Il tagging modellato
03/07/2009

Su Scienza 7 leggo di uno studio italo francese sul tagging che racconta di come i ricercatori abbiano messo a punto un modello che ricrea con sufficiente accuratezza le caratteristiche – già evidenziate in precedenti ricerche – di questo tipo di classificazione di contenuti, come per esempio la legge di Heaps, che similmente a quanto si verifica nei testi, mostra come all’aumentare del numero di tag diminuisce il tasso di introduzione di nuovi tag.

La ricerca è stata pubblicata su PNAS ed è consultabile a pagamento. Fortunatamente ne trovo una copia su HAL, un archivio open access francese gestito dal CNR francese.

E’ bene chiarire che nell’ articolo – tratto quasi integralmente dal comunicato stampa dell’Istituto Nazionale di Fisica della Materia – l’utilizzo del termine “post”, non ha il significato consueto caro a noi blogger ma, come chiarito nel paper, definisce un set di tag utilizzati da un utente per definire un certo contenuto.

In definitiva viene dimostrato che “il processo di social annotation può essere visto come un’esplorazione collettiva ma non coordinata del sottostante spazio semantico (ndr: ovvero dell’insieme di significati che possono essere associati a un contenuto), rappresentato come un grafo, attraverso una serie di cammini casuali.”

Avere un modello che simuli adeguatamente il comportamento reale degli utenti è importante perché permetterà di creare sistemi migliori per combattere lo spam (che si allontana dai modelli individuati) e per catalogare grandi quantità di dati, di affinare i sistemi di ricerca e raccomandazione e di realizzare applicazioni innovative per i social network.

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Una storia matematica della Rete
30/11/2007

Immagine di Storia matematica della rete

Un libro come Storia matematica della Rete. Dagli antichi codici all’era di Internet (di Fabrizio Luccio e Linda Pagli, Bollati Boringhieri, 2007) non poteva non incuriosirmi. Un titolo intrigante per un ingegnere informatico interessato al Web. Purtroppo il contenuto del libro tradisce in parte le attese.

La prima parte è dedicata ai fondamenti matematici alla base delle telecomunicazioni e delle reti di computer: dai codici alla statistica, dagli algoritmi alla crittografia, dalla legge di potenza ai numeri primi. La seconda tocca temi più specificatamente attinenti alle reti e a Internet quali la circolazione delle informazioni, i motori di ricerca, i grafi, il calcolo distribuito.

Una struttura disomogenea caratterizza il libro che può essere visto più come una raccolta di articoli che come un saggio unitario. Più interessanti i cenni storici e le citazioni che le spiegazioni tecniche, a dispetto del fatto che i due autori siano entrambi docenti di Informatica all’Università di Pisa. Non mancano parti piacevoli, come il capitolo dedicato alla circolazione delle notizie, le connessioni e la rete ma nel complesso il libro sembra essere un’occasione mancata per sviluppare un discorso unitario — una sintesi come quella fornita affrontando gli aspetti sociali della Rete da Manuel Castells nel suo Galassia Internet (Feltrinelli, 2004) — sulle origini storiche dei fondamenti matematici e tecnici di Internet.

Un piccolo cadeaux la mini-appendice con citazioni letterarie incentrate sui vari significati della parola “rete”.

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