criptovalute sia con valute classiche come euro o dollari.

SingularDTV
ha creato una sua moneta digitale principale, l’SNGLS, che come molte è
implementata sulla rete Ethereum. Con questa valuta intende
rappresentare la proprietà intellettuale sviluppata dalla compagnia e
utilizzarla come riserva e vettore del valore generato da tutto
l’ecosistema di applicazioni e servizi.

Ma SNGLS non è la sola moneta creata; esistono token “figli” che possono essere associati a un servizio particolare.
Per esempio SingularX ha il suo token chiamato SNGX in cui confluiscono
le commissioni di transazione (0,3%) che avvengono nella piattaforma di
scambio. Con un meccanismo chiamato “airdropping
il valore dei token SNGX può confluire nei “portafogli” dei possessori
della valuta “madre” SNGLS. In pratica, i possessori di quest’ultima
possono beneficiare anche del valore di tutti i token figli.

Tokit

Tokit viene definito come il “SingularDTV’s Rights Management Gateway and Project Creation Application”. Più semplicemente possiamo definirlo una piattaforma per il crowdfunding evoluto e/o per la revenue sharing
(la redistribuzione dei profitti) grazie alla possibilità di creare
token personalizzati per i propri progetti (film, documentari, musica,
ebook, videogame ecc.).

Forse il modo più efficace per spiegarne il funzionamento è descrivere i vari passi necessari per costruire e gestire i propri token.


Il passo preliminare consiste nel creare un wallet, un portafoglio dove
verranno depositati ether (ricordiamo che Ethereum è la rete blockchain
usata da SingularDTV) e token. La procedura non è immediata e il
creatore del progetto dovrebbe almeno avere una conoscenza di base sulle
criptovalute, anche per capire i meccanismi che verranno utilizzati per
creare, gestire, scambiare e “valorizzare” i propri token.


A questo punto si può creare il token associato al progetto,
scegliendone il nome, l’abbreviazione e soprattutto la quantità: in
genere siamo nell’ordine di centinaia di migliaia o milioni (il massimo
sono 10 milioni di unità). Più token ci sono, più sarà possibile
frazionare il valore associato e usarli efficacemente per esempio per
redistribuire i ricavi tra i finanziatori, la troupe e il cast (nel caso
di un film), sostenitori ecc.

La
creazione di questi token ha un costo di 100$, o in ether o nella
criptovaluta di SingularDTV, il SGNLS: se si usa questa soluzione si ha
uno sconto del 25%.

– Ora, immaginiamo che si vogliano trovare finanziamenti operando come in un “token crowdfunding” ;
in questo caso, per autofinanziarsi, si fa partire una campagna per la
vendita di una certa quantità di token agli utenti/fan/finanziatori:
questi scommettono sulla riuscita del progetto e sull’incremento di
valore dei token. I token prendono il posto dei “rewards”.
Il creatore del progetto fissa quindi la quantità di token da mettere
in vendita, il loro valore, l’obbiettivo minimo della raccolta (sotto il
quale i token possono essere rimborsati) e la durata della raccolta.

– In ogni caso il creatore del progetto ha la possibilità d’ora in avanti di usare i token.

· Può usarli come strumento per distribuire diritti / premi / royalties del progetto inviando token alle parti coinvolte

· Possono quindi essere usati come “azioni” su cui vengono convogliati i profitti derivanti dalla distribuzione grazie agli smart contract.
I ricavi saranno trasferiti in maniera automatica ai possessori di
token se l’opera, per esempio il film, viene distribuito sulla futura
piattaforma di SingularDTV (o, tramite accordi, su altre piattaforme di
streaming se il modello prende piede). Per i profitti derivanti dalla
distribuzione in sala o, poniamo, dalla vendita dei diritti a canali
televisivi occorrerà — per il momento — un
intervento “manuale”, convertendoli in ether e depositandoli nel wallet
del progetto che si occuperà di associarli ai token in circolazione.

· Si potranno scambiare con altri token o criptovalute usando la già citata piattaforma di compravendita SingularX.

Come è prevedibile, essendo un sistema completamente nuovo per il finanziamento e la revenue sharing,
la procedura appare farraginosa. Inoltre vi è il problema della
regolamentazione e degli interrogativi sul quadro normativo e fiscale
dei token. Allo stato attuale, per esempio, l’amministrazione fiscale
italiana ha stabilito che i token derivanti da ICO (che possono, forse,
essere paragonati ai token venduti per finanziare i progetti nel nostro
caso) devono essere tassati al 26%.

Al
di là di queste criticità, si possono comunque intuire quali possano
essere i vantaggi di un modello come quello di SingularDTV, soprattutto
in termini di disintermediazione, di trasparenza, di nuove forme di
creazione dei profitti e redistribuzione dei ricavi, di engagement
e anche di lotta alla pirateria: quante più persone sono coinvolte,
anche economicamente, tanto maggiore sarà l’incentivo a fruire l’opera
attraverso canali di distribuzione autorizzati.

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