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	<title>Moto Browniano &#187; lifestream</title>
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	<description>&#34;Le nostre idee migliori sono spesso quelle che collegano due mondi diversi&#34; - Marvin Minsky</description>
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		<title>Appunti su Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 17:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[lifestream]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[E se il web 2.0 non fosse un&#8217; &#8220;era&#8221; nella storia della Rete ma solo un prodromo? Quello che sta accadendo con i social network mi sta facendo riflettere. Prendiamo Facebook. Il suo successo anche tra coloro che non frequentavano abitualmente il Web è indubbio. Persone che non avevano mai aperto un blog, che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E se il web 2.0 non fosse un&#8217; &#8220;era&#8221; nella storia della Rete ma solo un prodromo? Quello che sta accadendo con i <em>social network</em> mi sta facendo riflettere. Prendiamo <a href="www.twitter.com">Facebook</a>. Il suo successo anche tra coloro che non frequentavano abitualmente il Web è indubbio. Persone che non avevano mai aperto un blog, che non mettevano online foto e video, che non condividevano link, che non utilizzavano chat o servizi tipo <a href="twitter.com/" target="_blank">Twitter</a>, che non frequentavano <em>communities</em> improvvisamente diventano assidui utilizzatori di questi strumenti nella loro versione integrata in Facebook.</p>
<p>Quali sono le cause di questo innamoramento collettivo per questo <em>social network</em> in particolare? Probabilmente un impatto iniziale addolcito dal contatto con persone conosciute, la sensazione di essere in un ambiente &#8220;protetto&#8221;, l&#8217;apparente semplicità d&#8217;uso &#8211; che nasconde una rozza gestione delle informazioni come rilevato da <a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2008/12/23/facebook-o-della-gioiosa-farragine/" target="_blank">Zambardino</a>, gli stimoli continui ad essere &#8220;attivi&#8221; (anche solo per rispondere a quiz e test), la tendenza a riprodurre luoghi, situazioni, dinamiche della vita sociale <em>offline</em> . Gli utenti interagiscono tra di loro in Facebook <span style="text-decoration:underline;">e</span> nella realtà analogica, anche grazie a Facebook. Non si avverte stacco tra la vita e le esperienze quotidiane &#8220;là fuori&#8221; e quella che avviene tra i quattro lati degli schermi. Cosa piuttosto scontata tra i nativi digitali, assai meno per chi aveva un rapporto saltuario o meccanico con la Rete, o per chi non la frequentava affatto.</p>
<p>Credo che le funzionalità più interessanti, da un un punto di vista sociologico (e psicologico) siano</p>
<ul>
<li>lo <em>status</em>, che permette di &#8220;appiccicare&#8221; una nuvola che, come nei fumetti, rende visibili frammenti della propria esistenza e del proprio flusso di coscienza. Frammenti che, finalmente, possono essere sottoposti in &#8220;real time&#8221; al giudizio, si spera benevolo e complice, degli &#8220;altri&#8221;.</li>
<li>il <em>Wall</em>,<em> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dazibao" target="_blank">dazibao</a> </em>ego-centrico, vetrina intermittente dei nostri dialoghi minimi.</li>
<li>il <em>News Feed</em>, il <em>reality show</em> più seguito (e senza la Ventura&#8230;).</li>
<li>i <em>gruppi</em>, con cui cerchiamo alleati per le nostre passioni, le nostre idiosincrasie, le nostre speranze.</li>
<li>i <em>Commenti</em>, su tutto, su tutti. Mi commentano, dunque sono.</li>
</ul>
<p>Tutti strumenti, questi e gli altri, che già esistevano ma che uniti in un unico ambiente si rafforzano a vicenda facendo emergere un seducente socio-sistema.</p>
<p>Sembra che Facebook sia la prima applicazione dopo l&#8217;email che incida in maniera profonda ed immediata nella vita di tutti i giorni di persone di ogni genere. Perché? Perché è un servizio generalista, che in qualche modo può essere associato al corrispondente modello televisivo. Non è un <em>social network</em> professionale o di nicchia, non è rivolto ad una particolare categoria sociale o ad una determinata fascia generazionale, non occorre produrre video o foto o contenuti particolari. C&#8217;è un po&#8217; di tutto, niente in particolare.</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;altra considerazione da fare. Causa ed effetto collaterale insieme, la massa critica di gente &#8220;qualunque&#8221; che lo popola trasforma Facebook in una intrigante ed insidiosa macchina del tempo. Ritrovare vecchi amici, antichi amori, amanti e colleghi di un era passata induce al confronto tra il nostro percorso di vita e quello degli altri. Qualche volta specchiandoci in loro ci collochiamo nella schiera dei vincenti, altre volte in quella dei perdenti.</p>
<p>Chi abbia vissuto la surreale esperienza di chattare contemporaneamente con il primo amore e con il grande amore &#8211; e magari con l&#8217;attuale amore &#8211; non può non aver provato una sensazione di sdoppiamento: le porte scorrevoli delle alternative che si riaprono, nuove<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linea_di_universo" target="_blank"> linee di mondo</a> si materializzano, presenti paralleli in cui le scelte fatte sembrano non più così definitive.</p>
<p>Un ultima nota. Sembra che, in un certo senso, stia ritornando l&#8217;epoca dei portali. La differenza è che adesso ognuno ha il suo, <em>magazine</em> multimediale in tempo reale redatto in collaborazione con i propri lettori-autori, pieno di articoli più o meno interessanti, di terze pagine, di <em>gossip</em>, di ultim&#8217;ora (o minuto&#8230;), di speciali, di brevi, di editoriali, di segnalazioni, di rubriche. E&#8217; probabile che questo portale-<em>lifestream</em> personale fagociti tutti i servizi e le applicazioni che sono ora sparsi, dai blog alle email, dai sistemi di IM a quelli di<em> microblogging</em>, dai calendari condivisi al <em>social bookmarking</em>, ai servizi di condivisione di foto e video, alle personal web-tv. Via desktop, laptop, netbook, smart-phone la nostra <em>home </em>digitale sarà il nostro definitivo punto di accesso e di uscita dalla Rete nonché la nostra sintesi digitale.</p>
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		<title>Il sentiero dei commenti perduti &#8211; Una nuova speranza</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 16:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Facendo qualche ricerca ho trovato questo add-on di Firefox che si muove nella direzione giusta rispetto a quanto si diceva in un post precedente sulla necessità di individuare un&#8217;applicazione che permetta il salvataggio automatico, magari in un file XML, di tutti i commenti che lasciamo in giro per il Web.
Save TextArea permette di salvare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facendo qualche ricerca ho trovato questo <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/1046" target="_blank"><em>add-on</em> di Firefox</a> che si muove nella direzione giusta rispetto a quanto <a href="http://motobrowniano.wordpress.com/2007/11/07/il-sentiero-dei-commenti-perduti/" target="_blank">si diceva in un post precedente</a> sulla necessità di individuare un&#8217;applicazione che permetta il salvataggio automatico, magari in un file XML, di tutti i commenti che lasciamo in giro per il Web.</p>
<p><a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/1046" target="_blank">Save TextArea</a> permette di salvare in un file (sorta di memoria temporanea) il contenuto di una <a href="http://www.htmlcodetutorial.com/forms/_TEXTAREA.html" target="_blank"><em>textarea</em></a>, cioè quel riquadro in cui vengono scritti i commenti ai post. L&#8217;obbiettivo è quello di non perdere quanto scritto se, per esempio, viene accidentalmente chiusa la <em>tab </em>in cui stiamo scrivendo il commento.</p>
<p>Una volta installata l&#8217;estensione ogni volta che ci troviamo in una <a href="http://www.htmlcodetutorial.com/forms/_TEXTAREA.html" target="_blank"><em>textarea</em></a> premendo il tasto destro compare, nel menu contestuale, una voce <em>&#8216;Text&#8217;; </em>se è la prima volta che si effettua il salvataggio per quella particolare <a href="http://www.htmlcodetutorial.com/forms/_TEXTAREA.html" target="_blank"><em>textarea</em></a> occorrerà decidere il nome del file con il comando <em>&#8216;Save as&#8217;</em>. Le volte successive basterà effettuare il <em>&#8216;Save&#8217;.</em> E&#8217; anche possibile selezionare la modalità <em>&#8216;Autosave&#8217;</em> che salverà automaticamente il contenuto con un intervallo prestabilito di tempo (di <em>default</em> 300 secondi, può essere cambiato cambiando un parametro nel file di impostazioni dell&#8217;estensione). Ovviamente tramite il comando <em>&#8216;Load from file&#8217;</em> verrà ricaricato nella <a href="http://www.htmlcodetutorial.com/forms/_TEXTAREA.html" target="_blank"><em>textarea</em></a> il contenuto memorizzato nel file d&#8217;appoggio.</p>
<p>Il problema, rispetto al nostro obbiettivo finale, è che ogni commento ha un suo file ed inoltre non vi è una funzionalità che memorizzi automaticamente il commento stesso all&#8217;atto dell&#8217;invio di questo verso il server remoto.</p>
<p>Però si tratta di un primo passo verso l&#8217;implementazione di un&#8217;estensione che consenta di creare un archivio dei commenti in formato XML.</p>
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		<title>Il sentiero dei commenti perduti</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 20:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri ho perso un commento. E&#8217; stata una cosa triste. Avevo trascorso minuti della mia vita a comporlo, parola per parola, cancellando e riscrivendo intere frasi, cesellandolo con amore e dedizione. L&#8217;avevo letto e riletto attentamente, l&#8217;avevo inviato tutto soddisfatto come alto contributo di una discussione. Ma ora non c&#8217;è più. Cancellato insieme al post [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho perso un commento. E&#8217; stata una cosa triste. Avevo trascorso minuti della mia vita a comporlo, parola per parola, cancellando e riscrivendo intere frasi, cesellandolo con amore e dedizione. L&#8217;avevo letto e riletto attentamente, l&#8217;avevo inviato tutto soddisfatto come alto contributo di una discussione. Ma ora non c&#8217;è più. Cancellato insieme al post che lo aveva ispirato. Triste fine. Svanito come pioggia tra le lacrime&#8230;</p>
<p>A parte la mia tristezza per l&#8217;immensa perdita <a href="http://motobrowniano.wordpress.com/2007/08/15/federico-generated-content/" target="_blank">il discorso è sempre quello</a>: come riuscire ad avere memoria dei contenuti che spargiamo nella Rete? Come raccogliere in maniera semplice ed efficace, in un unico contenitore off/online tutto ciò che produciamo, sia esso un commento banale o una perla di saggezza? Per i commenti ai post o gli interventi nei forum non dovrebbe essere difficile implementare una soluzione &#8212; un&#8217;estensione per Firefox? &#8212; che, in maniera del tutto trasparente rispetto all&#8217;utente, salvi ogni testo inviato memorizzandolo (in locale o in remoto) in un file XML, per esempio. Oh no?</p>
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		<title>Federico Generated Content</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Aug 2007 19:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Il problema della possibile perdita dei propri contenuti sparsi per la Rete diverrà sempre più pressante.
Stefano lo ricordava oggi. Web-based è bello, Web-missed meno.
Io vorrei salvare in locale, periodicamente, non solo i contenuti dei miei blog e tumblelog ma anche i commenti così interessanti (perché sono interessanti, vero?)  ai post di altri blog che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Il problema della possibile perdita dei propri contenuti sparsi per la Rete diverrà sempre più pressante.</font></p>
<p><font size="2"><a href="http://blog.stefanoepifani.it/2007/08/14/Una+Vaga+Inquietudine.aspx" target="_blank">Stefano lo ricordava oggi.</a> Web-based è bello, Web-missed meno.</font></p>
<p><font size="2">Io vorrei salvare in locale, periodicamente, non solo i contenuti dei miei blog e tumblelog ma anche i commenti così interessanti (perché sono interessanti, vero?)  ai post di altri blog che distribuisco in Rete. E vorrei anche contare su un salvataggio automatico &#8211; tipo aggiornamento dell&#8217;antivirus &#8211; della mia libreria su aNobii, delle voci da me compilate su Wikipedia, delle foto su Flickr, dei video su YouTube, dei miei deliri quotidiani su Twitter o Jaiku, dei ristoranti segnalati su dueSpaghi, delle discussioni nei vari walled gardens tipo Facebook o le chiaccherate negli universi virtuali persistenti tipo Second (o Third o Fourth) Life.</font></p>
<p><font size="2">Io non voglio avere qui con me solo il mio <a href="http://lifestreamblog.com/" target="_blank">Lifestream</a>, voglio avere l&#8217;intero <em>Federico Generated Content</em>, l&#8217;opera omnia del sig. Bo gentilmente dispensata agli altri generatori e/o fruitori.</font></p>
<p><font size="2">Non voglio essere escluso dalla mia licenza Creative Commons e non voglio essere catturato dall&#8217;altrui licenza proprietaria.</font></p>
<p><font size="2">Non voglio essere vittima dei fallimenti o delle failures altrui.</font></p>
<p><font size="2">Voglio il mio <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disaster_recovery" target="_blank">disaster recovery</a></em> personale.</font></p>
<p><font size="2">E quindi?</font></p>
<p><font size="2">Sarà difficile se:</font></p>
<ol>    <font size="2"></p>
<li>Tutti i siti non permetteranno oltre che l&#8217;immissione e l&#8217;importazione di contenuti anche la loro (ri)esportazione.Visto la preoccupante tendenza &#8211; che assomiglia ad una inversione &#8211; ad erigere muri e muretti non mi farei troppe illusioni per l&#8217;immediato futuro.</li>
<li>Ci dovrebbe essere uno standard per l&#8217;impacchettamento dei contenuti. Il formato <a href="http://www.apml.org/" target="_blank">APML</a> va nella direzione giusta ma è solo l&#8217;inizio.</li>
<li>Bisognerebbe studiare l&#8217;implementazione di un software adatto allo scopo. Non è certo la parte difficile. Magari avvalendosi del Web Semantico?</li>
<p></font></ol>
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