Un consorzio di università americane, capitanate dalla Duke University, dalla Stanford University e dall’Università di Rochester ha creato Futurity.org, magazine online dedicato alle ricerche che si svolgono nelle più prestigiose università del Canada e degli Stati Uniti.
Gli articoli sono suggeriti dalle stesse università, quindi vagliate e selezionate da un editor.
Forse l’università italiana ce la farà, malgrado tutto; sono stato ad Urbino nel fine settimana, in occasione del Festival dei blog-Conversazioni dal basso ed ho avuto modo di vedere un luogo di conoscenza attiva, coltivato dalla locale università, in cui l’energia vitale trasmessa dagli studenti e da un corpo docente carico di competenza, creatività ed umanità contamina ogni visitatore.
Il mio amico Stefano insegna alla facoltà di Ingegneria di RomaTre. Istigato dal sottoscritto, sta pensando di proporre ai colleghi l’apertura di un blog dipartimentale.
L’idea che gli ho suggerito è quella di creare un canale informativo attraverso cui docenti, dottorandi, tesisti e studenti possano parlare delle loro attività, dei progetti di ricerca e delle tesi ma anche delle loro esperienze quotidiane all’interno dell’università.
La visione è quella di avere tanti blog dipartimentali – mi sembra la “granularità” giusta per un blog universitario – che possano funzionare da vetrina verso l’esterno e verso il mondo del lavoro.
Sarebbe bello che ogni azienda, ogni ufficio di selezione del personale o di R&S, ogni “cacciatore di talenti” avesse nel proprio aggregatore di feed RSS una sezione dedicata ai dipartimenti universitari, in modo da monitorare e tenersi aggiornato su tesi e tesisti, tanto per fare un esempio.
Stefano è una “matricola” del web 2.0. Mi piacerebbe che i lettori di questo blog gli dessero consigli e suggerimenti su come progettare, organizzare e mantenere un blog interessante, utile e “vivo”, considerando anche il contesto in cui il blog si inserirà.
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