To report
07/07/2009

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E se parlassi una volta tanto di un progetto che mi vede coinvolto?

Per esempio di To report, che da oggi ha il suo bravo blog online?

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Testate e contenuti
27/05/2009

Durante il momento più interessante dello scorso WordCamp – un po’ deludente per la verità – si è discusso della crisi del giornalismo in un face to face tra blogstar, Luca Conti e Gaspar Torriero e giornalisti, Marcello Foa e Anna Masera.

Anna, giornalista de “La Stampa” e responsabile del sito del quotidiano torinese oltre che esperta della Rete e dei suoi linguaggi, ha detto che molti giovani, giornalisti freelance e/o blogger, che emergono per la qualità dei loro contenuti, dovrebbero essere assunti dalle grandi testate.

E se invece fossero i loro contenuti a essere richiesti e acquistati dagli operatori professionali dell’informazione?

Come si dice…ah sì, stay tuned

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Se non lo dice Twitter, significa che l'aereo non è caduto?
16/01/2009

Riporto un mio commento ad un post di Roldano in cui, provocatoriamente (o no?), si interroga sulla “fine del giornalismo”.

Il giornalismo non è solo registrazione dei fatti: al limite quello è il lavoro delle agenzie di stampa. Il giornalismo è – dovrebbe essere – anche approfondimento, indagine, inchiesta ovvero l’analisi della realtà. I giornalisti dovrebbero essere gli “storici del presente”. Ed i giornali – che siano cartacei o digitali – non sono solo cronaca, ma anche terza pagina, editoriali, reportage.

Che vi sia una trasformazione è indubbio ma io preferisco avere la possibilità di accedere sia a fonti presentatemi in maniera automatica da un aggregatore (costruito secondo le mie preferenze) che da notizie filtrate da una redazione (o equivalente), cioè da persone che hanno sensibilità, interessi e conoscenze ed anche opinioni differenti dalla mia. Altrimenti mi rinchiudo da solo nel mio walled garden.

Inoltre, anche volendo affermare che il microblogging possa sostituire le agenzie di stampa bisogna considerare il digital divide: la copertura dell’incidente aereo è stata così accurata perché è accaduto nel “core” della civiltà tecnodigitale; ma quando gli incidenti capitano in zone sperdute del mondo, non connesse? Se non lo dice Twitter, significa che l’aereo non è caduto?

update riporto un esempio di ottimo giornalismo che è contemporaneamente “sulla notizia” e di approfondimento: un articolo sugli incidenti aerei causati da stormi di uccelli, da Scientific American

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