<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nostalgie | Federico Bo</title>
	<atom:link href="https://www.federicobo.eu/category/nostalgie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.federicobo.eu</link>
	<description>Intelligenza Artificiale, Blockchain, NFT, metaverso e altre visioni</description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Aug 2019 09:19:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.2</generator>
	<item>
		<title>Le startup “tabula rasa”​</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/le-startup-tabula-rasa%e2%80%8b/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2019 09:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgie]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicobo.eu/?p=3668</guid>

					<description><![CDATA[<p>Molti progetti nello stato iniziale si basano su scarse informazioni del contesto e degli strumenti che intendono utilizzare e che diverse startup si buttano in un settore senza averne una grande conoscenza.</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/le-startup-tabula-rasa%e2%80%8b/">Le startup “tabula rasa”​</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="508c" class="ms mt ck ba mu b mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf" data-selectable-paragraph="">Nove anni fa, di questi tempi, stavo lavorando al lancio della startup Cineama, fondata insieme ad altri soci.</p>
<p id="b8b5" class="ms mt ck ba mu b mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf" data-selectable-paragraph="">Prima di iniziare questa avventura, per almeno tre/quattro anni ho studiato la Rete, le sue filosofie come l’open, i <em class="ng">creative commons</em>, le community, la collaborazione e la condivisione. Ho letto libri e megabyte di documenti sul web 2.0. Ho frequentato eventi come i vari “<em class="ng">camp</em>” che allora andavano per la maggiore e mi sono confrontato con molte persone provenienti da diversi campi ma uniti dal desiderio di sperimentare <strong class="mu nh">le “infinite forme bellissime” del digitale.</strong> Ho iniziato a utilizzare in prima persona strumenti come i wiki e i blog. Sono sceso nel dettaglio delle piattaforme emergenti come Joomla e WordPress, progettando e programmando.</p>
<p id="10f8" class="ms mt ck ba mu b mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf" data-selectable-paragraph="">In breve, ho studiato. Se aggiungiamo che, al di là del lavoro e della sfera professionale amavo (amo) leggere, guardare film, serie tv e documentari (che insieme possono dare un’idea dello “spirito del tempo”) direi che al momento di ideare la startup avevo ben chiaro l’ambito generale nel quale mi sarei mosso.</p>
<p id="069d" class="ms mt ck ba mu b mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf" data-selectable-paragraph="">A quel punto ho (abbiamo) cominciato il lavoro di focalizzazione, documentandomi tantissimo sull’oggetto della startup, il cinema e l’audiovisivo, visto dalla prospettiva dell’innovazione di “processo” che il web 2.0 e i nascenti social media avrebbero potuto attivare in quel settore. Ho setacciato la rete cercando esperienze, startup, le sperimentazioni in atto e quelle fallite. Ho cercato competitor, punti di forza e debolezza del progetto (insomma, l’analisi SWOT), possibili alleati e partner, in Italia e all’estero. Abbiamo iniziato a partecipare a contest, a bussare alla porta di investitori, fondi di venture capital, <em class="ng">business angels</em> e via discorrendo.</p>
<p id="93ec" class="ms mt ck ba mu b mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf" data-selectable-paragraph="">Questa lunga e noiosa premessa mi serve per esprimere un mio dubbio: avessi sbagliato approccio?</p>
<p id="d023" class="ms mt ck ba mu b mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf" data-selectable-paragraph="">Sia da discussioni private che da quel che leggo in rete mi sono accorto che molti progetti nello stato iniziale si basano su scarse informazioni del contesto e degli strumenti che si intendono utilizzare (per esempio AI, blockchain, IoT ma anche social media o app) e che diverse startup si buttano in un settore senza averne una grande conoscenza. Questo fa loro affermare, sui loro siti (a volte anche sciatti e sgrammaticati) o nelle interviste di avere un progetto “innovativo”, “rivoluzionario”, unico ecc. La sensazione è che non abbiano fatto ricerche serie ma solo abbozzato un’idea “in vitro” e con quella siano partite in quarta, abbaglòiati dall’<strong class="mu nh">illusione del “<em class="ng">first mover</em>”</strong>. Inoltre non sembrano avere coscienza del meta-ambiente del digitale e dell’innovazione. Per la verità molte volte mi sembra di trovarmi di fronte progetti copia-incolla (l’uber di x, la blockchain per y, deliveroo per z). La cosa che ancor più mi lascia perplesso è che alcune di queste startup vengono “incubate” o supportate da acceleratori di impresa, <em class="ng">factory</em> e simili; in questo caso mi chiedo: “ma chi e come ha valutato il progetto?”.</p>
<p id="7709" class="ms mt ck ba mu b mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf" data-selectable-paragraph="">Voglio essere chiaro: io con il mio approccio ho fallito, quindi non posso certo dare lezioni. Forse buttarsi nell’arena della competizione senza preconcetti e con una forte dose d’incoscienza è una buona strategia (meno con una forte dose di impreparazione, forse…).</p>
<p id="e425" class="ms mt ck ba mu b mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf" data-selectable-paragraph="">D’altro canto riconosco subito un progetto costruito con professionalità, umiltà, lavoro di ricerca e approfondimento, cura dei dettagli: <strong class="mu nh">trasuda impegno e fatica da ogni bit (non byte)</strong>.</p>
<p id="9b3f" class="ms mt ck ba mu b mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf" data-selectable-paragraph="">La domanda che mi pongo — non retorica e non ironica — è questa: <strong class="mu nh">dato che fisiologicamente il tasso di successo delle startup è comunque bassissimo, esiste un discrimine a favore di quelle “secchione” rispetto al modello “tabula rasa” (o quasi)</strong>?</p>
<p id="4597" class="ms mt ck ba mu b mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf" data-selectable-paragraph="">Mi piacerebbe molto avere un riscontro, un commento da parte di chi bazzica oggi il frenetico mondo delle startup.</p>
<p data-selectable-paragraph=""><a href="https://medium.com/fraglie-digitali/le-startup-tabula-rasa-503c3faafef3"><em>Originariamente pubblicato su Medium</em></a></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/le-startup-tabula-rasa%e2%80%8b/">Le startup “tabula rasa”​</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’interior design della Base Lunare Alpha</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/linterior-design-della-base-lunare-alpha/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2018 15:05:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nostalgie]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[interior design]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.federicobo.eu/?p=3229</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli ambienti del telefilm Spazio:1999 come vetrina permanente del design e della creatività, italiana e non, degli anni ’60 e ‘70.</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/linterior-design-della-base-lunare-alpha/">L’interior design della Base Lunare Alpha</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<section class="section section--body section--first">
<div class="section-content">
<div class="section-inner sectionLayout--insetColumn">
<p id="3958" class="graf graf--p graf-after--h4"><a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://medium.com/swlh/the-interior-design-of-moonbase-alpha-9c0d96119be9" target="_blank" rel="noopener" data-href="https://medium.com/swlh/the-interior-design-of-moonbase-alpha-9c0d96119be9">English version on The Startup</a></p>
<p id="2d1a" class="graf graf--p graf-after--p"><em class="markup--em markup--p-em">Base Lunare Alpha, 1.198 giorni dall’abbandono dell’orbita terrestre.</em></p>
<p id="5d81" class="graf graf--p graf-after--p">Nella mente del comandante Koenig risuonava ancora la voce algida del computer: “Dati insufficienti, è richiesta decisione umana”. Ancora una volta toccava a lui. Seduto di fronte alla sua scrivania, il volto del comandante era teso e stanco. Operazione Exodus. Era la scelta migliore? Abbandonare Alpha per sempre e trasferirsi su un pianeta pieno di insidie ma anche di opportunità?</p>
<p id="9668" class="graf graf--p graf-after--p">In quel momento entrò nell’ufficio del comandante il professor Bergman. Si sedette sulla poltroncina e posò la tazza di caffè bollente sul tavolino, tra i diagrammi e le rilevazioni portate a termine dalle Aquile. Entrambi si guardarono per un istante, ma rimasero in silenzio.</p>
<p id="0e3e" class="graf graf--p graf-after--p graf--trailing">Nello stesso momento la dottoressa Russell, nel centro medico, era impegnata a dosare le terapie per Alan e Sandra, reduci dallo schianto di Aquila 4 sulla rampa di decollo. Gli osservava nei lettini della sala ricovero, illuminati dalla fioca luce delle lampade. Notò Sandra lamentarsi. Alzandosi di scatto, fece cadere l’appendiabiti, ma non se ne curò.</p>
</div>
</div>
</section>
<section class="section section--body section--last">
<div class="section-divider">
<hr class="section-divider" />
</div>
<div class="section-content">
<div class="section-inner sectionLayout--insetColumn">
<p id="77aa" class="graf graf--p graf--leading"><a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spazio_1999" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spazio_1999"><strong class="markup--strong markup--p-strong">Spazio: 1999</strong></a> era la mia serie preferita da bambino. E’ rimasta nel mio cuore, nei miei ricordi, nei miei sogni. La fantascienza “umanistica”, alla “<em class="markup--em markup--p-em">Solaris</em>” o alla “<em class="markup--em markup--p-em">2001: Odissea nello spazio</em>”, era arricchita da effetti speciali ancor oggi validi. Gli alfani, naufraghi in un cosmo psichedelico e incomprensibile, erano elegantissimi nelle loro divise avorio, con l’unica traccia di colore della manica sinistra. Gli ambienti della base lunare Alpha sembravano accogliere una collezione di arredamenti e oggetti di design futuristico, eleganti, sinuosi, essenziali…un momento… Era davvero una collezione di design!</p>
<p id="25e9" class="graf graf--p graf-after--p">Per la prima e unica volta (che io sappia), i set di una serie di fantascienza erano pieni di elementi di arredo progettati da famosi designer. Molti di essi provenivano dalla scuola italiana* che negli anni ’60 e ’70 invase il mondo con la sua creatività e l’approccio industriale al design. Anche le aziende produttrici erano prevalentemente italiane, laboratori di sperimentazioni con materiali e forme innovative.</p>
<p id="ee4b" class="graf graf--p graf-after--p">Voglio fare qualche esempio, con immagini e informazioni prese dal sito <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/umfurnish.html" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/umfurnish.html"><strong class="markup--strong markup--p-strong">Catacombs.net</strong></a>, bibbia della serie, amorevolmente curato, gestito e custodito da <strong class="markup--strong markup--p-strong">Martin Willey</strong>.</p>
<figure id="77b9" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked"></div>
</figure>
</div>
</div>
</section>
<figure id="77b9" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked">
<div class="progressiveMedia js-progressiveMedia graf-image is-canvasLoaded is-imageLoaded" data-image-id="1*9MWb4volsCo7ps9Q6qmfdA.jpeg" data-width="1440" data-height="1080" data-action="zoom" data-action-value="1*9MWb4volsCo7ps9Q6qmfdA.jpeg" data-scroll="native"><img decoding="async" class="progressiveMedia-image js-progressiveMedia-image" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*9MWb4volsCo7ps9Q6qmfdA.jpeg" data-src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*9MWb4volsCo7ps9Q6qmfdA.jpeg" /></div>
</div>
</figure>
<p id="ee30" class="graf graf--p graf-after--figure">La “<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfpileo.html" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfpileo.html"><em class="markup--em markup--p-em">Pileo Floor Lamp</em></a>” (sopra) è stata disegnata da <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gae_Aulenti" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gae_Aulenti">Gae Aulenti</a> per <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Artemide_%28azienda%29" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Artemide_(azienda)">Artemide</a>. E’ una dei punti luce iconici della base Alpha, insieme alla lampada da tavolo “<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfsorella.html" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfsorella.html"><em class="markup--em markup--p-em">Sorella</em></a>” (sotto), disegnata da <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rodolfo_Bonetto" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rodolfo_Bonetto">Rodolfo Bonetto</a> e prodotta da <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_Guzzini" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_Guzzini">Guzzini</a>.</p>
<figure id="9281" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked"></div>
</figure>
<figure id="9281" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked">
<div class="progressiveMedia js-progressiveMedia graf-image is-canvasLoaded is-imageLoaded" data-image-id="1*4cBTZJheK-dgT3FM5hJffw.jpeg" data-width="1440" data-height="1080" data-action="zoom" data-action-value="1*4cBTZJheK-dgT3FM5hJffw.jpeg" data-scroll="native"><img decoding="async" class="progressiveMedia-image js-progressiveMedia-image" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*4cBTZJheK-dgT3FM5hJffw.jpeg" data-src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*4cBTZJheK-dgT3FM5hJffw.jpeg" /></div>
</div>
</figure>
<p id="ad9b" class="graf graf--p graf-after--figure">Nell’immagine seguente, l’assorto professor Bergman (<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Barry_Morse" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Barry_Morse">Barry Morse</a>) è seduto sulla poltrona “<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfgaudi.html#toga" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfgaudi.html#toga">T<em class="markup--em markup--p-em">oga</em></a>” di <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://www.artemide.com/company/designers/31929/sergio-mazza" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="https://www.artemide.com/company/designers/31929/sergio-mazza">Sergio Mazza</a> (1968, Artemide), accanto alla lampada “<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfluciolla.html" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfluciolla.html"><em class="markup--em markup--p-em">Lucciola</em></a>” di Fabio Lenci (1971, iGuzzini) e al tavolino “<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umftable.html" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umftable.html"><em class="markup--em markup--p-em">Mezzatessera</em></a>” di <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vico_Magistretti" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vico_Magistretti">Vico Magistretti</a> (1966, Artemide).</p>
<figure id="c2f8" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked"></div>
</figure>
<figure id="c2f8" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked">
<div class="progressiveMedia js-progressiveMedia graf-image is-canvasLoaded is-imageLoaded" data-image-id="1*lyXIXVtNczx1NmAanf74TA.jpeg" data-width="1440" data-height="1080" data-action="zoom" data-action-value="1*lyXIXVtNczx1NmAanf74TA.jpeg" data-scroll="native"><img decoding="async" class="progressiveMedia-image js-progressiveMedia-image" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*lyXIXVtNczx1NmAanf74TA.jpeg" data-src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*lyXIXVtNczx1NmAanf74TA.jpeg" /></div>
</div>
</figure>
<p id="c4f3" class="graf graf--p graf-after--figure">Diverse altri oggetti di Magistretti sono stati utilizzati. Anche per via del nome non poteva mancare la celeberrima sedia “<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfgaudi.html#selene" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfgaudi.html#selene"><em class="markup--em markup--p-em">Selene</em></a>” (1971, Artemide), visibile qui insieme alla scrivania “<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfjarama.html" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfjarama.html"><em class="markup--em markup--p-em">Jarama</em></a>” di <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Rosselli_%28architetto%29" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Rosselli_(architetto)">Alberto Rosselli</a> (1969, Saporiti).</p>
<figure id="be19" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked"></div>
</figure>
<figure id="be19" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked">
<div class="progressiveMedia js-progressiveMedia graf-image is-canvasLoaded is-imageLoaded" data-image-id="1*WV6kugqI_Q1SYMPsmeNUbg.jpeg" data-width="1440" data-height="1080" data-action="zoom" data-action-value="1*WV6kugqI_Q1SYMPsmeNUbg.jpeg" data-scroll="native"><img decoding="async" class="progressiveMedia-image js-progressiveMedia-image" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*WV6kugqI_Q1SYMPsmeNUbg.jpeg" data-src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*WV6kugqI_Q1SYMPsmeNUbg.jpeg" /></div>
</div>
</figure>
<p id="c94e" class="graf graf--p graf-after--figure">Anche l’onnipresente tavolo “<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umftable.html#stadio" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umftable.html#stadio"><em class="markup--em markup--p-em">Stadio</em></a>” (1966, Artemide) è di Magistretti.</p>
<figure id="844b" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked"></div>
</figure>
<figure id="844b" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked">
<div class="progressiveMedia js-progressiveMedia graf-image is-canvasLoaded is-imageLoaded" data-image-id="1*DxcBWjgCMRHaqtgiWGT4Lw.jpeg" data-width="1440" data-height="1080" data-action="zoom" data-action-value="1*DxcBWjgCMRHaqtgiWGT4Lw.jpeg" data-scroll="native"><img decoding="async" class="progressiveMedia-image js-progressiveMedia-image" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*DxcBWjgCMRHaqtgiWGT4Lw.jpeg" data-src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*DxcBWjgCMRHaqtgiWGT4Lw.jpeg" /></div>
</div>
</figure>
<p id="a4b7" class="graf graf--p graf-after--figure">Il <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfmanzu.html" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfmanzu.html">porta-oggetti</a> sulla scrivania di Koenig (<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Landau" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Landau">Martin Landau</a>) è opera di <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pio_Manz%C3%B9" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pio_Manz%C3%B9">Pio Manzù</a> (1969, Kartell), figlio dello scultore Giacomo e disegnatore della Fiat 127. La sedia è invece tedesca (1972, Odo Close).</p>
<figure id="7ee9" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked"></div>
</figure>
<figure id="7ee9" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked">
<div class="progressiveMedia js-progressiveMedia graf-image is-canvasLoaded is-imageLoaded" data-image-id="1*1D0xxnoKfLf3PtoDMSlnjA.jpeg" data-width="1440" data-height="1080" data-action="zoom" data-action-value="1*1D0xxnoKfLf3PtoDMSlnjA.jpeg" data-scroll="native"><img decoding="async" class="progressiveMedia-image js-progressiveMedia-image" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*1D0xxnoKfLf3PtoDMSlnjA.jpeg" data-src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*1D0xxnoKfLf3PtoDMSlnjA.jpeg" /></div>
</div>
</figure>
<p id="43ab" class="graf graf--p graf-after--figure">L’appendiabiti nella stanza della seducente dottoressa Russell (<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Barbara_Bain" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Barbara_Bain">Barbara Bain</a>) è “ <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfmelpomene.html" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfmelpomene.html"><em class="markup--em markup--p-em">Melpomene</em></a>”di <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lodovico_Barbiano_di_Belgiojoso" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lodovico_Barbiano_di_Belgiojoso">Lodovico Barbiano di Belgiojoso</a>, <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Peressutti" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Peressutti">Enrico Peressutti</a> ed <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ernesto_Nathan_Rogers" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ernesto_Nathan_Rogers">Ernesto Nathan Rogers</a> realizzato da Artemide.</p>
<figure id="ae96" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder"><img decoding="async" class="graf-image" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/0*9MTRn1sYnFah6roB.jpg" data-image-id="0*9MTRn1sYnFah6roB.jpg" /></div>
</figure>
<p id="b2fd" class="graf graf--p graf-after--figure">Non poteva mancare un frammento della perduta via italiana all’elettronica e all’informatica perseguita dalla <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://www.storiaolivetti.it/percorso.asp?idPercorso=608" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="http://www.storiaolivetti.it/percorso.asp?idPercorso=608"><strong class="markup--strong markup--p-strong">Olivetti</strong></a>: la calcolatrice “<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfdivisumma.html" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfdivisumma.html"><em class="markup--em markup--p-em">Divisumma 18</em></a>”, disegnata da <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Bellini" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Bellini">Mario Bellini</a> e utilizzata in un episodio come improbabile precursore di Google Translator.</p>
<figure id="9e6e" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked"></div>
</figure>
<figure id="9e6e" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked">
<div class="progressiveMedia js-progressiveMedia graf-image is-canvasLoaded is-imageLoaded" data-image-id="1*Ajin03lLEe2YQoXMxitZqQ.jpeg" data-width="1440" data-height="1080" data-action="zoom" data-action-value="1*Ajin03lLEe2YQoXMxitZqQ.jpeg" data-scroll="native"><img decoding="async" class="progressiveMedia-image js-progressiveMedia-image" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*Ajin03lLEe2YQoXMxitZqQ.jpeg" data-src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*Ajin03lLEe2YQoXMxitZqQ.jpeg" /></div>
</div>
</figure>
<p id="f2c5" class="graf graf--p graf-after--figure">Anche gli alieni, nella serie ideata da <a class="markup--anchor markup--p-anchor" title="Gerry Anderson" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gerry_Anderson" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gerry_Anderson">Gerry</a> e Sylvia Anderson, hanno un notevole gusto estetico. In un’astronave troviamo per esempio una poltrona del designer <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Joe_Colombo" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Joe_Colombo">Joe Colombo</a>, “<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfelda.html" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfelda.html"><em class="markup--em markup--p-em">Elda</em></a>” (1965, Comfort).</p>
<figure id="815e" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked"></div>
</figure>
<figure id="815e" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked">
<div class="progressiveMedia js-progressiveMedia graf-image is-canvasLoaded is-imageLoaded" data-image-id="1*m8FQCerP8hlv5jF3bmpoxw.jpeg" data-width="1440" data-height="1080" data-action="zoom" data-action-value="1*m8FQCerP8hlv5jF3bmpoxw.jpeg" data-scroll="native"><img decoding="async" class="progressiveMedia-image js-progressiveMedia-image" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*m8FQCerP8hlv5jF3bmpoxw.jpeg" data-src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*m8FQCerP8hlv5jF3bmpoxw.jpeg" /></div>
</div>
</figure>
<p id="6a12" class="graf graf--p graf-after--figure">Di Joe Colombo troviamo anche il carrellino da ufficio “<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfboby.html" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="http://catacombs.space1999.net/main/cguide/furn/umfboby.html"><em class="markup--em markup--p-em">Boby</em></a>” (1971, Bieffeplast).</p>
<figure id="bac9" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked"></div>
</figure>
<figure id="bac9" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked">
<div class="progressiveMedia js-progressiveMedia graf-image is-canvasLoaded is-imageLoaded" data-image-id="1*oj3u5NzHRJVrm7JqQpq3uw.jpeg" data-width="1440" data-height="1080" data-action="zoom" data-action-value="1*oj3u5NzHRJVrm7JqQpq3uw.jpeg" data-scroll="native"><img decoding="async" class="progressiveMedia-image js-progressiveMedia-image" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*oj3u5NzHRJVrm7JqQpq3uw.jpeg" data-src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*oj3u5NzHRJVrm7JqQpq3uw.jpeg" /></div>
</div>
</figure>
<p id="abef" class="graf graf--p graf-after--figure">Non può infine mancare, in questa breve rassegna, un cenno alle uniformi unisex (“tuniche”) create dallo stilista e attivista gay americano <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rudi_Gernreich" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rudi_Gernreich">Rudi Gernreich</a>, amico di Barbara Bain.</p>
<figure id="7d27" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked"></div>
</figure>
<figure id="7d27" class="graf graf--figure graf-after--p">
<div class="aspectRatioPlaceholder is-locked">
<div class="progressiveMedia js-progressiveMedia graf-image is-canvasLoaded is-imageLoaded" data-image-id="1*XSB5HkQPsg7XkxGBqRq3Rw.jpeg" data-width="850" data-height="491" data-action="zoom" data-action-value="1*XSB5HkQPsg7XkxGBqRq3Rw.jpeg" data-scroll="native"><img decoding="async" class="progressiveMedia-image js-progressiveMedia-image" src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*XSB5HkQPsg7XkxGBqRq3Rw.jpeg" data-src="https://cdn-images-1.medium.com/max/800/1*XSB5HkQPsg7XkxGBqRq3Rw.jpeg" /></div>
</div><figcaption class="imageCaption">Foto tratta da <a class="markup--anchor markup--figure-anchor" href="http://gerryanderson.co.uk" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="http://gerryanderson.co.uk">gerryanderson.co.uk</a></figcaption></figure>
<p id="f661" class="graf graf--p graf-after--figure graf--trailing"><em class="markup--em markup--p-em">*Un’interessante storia del design italiano può essere ripercorsa attraverso la </em><a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/1711/825991-126302.pdf?sequence=2" target="_blank" rel="nofollow noopener" data-href="http://dspace.unive.it/bitstream/handle/10579/1711/825991-126302.pdf?sequence=2"><em class="markup--em markup--p-em">tesi di laurea di Simona Scopelliti</em></a><em class="markup--em markup--p-em">.</em></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/linterior-design-della-base-lunare-alpha/">L’interior design della Base Lunare Alpha</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quel che si sono persi i Millenials #4</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/quel-che-si-sono-persi-i-millenials-4/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2014 15:53:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nostalgie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.federicobo.eu/?p=2416</guid>

					<description><![CDATA[<p>Paperopoli &#8211; Il grande gioco degli affari d&#8217;oro &#8211; 1977 circa</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/quel-che-si-sono-persi-i-millenials-4/">Quel che si sono persi i Millenials #4</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Paperopoli &#8211; Il grande gioco degli affari d&#8217;oro &#8211; 1977 circa</em></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/quel-che-si-sono-persi-i-millenials-4/">Quel che si sono persi i Millenials #4</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quel che si sono persi i Millenials #3</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/quel-che-si-sono-persi-i-millenials-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2014 09:54:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nostalgie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.federicobo.eu/?p=442</guid>

					<description><![CDATA[<p>Console Atari 2600 &#8211; 1982 circa (Collezione famiglia Bo)</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/quel-che-si-sono-persi-i-millenials-3/">Quel che si sono persi i Millenials #3</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Console Atari 2600 &#8211; 1982 circa</em></p>
<p>(Collezione famiglia Bo)</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/quel-che-si-sono-persi-i-millenials-3/">Quel che si sono persi i Millenials #3</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quel che si sono persi i Millenials #2</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/quel-che-si-sono-persi-i-millenials-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 10:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nostalgie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.federicobo.eu/?p=435</guid>

					<description><![CDATA[<p>Toot-a-Loop-Radio R-72S, National Panasonic, Matsushita &#8211; 1972 circa (Collezione famiglia Bo)</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/quel-che-si-sono-persi-i-millenials-2/">Quel che si sono persi i Millenials #2</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Toot-a-Loop-Radio R-72S, National Panasonic, Matsushita &#8211; 1972 circa</em></p>
<p>(Collezione famiglia Bo)</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/quel-che-si-sono-persi-i-millenials-2/">Quel che si sono persi i Millenials #2</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quel che si sono persi i Millenials #1</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/quel-che-si-sono-perso-i-millenials-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2014 09:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nostalgie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.federicobo.eu/?p=430</guid>

					<description><![CDATA[<p>Audioregistratore a nastro Geloso &#8211; 1965 circa (Collezione famiglia Bo)</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/quel-che-si-sono-perso-i-millenials-1/">Quel che si sono persi i Millenials #1</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Audioregistratore a nastro Geloso &#8211; 1965 circa</em></p>
<p>(Collezione famiglia Bo)</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/quel-che-si-sono-perso-i-millenials-1/">Quel che si sono persi i Millenials #1</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
