La mia matematica
09/10/2008

Flashback: mio padre che piuttosto spazientito tenta di spiegarmi la divisione. Quoto, divisore, dividendo. Una torta, tante fette, a me, a te. Uffa. Però mi piacevano i numeri. Mi piaceva scriverli. Mi affascinava il balletto che mettevano in scena ad ogni operazione. Un due tre, tango. Poi quattro cinque sei sette. Me lo ricordo, quel sette barocco e bambino, avec serif. Così come l’uno, del resto. Erano diversi i miei numeri. Ero diverso io, allora.

Alle medie ero il piccolo mago delle espressioni. La coreografia era cambiata, era più un gioco di porte che si aprivano e si chiudevano. Parentesi tonde, quadre e graffe. Mai saputo disegnarle, le graffe.

La memoria si punge. E’ il vertice di un triangolo. Quanti triangoli. Quadrati meno, troppo banali. Trapezi il giusto, esotici e ribelli.

I teoremi del liceo. Le convergenze parallele dicevano in tv. Eh? Anche di tangenti si parlava là fuori. Di seni meno. In classe era invece tutto un poliedrico discorso.

Funzioni, che tu lo voglia o no. Adorabili equazioni. L’inizio di una storia d’amore e di odio tra i fogli di carta. I fogli: tanti, tantissimi. Foglie postume sacrificate alla ricerca della soluzione perfetta.

Università. Ingegneria. La conoscenza della matematica diventa intima. Dimostrazione ne sono le dimostrazioni. Teoremi da conquistare, più che da sviluppare. Un passaggio dopo l’altro, rigo dopo rigo, pagina dopo pagina. E si scopre la bellezza. Fredda ed austera, come diceva Bertrand Russell. La matematica come estetica del razionale. Sublimazione del pensiero logico. Il Libro di Erdõs sfogliato con reverenza ma con sempre maggior sicurezza.

E, all’altro estremo, veder ricadere dall’uranio matematico una manna provvidenziale che mi ha aiutato a comprendere il reale. Ho visto formarsi nella mia mente strumenti potenti, e li ho utilizzati per dipanare l’essenza del mondo. Equazioni differenziali, integrali in tutte le loro declinazioni, matrici (sudoku assai più divertent), successioni, serie, trasformate, teoria di gruppi e tutto il resto, quello che non ricordo più.

Per ballare con le sue ancelle – Fisica, Informatica, Chimica, Economia – ho dovuto chiedere il permesso a sua maestà, la Matematica.

Ed oggi? Ho smesso di frequentare con assiduità numeri, forme geometriche, teoremi ed equazioni. Ma un giorno di questi prenderò in mano un libro e ricomincerò a studiare ed a riempire fogli su fogli di calcoli e dimostrazioni. Perché, alla fine, il tempo passato con la regina è stato uno dei più felici.

ps a proposito, io conto ancora utilizzando le dita delle mani…

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Il misterioso Big Bang dei fratelli Bogdanov
17/02/2008

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Curiosa e bizzarra la storia dei gemelli Bogdanov e della loro teoria sulla Singolarità Iniziale, il Punto Zero da cui ha preso origine l’Universo. Star della televisione francese fin dagli anni ’80, i Bogdanov si sono specializzati in programmi di divulgazione scientifica e di fantascienza – un incrocio tra Superquark e Voyager – forti di una loro (presunta) formazione matematica. Negli anni ’90 hanno ripreso gli studi universitari all’Università della Borgogna per conseguire il dottorato di ricerca (in matematica Grichka ed in fisica Igor), attribuito loro in maniera piuttosto irrituale rispettivamente nel 1999 e nel 2002.

La pubblicazione dei loro lavori sull’origine dell’Universo su prestigiose riviste come Annals of Physics e Classical and Quantum Gravity ha creato nel mondo scientifico una querelle che ha avuto ampio spazio nei media internazionali, molto meno qui in Italia. Peccato, perché la storia di questo Bogdanov Affaire – i cui dettagli possono essere letti nella nutrita voce della versione inglese di Wikipedia — è davvero interessante ed assomiglia ad una sorta di giallo scientifico pieno di misteri e di colpi di scena.

Sostanzialmente i lavori dei fratelli Bogdanov sono accusati di essere nel migliore dei casi incomprensibili, inconsistenti e pseudoscientifici, nel peggiore di essere stati scritti da ciarlatani. Addirittura è stata paventata la possibilità che si tratti di un hoax, cioè di falsi tesi a dimostrare l’inaffidabilità del sistema di peer reviewing alla base delle pubblicazioni scientifiche.

Nel libro Prima del Big Bang. L’origine dell’universo (Longanesi, 2008), pubblicato nel 2004 in Francia ed ora pubblicato in Italia i fratelli Bogdanov raccontano la loro versione della storia, intrecciando la cronistoria della vicenda con opinioni favorevoli e contrarie di fisici e matematici e citando – con sospetta insistenza – corrispondenze e colloqui con un gran numero di scienziati di grande levatura. Una ricostruzione nebulosa ed a tratti reticente che non aggiunge molto rispetto a quanto si può leggere in Wikipedia.

Più interessante la parte dedicata alla teoria stessa, che, seppur sostanzialmente incomprensibile per un lettore medio, contiene elementi in grado di attrarre ed affascinare.

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