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	<title>Senza categoria | Federico Bo</title>
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	<description>Intelligenza Artificiale, Blockchain, NFT, metaverso e altre visioni</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Apr 2021 09:36:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La fonte perduta (dell&#8217;informazione)</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/la-fonte-perduta-dellinformazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 09:32:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>So di essere vagamente retrò ma scrivere sui social post, anche lunghi, ripresi o copiati da fonti d'informazione senza citarle e inserire il link mi sembra molto scorretto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>So di essere vagamente rétro ma scrivere sui social post, anche lunghi, ripresi o copiati da fonti d&#8217;informazione senza citarle e inserire il link mi sembra molto scorretto.</p>



<p>Lo fanno professionisti (e non) di ogni genere, anche con cariche, qualifiche ruoli importanti/altisonanti. Non sfuggono a questa pratica figure operanti nel settore della comunicazione e del giornalismo.</p>



<p>Molti non leggono più (se mai lo hanno fatto) testi strutturati e non frammentati,  giornali, libri, siti, magazine, blog e fonti informative autorevoli (sì, esiste ancora l&#8217;autorevolezza) dentro e fuori dal web, in italiano e in inglese. Di conseguenza, non sanno quale sia l&#8217;origine della notizia o dell&#8217;informazione che leggono sul post e non ne sanno riconoscere la natura di notizia o informazione riportata.</p>



<p>Alcuni, invece, non si pongono il problema &#8220;etico&#8221;: gli interessa l&#8217;informazione. Originale o copia &#8220;nascosta&#8221;, con o senza link, basta che lo interessi o lo colpisca.</p>



<p>I post di questo tipo possono avere anche molto riscontro, tra &#8220;consiglia&#8221; e commenti. L&#8217;autore ne trae un vantaggio in termini di &#8220;popolarità&#8221; maggiore rispetto a quello che avrebbe se avesse citato la font, perché identificato dai più come unico autore del contenuto visto come originale, nel doppio senso di &#8220;primo&#8221; e &#8220;innovativo&#8221;.</p>



<p>Questo per le dinamiche che avvengono nelle community, anche quelle teoricamente un po&#8217; più attente ai contenuti nel loro insieme come LinkedIn.</p>



<p>Se oltre a indicare il link alla fonte, non copia, usa il &#8220;virgolettato&#8221;, se fa una sintesi o sottolinea un passaggio del contenuto originale l&#8217;autore del post ha tutta la mia attenzione e il mio rispetto, nonché l&#8217;indicazione che si tratta di una persona attenta, etica e forse persino interessata a condividere la cultura dell&#8217;informazione.</p>



<p>Ma io non sono community.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><em>Immagine: Greg Peterson, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons</em></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/la-fonte-perduta-dellinformazione/">La fonte perduta (dell’informazione)</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le parole sono importanti, le definizioni anche: il caso della #sharingeconomy</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/le-parole-sono-importanti-le-definizioni-anche-il-caso-della-sharingeconomy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 16:40:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Originariamente pubblicato su Medium Ci sono termini che improvvisamente diventano di moda, veicolati come memi soprattutto attraverso la rete. Negli ultimi tempi, per esempio, si è cercato di categorizzare l’insieme dei nuovi modelli economici apparsi all’orizzonte grazie al digitale cercando di trovarne il minimo comun denominatore; il compito si è rivelato arduo, creando spesso fraintendimenti [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/le-parole-sono-importanti-le-definizioni-anche-il-caso-della-sharingeconomy/">Le parole sono importanti, le definizioni anche: il caso della #sharingeconomy</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="graf--p graf-after--h3"><em>Originariamente pubblicato su <a href="https://medium.com/italia/le-parole-sono-importanti-le-definizioni-anche-il-caso-della-sharingeconomy-ea9e5ed5c05a#.3wxonebki" target="_blank">Medium</a></em></p>
<p id="8af2" class="graf--p graf-after--h3">Ci sono termini che improvvisamente diventano di moda, veicolati come memi soprattutto attraverso la rete. Negli ultimi tempi, per esempio, si è cercato di categorizzare l’insieme dei nuovi modelli economici apparsi all’orizzonte grazie al digitale cercando di trovarne il minimo comun denominatore; il compito si è rivelato arduo, creando spesso fraintendimenti ed equivoci.</p>
<p id="3042" class="graf--p graf--startsWithDoubleQuote graf-after--p"><span class="markup--quote markup--p-quote is-me" data-creator-ids="c25118b4e74d">“<em class="markup--em markup--p-em">Sharing economy</em>” è il termine più utilizzato ma abbraccia pratiche, servizi, modelli spesso molto, troppo differenti tra loro.</span> Un movimento di pensiero sta addirittura proponendo di<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://www.theguardian.com/technology/2015/oct/05/why-the-term-sharing-economy-needs-to-die" rel="nofollow" data-href="http://www.theguardian.com/technology/2015/oct/05/why-the-term-sharing-economy-needs-to-die"> “uccidere” il termine stesso di <em class="markup--em markup--p-em">sharing economy </em>a causa della sua natura fuorviante</a>.</p>
<p id="e7ca" class="graf--p graf-after--p">Cerchiamo allora di fare un po’ di ordine tra le varie definizioni, che evidenziano ciascuna diversi aspetti.</p>
<p id="d9e5" class="graf--p graf-after--p">La <em class="markup--em markup--p-em">sharing economy </em>è, secondo <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://ww2.kqed.org/news/2016/02/04/the-movement-to-kill-the-phrase-sharing-economy" rel="nofollow" data-href="http://ww2.kqed.org/news/2016/02/04/the-movement-to-kill-the-phrase-sharing-economy">la versione online dell’<strong class="markup--strong markup--p-strong">Oxford Dictionary</strong></a></p>
<blockquote id="5fff" class="graf--blockquote graf-after--p"><p>un sistema economico nel quale gli assets o i servizi sono condivisi tra privati sia gratuitamente che a pagamento tipicamente attraverso Internet</p></blockquote>
<p id="9735" class="graf--p graf-after--blockquote">Si pone quindi l’accento sulla condivisione tra privati tralasciando le piattaforme che permetto l’incontro tra domanda e offerta.<strong class="markup--strong markup--p-strong"> Ma nel caso di giganti (a proposito, si parla in questi casi anche di “<em class="markup--em markup--p-em">gig economy</em>”…) come </strong><a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://www.uber.com/it/" rel="nofollow" data-href="https://www.uber.com/it/"><strong class="markup--strong markup--p-strong">Uber</strong></a><strong class="markup--strong markup--p-strong"> e </strong><a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://www.airbnb.it/" rel="nofollow" data-href="https://www.airbnb.it/"><strong class="markup--strong markup--p-strong">AirBnb</strong></a><strong class="markup--strong markup--p-strong"> l’infrastruttura tecnologica e organizzativa sovrasta decisamente l’aspetto della condivisione.</strong> I conducenti Uber sono teoricamente dei freelance, in un rapporto alla pari con i passeggeri: in realtà possono esser considerati dei dipendenti-fantasma della società, che sfrutta questa asimmetria <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://www.chefuturo.it/2015/06/sharing-economy-caratteristiche-modello-rischi/" rel="nofollow" data-href="http://www.chefuturo.it/2015/06/sharing-economy-caratteristiche-modello-rischi/">generando nuovo precariato e nello stesso tempo accumulando grandi guadagni grazie al fatto di non possedere gran parte dei beni (le automobili)</a>. Il fatto che per modelli analoghi ci si esprima in termini come “come Uber, ma per la musica” fa sì che in questi casi il termine “<em class="markup--em markup--p-em">Uber economy” </em>risulti il più esplicativo. C’è un altro fattore da tenere in considerazione: è possibile che il modello attuale, per questi colossi, sia solo transitorio e che in un futuro prossimo mezzi di trasporto e strutture per l’ospitalità (ri)diventino di proprietà delle aziende-piattaforme.</p>
<p id="ee7e" class="graf--p graf-after--p">Aziende che possano dirsi realmente attrici della <em class="markup--em markup--p-em">sharing economy</em> dovrebbero rispettare, per molti addetti ai lavori, alcuni criteri, come quelli elencati in questo istruttivo post del magazine<a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://www.fastcoexist.com/3046119/defining-the-sharing-economy-what-is-collaborative-consumption-and-what-isnt" rel="nofollow" data-href="http://www.fastcoexist.com/3046119/defining-the-sharing-economy-what-is-collaborative-consumption-and-what-isnt"> Fast Company</a>:</p>
<ul>
<li>Il core business è basato sullo sfruttamento del valore di assets inutilizzati o sotto-utilizzati sia per benefici di carattere economico che non.</li>
<li>L’azienda dovrebbe avere una chiara missione orientata al valore ed essere costruita su principi di trasparenza, umanità e autenticità che guidino le strategie a breve e lungo termine.</li>
<li>I fornitori di beni e servizi (lato offerta) dovrebbero essere apprezzati, rispettati e incoraggiati e l’azienda impegnarsi nel rendere loro la vita migliore economicamente e socialmente.</li>
<li>I clienti (lato domanda) della piattaforma dovrebbero beneficiare dell’accesso efficiente ai beni e servizi tanto da preferire questa modalità alla loro proprietà.</li>
<li>Il business dovrebbe essere realizzato in un mercato distribuito o decentralizzato che crei un senso di appartenenza, di responsabilità collettiva e di mutui benefici attraverso la community così costruito.</li>
</ul>
<p id="0318" class="graf--p graf-after--blockquote">Quali sono gli esempi di società e servizi che operano in una <em class="markup--em markup--p-em">sharing economy </em>definita come in precedenza? Per rimanere nel campo della mobilità si possono citare <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://www.blablacar.it/" rel="nofollow" data-href="https://www.blablacar.it/">BlaBlaCar</a>, che permette di offrire/trovare passaggi in auto, <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://turo.com/" rel="nofollow" data-href="https://turo.com/">Turo</a>, noleggio di auto tra privati o <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://www.spinlister.com/" rel="nofollow" data-href="https://www.spinlister.com/">Spinlister</a>, un servizio di condivisione di biciclette. Un settore emergente è quello della logistica a domicilio; per contrastare servizi forniti da colossi come Amazon si cercano modelli alternativi come <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://www.toctocbox.com/" rel="nofollow" data-href="http://www.toctocbox.com/">TocTocBox</a>, community di <em class="markup--em markup--p-em">sharing delivery</em> che mette in contatto chi deve spedire con chi viaggia.</p>
<p id="560a" class="graf--p graf-after--p">Ma questi esempi possono anche rientrare nell’insieme della <strong class="markup--strong markup--p-strong">“<em class="markup--em markup--p-em">collaborative economy</em>” in cui viene evidenziato l’aspetto collaborativo tra “pari” (e quindi anche “<em class="markup--em markup--p-em">peer economy</em>”</strong>): anche le piattaforme di <em class="markup--em markup--p-em">crowdfunding</em> si inseriscono in questa definizione così come <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.fubles.com/" rel="nofollow" data-href="https://it.fubles.com/">Fubles</a>, un sito italiano di grande successo che aiuta gli utenti a organizzare partite di calcetto e <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://gnammo.com" rel="nofollow" data-href="https://gnammo.com">Gnammo</a>, piattaforma italiana di <em class="markup--em markup--p-em">social eating</em>.</p>
<p id="ca45" class="graf--p graf-after--p"><a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sharing_economy" rel="nofollow" data-href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sharing_economy">Alcuni, come l’<em class="markup--em markup--p-em">Harvard Business Review,</em> ritengono più corretto parlare di “<em class="markup--em markup--p-em">access economy</em>”</a> nei casi (quasi tutti) in cui un’<strong class="markup--strong markup--p-strong">intermediario sotto forma di piattaforma permette l’incontro tra utenti che sarebbero altrimenti impossibilitati a conoscersi.</strong> In questo caso si vuole rimarcare l’allontamento da un modello utopistico come quello della “<em class="markup--em markup--p-em">gift economy</em>” alimentata dalla contribuzione volontaria.</p>
<p id="40ed" class="graf--p graf-after--p">Tornando a Uber, il suo modello di business rientra anche nella definizione di “<em class="markup--em markup--p-em">on demand economy</em>”, che racchiude<strong class="markup--strong markup--p-strong"> i servizi o i beni che vengono forniti su richiesta e/o in tempo quasi reale.</strong> Vengono considerati esempi di questa economia “<em class="markup--em markup--p-em">à la carte</em>” i servizi di <em class="markup--em markup--p-em">food delivering</em> come <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://www.justeat.it/" rel="nofollow" data-href="https://www.justeat.it/">Just Eat</a>, piattaforme di <em class="markup--em markup--p-em">crowdsourcing</em> come <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://www.freelancer.com/" rel="nofollow" data-href="https://www.freelancer.com/">freelancer.com</a>, siti <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://www.slate.com/articles/business/moneybox/2015/07/handy_a_hot_startup_for_home_cleaning_has_a_big_mess_of_its_own.html" rel="nofollow" data-href="http://www.slate.com/articles/business/moneybox/2015/07/handy_a_hot_startup_for_home_cleaning_has_a_big_mess_of_its_own.html">per la ricerca di persone che facciano le pulizie di casa come la discussa Handy</a> o per trovare babysitter come l’italiana <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="http://www.lecicogne.net/" rel="nofollow" data-href="http://www.lecicogne.net/">Le Cicogne</a>; ma soprattutto in quest’ultimo caso, come non far rientrare quest’attività nella<strong class="markup--strong markup--p-strong"> “<em class="markup--em markup--p-em">reputation economy</em>” che vede come elemento chiave e generatore di valore la reputazione</strong>?</p>
<p id="9e40" class="graf--p graf-after--p">Ho provato a costruire un diagramma con tre delle definizioni di cui ho parlato per “etichettare” alcune delle aziende citate; ho riflettuto a lungo sulla categoria o sull’intersezione tra categorie in cui inserire ciascuna azienda ma questo non è certo l’unico posizionamento possibile.</p>
<p class="graf--p graf-after--p"><a href="http://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2016/03/digitaleconomy.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2730 size-full" src="http://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2016/03/digitaleconomy.png" alt="digitaleconomy" width="671" height="684" srcset="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2016/03/digitaleconomy.png 671w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2016/03/digitaleconomy-294x300.png 294w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2016/03/digitaleconomy-300x306.png 300w" sizes="(max-width: 671px) 100vw, 671px" /></a></p>
<p class="graf--p graf-after--p">L’unica certezza è che queste “<em class="markup--em markup--p-em">new economies</em>” sono emerse e vengono sperimentate grazie a strumenti e filosofie proprie della Rete e delle tecnologie digitali dell’informazione e della comunicazione: sono tutte parte della “<em class="markup--em markup--p-em">digital economy</em>”.</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/le-parole-sono-importanti-le-definizioni-anche-il-caso-della-sharingeconomy/">Le parole sono importanti, le definizioni anche: il caso della #sharingeconomy</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Kindle Scout ovvero Amazon e il crowdsourcing</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/kindle-scout-ovvero-amazon-e-il-crowdsourcing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 11:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[amazon]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ben 5 anni dopo Cineama anche Amazon lancia il suo programma per l&#8217;emersione di nuovi talenti, in questo caso di scrittori invece che di sceneggiatori. A parte gli scherzi, Amazon ha presentato il progetto Kindle Scout che ricorda la proposta originaria della mia (ex) startup: uno scrittore può far giudicare il suo libro dalla community [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_2425" aria-describedby="caption-attachment-2425" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/10/libri.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-2425" src="http://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/10/libri.jpg" alt="by   Brenda Clarke  - via Flickr CC BY-NC-ND 2.0" width="1024" height="686" srcset="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/10/libri.jpg 1024w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/10/libri-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2425" class="wp-caption-text">by <a href="https://www.flickr.com/photos/brenda-starr/4460748699/in/photolist-7Nbvbk-KLWAb-maAU6-amWKZg-6buevW-6GjMcy-amWKYM-amWKX6-7acJMF-8DFBf3-MLnGM-abK4Bq-dGa2xi-2U9nA-bF4Yf7-6Knypk-hss2M-61kymQ-9kHQKs-f4HeM7-9ZVvhF-z8GaE-7p6YV5-zXqL6-88og6h-r7w3U-2qKgwi-5mgRqa-4vaZnL-5Ygihd-ix8Rbz-73sutS-9qjvX5-7XKTn8-dtroJc-7BAEiV-9TvtEQ-59THhy-5RzRtp-7JKRHh-bF51FS-hVQBKP-6iUdMZ-2bUDT-988BVE-4eXcGM-89pQhQ-9k6cM-6YTcyf-9q7jAU/"> Brenda Clarke </a>&#8211; via Flickr CC BY-NC-ND 2.0</figcaption></figure></p>
<p>Ben 5 anni dopo Cineama anche <a title="the verge" href="http://www.theverge.com/2014/10/27/7078149/amazon-just-launched-a-crowdsourced-publishing-program">Amazon lancia il suo programma per l&#8217;emersione di nuovi talenti</a>, in questo caso di scrittori invece che di sceneggiatori.</p>
<p>A parte gli scherzi, <strong>Amazon</strong> ha presentato il progetto <a title="kindle scout" href="Kindle%20Scout" target="_blank">Kindle Scout</a> che ricorda la proposta originaria della mia (ex) startup: uno scrittore può far giudicare il suo libro dalla community (vastissima&#8230;) di clienti Amazon; se ottiene un numero sufficiente di &#8220;<em>nominations</em>&#8221; e quindi &#8220;emerge&#8221; dalla massa, il team di <strong>Amazon</strong> <span style="text-decoration: underline;">potrebbe </span>decidere di pubblicarlo tramite Kindle Press, metterlo in vendita e dare all&#8217;autore il 50% dei ricavi di vendita (oltre ad un anticipo di 1.500 $).</p>
<p>Probabilmente questa è una buona notizia per gli autori alla prima opera e per i bibliofili incalliti che possono assumere le vesti di talent scout (e ricevere gratuitamente i libri da loro scelti e pubblicati).</p>
<p>Resta da vedere quali generi, quale tipo di scrittura, quale argomenti saranno scelti dalla massa (o esisteranno molteplici nicchie in cui la community si auto-organizzerà?) e se questo si ripercuoterà più in generale sulle scelte di <strong>Amazon</strong>, già sotto tiro in tutto il mondo da molti autori, case editrici, governi per il suo monopolio aggressivo. Per adesso, comunque, i generi saranno solo tre: romanzi, thriller e mistero, fantascienza e fantasy, tanto per vedere come vanno le cose&#8230;(e sembra solo in lingua inglese).</p>
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		<title>Narrative Science</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/narrative-science/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2014 09:49:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cultura algoritmica]]></category>
		<category><![CDATA[cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe granieri]]></category>
		<category><![CDATA[scienza della narrazione]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
		<category><![CDATA[ted striphas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>The company scrapes all sorts of information from the worlds of sports and business; its algorithms then parse it, narrativizing it into news stories. I would expect to see more such systems coming online over the next several years and decades. All sorts of “routine” storytelling, if indeed there is such a thing, may well [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>The company scrapes all sorts of information from the worlds of sports and business; its algorithms then parse it, narrativizing it into news stories. I would expect to see more such systems coming online over the next several years and decades. All sorts of “routine” storytelling, if indeed there is such a thing, may well be rendered by machines in the not-to-distant future.</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/narrative-science/">Narrative Science</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>ebook</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/ebook/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 07:48:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Signore! Quando si vende un libro a qualcuno, non gli si vendono solo dodici once di carta, con inchiostro e colla, gli si vende un&#8217;intera nuova vita. Amore e amicizia e eroismo e navi in mare di notte; cè tutto il cielo e la terra, in un libro, in un vero libro, intendo.</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/ebook/">ebook</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Signore! Quando si vende un libro a qualcuno, non gli si vendono solo dodici once di carta, con inchiostro e colla, gli si vende un&#8217;intera nuova vita. Amore e amicizia e eroismo e navi in mare di notte; cè tutto il cielo e la terra, in un libro, in un vero libro, intendo.</em></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/ebook/">ebook</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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