W|A, CyC e gli scettici
16/05/2009

Mi meraviglia l’atteggiamento tra lo scettico e il sarcastico che alcuni esperti e appassionati conoscitori del mondo della Rete come Zambardino e Guido Vetere hanno manifestato verso il progetto Wolfram |Alpha.

Io lo trovo un esperimento di grande interesse, che potrà portare, in caso di successo, ad aggiungere un’altra colonna portante alla Rete, dopo Google e Wikipedia.

Se Google aiuta a ritrovare informazioni e Wikipedia a crearle attraverso l’intervento umano, W|A elabora in maniera algoritmica la conoscenza, almeno quella conoscenza che è già presente in Rete e nei database del progetto sotto forma di dati grezzi e interpretabili dai software (per esempio nei formati CSV, XML, RDF, FOAF ecc.).

Molti lo associano a CyC, “l’enciclopedia che diventa persona”, il progetto di IA che tenta di far emergere l’intelligenza inserendo in un enorme database milioni di regole e dati sul nostro mondo.

Ma W|A non è un progetto di intelligenza artificiale, è più vicino ad un sistema esperto “generalista” e distribuito, che elabora e (ri)assembla piccoli tasselli sparsi di conoscenza e li ripropone in una nuova forma – utilizzando anche tabelle, grafici, diagrammi – più facilmente interpretabile e utilizzabile in maniera più diretta dall’utente.

Così come le calcolatrici elettroniche ci hanno fatto risparmiare tempo, consentendoci di concentrarci sulle soluzioni dei problemi e non sui calcoli, W|A potrebbe, se manterrà le promesse, aiutarci a elaborare i dati grezzi presenti in Rete, trasformandoli in elementi interpretanti della realtà nei suoi vari domini.

In questo stadio iniziale è ovvio che il progetto dia il suo meglio nel dominio delle scienze dure o comunque in quei domini in cui esistono dati che possono esser forniti in pasto agli algoritmi; ma pensate già cosa si potrebbe fare, per esempio, in tema di trasparenza dell’amministrazione pubblica (grazie a David Osimo per l’ispirazione) se si potessero elaborare con W|A i dati ufficiali (ammesso che fossero disponibili in formati open e non in pdf e doc…).

Spesso ci entusiasmiamo per qualche gadget di Rete che dura lo spazio di qualche cinguettio e sottostimiamo progetti che provano, e sottolineo provano, a portarci qualche passo più in là.

update: in un commento sottolineavo come il famoso (famigerato?) libro di Wolfram, “A New Kind of Science” non fosse stato tradotto in italiano; è però disponibile gratuitamente online l’originale inglese. Avendo un ebook reader…

update II: si continua a non capire (o a non voler capire) cosa sia W|A e cosa potrà essere. Mah…

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Tecnologie per la conoscenza
29/02/2008

E’ sempre un piacere scoprire in Rete piccoli bijoux in grado di arricchire il nostro bagaglio di conoscenze. E a proposito di conoscenze suggerisco la lettura di questo agile ebook dal titolo “Knowledge Technologies”. Scritto da N.R. Milton, esperto di tecniche di gestione della conoscenza e di AI, pubblicato da Polimetrica il testo affronta, utilizzando la formula “domanda/risposta”, il tema delle tecnologie della conoscenza, cioè di tutte quelle tecniche e quegli strumenti computer-based in grado di fornire un sempre più ricco ed efficace utilizzo dell’Information Technology.

Queste tecnologie hanno un ampio utilizzo ma possono essere citati alcuni campi di applicazione principali come:

  • Identificare quale conoscenza sia importante per un’organizzazione.
  • Decidere quale conoscenza debba essere acquisita per trovare una soluzione appropriata per un problema reale.
  • Raccogliere ed integrare conoscenze in modo da consentire un loro facile accesso, una loro semplice navigazione, comprensione, mantenimento e riutilizzo.
  • Inserire la conoscenza in un sistema computerizzato in modo da fornire significativi e duraturi benefici ad un’organizzazione.

Incentrato sull’uso di queste tecnologie all’interno di organizzazioni, aziende e mondo scientifico il testo si concentra su:

Ogni paragrafo è aperto da una serie di utili keywords; esempi e brevi case studies aiutano a comprendere meglio nozioni ed applicazioni a casi concreti delle tecnologie e degli strumenti citati. Viene infatti dato risalto all’aspetto pratico più che a quello strettamente teorico e quindi molte pagine vengono dedicate a spiegare sinteticamente aree e metodologie di utilizzo, obiettivi raggiungibili ed anche possibili controindicazioni nell’adozione dei vari sistemi.

Una piccola ma aggiornata bibliografia conclude ogni capitolo.

Il libro è gratuito, rilasciato sotto licenza Creative Commons ed è “aperto”: i lettori sono invitati a inviare domande e suggerimenti all’editore per contribuire alle nuove edizioni del libro stesso.

[via arXiv]

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