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	<title>Moto Browniano &#187; neuroscienze</title>
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	<description>&#34;Le nostre idee migliori sono spesso quelle che collegano due mondi diversi&#34; - Marvin Minsky</description>
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		<title>Non è Cocoon ma&#8230;navigare in Rete mantiene giovani</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 07:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<category><![CDATA[navigazione in Rete]]></category>
		<category><![CDATA[neuroscienze]]></category>

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		<description><![CDATA[
Albertazzi e e la Spaak potrebbero abbandonare il Brain Traning di Nintendo e fare ogni giorno qualche ricerca su Internet: il risultato sarebbe comunque allenare il cervello e stimolare le aree cerebrali che controllano il ragionamento complesso e la capacità di decisione.
Già un anno fa una ricerca dell&#8217;UCLA aveva dimostrato, con la risonanza magnetica funzionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sciencedaily.com/releases/2009/10/091019134707.htm"><img class="alignnone size-full wp-image-1493" title="brains" src="http://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2009/10/brains.jpg" alt="brains" width="300" height="269" /></a></p>
<p><a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/10/07/vecchie-storie-2/" target="_blank">Albertazzi e e la Spaak potrebbero abbandonare il<em> Brain Traning</em> di Nintendo</a> e fare ogni giorno qualche ricerca su Internet: il risultato sarebbe comunque allenare il cervello e stimolare le aree cerebrali che controllano il ragionamento complesso e la capacità di decisione.</p>
<p><a href="http://www.sciencedaily.com/releases/2008/10/081014111043.htm" target="_blank">Già un anno fa una ricerca dell&#8217;UCLA aveva dimostrato</a>, con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risonanza_magnetica_funzionale" target="_blank">risonanza magnetica funzionale</a> (fMRI), che fare ricerche  stimolava negli anziani <em>web-addicted</em> parti del cervello diverse rispetto, per esempio, alla lettura di un libro.</p>
<p><a href="http://www.sciencedaily.com/releases/2009/10/091019134707.htm" target="_blank">Gli stessi ricercatori hanno ora dimostrato</a> che queste modificazioni appaiono fin dalla prima settimana di navigazione su Internet e confermano che l&#8217;uso del Web è una semplice forma di esercizio mentale che migliora i processi cognitivi negli anziani.</p>
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		<title>L&#039;errore di Damasio?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 07:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[antonio damasio]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
		<category><![CDATA[neuroscienze]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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		<description><![CDATA[Antonio Damasio, famoso neuroscienziato autore di una trilogia molto apprezzata sulla relazione tra mente, cervello e corpo, sta per pubblicare su PNAS una ricerca in cui viene evidenziato come assimilare informazioni che abbiano a che fare con questioni etiche richieda un tempo minimo di elaborazione da parte del cervello, valutabile in 6/8 secondi.
Da questo presupposto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.filosofico.net/damasioantonio.htm" target="_blank">Antonio Damasio</a>, famoso neuroscienziato autore <a href="http://www.liberonweb.com/Adelphi/aut_damasio.asp" target="_blank">di una trilogia</a> molto apprezzata sulla relazione tra mente, cervello e corpo, <a href="http://www.physorg.com/news158864256.html" target="_blank">sta per pubblicare su PNAS</a> una ricerca in cui viene evidenziato come assimilare informazioni che abbiano a che fare con questioni etiche richieda un tempo minimo di elaborazione da parte del cervello, valutabile in 6/8 secondi.</p>
<p>Da questo presupposto, fin dal titolo della fonte originale, &#8220;<a href="http://www.physorg.com/news158864256.html" target="_blank">Tweet this: Rapid-fire media may confuse your moral compass&#8221;</a> si è fatta un&#8217;arbitraria associazione con i <em>digital media</em>, in particolare con i servizi di microblogging come Twitter o addirittura con i social network come Facebook, imputando loro una certa &#8220;cecità morale&#8221;.</p>
<p>Nella fonte originale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Manuel_Castells" target="_blank">Manuel Castells</a>, commentando i risultati della ricerca, dice:</p>
<blockquote><p><em>he was less concerned about online social spaces, some of which can provide opportunities for reflection, than about &#8220;fast-moving television or virtual games.&#8221;[...]. In a media culture in which violence and suffering becomes an endless show, be it in fiction or in infotainment, indifference to the vision of human suffering gradually sets in</em></p></blockquote>
<p>Lo stesso <a href="http://www.filosofico.net/damasioantonio.htm">Damasio</a> punta il dito contro i mass media, non citando i <em>social media</em>.</p>
<p>Vi è stata una forzatura nell&#8217;interpretazione della ricerca che dalla fonte primaria si è diffusa ed amplificata attraverso le fonti secondarie; qui in Italia si possono citare il <a href="http://blog.debiase.com/2009/04/e-lo-abbiamo-fatto-studiare-ta.html" target="_blank">blog di De Biase</a> e soprattutto un articolo del <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_aprile_14/morale_tempi_twitter_afd2bd9a-28ea-11de-aa72-00144f02aabc.shtml">Corriere della Sera <em>online</em></a> che interpreta in modo del tutto originale i risultati di <a href="http://www.physorg.com/news158864256.html" target="_blank">Damasio</a>.</p>
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