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	<title>Moto Browniano &#187; motivational design</title>
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	<description>&#34;Le nostre idee migliori sono spesso quelle che collegano due mondi diversi&#34; - Marvin Minsky</description>
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		<title>La governance delle comunità online</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 18:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di giorni fa in un help-desk di <a href="http://progettokublai.ning.com/" target="_blank">Kublai</a> con <a href="http://retiglocali.it/" target="_blank">Reti Glocali</a> si è parlato di ingegneria sociale, ovvero di come far nascere ed evolvere una comunità online; curiosamente nel pomeriggio mi ero letto un report proveniente dall&#8217;Australia, scritto da due studiosi della<em> Queensland University of Technology</em>, dal titolo<em> <a href="http://snurb.info/node/1074" target="_blank">Social Media:</a></em><a href="http://snurb.info/node/1074" target="_blank"> <em>Tools for User-Generated Content &#8211; Social Drivers behind Growing Consumer Participation in User-Led Content Generation </em></a>(primo di una trilogia dedicata ai social media).</p>
<p>E&#8217; stato istruttivo notare come la ricerca e le considerazioni fatte &#8220;sul campo&#8221; coincidessero, sintomo che ci si sta avvicinando alla definizione di un nucleo stabile di metodologie, funzionalità, buone pratiche nella progettazione e gestione delle reti sociali online (e non dimentichiamo il lavoro di <a href="http://ibridazioni.com/2009/06/17/mode-motivational-design-versione-15/" target="_blank">Giacoma-Casali, <em>Motivational Design &#8211; Una metodologia per il social network design</em> giunto proprio i questi giorni alla versione 1.5</a>).</p>
<p>Cerchiamo di sintetizzare qualche punto.</p>
<p>I social network sono un mezzo, non un obbiettivo. Devono servire a costruire una comunità che abbia visioni e obbiettivi comuni, da raggiungere attraverso il plusvalore apportato dalle interazioni, che come enzimi catalizzano e accelerano i processi creativi e realizzativi.</p>
<p>Gli amministratori e i <em>community manager</em> devono essere delle guide discrete ma attente che indirizzano la comunità verso l&#8217;auto-organizzazione; per far questo occorre avvalersi dei membri più attivi e autorevoli, che avranno responsabilità via via crescenti all&#8217; interno della comunità, come moderatori, come <em>tutor</em> per i novizi, come facilitatori, come portavoce e come suggeritori di innovazioni strutturali e funzionali all&#8217;interno della piattaforma.</p>
<p>La soglia di accesso deve essere il più bassa possibile &#8211; sistemi di autenticazione distribuita tipo <a href="http://developers.facebook.com/connect.php" target="_blank">Facebook Connect</a> e <a href="http://openid.net/" target="_blank">OpenID</a> sono una risorsa preziosa &#8211; e il nuovo membro deve essere subito accolto, guidato e invitato a interagire con il resto della comunità.</p>
<p>La fase di apprendimento avviene, soprattutto per i meno esperti della vita online, a piccoli passi: prima amicizie, qualche commento sul wall, qualche foto link condiviso. Non aver fretta che l&#8217;utente dia subito contributi significativi.</p>
<p>Una regola fondamentale è l&#8217;assunzione di equipotenzialità di tutti i membri; questo non significa che tutti sono uguali, ma che tutti hanno le stesse possibilità di divenire membri autorevoli all&#8217;interno delle comunità, per le competenze e per le capacità che saranno riusciti a esplicitare.</p>
<p>E&#8217; importante che gli utenti sappiano di avere il massimo controllo sui loro dati e sui loro contenuti; massima trasparenza, rispetto della privacy, termini di servizio chiari e immediata comunicazione di ogni variazione nelle &#8220;regole del gioco&#8221; sono elementi fondamentali per instaurare un clima di fiducia all&#8217;interno della rete sociale.</p>
<p>L&#8217;emersione dei contenuti, delle idee e degli individui più interessanti è un&#8217;operazione che coinvolge tutta la <em>community</em>, coadiuvata da sistemi di feedback impliciti, come il numero di commenti o il numero di visite a un dato profilo o espliciti come il <em>rating</em>. In generale la capacità di auto-organizzazione e auto-gestione di una comunità è chiamata da <a href="http://www.rheingold.com/" target="_blank">Howard Rheingold</a> <em>social accounting</em> ed è resa possibile da tutta una serie di strumenti che permettano di creare, valutare e rendere persistente nel tempo la reputazione di ogni utente e la validità di ogni contenuto.</p>
<p>Creare un forte senso di appartenenza alla comunità rende meno critico il naturale evolversi della comunità stessa, che manterrà una sua unitarietà anche con il crescere dei membri e della complessità strutturale.</p>
<p>L&#8217;apertura della piattaforma al resto della Rete garantisce un interscambio fecondo, permettendo che i contenuti più significativi e i loro autori acquisiscano visibilità e &#8220;pubblicità&#8221; anche al di fuori della rete sociale: queste e altre gratificazioni sono incentivi importanti che stimolano la partecipazione e la generazione di contributi originali.</p>
<p>E&#8217; importante non solo monitorare ma anche analizzare con metodologie e strumenti appropriati le dinamiche della rete sociale; i manager di Kublai, per esempio, grazie al lavoro di <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Social_network_analysis" target="_blank">social network analysis</a></em> di Ruggero Rossi sponsorizzato da <a href="http://www.cottica.net/" target="_blank">Alberto Cottica</a>, sono riusciti a ricavare informazioni utili per la <em>governance</em> della comunità.</p>
<p>update: <a href="http://im.digitalhymn.com/" target="_blank">Davide Casali</a> mi fa giustamente notare un altro aspetto importante che avevo trascurato: la necessità per gli amministratori  di partecipare attivamente alla vita della community, per conoscerne dall&#8217;interno tutte le dinamiche  e per comprenderne lo<em> zeitgeist</em> nonchè per far sì che, come dimostrato anche dall&#8217;analisi di Ruggero, vengano mantenute le caratteristiche di piccolo mondo della rete sociale (gli amministratori, in generale, mantengono i legami con i membri periferici della comunità).</p>
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