Blockchain

blockchain chronicles #3 — Ethereum nei prossimi 5 anni, il distributed business in salsa cinese e l‘ansia da blockchain

Vitalik Burkin Fonte: Duncan Rawlinson via Flickr CC BY-NC 2.0

È in continua e rapida evoluzione il settore delle blockchain così come le blockchain stesse.

Vitalik Butarin, creatore di Ethereum, ha annunciato negli scorsi giorni la roadmap per i prossimi upgrade che interesseranno questa architettura.

Le criticità da risolvere riguardano essenzialmente privacy, sicurezza e scalabilità.

Per quanto riguarda la privacy, ha dichiarato Butarin, ¾ dei problemi sono in via di risoluzione. L’ultimo quarto è a livello di protocollo.

Sicurezza e scalabilità, insieme al concetto di decentralizzazione, rappresentano un “trilemma”: in generale si possono avere due di queste caratteristiche sacrificandone una terza.

Butarin e il suo team stanno studiando una soluzione senza sacrifici: lo “sharding”.

In parole semplici verranno creati altri “universi” (frammenti), distinti dalla blockchain principale ma a essa collegati (con una Validator Manager Contract) e che con essa condividono il consenso.

Su questi nuovi rami potranno essere implementate nuove regole che non saranno compatibili all’indietro e non impatteranno sulla blockchain originale.

L’orizzonte temporale di questi cambiamenti è di 3/5 anni mentre per la transizione già annunciata verso un modello ibrido Proof of Work/Proof of Stake si dovrà attendere almeno la prossima estate (qui un post che analizza questo modello partendo da un paper appena rilasciato dallo stesso Butarin).

Si privilegia, nei piani di sviluppo, la velocità alla perfezione: un approccio simile all’ormai consolidato beta permanente utilizzato in altri settori dell’informatica.

Fonte: trustnodes.com


La China Wanxiang Holding Co Ltd è una grande compagnia cinese che opera in vari settori, soprattutto nel comparto finanziario. Da 2105 sta costruendo un ecosistema legato alla tecnologia blockchain.

Ha da poco rilasciato un interessante white paper sul distributed business basato su blockchain, completo di analisi SWOT.

Fonte: prnewswire.com


Segnalo due articoli della rivista IEEE Spectrum, magazine pubblicato dall’Institute of Electrical and Electronics Engineers.

Nel primo, dopo aver rilevato che più della metà delle grandi compagnie a livello globale stanno sperimentando le blockchain, ci si chiede: ma è sempre questa la scelta giusta, a prescindere da ogni valutazione tecnica, economica, gestionale?

Ovviamente no. La scelta deve essere attentamente ponderata, perché pochi millimetri al di sotto della superficie possono sorgere difficoltà e criticità, come nota un ricercatore Microsoft frustrato dai problemi di un sistema di voto basato su blockchain che sta testando.

L’articolo fornisce un piccolo tool per una prima valutazione riguardo la scelta o meno di questa soluzione.

Il secondo articolo è un reportage nelle grandi “miniere di bitcoin” della Mongolia Interna, cioè nelle grandi warehouse di società cinesi nelle quali migliaia di macchine cercano di “risolvere” il prossimo blocco della più famosa (e quotata) criptovaluta.

Questa regione della Cina dispone di energia elettrica a basso costo (prodotta dal carbone) ed è il luogo ideale per combattere la grande sfida: “estrarre” bitcoin in quantità tale da compensare il consumo elettrico e guadagnarci.

Fonte: IEEE Spectrum

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