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	<title>Moto Browniano &#187; condivisione</title>
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	<description>&#34;Le nostre idee migliori sono spesso quelle che collegano due mondi diversi&#34; - Marvin Minsky</description>
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		<title>Sharing overload</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
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		<description><![CDATA[Filtr it!, il patchwork-magazine condiviso nato da un&#8217;idea di Giuseppe Granieri e Sergio Maistrello, è un esperimento interessante, di cui seguo gli sviluppi e a cui contribuisco come &#8220;segnalatore&#8221;.
Ma una riflessione è necessaria: non è che per attenuare l&#8217;information overload scivoliamo nello sharing overload?
L&#8217;atto di condividere, oltre che vagamente ossessivo-compulsivo, è divertente grazie ai sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bookcafe.net/filtr/" target="_blank">Filtr it!</a>, il <em>patchwork-magazine</em> condiviso nato da un&#8217;idea di <a href="http://www.bookcafe.net/">Giuseppe Granieri</a> e <a href="http://www.sergiomaistrello.it/">Sergio Maistrello</a>, è un esperimento interessante, di cui seguo gli sviluppi e a cui contribuisco come &#8220;segnalatore&#8221;.</p>
<p>Ma una riflessione è necessaria: non è che per attenuare l&#8217;<em>information overload</em> scivoliamo nello <em>sharing overload</em>?</p>
<p>L&#8217;atto di condividere, oltre che vagamente ossessivo-compulsivo, è divertente grazie ai sempre più numerose iconcine dedicate e alle apposite estensioni del browser che &#8220;catturano&#8221; il contenuto e lo rilanciano ma ormai, quando navigo in Rete e voglio condividere un link, un articolo o un post mi trovo a dovere scegliere tra diverse possibili destinazioni della mia segnalazione: da Facebook al mio <a href="http://denoviweb.tumblr.com/" target="_blank">tumblr</a> o a <a href="http://toreport.tumblr.com/" target="_blank">quello di <em>To report</em></a>, da FriendFeed a Twitter e ora a <a href="http://www.bookcafe.net/filtr/" target="_blank">Filtr it! </a>(senza contare le email utilizzate per raggiungere i meno <em>web addicted</em>&#8230;)</p>
<p>Diverse applicazioni permettono di inviare il contenuto da condividere simultaneamente a più destinazioni ma il problema persiste sia da un punto di vista funzionale che da un punto di vista cognitivo: ogni atto di condivisione diventa sempre più &#8220;pesante&#8221; perché occorre valutare coscienziosamente a quale &#8220;audience&#8221; la segnalazione può risultare utile.</p>
<p>Ogni lettura in Rete è ormai una palestra mentale non indifferente, che implica attenzione e analisi in vista della valutazione (&#8221;Mi piace?&#8221;), della condivisione ponderata, della conversazione (commenti).</p>
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		<title>Economia della conoscenza: trasformazione o rivoluzione?</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 10:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni "a mano libera"]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[commons-based peer production]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[economia della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[enrico grazzini]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>

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		<description><![CDATA[
Come può il capitalismo, che si basa sulla proprietà privata,  gestire l&#8217;avanzata impetuosa dell&#8217;economia e della società della conoscenza, che è un bene comune, non esclusivo, non competitivo e inesauribile?
A questa domanda fondamentale cerca di rispondere Enrico Grazzini, esperto in economia della comunicazione e dell&#8217;innovazione, nel suo &#8220;L&#8217;economia della conoscenza oltre il capitalismo &#8211; Crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1264" href="http://motobrowniano.wordpress.com/2009/07/01/economia-della-conoscenza-trasformazione-o-rivoluzione/economiaconoscenza_cover/"><img class="alignnone size-full wp-image-1264" title="economiaConoscenza_cover" src="http://motobrowniano.files.wordpress.com/2009/07/economiaconoscenza_cover.jpg" alt="economiaConoscenza_cover" width="180" height="270" /></a></p>
<p>Come può il capitalismo, che si basa sulla proprietà privata,  gestire l&#8217;avanzata impetuosa dell&#8217;economia e della società della conoscenza, che è un bene comune, non esclusivo, non competitivo e inesauribile?</p>
<p>A questa domanda fondamentale cerca di rispondere <a href="http://nuovo.enricograzzini.it/" target="_blank">Enrico Grazzini</a>, esperto in economia della comunicazione e dell&#8217;innovazione, nel suo <a href="http://www.ibs.it/code/9788875781118/grazzini-enrico/economia-della-conoscenza" target="_blank"><em>&#8220;L&#8217;economia della conoscenza oltre il capitalismo &#8211; Crisi dei ceti medi e rivoluzione lunga&#8221;</em></a> (Codice Edizioni, 2009), sostenendo la tesi che il capitalismo, pur inefficiente e insufficiente nel contesto dell&#8217;economia immateriale della conoscenza e dell&#8217;intelligenza collettiva, riuscirà a adattarsi e che quindi non ci sarà una rivoluzione &#8212; al limite una <em>&#8220;rivoluzione lunga&#8221;</em> &#8212; ma una trasformazione graduale  verso un sistema diverso, dominato non dalla scarsità ma dall&#8217;abbondanza, non dalla competizione ma dalla collaborazione. Questo passaggio dovrebbe essere stimolato e guidato da una nuova classe sociale, quella dei lavoratori della conoscenza (<em>knowledge workers</em>, che Grazzini identifica con coloro che hanno ricevuto un&#8217;educazione formale di medio-alto livello), eterogenea e trasversale ma che controlla già il mezzo di produzione dominante di questa nuova era: la conoscenza, appunto.</p>
<p>L&#8217;esplosione dell&#8217;economia della conoscenza è dovuto, secondo Grazzini, ad un mix sorprendente tra la controcultura  e l&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hacker_ethic" target="_blank">etica hacher</a> del &#8216;68, l&#8217;istruzione di massa voluta dalle famiglie e le politiche neo-liberiste.</p>
<p>La conoscenza, che viene cercata  e sfruttata per cercare vantaggio concorrenziale dal capitalismo, il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Free_rider_problem" target="_blank"><em>free riding</em></a> per eccellenza, viene poi da esso ingabbiata per limitarne gli aspetti più &#8220;pericolosi&#8221;, come la sua tendenza a diffondersi liberamente e a favorire modelli produttivi alternativi, basati su una struttura reticolare  non gerarchica, meritocratica, collaborativa e trasparente.</p>
<p>La tecnologia oggi dominante, Internet, è &#8220;<em> il prodotto specifico dei lavoratori della conoscenza, e rappresenta la dimostrazione del loro potere tendenzialmente autonomo nel campo della comunicazione e della conoscenza.</em>&#8221; Il fatto che questa tecnologia non solo erediti lo spirito aperto e libertario dei suoi creatori ma abiliti i suoi utenti a creare e diffondere con facilità idee, informazioni e innovazioni la rende oggetto di tentativi più o meno espliciti di controllo, di ridimensionamento, di censura. Sono i<em> knowledge workers</em>, benché ancora divisi e privi di un&#8217;identità certa, coloro che dovrebbero &#8211; come già stanno iniziando a fare con i movimenti di opinione che nascono e si diffondono nella Rete &#8211; organizzarsi e mobilitarsi per ottenere dal potere politico una gestione democratica, trasparente e innovativa dei beni comuni, come la conoscenza e il suo messaggero, Internet.</p>
<p>Abbiamo detto che Grazzini sostiene una tesi, quella dell&#8217;evoluzione graduale dell&#8217;attuale capitalismo industriale e finanziario-speculativo verso un capitalismo &#8220;illuminato&#8221; che integri senza remore e vincoli l&#8217;economia della conoscenza; tale tesi viene però contraddetta ogni volta &#8211; e capita spesso &#8211; in cui si citano le differenze quasi inconciliabili tra le idee fondanti del capitalismo, come quella dell&#8217;utilitarismo egoistico, e la  &#8220;democrazia economica&#8221; che si base su valori etici progressivi, come sull&#8217;altruismo, sulla collaborazione, sullo scambio trasparente e sulla reciprocità.</p>
<p>Al di là di questa dicotomia, il libro è interessante  e puntuale, ricco di dati soprattutto nella parte dedicata all&#8217;analisi delle politiche dell&#8217;innovazione nei vari stati industriali; meno convincente e originale la seconda parte, quella che si occupa della Rete in cui i debiti, riconosciuti dall&#8217;autore, a testi come <a href="http://www.ibs.it/code/9788883500985/benkler-yochai/ricchezza-della-rete-la.html" target="_blank"><em>&#8220;La ricchezza della Rete&#8221; </em>di Benkler</a> e <a href="http://www.ibs.it/code/9788845314889/tapscott-don-williams-anthony/wikinomics-2-0-la-collaborazione.html" target="_blank"><em>&#8220;Wikinomics&#8221; </em>di Tapscott</a> sono evidenti.</p>
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		<title>Angeli-ciceroni per viaggiatori</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 16:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[angeli per viaggiatori]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
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		<description><![CDATA[
Appena ho sentito parlare di Angeli per Viaggiatori mi sono detto: &#8220;Ah, questa sì che è una buona idea!&#8221;, una messa in pratica di quella socializzazione &#8220;di ritorno&#8221;, dalla Rete verso l&#8217;offline quotidiano e verso il territorio, di cui avevo accennato.
Nato da un idea di Stefano Consiglio, docente di Organizzazione Aziendale della Facoltà di Lettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://motobrowniano.files.wordpress.com/2009/05/axv.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1109" title="AxV" src="http://motobrowniano.files.wordpress.com/2009/05/axv.png" alt="AxV" width="241" height="100" /></a></p>
<p>Appena ho sentito parlare di <a href="http://www.angeliperviaggiatori.com/aft/site/it/index" target="_blank">Angeli per Viaggiatori</a> mi sono detto: &#8220;Ah, questa sì che è una buona idea!&#8221;, una messa in pratica di quella socializzazione &#8220;di ritorno&#8221;, dalla Rete verso l&#8217;<em>offline</em> quotidiano e verso il territorio, <a href="Socializzazione &quot;di ritorno&quot;, dalla Rete verso il quotidiano e verso il territorio" target="_blank">di cui avevo accennato</a>.</p>
<p>Nato da un idea di <a href="http://progettokublai.ning.com/profile/stefanoconsiglio" target="_blank">Stefano Consiglio</a>, docente di Organizzazione Aziendale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli e cresciuto nell&#8217;incubatrice di <a href="http://www.progettokublai.net/" target="_blank">Kublai</a>, <a href="http://www.angeliperviaggiatori.com/aft/site/it/index" target="_blank">Angeli per Viaggiatori</a> ha appena aperto i cancelli del proprio empireo digitale.</p>
<p>Cosa siano esattamente questi angeli-ciceroni ci viene spiegato <a href="http://blog.angeliperviaggiatori.com/?page_id=5" target="_blank">nel loro blog</a>:</p>
<blockquote><p><em>Quando si visita una città è bello essere guidati da persone del posto. Si ha la sensazione di visitare i luoghi “meno turistici” e “più veri”, di partecipare alla vita di tutti i giorni della città e di farne parte almeno per qualche giorno, da viaggiatori e non da turisti.</em></p>
<p><em><strong>Angeli<em> per viaggiatori</em> </strong>è il servizio che consente alle persone che intendono visitare una città di trovare un amico disposto a fornire suggerimenti, indicazioni e consigli per migliorare il proprio viaggio e per accompagnarti alla scoperta delle bellezze del luogo.</em></p>
<p><em>Angeli<em> per viaggiatori</em> è una community dove gli angeli illustrano i luoghi che meritano di essere visitati, i ristoranti dove vale la pena mangiare, i musei da non perdere, le passeggiate che bisogna assolutamente fare, le fregature ed i posti da evitare. [...]</em></p>
<p><em>Angeli<em> per viaggiatori</em> è una community in cui il viaggiatore potrà scegliere tra diversi angeli; ci saranno quelli appassionati di arte, quelli esperti di archeologia, quelli amanti del lusso e delle comodità, quelli in grado di dare suggerimenti a chi viaggia con bimbi al seguito, quelli appassionati di movida.</em></p></blockquote>
<p>Ci si può iscrivere alla <em>community</em> sia in veste di Viaggiatore che di Angelo; quest&#8217;ultimo in grado di dare informazioni, consigli, dritte prima della partenza e perché no, disposto &#8220;ad offrirti un caffè al tuo arrivo in città o una cena  o disposto a portarti con lui ad una festa tra amici&#8221;.</p>
<p>Un sistema di <em>rating</em> e uno di <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Recommendation_system">recommendation</a></em> permette di valutare gli angeli e di scegliere quelli con interessi affini a quelli del viaggiatore.</p>
<p>Per ora il servizio parte da Napoli, ma la speranza è quella di estendersi rapidamente in altre città e luoghi turistici.</p>
<p>Che dire ancora? In bocca al lupo, Angeli!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Public services 2.0 &#8211; il workshop europeo</title>
		<link>http://www.federicobo.eu/cineamaclone//2009/03/15/public-services-20-il-workshop-europeo/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 16:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[e-gov]]></category>
		<category><![CDATA[eups20]]></category>
		<category><![CDATA[Kublai]]></category>
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		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre a proposito di public services 2.0 domani a Bruxelles si terrà un workshop dal titolo: Public services 2.0: How to implement and promote user-driven open innovation in public services.
Organizzato da David Osimo, un italiano ancorato al futuro ed esperto di e-gov, il workshop vuole essere un momento di confronto e di condivisione di esperienze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre <a href="http://motobrowniano.wordpress.com/2009/03/14/the-lab/" target="_blank">a proposito di </a><em><a href="http://motobrowniano.wordpress.com/2009/03/14/the-lab/" target="_blank">public services 2.0</a> </em>domani a Bruxelles si terrà un workshop dal titolo: <em><a href="http://www.epractice.eu/publicservices" target="_blank">Public services 2.0: How to implement and promote user-driven open innovation in public services</a>.</em></p>
<p>Organizzato da <a href="http://egov20.wordpress.com/about-me/" target="_blank">David Osimo</a>, un italiano ancorato al futuro ed esperto di <em>e-gov</em>, il workshop vuole essere un momento di confronto e di condivisione di esperienze tra chi lavora a progetti europei che utilizzano strumenti e filosofie del web 2.0.</p>
<p>Per l&#8217;Italia <a href="http://www.cottica.net/" target="_blank">Alberto Cottica</a> racconterà ai colleghi europei il (meta)progetto <a href="http://www.progettokublai.net/" target="_blank">Kublai</a>.</p>
<p>I lavori possono essere seguiti in <em>streaming</em> <a href="http://www.futuregovconsultancy.com/index.php/public-services-20-event/" target="_blank">qui</a> o tramite un <a href="http://pipes.yahoo.com/pipes/pipe.run?_id=d4529aab6d88a333bab8e438c4e7ca48&amp;_render=rss&amp;tag=eups20" target="_blank">feed RSS dedicato</a> (tag eups20).</p>
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		<title>Sarete giudicati per quello che costruirete, non per quello che distruggerete</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 17:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato molto emozionante ascoltare Obama e guardare i milioni di cittadini americani assiepati davanti al Campidoglio: &#8220;così tanta speranza in una sola inquadratura&#8221;, nelle parole di Steven Spielberg.
Ed è stato molto interessante seguire l&#8217;evento attraverso il mash-up tra CNN e Facebook: si potevano commentare le immagini e scambiarsi impressioni con i propri amici attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato molto emozionante ascoltare Obama e guardare i milioni di cittadini americani assiepati davanti al Campidoglio: &#8220;così tanta speranza in una sola inquadratura&#8221;, nelle parole di Steven Spielberg.</p>
<p>Ed è stato molto interessante seguire l&#8217;evento attraverso <a href="http://edition.cnn.com/video/fb/facebook.html?stream=stream1" target="_blank">il <em>mash-up</em> tra CNN e Facebook</a>: si potevano commentare le immagini e scambiarsi impressioni con i propri amici attraverso lo status di Fb, interagendo in una pagina speciale in cui si potevano leggere pensieri e sensazioni di tutti gli utenti di Fb.</p>
<p>Visualizzare e condividere l&#8217;entusiasta  flusso di coscienza &#8211; pardon, il flusso dello status &#8211; dei cittadini della Rete, dei cittadini degli Stati Uniti, dei cittadini del mondo rincuora e rinfranca.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Carpooling online</title>
		<link>http://www.federicobo.eu/cineamaclone//2008/10/06/467/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 09:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[auto condivisa]]></category>
		<category><![CDATA[carpooling]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ridesharing]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho da poco svolto una ricerca sul carpooling ed in particolare sui servizi di carpooling presenti nel Web.
Ho scritto un breve documento dal titolo Carpooling online che raccoglie i risultati di questa ricerca e tenta di tracciare qualche linea guida per progettare un attraente ed efficiente servizio di carpooling web-based.
Di seguito l&#8217;introduzione; per chi fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho da poco svolto una ricerca sul <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Car_pooling" target="_blank"><em>carpooling</em></a> ed in particolare sui servizi di <em>carpooling </em>presenti nel Web.</p>
<p>Ho scritto un breve documento dal titolo <em>Carpooling online</em> che raccoglie i risultati di questa ricerca e tenta di tracciare qualche linea guida per progettare un attraente ed efficiente servizio di <em>carpooling web-based</em>.</p>
<p>Di seguito l&#8217;introduzione; per chi fosse interessato all&#8217;argomento, <a href="http://www.scribd.com/doc/6406754/Carpooling-Online" target="_blank">qui su Scribd</a> può leggere e/o scaricare l&#8217;intero documento.</p>
<blockquote><p>Lo sviluppo sostenibile, il risparmio energetico, la lotta ai cambiamenti climatici, la vivibilità nelle metropoli sono più che concetti chiave nella moderna società globale: sono sfide da affrontare attraverso la creazione di nuovi modelli economici e sociali. Non potendo partire ex novo, questi modelli devono ancorarsi a realtà esistenti, cercando di modificare comportamenti abituali e di trovare nuovi e più efficienti utilizzi di tecnologie esistenti. L’innovazione parte dall’osservazione.</p>
<p>L’automobile, per esempio, è una delle invenzioni che più ha influito sugli stili di vita, sulle abitudini e sulle dinamiche sociali dell’ultimo secolo. Uno degli indici più attendibili quando si cerca di definire lo stadio di sviluppo di una nazione è proprio il numero di veicoli circolanti, vedi il caso delle economie emergenti come la Cina. Da un punto di vista tecnologico le automobili si sono evolute, diventando strumenti sempre più efficienti e sicuri. Veder circolare un numero sempre più alto di veicoli ibridi ed elettrici è sicuramente auspicabile ma vedere in giro meno auto lo è di più. Un buon sistema di mobilità pubblica è sempre la soluzione migliore, in termini di impatto ambientale e di risparmio energetico, ma esistono anche modi per rendere più efficiente il parco macchine esistente. Uno dei più gravi motivi di inefficienza nella mobilità privata è il fatto che molto spesso un’autovettura circola con il solo guidatore, lasciando vuoti altri tre/quattro posti (anche di più se si considerano le moderne auto a 7 posti).<br />
Da questa osservazione è nato, diversi anni fa*, il concetto di <em>ridesharing</em>, di condivisone di un viaggio, di un veicolo. Dietro questa definizione si nascondo in realtà diverse “interpretazioni”: si può condividere un auto di proprietà con altri passeggeri, su base volontaria od utilizzando una società che fornisce questo servizio, per un solo viaggio o per un percorso compiuto quotidianamente; si può condividere con altri utenti anche una flotta di veicoli da utilizzare secondo le modalità di un noleggio semplificato. Da qualche anno, grazie ad Internet, molte società o gruppi di utenti si affidano alla Rete ed a software specializzati per offrire e cercare posti, creare gli equipaggi in base ai tragitti, combinando le diverse esigenze ed utilizzando diversi sistemi per la divisione delle spese e la gestione della “reputazione” degli utenti.</p>
<p>In questo documento definiremo con esattezza quello che si intende quando si parla di un servizio di auto condivisa, elencando le varie forme che può assumere ed evidenziandone vantaggi e svantaggi; esploreremo alcuni degli ormai innumerevoli siti online che forniscono questo tipo di servizio, indicandone le principali caratteristiche e peculiarità. Cercheremo di individuare alcuni punti che possano servire da linee guida per progettare ed implementare al meglio un servizio di <em>ridesharing web-based</em>.</p>
<h6><em>* Le prime forme di ridesharing sono nate durante la seconda guerra mondiale per poi ricomparire durante la crisi petrolifera degli anni ’70.</em></h6>
</blockquote>
<p>update: <a href="http://progettokublai.ning.com/group/onyourway" target="_blank">il progetto per cui ho compiuto questa ricerca </a>è entrato ufficialmente nell&#8217;ecosistema di <a href="http://www.progettokublai.net/kublai-in-due-minuti/" target="_blank">Kublai</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E&#039; arrivato l&#039;autunno. Lo dice Google.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 15:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[realtà virtuale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un amico in questi giorni è particolarmente depresso. L&#8217;ho saputo da Facebook. Qualche giorno fa mi sono ricordato di un compleanno. Me lo ha ricordato Skype. Il padre di un mio conoscente è morto. L&#8217;ho appreso dal blog del figlio. Ho scoperto di avere un cugino in Brasile. Me lo ha detto Geni.
Oggi mi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://motobrowniano.files.wordpress.com/2008/09/autunnogoogle.png"><img class="alignnone size-full wp-image-441" title="autunnogoogle" src="http://motobrowniano.files.wordpress.com/2008/09/autunnogoogle.png" alt="" width="273" height="114" /></a></p>
<p>Un amico in questi giorni è particolarmente depresso. L&#8217;ho saputo da Facebook. Qualche giorno fa mi sono ricordato di un compleanno. Me lo ha ricordato Skype. Il padre di un mio conoscente è morto. L&#8217;ho appreso dal blog del figlio. Ho scoperto di avere un cugino in Brasile. Me lo ha detto <a href="http://www.geni.com/" target="_blank">Geni</a>.</p>
<p>Oggi mi sono accorto che è arrivato l&#8217;autunno. Ho visto il logo di Google.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un wiki per la genesi assistita di un blog dipartimentale</title>
		<link>http://www.federicobo.eu/cineamaclone//2008/06/28/un-wiki-per-la-genesi-assistita-di-un-blog-dipartimentale/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 10:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposte]]></category>
		<category><![CDATA[blog dipartimentale]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[wiki]]></category>

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		<description><![CDATA[Va bene, visto che il progetto &#8220;blog dipartimentale&#8221; ha suscitato un certo interesse ho aperto un wiki dedicato.
L&#8217;indirizzo è questo: https://blogdipartimentale.pbwiki.com/
Per accedere occorre fare qui una richiesta all&#8217;amministratore. Indovinate chi è l&#8217;amministratore&#8230;
Il wiki vuole essere uno spazio in cui ciascuno si senta libero di scrivere ed organizzare le proprie idee ed i propri suggerimenti sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va bene, visto che il progetto &#8220;blog dipartimentale&#8221; ha suscitato un certo interesse ho aperto un wiki dedicato.</p>
<p>L&#8217;indirizzo è questo: <a href="https://blogdipartimentale.pbwiki.com/" target="_blank">https://blogdipartimentale.pbwiki.com/</a></p>
<p>Per accedere occorre fare <a href="https://blogdipartimentale.pbwiki.com/request_access.php" target="_blank">qui</a> una richiesta all&#8217;amministratore. Indovinate chi è l&#8217;amministratore&#8230;</p>
<p>Il wiki vuole essere uno spazio in cui ciascuno si senta libero di scrivere ed organizzare le proprie idee ed i propri suggerimenti sul tema in questione. Ho abbozzato una struttura, ma la sua natura è fluida, quindi può essere modificata a piacimento.</p>
<p>Se riusciamo a creare ed organizzare contenuti a sufficienza potremo poi ricavarne un documento &#8211; un articolo, un vademecum &#8211; frutto di questo lavoro collaborativo. Da pubblicare online, sotto licenza <a href="http://www.creativecommons.it/" target="_blank">Creative Commons</a>, <em>of course</em>&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ResearchGate, scientific network</title>
		<link>http://www.federicobo.eu/cineamaclone//2008/06/06/researchgate-scientific-network/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 08:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunità scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[progetti di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[researchgate]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca scientifica]]></category>
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		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[
Avevo segnalato nell&#8217;ottobre scorso &#8211; e ne avevo accennato a Sci(bzaar)net &#8211; l&#8217;imminente nascita di una piattaforma web 2.0 per scienziati e ricercatori.
La prima versione di ResearchGate è ora online.
Lo scopo di questo progetto, creato da giovani dottorandi inglesi e tedeschi, è creare un ambiente in cui gli scienziati possano interagire, scambiare conoscenze e collaborare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://motobrowniano.files.wordpress.com/2008/06/researchgate.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-219" src="http://motobrowniano.files.wordpress.com/2008/06/researchgate.png?w=239" alt="" width="239" height="154" /></a></p>
<p>Avevo <a href="http://motobrowniano.wordpress.com/2007/10/08/facebook-per-ricercatori/" target="_blank">segnalato nell&#8217;ottobre scorso</a> &#8211; e ne avevo accennato a <a href="http://sci.bzaar.net/" target="_blank">Sci(bzaar)net</a> &#8211; l&#8217;imminente nascita di una piattaforma web 2.0 per scienziati e ricercatori.</p>
<p>La prima versione di <a href="https://www.researchgate.net/" target="_blank">ResearchGate</a> è ora online.</p>
<p>Lo scopo di questo progetto, creato da <a href="https://www.researchgate.net/aboutus.AboutUsFoundingTeam.html" target="_blank">giovani dottorandi inglesi e tedeschi</a>, è creare un ambiente in cui gli scienziati possano interagire, scambiare conoscenze e collaborare in uno spirito multidisciplinare.</p>
<p>Alcuni modalità di partecipazione sono suggerite da questi punti:</p>
<ul>
<li>presentare i propri progetti di ricerca</li>
<li>allargare la propria rete di contatti</li>
<li>scambiare conoscenze e capacità</li>
<li>iniziare collaborazioni</li>
<li>discutere su limiti e potenzialità delle proprie ricerche attraverso un <em>feedback </em>con altri scienziati</li>
</ul>
<p><a href="https://www.researchgate.net/" target="_blank">ResearchGate</a> ha un programma di <em>partnership</em> con varie organizzazioni ed istituti di ricerca internazionali.</p>
<p>update: vedo che ne viene fatta pubblicità su <a href="http://www.facebook.com/" target="_blank">Facebook</a>. Buona mossa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Type-to-tag o click-to-tag?</title>
		<link>http://www.federicobo.eu/cineamaclone//2007/11/13/type-to-tag-o-click-to-tag/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 17:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[ASC]]></category>
		<category><![CDATA[Click2Tag]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[information architecture]]></category>
		<category><![CDATA[PARC]]></category>
		<category><![CDATA[read-to-tag]]></category>
		<category><![CDATA[social bookmarking]]></category>
		<category><![CDATA[tagging]]></category>
		<category><![CDATA[type-to-tag]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tagging è un&#8217;attività che richiede un certo sforzo cognitivo. Quando devo etichettare un post od una notizia per del.icio.us, quando su Anobii devo trovare i tag che possano &#8220;descrivere&#8221; un libro che ho letto svolgo un esercizio mentale.
Devo rileggere, rielaborare, sintetizzare e quindi filtrare mentalmente i contenuti che ho letto per ottenere le parole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tag_%28metadata%29" target="_blank"><em>tagging</em></a> è un&#8217;attività che richiede un certo sforzo cognitivo. Quando devo etichettare un post od una notizia per <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Del.icio.us" title="Del.icio.us">del.icio.us</a>, quando su <a href="http://www.anobii.com/" target="_blank">Anobii</a> devo trovare i <em>tag</em> che possano &#8220;descrivere&#8221; un libro che ho letto svolgo un esercizio mentale.</p>
<p>Devo rileggere, rielaborare, sintetizzare e quindi filtrare mentalmente i contenuti che ho letto per ottenere le parole chiave, le &#8220;pennellate&#8221; di significato che tratteggiano e riassumono l&#8217;unità informativa di livello superiore. Questa pratica, oltre che portare benefici di ordine sociale, favorendo la condivisione della conoscenza, aiuta anche, proprio come effetto collaterale del nostro sforzo, ad organizzare e memorizzare meglio le informazioni, inserendole in modo più efficace nella nostra architettura mentale.</p>
<p>Il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tag_%28metadata%29" target="_blank"><em>tagging</em></a> ha però un costo legato all&#8217;interazione, alla necessità di digitare le parole che abbiamo eletto a <em>tag</em>. Cercare di minimizzare questo costo (fastidio, se volete) può portare benefici alla collettività, inducendo sempre più individui ad esercitare questa pratica.</p>
<p>Questo è il motivo per cui è stato sviluppato Click2Tag, un sistema molto semplice per effettuare il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tag_%28metadata%29" target="_blank"><em>tagging</em></a> sviluppato al <a href="http://www.parc.com/" target="_blank">Palo Alto Research Center</a> (PARC) dall&#8217;<a href="http://asc-parc.blogspot.com/" target="_blank">Augmented Social Cognition Research Group</a> durante la progettazione di un nuovo sistema di <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_bookmarking" target="_blank">social bookmarking</a> </em>denominato SparTag.us. In pratica con la nuova interfaccia cliccando sulle parole del testo promosse a <em>tag</em> esse verranno automaticamente inserite nell&#8217;elenco delle parole chiave.</p>
<p>I ricercatori del gruppo si sono però chiesti se questo automatismo non attenuasse i benefici cognitivi di cui ho accennato in precedenza.</p>
<p><a href="http://asc.parc.googlepages.com/2007-09-12-tagmemory-12-blogged-vers.pdf" target="_blank">Una loro (piccola) ricerca</a> sembra dimostrare che le due diverse tecniche influiscano in maniera diversa, ma sempre positiva, sui processi di memorizzazione delle informazioni</p>
<p>Il <em>tagging by typing </em>è un processo <em>top down</em> che promuove l&#8217;elaborazione dei contenuti e favorisce la contestualizzazione delle informazioni apprese all&#8217;interno dei propri schemi e categorie mentali.</p>
<p>Il <em>tagging</em> <em>by clicking </em>è un processo <em>bottom-up </em>che<em>, </em>grazie alla ripetuta lettura delle parole rilevanti, permette una più facile memorizzazione &#8220;grezza&#8221; ed oggettiva delle informazioni, tenendole sostanzialmente slegate dalle proprie ontologie.</p>
<p>Il primo approccio favorirebbe quindi l&#8217;organizzazione delle informazioni nel proprio quadro soggettivo, il secondo l&#8217;apprendimento guidato dal contenuto.</p>
<p>C&#8217;è da notare che spesso i termini più appropriati per rappresentare un testo non sono contenuti all&#8217;interno del testo stesso. Quindi la procedura <em>click-to-tag</em> ha una limitazione che il <em>type-to-tag </em>non ha. D&#8217;altronde la ricerca ha evidenziato come la procedura più semplice &#8212; e veloce &#8212; induca ad inserire un numero maggiore di<em> tag</em> per classificare un contenuto.</p>
<p>Scrivendo questo post mi sono tornati in mente i vari sistemi che noi ragazzi, a scuola o all&#8217;università, utilizzavamo per studiare e per memorizzare nozioni e concetti attraverso la lettura dei libri di testo.C&#8217;era chi sottolineava le frasi più significative (forse analogo, come risultato finale, al <em>click-to-tag</em>?), chi scriveva <em>a latere</em> o sul blocco degli appunti commenti e riflessioni (<em>type-to-tag</em>?) e chi, come me, non scriveva nulla o quasi ma si affidava a letture ripetute con diversi livelli di attenzione e di dettaglio (<em>read-to-tag?</em>)</p>
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