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	<title>Moto Browniano &#187; elearning</title>
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	<description>&#34;Le nostre idee migliori sono spesso quelle che collegano due mondi diversi&#34; - Marvin Minsky</description>
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		<title>e-learning: un master</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 10:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
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		<category><![CDATA[università 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Per una volta voglio segnalare un master, indicatomi da Angela Iaciofano, una dei tutor.
L&#8217;Università della Tuscia propone un Master in e-learning della durata di due anni. Al di là dell&#8217;interessante piano di studi , degli strumenti di interazione utilizzati e dei partner come Rai Educational mi convince l&#8217;approccio &#8220;open&#8221; e il linguaggio con il quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per una volta voglio segnalare un master, indicatomi da <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1385325710&amp;ref=mf" target="_blank">Angela Iaciofano</a>, una dei tutor.</p>
<p><a href="http://www.unitus.it/">L&#8217;Università della Tuscia</a> propone un <em><a href="http://webdev2.caspur.it/masterunitus/">Master in e-learning </a></em>della durata di due anni. Al di là dell&#8217;<a href="http://webdev2.caspur.it/masterunitus/index.php?pagina=35" target="_blank">interessante piano di studi</a> , degli <a href="http://webdev2.caspur.it/masterunitus/index.php?pagina=14" target="_blank">strumenti di interazione utilizzati</a> e dei partner come <a href="http://www.medita.rai.it/index.htm" target="_blank"><em>Rai Educational</em></a> mi convince l&#8217;approccio &#8220;open&#8221; e il linguaggio con il quale viene presentato questo percorso formativo.</p>
<blockquote><p><em><strong>‘Insegnanti’ </strong>non sono più solo i docenti scolastici e universitari, ma una sfera molto più ampia di figure professionali impegnate ad esempio nel mondo della <strong>formazione permanente</strong>, della <strong>formazione aziendale</strong>, della <strong>mediazione informativa</strong>, della <strong>pubblica amministrazione</strong>. E la formazione on-line può avere anche lo scopo di spiegare all’utenza come ricevere determinati servizi o compiere determinate operazioni via rete, o ancora di distribuire informazione con la consapevolezza che spesso occorre aiutare l’utente nel compito sempre più complesso di selezionarla e valutarla. [...] La <strong>rete </strong>è ormai per molti versi il nostro principale strumento di scambio informativo, e la formazione è <em>anche</em> scambio informativo: è dunque inevitabile che la rete sia anche, e forse soprattutto, uno spazio di formazione e di apprendimento. Ma la formazione non è <em>solo</em> scambio informativo: è anche costruzione collaborativa di conoscenze, discussione critica, sperimentazione.</em></p></blockquote>
<p>Utilizzando la nuova licenza <a href="http://learn.creativecommons.org/" target="_blank"><em>ccLearn</em></a>, la licenza <em>Creative Commons</em> per materiali didattici, gli organizzatori del master metteranno online contenuti e materiali didattici sviluppati per i corsi convinti che:</p>
<blockquote><p><em>anche se i contenuti didattici rappresentano una componente importantissima del nostro master, non lo esauriscono. Il valore aggiunto rappresentato dall’iscrizione formale al master è dato dalla partecipazione a una comunità di apprendimento che utilizza questi (ed altri) contenuti in maniera organizzata e guidata, all’interno di un percorso di apprendimento monitorato e certificato, orientato alla costruzione collaborativa di conoscenze e dotato di strumenti avanzati di interazione.</em></p>
<p><em>Speriamo però che almeno alcuni di questi contenuti possano risultare utili e interessanti anche per chi non partecipa a questo percorso (e possano magari anche invogliarla/o a iscriversi!), o possano essere utilizzati anche all’interno di percorsi formativi diversi. </em></p></blockquote>
<p>Il costo per il primo anno è di 950 euro, le iscrizioni scadono il 15 novembre 2009.</p>
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		<title>Web 2.0: stato dell&#039;arte</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 16:19:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni "a mano libera"]]></category>
		<category><![CDATA[alberto abruzzese]]></category>
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La sensazione che ho provato leggendo &#8220;Web 2.0. Internet è cambiato. E voi? I consigli dei principali esperti italiani e internazionali per affrontare nuove sfide&#8221; (a cura di Vito Di Bari, Edizioni Il Sole 24 Ore, 2007) è stata quella di trovarmi di fronte un feed RSS cartaceo. Non è un&#8217;affermazione con connotazioni negative. E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://motobrowniano.files.wordpress.com/2008/03/web-20.jpg" alt="web-20.jpg" /></p>
<p>La sensazione che ho provato leggendo <i>&#8220;<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788883638800//web-internet-cambiato.html">Web 2.0. Internet è cambiato. E voi? I consigli dei principali esperti italiani e internazionali per affrontare nuove sfide&#8221;</a> </i>(a cura di <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.vitodibari.net%2F&amp;ei=Nf7TR8e3OKLAnAOE4LS_AQ&amp;usg=AFQjCNE1h5Qk-ZjHYYhjuw2-kW8IFftE6g&amp;sig2=ZLPgkeDO2BkV3tpv78K8Cg">Vito Di Bari</a>, Edizioni Il Sole 24 Ore, 2007) è stata quella di trovarmi di fronte un <i>feed RSS</i> cartaceo. Non è un&#8217;affermazione con connotazioni negative. E&#8217; solo che ormai la mia percezione delle cose nella realtà fisica viene influenzata dalle mie esperienze <i>online. </i>E comunque visto l&#8217;argomento e la struttura del libro non escludo sia un effetto voluto.</p>
<p>Un libro è un <i>collage, </i>realizzato da quarantasei esperti nazionali ed internazionali, ricco di pensieri, analisi, <i>case studies</i>, considerazioni (anche critiche) sullo stato dell&#8217;arte del Web attuale e sulle possibili evoluzioni della Rete nel prossimo futuro. Ottimo per chi, nativo analogico o immigrato digitale appena sbarcato nell&#8217;Altro Continente, vuole conoscere quel grande esperimento sociale (e tecnologico) di massa che è il Web 2.0. Un rapporto ricco di spunti interessanti per i cittadini proattivi (professionisti, manager, imprenditori, investitori, esperti di comunicazione e di media) del reame digitale.</p>
<p>Tra le tante possibili definizioni di questa fase della vita di Internet, <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.vitodibari.net%2F&amp;ei=Nf7TR8e3OKLAnAOE4LS_AQ&amp;usg=AFQjCNE1h5Qk-ZjHYYhjuw2-kW8IFftE6g&amp;sig2=ZLPgkeDO2BkV3tpv78K8Cg">Di Bari</a> nella sua lunga introduzione ne sceglie una sintetica ma particolarmente efficace:</p>
<blockquote><p><i>[il Web 2.0 è] un insieme di relazioni indirizzate e organizzate tra loro mediante strumenti (tecnologici) [...] disponibili a tutti e legati tra loro.</i></p></blockquote>
<p>Tra i molti contributi interessanti &#8212; che compensano ampiamente qualche intervento banale o confusionario (come quello, persino irritante, dell&#8217;ex <i>vj</i> di <a href="http://www.mtv.it/" target="_blank">MTV</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Pezzi" target="_blank">Andrea Pezzi</a>) &#8212; ne indico solo qualcuno.</p>
<p>Il divertente ed istruttivo intervento di <a href="http://blog.quintarelli.it/" target="_blank">Stefano Quintarelli</a> sui blog, che, come si legge in una nota finale:</p>
<blockquote><p><i>[...] è stato scritto mimando nell&#8217;esposizione dei contenuti l&#8217;esposizione cronologica di un blog: leggendo i suoi capoversi dalla fine all&#8217;inizio si passa dal contenuto più puntuale alle considerazioni più generali.</i></p></blockquote>
<p>L&#8217;articolo di <a href="http://lucarosati.it/" target="_blank">Luca Rosati</a> su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Folksonomia" target="_blank"><i>folksonomie</i></a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tag_%28metadata%29" target="_blank"><i>tagging</i></a>, quello di <a href="http://antoniodini.blogspot.com/" target="_blank">Antonio Dini</a> su <a href="http://secondlife.com/"><i>Second Life</i></a> e l&#8217; &#8220;antropologia del Learning 2.0&#8243; che <a href="http://www.ksu.edu/sasw/anthro/wesch.htm">Michael Wesch</a> illustra prendendo spunto dalla citaziione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kevin_Kelly" target="_blank">Kevin Kelly</a>:</p>
<blockquote><p><i>Ogni volta che creiamo un link tra parole, di fatto insegniamo un&#8217;idea.</i></p></blockquote>
<p>Menzione d&#8217;onore per il mini saggio di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Abruzzese" target="_blank">Alberto Abruzzese</a> sulla condivisone. Cosa significa &#8220;condivisione&#8221;? Significa:</p>
<blockquote><p><i>[...] avere  in comune. Come dire, fare società o comunità? Sì e no: con condivisione diciamo qualcosa di più intimo, qualcosa che riguarda le modalità specifiche, profonde, con cui si costruiscono comunità e società. [...] Cè di mezzo il dia-logare. Allora c&#8217;è di mezzo la comunicazione? Per forza. La condivisione è un sinonimo di comunicazione.</i></p></blockquote>
<p><a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.vitodibari.net%2F&amp;ei=Nf7TR8e3OKLAnAOE4LS_AQ&amp;usg=AFQjCNE1h5Qk-ZjHYYhjuw2-kW8IFftE6g&amp;sig2=ZLPgkeDO2BkV3tpv78K8Cg">Di Bari</a> si riserva il capitolo finale, in cui getta uno sguardo al web del 2015 e 2020: il primo caratterizzato da una coda ancor più &#8220;lunga&#8221; <a href="http://www.thelongtail.com/" target="_blank">di quella di Anderson</a>, la <i>longer tail</i>, che coinvolgerà i miliardi di persone che non hanno l&#8217;inglese come lingua madre. Intercettare le innumerevoli nicchie che accolgono lingue, culture e stilemi diversi da quelli oggi dominanti rappresenterà l&#8217;obbiettivo strategico del futuro prossimo del web. Più in là, una realtà fatta di uomini e <i><a href="http://guide.dada.net/bibliofilia/interventi/2007/01/281557.shtml" target="_blank">spimes</a> </i>sempre più connessi ed interconnessi genererà un coda ancor più lunga, una <i>longest tail</i>.</p>
<p>Una notazione finale: strano che in questa raccolta manchi un contributo dedicato al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_semantico"><i>semantic web</i></a>.</p>
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