La distanza non è morta?
19/06/2009

Internet annulla le distanze e ci rende tutti cittadini dello stesso villaggio globale?

Un piccolo studio di due ricercatori israeliani sembra dimostrare che le nostre comunicazioni via email o i nostri contatti Facebook siano dipendenti strettamente dalla distanza geografica: abbiamo moltissimi scambi con persone che vivono vicino a noi, pochissimi con chi vive lontano, per esempio in altri continenti. Nel grafico distanza-numero contatti (vedi figura) appare una rappresentata una legge di potenza, in particolare la legge di Zipf, famosa perché si ritrova in vari campi, dalla frequenza delle parole negli scritti alla frequenza degli accessi alle pagine dei siti Web, dalle dipendenze dei pacchetti di una distribuzione Linux-Debian alla distribuzione della popolazione nelle città.

da Goldenberg- Levy, Distance Is Not Dead: Social Interaction and Geographical Distance in the Internet Era

da Goldenberg- Levy, Distance Is Not Dead: Social Interaction and Geographical Distance in the Internet Era

La ricerca non mi sembra  particolarmente accurata, ma sarebbe interessante approfondire l’argomento, provando per esempio a valutare l’importanza della lingua e quindi se esistono differenze significative tra i paesi anglofoni (la cui lingua è la più utilizzata) e gli altri, le cui lingue hanno spesso una distribuzione geografica limitata.

Categoria Ricerche | Tags: , , , , , | 9 Commenti »

Il numero di Dunbar sopravvive nei social network?
28/02/2009

Molti di voi conoscono il numero di Dunbar, ovvero la grandezza massima che può assumere la rete sociale di ogni individuo; questo numero, pari a circa 150, risulta una sorta di costante che resiste ai cambiamenti sociali e culturali che hanno portato l’uomo dai villaggi neolitici alle megalopoli. Sembra che il costo cognitivo associato al mantenimento di questo insieme di relazioni stabili abbia quindi un limite superiore.

La domanda che sorge è ovvia: questo numero rimane invariato anche in un’epoca di social network online?

L’Economist ha chiesto a Cameron Marlow, resident sociologist di Facebook, di verificare quest’ipotesi. Il risultato è che, all’interno del social network, sia pure in presenza di un ampio range di variabilità, ogni utente ha una media di 120 amici, e le donne hanno qualche amicizia in più degli uomini. Sembra dunque ancora confermata la validità del numero di Dunbar.

E’ stato anche rilevato che esiste un core, un nocciolo duro di amici, con i quali si scambiano più spesso commenti ed informazioni: questo nucleo è di circa 7 amici per gli uomini e 10 per le donne, nel caso di un utente medio. Da notare che anche chi ha molti più amici, nell’ordine di 500, possiede un sottoinsieme di “amiconi” non molto più grande, ovvero circa 20, sempre maggiore nei casi di utenti di sesso femminile.

In un commento all’articolo, Jake Young, giovane neuroscienziato, ipotizza che nel caso delle reti online il costo cognitivo associato al mantenimento delle relazioni sia dovuto non tanto alla difficoltà di comunicare con qualcuno – costo quasi azzerato in Internet – quanto dallo sforzo mnemonico di ricordare ogni volta con chi si sta parlando, che lavoro svolge, perché lo conosciamo, quali informazioni ci siamo scambiati nel passato ecc.

Categoria Ricerche | Tags: , , , | 8 Commenti »

Il "dietro le quinte" di Facebook
21/02/2009

Volete sapere il “dietro le quinte” di Facebook?

La società di Zuckerberg ha creato un nuovo, essenziale aggregatore dei blog – e delle “Note” – dei suoi dipendenti.

Tre, per il momento, i canali: Engineering, Platform & Life.

Un’altra, piccola apertura verso il mondo…

[via WebProNews]

Categoria Segnalazioni | Tags: | Nessun commento »

Facebook e l'esercizio dello spirito critico
05/02/2009

Come evitare di far degradare in modo rapido e definitivo l’ecosistema Facebook? Come evitare che “moneta cattiva scacci moneta buona”?

Semplice, basta esercitare quel minimo di senso critico necessario in ogni aspetto della nostra vita ed in particolare durante le nostre permanenze nella Rete.

Neofita, utente occasionale o abituale, scafati navigatori vengono irrimediabilmente attratti dalle applicazioni di Facebook. Alcune – poche – utili, altre inutili ma divertenti, altre ancora “furbette” o semplicemente fastidiose ed irritanti.

Molte applicazioni sono specchi per le allodole – tipo MyCalendar, per esempio – che portano gli utenti verso siti che vendono suonerie, promettono incontri intriganti, offrono servizi più o meno costosi. Il guaio è che spingono l’utente ad invitare altri contatti, diffondendosi in maniera virale (ed in questo caso l’aggettivo è interpretabile in senso stretto.)

Altre volte, semplicemente, qualcuno crea gruppi per iniziare una catena di S.Antonio oppure battere il record del gruppo più numeroso, così, tanto per ammazzare la noia.

Io qui faccio riferimento al gruppo Statistiche di Facebook: scopri chi ti visita! ma i consigli sono di carattere generale

  1. Facebook non consente di attingere dati sul traffico, in particolare su quello da/verso ogni singolo utente.
  2. Il gruppo è solo in lingua italiana, non contiene informazioni puntuali e l’ufficio  è indicato come quello “Statistiche” di Facebook con sede  a Mountain View (sede di Google…)
  3. Viene richiesto di far aderire altri amici (cinque quando l’ho visitato l’altro giorno, adesso siamo a dieci/venti)
  4. Non è possibile lasciare commenti (per evitare che qualcuno ne lasci qualcuno tipo questo…)
  5. E’ presente della pubblicità “amatoriale”
  6. Dare un’occhiata al profilo dell’amministratore non guasta. Se non è disponibile, peggio ancora.

Ad oggi il gruppo conta più di mezzo milione di iscritti…

Categoria Pensieri | Tags: , | 5 Commenti »

Sarete giudicati per quello che costruirete, non per quello che distruggerete
20/01/2009

E’ stato molto emozionante ascoltare Obama e guardare i milioni di cittadini americani assiepati davanti al Campidoglio: “così tanta speranza in una sola inquadratura”, nelle parole di Steven Spielberg.

Ed è stato molto interessante seguire l’evento attraverso il mash-up tra CNN e Facebook: si potevano commentare le immagini e scambiarsi impressioni con i propri amici attraverso lo status di Fb, interagendo in una pagina speciale in cui si potevano leggere pensieri e sensazioni di tutti gli utenti di Fb.

Visualizzare e condividere l’entusiasta  flusso di coscienza – pardon, il flusso dello status – dei cittadini della Rete, dei cittadini degli Stati Uniti, dei cittadini del mondo rincuora e rinfranca.

Categoria Pensieri | Tags: , , , | Nessun commento »

Dante e Beatrice are now friends
13/01/2009

Beatrice in sul sinistro fianco
vidi rivolta e riguardar nel sole

Ma se Dante avesse avuto il suo account su Facebook sarebbe riuscito almeno a chattare con Beatrice? O ne avrebbe silenziosamente seguito lo status, scrutato gli items, ammirato le foto? E Petrarca con Laura? Leopardi con Silvia?

Categoria Pensieri | Tags: , , | Nessun commento »

Vuoi conoscere l'età media dei tuoi amici su Facebook? Ma vuoi proprio? Allora…
05/01/2009

Per testare Zembly (ne ho parlato qui) ho creato un’applicazioncina scema per Facebook che calcola l’età media della propria rete sociale. Per quanto semplice sia l’applicazione, ho dovuto documentarmi sul sito dedicato da Facebook agli sviluppatori, dando un’occhiata alle versioni “personalizzate” di HTML (FBML), Javascript (FBJS), SQL (FQL), nonché ripassarmi le nozioni di base sui web services. La cosa più interessante è stata sbattere la testa contro le limitazioni imposte “lato server” da Facebook limitazioni che consentono di sfruttare solo in minima parte le potenzialità dei dati a disposizione. Il che, dal punto di vista di Facebook, ha una sua logica.

Un giudizio su Zembly? In effetti permette di implementare più velocemente le applicazioni, automatizzando o comunque agevolando alcuni passaggi. Il rovescio della medaglia è che in questo modo alcune fasi sono inserite in una “scatola nera” che comunque, volenti o nolenti si è costretti ad analizzare in dettaglio quando il codice non risponde come si desidera. Cioè sempre, almeno quando non si è ancora esperti del sistema…

Bisognerebbe ora mettere alla prova la piattaforma su altri tipi di applicazioni, per esempio basate su OpenSocial.

Dimenticavo, se vi va di provarla l’applicazione è qui. Fatemi sapere se si comporta bene…

Categoria Contributi | Tags: , , , | 4 Commenti »

Alla ricerca di una "via italiana" ai social network
04/01/2009

Era nell’aria. Il momento si stava avvicinando. I tempi erano maturi. Ecco quindi che il Larica  di Urbino lancia un progetto di ricerca che ha come tema i social network ed il loro impatto nello specifico panorama socio-culturale italiano.

Social Network Sites Italia – questo il nome del progetto – ha l’obbiettivo di studiare

le nuove strategie di costruzione dell’identità, i cambiamenti nelle dinamiche sociali che avvengono fra utenti dei siti di social network e l’impatto di queste sulla società italiana (rapporti di potere, riconoscimenti generazionali, diffusione della new media literacy, sistema dei media).

L’attenzione si focalizzerà sugli utenti dei social network  ma non sarà  limitata a quanto avviene all’interno di questi sistemi poiché

le relazioni che avvengono attraverso i siti di social network non sono altro che estensioni dei rapporti sociali in essere e che, al tempo stesso, anche i rapporti mediati con i propri contatti non si esaurisce di certo con questi siti (si pensi a titolo d’esempio ai sistemi di messaggistica istantanea o agli SMS nel caso dei giovani). [Il progetto cercherà] di capire come queste relazioni cambiano in intensità e frequenza, come si distribuiscono attraverso i diversi media e che influenza abbia il fatto che esse abbiano luogo nello spazio mediato di rete.

Particolarmente interessanti mi sembrano due sotto-linee di ricerca; quella che indagherà sugli utilizzi creativi e non ortodossi – e per questo spesso osteggiati dalla “direzione” – di funzionalità e servizi e quella che

cercherà di gettare luce sui rapporti fra gli utenti dei siti di social network e chi invece non partecipa direttamente osservando dall’esterno queste nuove modalità di instaurare e mantenere legami sociali ed apprendendo prevalentemente dai mass media le informazioni necessarie per comprendere il fenomeno. Particolare attenzione verrà posta in questo contesto al rapporto fra genitori e figli.

Il progetto, ancora nella fase preliminare, chiama a raccolta, oltre che docenti, ricercatori e studenti, anche aziende, privati e blogger e chiunque abbia indicazioni e suggerimenti da fornire. Ulteriori informazioni sul sito appena aperto.

Chissà se da questa ricerca emergerà una “via italiana” alle reti sociali online, derivante magari dalla tradizione italiana fatta di comuni, di contrade, di piazze, di bar ovvero di quei luoghi di socializzazione così radicati nel nostro paese fino a qualche decennio fa?

update: qui Fabio Giglietto, uno degli ideatori,  parla del progetto

Categoria Segnalazioni | Tags: , , , | 1 Commento »

Zembly, costruire "facilmente" social applications
28/12/2008

Architettura zembly

Zembly è un ambiente di sviluppo online per la creazione e condivisione di social applications. Ideato da Sun Microsystems, Zembly permette di sviluppare applicazioni per le più comuni piattaforme social come Facebook e Meebo, per progetti come  OpenSocial, per dispositivi mobili come l’ iPhone, per Google Gadgets e per molti altri servizi.

Utilizzando una suite di software e tecnologie quali  Solaris, Java, Glassfish e MySQL  Zembly mette a disposizione una serie di wizard che guidano lo sviluppatore passo dopo passo durante la creazione dell’applicazione, facilitando operazioni come l’ottenimento di application key e secret key , la creazione di widgets o la pubblicazione dell’applicazione. Uno speciale motore di ricerca trova i web services e le API dei servizi che si vogliono utilizzare e integra automaticamente il codice nell’editor. Possono essere riutilizzati altre applicazioni – o frammenti di queste – già realizzate con Zembly. E’ disponibile un wiki con informazioni utili e tutorial dettagliati a disposizione di chi volesse provare il brivido di sviluppare un’applicazione social.

Seppur non rendendo così “facile ed immediata” la realizzazione di applicazioni – è comunque necessario conoscere Javascript, HTML CSS nonché avere qualche dimestichezza con i servizi web e con le API-, questa piattaforma sembra essere uno strumento potente a disposizione degli sviluppatori e degli utenti esperti per costruire “oggetti web” in grado di popolare e sfruttare al meglio i socio-sistemi della Rete.

Attualmente Zembly dovrebbe essere in beta privata ma io non ho avuto problemi ad iscrivermi al servizio

Categoria Segnalazioni | Tags: , , , , , , | 4 Commenti »

Appunti su Facebook
23/12/2008

E se il web 2.0 non fosse un’ “era” nella storia della Rete ma solo un prodromo? Quello che sta accadendo con i social network mi sta facendo riflettere. Prendiamo Facebook. Il suo successo anche tra coloro che non frequentavano abitualmente il Web è indubbio. Persone che non avevano mai aperto un blog, che non mettevano online foto e video, che non condividevano link, che non utilizzavano chat o servizi tipo Twitter, che non frequentavano communities improvvisamente diventano assidui utilizzatori di questi strumenti nella loro versione integrata in Facebook.

Quali sono le cause di questo innamoramento collettivo per questo social network in particolare? Probabilmente un impatto iniziale addolcito dal contatto con persone conosciute, la sensazione di essere in un ambiente “protetto”, l’apparente semplicità d’uso – che nasconde una rozza gestione delle informazioni come rilevato da Zambardino, gli stimoli continui ad essere “attivi” (anche solo per rispondere a quiz e test), la tendenza a riprodurre luoghi, situazioni, dinamiche della vita sociale offline . Gli utenti interagiscono tra di loro in Facebook e nella realtà analogica, anche grazie a Facebook. Non si avverte stacco tra la vita e le esperienze quotidiane “là fuori” e quella che avviene tra i quattro lati degli schermi. Cosa piuttosto scontata tra i nativi digitali, assai meno per chi aveva un rapporto saltuario o meccanico con la Rete, o per chi non la frequentava affatto.

Credo che le funzionalità più interessanti, da un un punto di vista sociologico (e psicologico) siano

  • lo status, che permette di “appiccicare” una nuvola che, come nei fumetti, rende visibili frammenti della propria esistenza e del proprio flusso di coscienza. Frammenti che, finalmente, possono essere sottoposti in “real time” al giudizio, si spera benevolo e complice, degli “altri”.
  • il Wall, dazibao ego-centrico, vetrina intermittente dei nostri dialoghi minimi.
  • il News Feed, il reality show più seguito (e senza la Ventura…).
  • i gruppi, con cui cerchiamo alleati per le nostre passioni, le nostre idiosincrasie, le nostre speranze.
  • i Commenti, su tutto, su tutti. Mi commentano, dunque sono.

Tutti strumenti, questi e gli altri, che già esistevano ma che uniti in un unico ambiente si rafforzano a vicenda facendo emergere un seducente socio-sistema.

Sembra che Facebook sia la prima applicazione dopo l’email che incida in maniera profonda ed immediata nella vita di tutti i giorni di persone di ogni genere. Perché? Perché è un servizio generalista, che in qualche modo può essere associato al corrispondente modello televisivo. Non è un social network professionale o di nicchia, non è rivolto ad una particolare categoria sociale o ad una determinata fascia generazionale, non occorre produrre video o foto o contenuti particolari. C’è un po’ di tutto, niente in particolare.

C’è un’altra considerazione da fare. Causa ed effetto collaterale insieme, la massa critica di gente “qualunque” che lo popola trasforma Facebook in una intrigante ed insidiosa macchina del tempo. Ritrovare vecchi amici, antichi amori, amanti e colleghi di un era passata induce al confronto tra il nostro percorso di vita e quello degli altri. Qualche volta specchiandoci in loro ci collochiamo nella schiera dei vincenti, altre volte in quella dei perdenti.

Chi abbia vissuto la surreale esperienza di chattare contemporaneamente con il primo amore e con il grande amore – e magari con l’attuale amore – non può non aver provato una sensazione di sdoppiamento: le porte scorrevoli delle alternative che si riaprono, nuove linee di mondo si materializzano, presenti paralleli in cui le scelte fatte sembrano non più così definitive.

Un ultima nota. Sembra che, in un certo senso, stia ritornando l’epoca dei portali. La differenza è che adesso ognuno ha il suo, magazine multimediale in tempo reale redatto in collaborazione con i propri lettori-autori, pieno di articoli più o meno interessanti, di terze pagine, di gossip, di ultim’ora (o minuto…), di speciali, di brevi, di editoriali, di segnalazioni, di rubriche. E’ probabile che questo portale-lifestream personale fagociti tutti i servizi e le applicazioni che sono ora sparsi, dai blog alle email, dai sistemi di IM a quelli di microblogging, dai calendari condivisi al social bookmarking, ai servizi di condivisione di foto e video, alle personal web-tv. Via desktop, laptop, netbook, smart-phone la nostra home digitale sarà il nostro definitivo punto di accesso e di uscita dalla Rete nonché la nostra sintesi digitale.

Categoria Contributi | Tags: , , , , | Nessun commento »