L'edicola della scortesia e quella del sorriso
24/09/2008

Diciamo che questo è un post, più che di sopravvivenza, di contrattacco civile. Perché, alla fine, bisogna difendersi e rispondere con le armi dell’informazione. Partire anche dalle piccole inciviltà, prima che crescano, si rafforzino, si diffondano e generino episodi gravi come quello di Barbara.

Diciamo che questo è un avviso ai naviganti, ai quei pochi formiani (e possibili turisti) che arrivano a leggere queste righe.

Il fatto. Questa mattina dovevo fare una fila in comune. Mi trovo vicino ad un edicola, in p.zza Mattei. Ora, da quel giornalaio non vado più da tempo, perché conosco la naturale scortesia che lo contraddistingue. Ma, ahimè, per un attimo sospendo il mio proposito, perché avevo fretta e perché mi sono detto “Vabbè, devo solo comprare un giornale, che vuoi che capiti…”.

Chiedo il quotidiano (costo: 1 euro), pago con una banconota da cinque euro (cinque, non dieci o venti o cinquanta), l’edicolante mi chiede se avevo un euro ed io rispondo di no. Allora l’amabile interlocutore con fare molto stizzito comincia a prendere dalla cassa, una per una, monetine da dieci e venti centesimi e me le butta davanti. Io, con molta calma, le raccolgo e gli dico: “Lei è una persona molto, molto speciale”. Al che lui fa finalmente uscire tutta la sua rabbia repressa inveendo contro di me, contro tutti quelli che pagano con cinque euro, continuando nel soliloquio ad alta voce. Soliloquio perché io già gli avevo già voltato le spalle.

Piccolo episodio, lo avevo premesso. Quest’individuo già da me evitato a causa della sua maleducazione, scostumatezza, inciviltà mi ha fregato ancora. Un attimo di disattenzione, ed un’altra mattinata a chiedersi: “ma perché?”

Da domani me ne torno a prendere il giornale nella solita edicola, a Castellone, all’inizio di via Santa Maria La Noce; l’edicola è gestita da una coppia di giovanissimi sposi, che hanno avuto un figlio da poco. Incredibilmente, ogni giorno non solo mi dicono “Buongiorno”, ma mi fanno anche un sorriso, avvertendomi con gentilezza se sono arrivati i giornali che mi interessano.

E non devo preoccuparmi se, per caso, nel portafoglio non ho monete ma solo banconote.

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Scuola, nuova release
15/09/2007

Da un lato passione, professionalità, entusiasmo per il proprio lavoro di insegnante. Dall’altro i nuovi strumenti di comunicazione del Web. Aprite la porticina che separa questi elementi e si creerà una miscela pericolosa. Pericolosa per chi crede che per la scuola italiana non ci sia più speranza e per chi pensa che gli insegnanti siano solo gli zombie pavidi ed ignavi immortalati dai video di YouTube. Miscela esplosiva per i tecnoscettici di professione e per i “luddumanisti” senza curiosità che si trovano a dover fare i conti con le potenzialità stavolta espresse delle tecnologie informatiche. Addirittura sconvolgente leggere i commenti degli alunni delle medie che interagiscono e comunicano con la loro insegnante manifestano la loro curiosità e la loro voglia di apprendere. Più istruttivo di cento tutorial, più convincente di cento post “teorici”.

I blog didattici di Annarita, fisico ed insegnante di scuola media, sono solo un frammento di una realtà nascosta, fatta di individui attenti, brillanti, consapevoli del loro ruolo di maestri del sapere, che non esitano a sperimentare nuove vie per una didattica diversa, orizzontale, condivisa e condivisibile, partecipata e partecipe. Un’educazione all’informazione, alla conversazione, al metodo. Un’educazione alla cultura della conoscenza.

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