e-learning: un master
26/10/2009

Per una volta voglio segnalare un master, indicatomi da Angela Iaciofano, una dei tutor.

L’Università della Tuscia propone un Master in e-learning della durata di due anni. Al di là dell’interessante piano di studi , degli strumenti di interazione utilizzati e dei partner come Rai Educational mi convince l’approccio “open” e il linguaggio con il quale viene presentato questo percorso formativo.

‘Insegnanti’ non sono più solo i docenti scolastici e universitari, ma una sfera molto più ampia di figure professionali impegnate ad esempio nel mondo della formazione permanente, della formazione aziendale, della mediazione informativa, della pubblica amministrazione. E la formazione on-line può avere anche lo scopo di spiegare all’utenza come ricevere determinati servizi o compiere determinate operazioni via rete, o ancora di distribuire informazione con la consapevolezza che spesso occorre aiutare l’utente nel compito sempre più complesso di selezionarla e valutarla. [...] La rete è ormai per molti versi il nostro principale strumento di scambio informativo, e la formazione è anche scambio informativo: è dunque inevitabile che la rete sia anche, e forse soprattutto, uno spazio di formazione e di apprendimento. Ma la formazione non è solo scambio informativo: è anche costruzione collaborativa di conoscenze, discussione critica, sperimentazione.

Utilizzando la nuova licenza ccLearn, la licenza Creative Commons per materiali didattici, gli organizzatori del master metteranno online contenuti e materiali didattici sviluppati per i corsi convinti che:

anche se i contenuti didattici rappresentano una componente importantissima del nostro master, non lo esauriscono. Il valore aggiunto rappresentato dall’iscrizione formale al master è dato dalla partecipazione a una comunità di apprendimento che utilizza questi (ed altri) contenuti in maniera organizzata e guidata, all’interno di un percorso di apprendimento monitorato e certificato, orientato alla costruzione collaborativa di conoscenze e dotato di strumenti avanzati di interazione.

Speriamo però che almeno alcuni di questi contenuti possano risultare utili e interessanti anche per chi non partecipa a questo percorso (e possano magari anche invogliarla/o a iscriversi!), o possano essere utilizzati anche all’interno di percorsi formativi diversi.

Il costo per il primo anno è di 950 euro, le iscrizioni scadono il 15 novembre 2009.

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Conversazioni per un'ipotesi. Per un giorno il Corso di Laurea in Scienze del Web ad Urbino.
13/10/2008

Forse l’università italiana ce la farà, malgrado tutto; sono stato ad Urbino nel fine settimana, in occasione del Festival dei blog-Conversazioni dal basso ed ho avuto modo di vedere un luogo di conoscenza attiva, coltivato dalla locale università, in cui l’energia vitale trasmessa dagli studenti e da un corpo docente carico di competenza, creatività ed umanità contamina ogni visitatore.

Per una delle manifestazioni in programma, l’AcaBarCamp, ho preparato una presentazione che, anche grazie al feedback dei lettori del mio blog, integra ed amplia il post sull’ipotesi di un Corso di Laurea in Scienze del Web.

Qui la versione inglese delle slides e qui, tra gli altri, il video del mio intervento (ripreso grazie ai ragazzi de “Il Cannocchiale“), che segnalo per pura vanità (d’accordo anche per comprendere meglio le slides)…

Un ringraziamento particolare a Giovanni e Fabio che mi hanno incoraggiato a fare questa presentazione.

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Ipotesi per un Corso di Laurea in Scienze del Web
26/08/2008

Ispirato dagli articoli di cui ho parlato in un post precedente ho voluto buttar lì una bozza di come potrebbe essere organizzato un Corso di Laurea in Scienze del Web.

Dando per scontato l’approccio multidisciplinare, quali sono le materie da inserire? Quali i percorsi formativi da predisporre? Quali sono le conoscenze e le competenze che uno studente uscito da questo corso di laurea dovrebbe possedere?

Andiamo per ordine. Ho immaginato una laurea triennale, ma sono tali e tante le discipline e gli argomenti da trattare ed approfondire che non si farebbe fatica ad estenderne la durata a cinque anni.

Ho provato a suddividere le Scienze del Web in due rami, come rappresentato nella figura.

Per entrare appena più nel dettaglio:

Sono molte le combinazioni possibili; queste sono solo alcune. Ed è chiaro che i vari percorsi possono intersecarsi, sovrapporsi, sfumare l’uno nell’altro.

Un laureato in Scienze del Web dovrebbe possedere la capacità di

  • muoversi tra le diverse dimensioni della Rete, individuando comportamenti emergenti, analizzando le relazioni ed i collegamenti tra i diversi attori che animano il palcoscenico del Web – persone, database, agenti software, organizzazioni, tutti immersi nel flusso turbolento di dati ed informazioni
  • essere in grado di scoprire i trend che nascono nella Rete, le opportunità create da ubiquità, mobilità, nuovi media e dalla crescente quantità di dati disponibili on-line
  • progettare e sviluppare strumenti ed applicazioni sempre più adattati alla natura peculiare del Web
  • definire e sviluppare teorie,modelli, metodologie, metriche che aiutino a formulare sistematicamente i principi di una “disciplina del Web”
  • studiare e comprendere le nuove interazioni sociali ed i nuovi modelli economici e politici che avvengono con la mediazione del Web
  • identificare e preservare gli invarianti essenziali del Web

Di seguito – dopo il break – un possibile piano di studi, in cui il primo anno è comune. Mi sono limitato ad individuare possibili materie d’insegnamento solo per Data Web, Web Analitico, Architettura del Web, Web Sociale. Volutamente per alcuni insegnamenti mi sono tenuto nel vago, non avendo sufficienti competenze per individuare aree specifiche di interesse all’interno di alcune discipline.

Spero che questo post stimoli, come si dice, una proficua ed interessante discussione. O anche no…

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Genesi assistita di un blog dipartimentale
22/06/2008

Questo post chiama a raccolta Bonaria, Annarita, Giovanni, Fabio, Gian e gli amici di Sci(Bzaar)net, Luca, Alberto, Stefano, Matteo, Walter, Massimo, Roldano e tutti gli altri lettori di questo blog.

Il mio amico Stefano insegna alla facoltà di Ingegneria di RomaTre. Istigato dal sottoscritto, sta pensando di proporre ai colleghi l’apertura di un blog dipartimentale.

L’idea che gli ho suggerito è quella di creare un canale informativo attraverso cui docenti, dottorandi, tesisti e studenti possano parlare delle loro attività, dei progetti di ricerca e delle tesi ma anche delle loro esperienze quotidiane all’interno dell’università.

La visione è quella di avere tanti blog dipartimentali – mi sembra la “granularità” giusta per un blog universitario – che possano funzionare da vetrina verso l’esterno e verso il mondo del lavoro.

Sarebbe bello che ogni azienda, ogni ufficio di selezione del personale o di R&S, ogni “cacciatore di talenti” avesse nel proprio aggregatore di feed RSS una sezione dedicata ai dipartimenti universitari, in modo da monitorare e tenersi aggiornato su tesi e tesisti, tanto per fare un esempio.

Stefano è una “matricola” del web 2.0. Mi piacerebbe che i lettori di questo blog gli dessero consigli e suggerimenti su come progettare, organizzare e mantenere un blog interessante, utile e “vivo”, considerando anche il contesto in cui il blog si inserirà.

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