Il misterioso Big Bang dei fratelli Bogdanov
17/02/2008

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Curiosa e bizzarra la storia dei gemelli Bogdanov e della loro teoria sulla Singolarità Iniziale, il Punto Zero da cui ha preso origine l’Universo. Star della televisione francese fin dagli anni ’80, i Bogdanov si sono specializzati in programmi di divulgazione scientifica e di fantascienza – un incrocio tra Superquark e Voyager – forti di una loro (presunta) formazione matematica. Negli anni ’90 hanno ripreso gli studi universitari all’Università della Borgogna per conseguire il dottorato di ricerca (in matematica Grichka ed in fisica Igor), attribuito loro in maniera piuttosto irrituale rispettivamente nel 1999 e nel 2002.

La pubblicazione dei loro lavori sull’origine dell’Universo su prestigiose riviste come Annals of Physics e Classical and Quantum Gravity ha creato nel mondo scientifico una querelle che ha avuto ampio spazio nei media internazionali, molto meno qui in Italia. Peccato, perché la storia di questo Bogdanov Affaire – i cui dettagli possono essere letti nella nutrita voce della versione inglese di Wikipedia — è davvero interessante ed assomiglia ad una sorta di giallo scientifico pieno di misteri e di colpi di scena.

Sostanzialmente i lavori dei fratelli Bogdanov sono accusati di essere nel migliore dei casi incomprensibili, inconsistenti e pseudoscientifici, nel peggiore di essere stati scritti da ciarlatani. Addirittura è stata paventata la possibilità che si tratti di un hoax, cioè di falsi tesi a dimostrare l’inaffidabilità del sistema di peer reviewing alla base delle pubblicazioni scientifiche.

Nel libro Prima del Big Bang. L’origine dell’universo (Longanesi, 2008), pubblicato nel 2004 in Francia ed ora pubblicato in Italia i fratelli Bogdanov raccontano la loro versione della storia, intrecciando la cronistoria della vicenda con opinioni favorevoli e contrarie di fisici e matematici e citando – con sospetta insistenza – corrispondenze e colloqui con un gran numero di scienziati di grande levatura. Una ricostruzione nebulosa ed a tratti reticente che non aggiunge molto rispetto a quanto si può leggere in Wikipedia.

Più interessante la parte dedicata alla teoria stessa, che, seppur sostanzialmente incomprensibile per un lettore medio, contiene elementi in grado di attrarre ed affascinare.

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