Il giardino zen della lettura
29/08/2009
Durante una conversazione su Friendfeed su Wired nel quale è intervenuto anche il direttore Riccardo Luna mi sono chiesto: cosa differenzia l’esperienza della lettura da quella della navigazione in Rete? E cosa chiediamo (o pretendiamo addirittura) quando sfogliamo una rivista, un magazine nell’epoca di Internet?
La navigazione è contraddistinta da una sorta di frenesia cognitiva che frammenta e miscela i contenuti: schegge informative competono per la nostra attenzione, i percorsi non sono lineari, i flussi di parole, immagini, suoni si trasformano in turbini infrangendosi nei nostri “click”.
Il momento della lettura ci riporta in un universo meno complicato e veloce, più newtoniano che quantistico. Dall’ iperestesia di Times Square alla quiete di un giardino zen. Un momento di ricomposizione tra informazione e riflessione. Un momento in cui a un’informazione possa seguire una riflessione e non un’altra informazione.
Quindi da una rivista come Wired non voglio una replica nella forma e nella sostanza della navigazione in Rete, costruita anche attraverso una grafica che schiavizza i contenuti; quel che vorrei è che aumentasse il numero pagine “dense” , quelle degli approfondimenti, delle inchieste, delle storie disegnate, anzi affrescate, con i colori delle parole e le sfumature delle frasi.
Dai giornali, dai magazine ma anche dai libri voglio qualcosa che riempia i vuoti e il senso di incompletezza che i frammenti del discorso tumultuoso della Rete mi lasciano addosso.
Categoria Pensieri | Tags: esperienza, lettura, LinkedIn, magazine, navigazione in Rete, riccardo luna, riviste, Wired Italia | 4 Commenti »


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