The incredible support we obtained from industry when preparing the bid is evidence of the need industry has for people with the sort of interdisciplinary skills that we will be training our students to develop.
people are the heart of our future strategy. We want to drive a modern economy and meet the challenges of tomorrow by investing in talented people and inspiring the next generation of scientists and engineers. [...] EPSRC Centres for Doctoral Training expand our existing training portfolio, focus on priority themes for the UK, emerging and multidisciplinary research, and greater collaboration with business.
Forse l’università italiana ce la farà, malgrado tutto; sono stato ad Urbino nel fine settimana, in occasione del Festival dei blog-Conversazioni dal basso ed ho avuto modo di vedere un luogo di conoscenza attiva, coltivato dalla locale università, in cui l’energia vitale trasmessa dagli studenti e da un corpo docente carico di competenza, creatività ed umanità contamina ogni visitatore.
L’obbiettivo della Fondazione è riunire imprenditori, politici, tecnici, scienziati, esperti per promuovere il Web come sistema libero ed aperto, svilupparne le potenzialità, aumentarne la robustezza ed estenderne i benefici a tutti gli abitanti del pianeta.
La Fondazione cercherà ed appoggerà progetti in giro per il mondo nell’ambito di tre programmi integrati:
Scienza del Web e ricerca, per comprendere meglio strutture e dinamiche della Rete nonchè il suo impatto sullo sviluppo delle società, per rendere il Web sempre più sicuro ed affidabile, per allevare una generazione di scienziati del Web
Tecnologie e pratiche, per promuovere lo sviluppo di standard, tecnologie e applicazioni interoperabili ed integrate che agevolino la creatività, la collaborazione la comunicazione ed il commercio
Tra le strategie individuate per sviluppare il primo punto vi è quella di incoraggiare la creazione di piani di studio per le università dedicati alla Scienza del Web: direi che un primo contributo lo abbiamo dato anche noi, con l’ipotetico (per ora…) Corso di Laurea in Scienze del Web
Ispirato dagli articoli di cui ho parlato in un post precedente ho voluto buttar lì una bozza di come potrebbe essere organizzato un Corso di Laurea in Scienze del Web.
Dando per scontato l’approccio multidisciplinare, quali sono le materie da inserire? Quali i percorsi formativi da predisporre? Quali sono le conoscenze e le competenze che uno studente uscito da questo corso di laurea dovrebbe possedere?
Andiamo per ordine. Ho immaginato una laurea triennale, ma sono tali e tante le discipline e gli argomenti da trattare ed approfondire che non si farebbe fatica ad estenderne la durata a cinque anni.
Ho provato a suddividere le Scienze del Web in due rami, come rappresentato nella figura.
Per entrare appena più nel dettaglio:
Sono molte le combinazioni possibili; queste sono solo alcune. Ed è chiaro che i vari percorsi possono intersecarsi, sovrapporsi, sfumare l’uno nell’altro.
Un laureato in Scienze del Web dovrebbe possedere la capacità di
muoversi tra le diverse dimensioni della Rete, individuando comportamenti emergenti, analizzando le relazioni ed i collegamenti tra i diversi attori che animano il palcoscenico del Web – persone, database, agenti software, organizzazioni, tutti immersi nel flusso turbolento di dati ed informazioni
essere in grado di scoprire i trend che nascono nella Rete, le opportunità create da ubiquità, mobilità, nuovi media e dalla crescente quantità di dati disponibili on-line
progettare e sviluppare strumenti ed applicazioni sempre più adattati alla natura peculiare del Web
definire e sviluppare teorie,modelli, metodologie, metriche che aiutino a formulare sistematicamente i principi di una “disciplina del Web”
studiare e comprendere le nuove interazioni sociali ed i nuovi modelli economici e politici che avvengono con la mediazione del Web
identificare e preservare gli invarianti essenziali del Web
Di seguito – dopo il break – un possibile piano di studi, in cui il primo anno è comune. Mi sono limitato ad individuare possibili materie d’insegnamento solo per Data Web, Web Analitico, Architettura del Web, Web Sociale. Volutamente per alcuni insegnamenti mi sono tenuto nel vago, non avendo sufficienti competenze per individuare aree specifiche di interesse all’interno di alcune discipline.
Spero che questo post stimoli, come si dice, una proficua ed interessante discussione. O anche no…
Tim Berners-Lee ed altri autori hanno scritto un articolo per Communications of the ACM(scaricabile previa registrazione) per ribadire la necessità di una Web scienceche aiuti a studiare e comprendere il Web non come un mero veicolo di contenuti tecnici o sociali ma come un campo di studi a se stante. L’approccio deve essere multidisciplinare e deve coniugare l’analisi tipica di scienze “hard” come la fisica e la sintesi ingegneristica predominante nell’informatica.
Il Web deve essere studiato e compreso come fenomeno ma è anche un qualcosa che, per la sua crescita e per le sue potenzialità, deve essere progettato.
Nell’articolo vengono sinteticamente presentati quattro punti che i ricercatori ed i progettisti dovrebbero utilizzare come riferimento per una visione globale del Web:
il Web come sistema a grande scala, che genera proprietà emergenti
il Web come grafo, rappresentazione della rete di link che caratterizza il Web stesso
il Web come “macchina sociale” in grado di produrre e gestire sistemi sociali
il Web come universo di dati, da collegare in maniera sempre più efficiente e da utilizzare per processi di inferenza automatici (semantic web)
Voglio riportare qui alcuni passi (tradotti da me) in cui gli autori spiegano la figura riportata di seguito che rappresenta le nuove sfide che attendono l’ingegneria del software e lo sviluppo di applicazioni.
da communication of the ACM, luglio 2008, vol. 51, n. 7
Alla micro-scala, il Web è un’infrastruttura di linguaggi artificiali e protocolli: è un pezzo di ingegneria. Nello stesso tempo, è l’interazione di esseri umani che creano, collegano e consumano informazione che genera il comportamento del Web e produce proprietà emergenti alla macro-scala [...].
La figura esemplifica un nuovo modo di guardare allo sviluppo del Web. Un’applicazione software è progettata basandosi su un’appropriata tecnologia [...] e su una certa “visione” sociale; è davvero una contraddizione in termini parlare di un’applicazione Web sviluppata per un singolo utente su una singola macchina. Il sistema è generalmente testato da un piccolo gruppo o sviluppato da una base limitata; sono quindi esaminate le “micro” proprietà del sistema. In alcuni casi, quando più e più persone accettano il micro-sistema, si verifica un brusco cambiamento di scala favorito da dinamiche “virali” (ndt: un’inflazione virale…) [...].
Il macro-sistema può essere definito come un micro-sistema utilizzato da molti utenti che interagiscono tra di loro in modo spesso imprevedibile [...] e generalmente deve essere analizzato in maniera differente rispetto al micro sistema. Questi macro-sistemi generano nuove sfide che non possono essere visibili alla micro-scala. [...]
I sistemi a larga scala possono avere proprietà emergenti che non possono essere predette analizzando i micro-effetti tecnici e/o sociali. “Giocando”con questi risultati si può sperare di prevedere le tecnologie di prossima generazione.
update: per completezza d’informazione aggiungo che l’articolo è una sorta di abstract del testo degli stessi autoriA Framework for Web Science(Now Publishers, 2006).
Equiparare un sistema di acquedotti e di condutture idriche con il Web non è così bislacco come può apparire in un primo momento. Entrambi hanno un’architettura reticolare ed in entrambi fluisce qualcosa: acqua nel primo caso, informazioni nel secondo.
In una rete idrica, in quali nodi dobbiamo piazzare i sensori per rilevare efficacemente eventuali contaminazioni?
Nel Web quali blog dovrebbero essere letti per avere una rassegna il più completa possibile degli argomenti principali che circolano nella blogosfera?
I due problemi condividono una struttura comune che può essere rivelata da questo problema più generale:
Dato un processo dinamico di diffusione all’interno di una rete, selezionare un insieme di nodi (sensori, blog) che permetta la rilevazione di un’epidemia (di virus, di informazioni) e del suo punto di origine nel minor tempo possibile.
Per quanto riguarda i blog possiamo riformulare ancora una volta il problema:
Ogni blog, con un suo post, può essere una sorgente informativa che genera una cascata informativa (quando la notizia originale viene ripresa direttamente o indirettamente da altri blog). Si vuole individuare quel piccolo insieme di blog investiti dalla maggior parte delle cascate.
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