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	<title>smart cities | Federico Bo</title>
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	<description>Intelligenza Artificiale, Blockchain, NFT, metaverso e altre visioni</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 Jan 2015 08:58:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Smart cities: i progetti delle università italiane</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/smart-cities-i-progetti-delle-universita-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2015 08:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[cini]]></category>
		<category><![CDATA[egov]]></category>
		<category><![CDATA[open datan data]]></category>
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		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Foto &#8211; Guglielmo Ferri via Flickr CC BY-NC 2.0 &#160; Questo post è stato originariamente pubblicato su Pinguino Mag Su Key4biz è stato pubblicato qualche giorno fa (insieme ad un post sui &#8220;driver&#8221; per le smart cities nel 2015) l&#8217;annuncio della pubblicazione, da parte del CINI (Consorzio Interuniversitario per l&#8217;Informatica), del primo rapporto &#8220;Informatica per [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/smart-cities-i-progetti-delle-universita-italiane/">Smart cities: i progetti delle università italiane</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<dl id="attachment_3460" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-3460 size-full" src="http://www.pinguinomag.it/wp-content/uploads/2015/01/city-night-skyline.jpg" alt="&lt;em&gt;Foto - Guglielmo Ferri via Flickr CC BY-NC 2.0&lt;/em&gt;" width="580" height="387" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><em>Foto &#8211; Guglielmo Ferri via Flickr CC BY-NC 2.0</em></dd>
</dl>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Questo post è stato originariamente pubblicato su <a title="Pinguinomag" href="http://is.gd/RZWPuc" target="_blank">Pinguino Mag</a></em></p>
<p><a title="Online il primo studio su ‘Informatica per le Smart Cities’" href="http://www.key4biz.it/informatica-per-smart-city-online-rapporto-consorzio-inter-universitario-pisa/" target="_blank">Su Key4biz è stato pubblicato qualche giorno fa</a> (insieme ad <a title="driver per le smart city del 2015" href="http://www.key4biz.it/urban-design-driver-per-sviluppo-urbano-nel-2015/" target="_blank">un post sui &#8220;driver&#8221; per le <em>smart cities</em> nel 2015</a>) l&#8217;annuncio della pubblicazione, da parte del <a title="CINI" href="http://www.consorzio-cini.it" target="_blank">CINI (Consorzio Interuniversitario per l&#8217;Informatica)</a>, del <a title="Informatica per le Smart Cities" href="http://www.consorzio-cini.it/index.php/it/news-ita/724-cini-smart-cities" target="_blank">primo rapporto <strong>&#8220;Informatica per le Smart Cities</strong><strong>”</strong></a>.</p>
<p>Il corposo report contiene informazioni sui progetti di ricerca in atto nelle varie unità di ricerca CINI presenti nelle università italiane; il tema è &#8220;caldo&#8221; &#8211; <a href="http://www.pinguinomag.it/green/smart-city-green" target="_blank">ne parliamo spesso qui su PinguinoMag</a> &#8211; e la quantità di studi, ricerche, partnership tra università, aziende ed enti locali sembra dare l&#8217;immagine di un paese che, almeno in questo campo, si muove con decisione, allineandosi alle più attive nazioni europee e non.</p>
<p>Prima di segnalare qualche progetto a mio avviso particolarmente interessante, due grafici tratti dal rapporto.</p>
<p>Il primo mostra la divisione dei progetti in base al soggetto finanziatore pubblico (<strong>solo l&#8217;8% è stato finanziato da un soggetto privato</strong>, azienda o fondazione, ed è un dato deludente).</p>
<dl id="attachment_3413" class="wp-caption aligncenter" style="width: 545px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img decoding="async" class=" wp-image-3413" src="http://www.pinguinomag.it/wp-content/uploads/2014/12/Snap-2014-12-30-at-11.34.09.png" alt="Distribuzione dei progetti in base al soggetto finanziatore privato. Fonte: Rapporto CINI" width="535" height="327" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><em>Distribuzione dei progetti in base al soggetto finanziatore privato. Fonte: Rapporto CINI</em></dd>
</dl>
<p>Il secondo illustra la divisione dei progetti in base a dieci ambiti applicativi; vista la tipicità italiana in questi campi, <strong>sorprende la piccola percentuale relativa ai settori &#8220;Food&#8221; e &#8220;E-tourism &amp; E-culture&#8221;</strong> anche se, leggendo il report, si intravede lo sforzo di diverse università nello sviluppo di servizi e piattaforme innovative per lo &#8220;svecchiamento&#8221; del comparto turistico e culturale.</p>
<dl id="attachment_3414" class="wp-caption aligncenter" style="width: 546px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img decoding="async" class="size-full wp-image-3414" src="http://www.pinguinomag.it/wp-content/uploads/2014/12/Snap-2014-12-30-at-11.34.51.png" alt="Distribuzione dei progetti per ambito applicativo. Fonte: Rapporto CINI." width="536" height="343" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><em>Distribuzione dei progetti per ambito applicativo. Fonte: Rapporto CINI</em></dd>
</dl>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La comunicazione della ricerca (dell&#8217;innovazione)</h2>
<p>Scorrendo i progetti, una cosa che salta all&#8217;occhio è <strong>l&#8217;assenza, in un gran numero di casi, di un sito web (e/o di una pagina Facebook, G+ o altro) in cui comunicare e promuovere quel che si sta facendo</strong>. Nei casi in cui questi siti siano presenti, si tratta per lo più di siti vetrina istituzionali, intra-universitari o comunque statici e davvero con poco <em>appeal</em>.</p>
<p>In un&#8217;epoca in cui si parla ovunque di <em>storytelling</em>, di contenuti di qualità, di <a title="customer journey" href="http://blog.neosperience.com/dcxforum/come-mappare-il-digital-customer-journey-partendo-dal-mobile" target="_blank"><em>customer journey</em></a><em>, </em>di<em> engagement</em> e di tutte le altre filosofie, tecniche e strumenti per far sì che la propria attività (sia essa commerciale, istituzionale, no profit ecc.) sia conosciuta, capita, apprezzata, condivisa, è straniante che chi fa innovazione non la racconti fin dall&#8217;inizio, &#8220;in prima persona&#8221;, giorno per giorno, utilizzando i canali di comunicazione (blog, siti, social media, app) oggi a disposizione. <strong>Da un punto di vista educativo e didattico, inoltre, sarebbe un ottimo modo per introdurre studenti e ricercatori ai nuovi (nuovi?) linguaggi della Rete, che sicuramente saranno loro utili negli anni a venire, qualsiasi sarà la loro attività/professione futura.</strong></p>
<p>Solo per fare un esempio (negativo): il <strong>progetto Cultura e Turismo &#8220;DiCet-InMoto&#8221;</strong> (<strong>Università del Salento</strong>), iniziato nel 2012, finanziato con quasi 27 milioni di euro e che ha come scopo di &#8220;la valorizzazione dei suoi beni culturali e risorse ambientali e la promozione e commercializzazione della loro offerta turistica.&#8221; <strong>È possibile che abbia <a title="DICET" href="http://dicet.eng.it" target="_blank">un &#8220;sito&#8221; così? E un video informativo di questa &#8220;qualità&#8221;?</a></strong></p>
<h2>Open data per valutare i risultati dei progetti di ricerca</h2>
<p>Segnalo che diversi progetti censiti nel rapporto sono presenti <a title="PONREC" href="http://www.ponrec.it/open-data/progetti" target="_blank">nella sezione &#8220;Progetti&#8221; del portale PONREC</a>, con schede su finanziamenti, beneficiari, obiettivi e risultati. Uno strumento molto utile per garantire la trasparenza e per poter formulare giudizi di merito sul lavoro svolto da questi gruppi di ricerca.</p>
<h2>Una rassegna dei progetti</h2>
<p>Di seguito una sintetica selezione di progetti &#8211; diversi per entità del finanziamento, obiettivi e soggetti interessati &#8211; che hanno colpito la mia attenzione, con l&#8217;avvertenza che molti altri hanno elementi di grande interesse sotto molteplici punti di vista.</p>
<h2><em>Food</em></h2>
<p>Il progetto <strong>LO.GIN</strong> dell&#8217;<strong>Università di Bari</strong> (non propriamente legato al tema <em>smart city</em>), che coinvolge numerose altre università del Sud Italia insieme ad aziende prevalentemente del settore agro-alimentare, si propone di</p>
<blockquote><p><em>sviluppare un sistema che intervenga nei processi industriali specifici di diverse filiere armonizzando i processi delle singole unità produttive all’acquisizione delle materie prime, ed alla movimentazione del prodotto sino alla consegna al cliente. [Si intende affrontare] la protezione del Brand Made in Italy attraverso la qualità delle soluzioni logistiche valutata con tecnologie avanzate di controllo ed assicurazione della qualità, la tracciabilità [&#8230;]</em></p></blockquote>
<p>Obbiettivi simili per il <strong>PITF (<em><strong>Portale integrato per la tracciabilità di filiera e la trasparenza dei prodotti di IV gamma nel comparto ortofrutta</strong></em><strong>)</strong> </strong>dell&#8217;<strong>Università di Brescia</strong>.</p>
<p>Il progetto <strong>SORT</strong> prevede</p>
<blockquote><p><em>lo sviluppo di tecnologie e modelli operativi per la valorizzazione di parte della frazione edibile del rifiuto solido urbano. [&#8230;] Elemento centrale del progetto è la realizzazione di un impianto industriale in grado di spacchettare le confezioni di alimenti scartati dalla grande distribuzione perché prossimi alla data di scadenza e quindi non più utilizzabili per l’alimentazione umana. L’impianto provvederà quindi a separare il materiale edibile dai confezionamenti, avviando i primi a diverse filiere di valorizzazione (mangimi per animali, compost, biogas), i secondi verso la raccolta rifiuti differenziata.</em></p></blockquote>
<h2><em>E-Health</em></h2>
<p>Diversi progetti che vedono coinvolta l&#8217;<strong>Università di Bologna</strong> sono dedicati alle problematiche legate agli anziani e alle disabilità. <strong>OPLON (<em>OPportunities for active and healthy LONgevity</em>)</strong> si propone di studiare servizi e soluzioni ad alto contenuto tecnologico per anziani nella &#8220;<em>risk zone</em>&#8221; che supportino la realizzazione di &#8220;<em>smart health communities</em>&#8221; e permettano un invecchiamento attivo della società. Altri progetti autofinanziati si propongono di</p>
<blockquote><p><em> progettare e realizzare prototipi e dimostratori di nuovi servizi per il supporto alla mobilità, anche di persone diversamente abili, attraverso l&#8217;uso di dispositivi mobili (smartphone, tablet, gadget tecnologici) e piattaforme di servizio integrate (open data, crowdsourcing, web services). [Si stanno realizzando] piattaforme crowdsourcing per la mappatura di ostacoli e punti di accesso con ausili per persone diversamente abili.</em></p></blockquote>
<p>Sulla stessa scia il progetto &#8220;<em><strong>Accessible smart city</strong>&#8220;</em> ha come obiettivo la realizzazione di un sistema in grado di mappare l’accessibilità dell’area urbana e di consentire la condivisione delle informazioni relative alle barriere/facility architettoniche incontrate. Un altro gruppo di ricerca si prefigge di <strong>creare un algoritmo</strong> e il necessario dataset di informazioni (prescrizioni farmaceutiche, ricoveri, accessi in pronto soccorso, referti,) <strong>per determinare il profilo di fragilità e pre-fragilità dell&#8217;anziano</strong>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del progetto <strong>SHELL (<em>A Secure Habitat for an Enhanced Long Life</em>)</strong> (<strong>Università di Genova</strong>) è sviluppare un kit di dispositivi a basso costo, modulari e facili da usare per monitorare persone (tipicamente anziani e con disabilità cognitive) che vivono in un appartamento o in una residenza protetta.</p>
<p>Il progetto <strong>HPPAS</strong> (<strong>Università di Napoli</strong>) intende creare una piattaforma tecnologica &#8220;a supporto di un nuovo modello di sanità digitale basato sul paradigma di un’architettura federata di <em>cloud</em> pubblico/private&#8221; per &#8220;contribuire alla riorganizzazione del Sistema Socio Sanitario che necessita tra l’altro di un salto paradigmatico da un sistema ospedaliero ‘centrico’ ad un sistema innestato sul territorio [&#8230;] con coinvolgimento ‘proattivo’ degli utenti&#8221;.</p>
<h2><em>Smart Energy &amp; Smart Buildings</em></h2>
<p><strong>IoE </strong><strong>(</strong><em><strong>Internet of Energy for Electric Mobility</strong></em><strong>)</strong> è un progetto europeo che vede coinvolta l&#8217;<strong>Università di Bologna</strong> incentrato sullo sviluppo di una rete dinamica e integrata basata su protocolli di comunicazione standard e interoperabili che consenta di collegare la rete elettrica a Internet permettendo a unità indipendenti di energia (generata e/o accumulata localmente) di distribuire questa energia dove e quando serve. Gli obbiettivi sono di rendere sempre più efficienti e intelligenti le &#8220;<em>electric grid</em>&#8221; anche per favorire i nuovi sistemi di mobilità elettrica.</p>
<p>L&#8217;<strong>Università del Sannio</strong> porta avanti, insieme ad altri partner italiani ed europei, progetti (<strong>e-GOTHAM, <em>sustainablE smart Grid Open system for The Aggregated control, Monitoring and management of Energy</em></strong> e <strong>I3RES, <em>ICT-based Intelligent management of Integrated RES for the smart grid optimal operation</em></strong>) per la gestione di micro-reti energetiche sia elettriche che termiche e per facilitare l’integrazione “intelligente” delle fonti di energia rinnovabile nelle attuali reti di distribuzione di energia elettrica.</p>
<p>Obiettivi simili si propongono i progetti internazionali <strong>DIMMER (<em>District Information Management for Energy Efficiency</em>), SEEMPUBS (<em>Smart Energy Efficient Middleware for Public Spaces</em>)</strong> e <em><strong>Edifici a Zero Consumo Energetico in Distretti Urbani Intelligenti</strong></em> che vedono la partecipazione del <strong>Politecnico di Torino</strong>.</p>
<p>In generale molte università hanno progetti di ricerca dedicati alle &#8220;<em>smart grid</em>&#8220;, sistemi intelligenti e distribuiti per la gestione efficiente delle fonti di energia, il loro trasporto, il loro utilizzo.</p>
<p>Insieme con ST Microeletronics, l&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ed altri partner l&#8217;<strong>Università di Catania</strong> è impegnata in <strong>un progetto di ricerca per la messa a punto di un sistema di sensori da &#8220;<em>embeddare</em>&#8221; negli edifici e che ne monitorino lo stato e l&#8217;integrità strutturale</strong>. In un ambito simile si pone il progetto <strong>DIONISO</strong> dell&#8217;<strong>Università di Genova</strong> legato allo sviluppo di tecnologie innovative di domotica sismica per la sicurezza di edifici ed impianti.</p>
<h2><em>Mobility, Transports, &amp; Logistics</em></h2>
<p><strong>URBeLOG</strong> <strong>(<em>URBan Electronic LOGistics</em>)</strong> ha come obiettivo quello di &#8220;sviluppare e sperimentare un’innovativa piattaforma telematica e informatica aperta, dinamica e partecipata di servizi e applicazioni per la logistica di ultimo miglio in ambito urbano in grado di aggregare l&#8217;ecosistema degli <em>stakeholder</em> e di gestire in tempo reale i processi distributivi dalla produzione alla consegna&#8221;. Tra i partner, la Scuola Superiore Sant’Anna, il <strong>Politecnico di Torino</strong>, l&#8217;<strong>Università Bocconi di Milano</strong>, l&#8217;Iveco e la TNT.</p>
<p>I progetto <em><strong>Smart Tunnel</strong></em> (<strong>Università di Salerno</strong>) prevede piattaforma intelligente servizi logistici per le città portuali che integri e renda più efficiente la catena logistica del trasporto marittimo globale e incrementi la competitività del sistema intermodale regionale.</p>
<h2><em>E-tourism &amp; E-culture</em></h2>
<p>Con<em><strong> INMOTO (Information MObility for TOurism)</strong></em> l&#8217;<strong>Università della Calabria</strong> insieme a partner come IBM, CNR e altre università del sud Italia si propone, tra l&#8217;altro, di &#8220;definire una Ontologia del Turismo che possa permettere di normalizzare e contestualizzare fonti e contenuti, in un’ottica di Open Data&#8221; e di realizzare &#8220;l’acquisizione, standardizzazione, normalizzazione e certificazione di contenuti turistici acquisiti dalle fonti più diverse&#8221; come canali social, dispositivi mobili, fonti istituzionali, operatori del turismo e media specializzati.</p>
<p>Anche se in fase finale di approvazione piuttosto interessante è il progetto per una <strong><em>Rete Intelligente Parchi Archeologici</em> (R.I.P.A.)</strong> (<strong>Università di Salerno</strong>, inserito nel <a title="Databenc" href="http://www.databenc.it/progetti/" target="_blank">meta-progetto DATABENC </a>(Distretto ad Alta TecnologiA per i BENi Culturali); l&#8217;obiettivo è:</p>
<blockquote><p><em>la valorizzazione del territorio e del contesto socio-economico su cui insiste il Parco Archeologico. Il progetto prevede 4 attività per sviluppare metodologie per la valorizzazione del territorio, contesto naturale del Parco Archeologico, attraverso un sistema integrato che permetta di seguire l’utente attraverso le fasi di pre-visita integrato con i principali social network e corredato da sistemi di simulazione per la profilazione utente , di una piattaforma sociale specifica per la valorizzazione, utilizzando anche tecniche di crowfunding (e di post-visita attraverso tecniche di micropagamenti).</em></p></blockquote>The post <a href="https://www.federicobo.eu/smart-cities-i-progetti-delle-universita-italiane/">Smart cities: i progetti delle università italiane</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Formia, una &#8220;piccola&#8221; smart city</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/formia-una-piccola-smart-city/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 09:43:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[egovernment]]></category>
		<category><![CDATA[formia]]></category>
		<category><![CDATA[open data]]></category>
		<category><![CDATA[smart cities]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Sicurezza- Anfiteatro di Formia, 1974 Questo post è stato originariamente pubblicato su Pinguino Mag Qualche settimana fa, sul mio blog, avevo presentato un quadro non particolarmente esaltante sulla digitalizzazione nell&#8217;area del basso Lazio. Ho ricevuto un messaggio dall&#8217;assessore alla Sostenibilità Urbana del comune di Formia &#8211; la mia città &#8211; Claudio Marciano: &#8220;Ehi Federico, [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/formia-una-piccola-smart-city/">Formia, una “piccola” smart city</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<address class="mceTemp">
<dl id="attachment_1018" class="wp-caption aligncenter  " style="width: 590px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1018" src="http://www.pinguinomag.it/wp-content/uploads/2014/10/antonio-sicurezza_anfiteatro-formia.jpg" alt="Antonio Sicurezza- Anfiteatro di Formia, 1974" width="580" height="716" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><em>Antonio Sicurezza- Anfiteatro di Formia, 1974</em></dd>
</dl>
</address>
<p><em>Questo post è stato originariamente pubblicato su <a title="Pinguino Mag" href="http://www.pinguinomag.it/formia-piccola-smart-city" target="_blank">Pinguino Mag</a></em></p>
<p>Qualche settimana fa, <a title="Blog Federico Bo" href="http://www.federicobo.eu/strategie-digitali-per-il-sud-pontino/" target="_blank">sul mio blog</a>, avevo presentato un quadro non particolarmente esaltante sulla digitalizzazione nell&#8217;area del basso Lazio.</p>
<p>Ho ricevuto un messaggio dall&#8217;assessore alla <strong>Sostenibilità Urbana</strong> del comune di <a title="Comune di Formia" href="http://www.comune.formia.lt.it" target="_blank">Formia</a> &#8211; la mia città &#8211; <a title="Claudio Marciano" href="https://www.linkedin.com/profile/view?id=154271209&amp;authType=NAME_SEARCH&amp;authToken=QbyJ&amp;locale=it_IT&amp;srchid=110880071414343508790&amp;srchindex=6&amp;srchtotal=23&amp;trk=vsrp_people_res_name&amp;trkInfo=VSRPsearchId%3A110880071414343508790%2CVSRPtargetId%3A154271209%2CVSRPcmpt%3Aprimary" target="_blank">Claudio Marciano</a>:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Ehi Federico, post interessante però tu non sai dei nostri progetti su open data e smart city, se vieni in Comune ci facciamo una chiacchierata&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>Claudio, che già avevo incontrato in qualche occasione, è un giovane assessore, dottorando in Ricerca e Comunicazione Sociale presso l&#8217;Università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma, già alla seconda esperienza nella giunta formiana. Lontano anni luce dallo stereotipo del politico &#8220;vecchia maniera&#8221; e anche da quello del rampante “rottamatore”, è sinceramente convinto della necessità di sperimentare nuovi approcci alla gestione urbana, attraverso l&#8217;utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ma soprattutto attraverso un cambio di prospettiva che metta i cittadini nelle condizioni di partecipare realmente &#8211; e responsabilmente &#8211; ai processi decisionali e all&#8217;amministrazione di una città.</p>
<h2>La democrazia non è uno sport da spettatori</h2>
<p>Così afferma <a href="http://www.michaelmoore.com/">Michael Moore</a>. Ora, per consentire agli amministratori e ai cittadini di prendere decisioni, di monitorarne risultati e conseguenze e di attivare il necessario &#8220;loop&#8221; virtuoso occorrono: un&#8217;infrastruttura hardware/software agile, distribuita e integrata per raccogliere dati, per renderli disponibili e analizzabili a tutti i soggetti interessati affinché si trasformino in informazioni e conoscenza. Questi sono gli input dei processi decisionali partecipati e allo stesso tempo &#8220;segnali di ritorno&#8221; per verificare l&#8217;efficacia delle decisioni prese. A monte di tutto questo, naturalmente, vi è un processo culturale di comunicazione e di coinvolgimento a tutti i livelli, interni ed esterni in questo caso ad un&#8217;amministrazione comunale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>L’obbiettivo del processo (dei processi) è quello di migliorare la vivibilità, la sostenibilità e l’efficienza di una città, aumentando la partecipazione attiva dei cittadini alla sua gestione.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il tutto si traduce in due termini: <strong>egovernment </strong>e <strong>smart city</strong>.</p>
<p>Dice Claudio Marciano, <a title="Claudio Marciano a Smart City Exhibition" href="http://www.comune.formia.lt.it/comune_formia/news_dettaglio.php?id=3218" target="_blank">che ha presentato i progetti</a> durante il recente <a title=" Smart City Exhibition" href="http://www.smartcityexhibition.it/" target="_blank"><strong>Smart City Exhibition</strong></a> di Bologna:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Negli ultimi anni,i concetti di <strong>egovernment</strong> e di <strong>smart city</strong> si sono fatti strada nel dibattito pubblico e nell&#8217;arena delle policy sulla città. Si tratta di un paradigma capace di descrivere un processo di neo-urbanizzazione sempre più diffuso, in cui le tecnologie della comunicazione sono a servizio dei sistemi complessi di una città: dalla mobilità ai rifiuti, dall&#8217;energia al turismo. L&#8217;obiettivo è quello di migliorare le performance ambientali, la qualità della vita e l&#8217;inclusione sociale, attraverso l&#8217;implementazione di sistemi di comunicazione e informazione particolarmente evoluti, partecipati e inclusivi&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>In una delibera comunale dell’agosto 2013 si sono enunciate le linee di indirizzo su agenda digitale, e-democacy e innovazione tecnologica; l’iter dei progetti è poi partito. I finanziatori sono la <strong>Regione Lazio</strong> attraverso i <a href="http://www.pluslazio.eu/programma/">Piani Locali di Sviluppo Urbano (PLUS)</a> e <a href="http://www.filas.it/">Filas</a>, <em>Finanziaria laziale di sviluppo</em>.</p>
<address class="mceTemp">
<dl id="attachment_1084" class="wp-caption  aligncenter" style="width: 590px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1084" src="http://www.pinguinomag.it/wp-content/uploads/2014/10/1024px-Formia_-_Arco_della_Porta_dellOrologio.jpg" alt="Formia, Arco della Porta dell'Orologio - Fonte: Wikipedia" width="580" height="435" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Formia, Arco della Porta dell&#8217;Orologio &#8211; Fonte: Wikipedia</dd>
</dl>
</address>
<h2></h2>
<h2>Natura e scopi dei progetti</h2>
<h3>a. <strong>Realizzazione di una piattaforma e-GOV, di un Sistema Informativo Territoriale e creazione di una piattaforma per gli open data</strong><strong>.</strong></h3>
<p>Il progetto prevede la realizzazione di un’infrastruttura web, centro nevralgico di una cultura orientata all’utente, alla comunicazione, alla trasparenza e alla collaborazione tra il personale appartenente ai diversi uffici del Comune e il cittadino sulla base degli esempi prodotti dal <a href="http://www.agid.gov.it/">CNIPA</a> .</p>
<p>Ancora a monte di questa fase, vi è la volontà di una riorganizzazione amministrativa e dell’ implementazione di<strong> strumenti di partecipazione e di tracciabilità dei processi</strong>; questi dovrebbero agevolare la definizione del sistema dei controlli e degli indicatori e permettere un maggior controllo di gestione, un supporto decisionale alla gestione della finanza pubblica e il monitoraggio della qualità amministrativa e dei servizi.</p>
<p>Il progetto prevede la riqualificazione dell’offerta di servizi del Comune in modalità digitale, anche mediante la <strong>costruzione di una community locale</strong> che vedrà ciascun cittadino accedere in maniera identificata (tramite codice fiscale) e quindi con <strong>capacità di intervenire su strumenti di <em>e-democracy</em></strong> quali possono essere il bilancio partecipato, la partecipazione a sondaggi, ecc.</p>
<p>Il portale del Comune sarà quindi utilizzato come CMS ma aperto alla cittadinanza, che potrà essere aggiornata sullo stato di avanzamento delle attività dagli stessi amministratori e dipendenti.</p>
<p>Il <strong>progetto SIT</strong> prevede invece la realizzazione di un <strong>Sistema Informativo Territoriale</strong> basato su tecnologia <strong>GIS</strong> (<em>Geographic Information System</em>) per l&#8217;acquisizione, la registrazione, l&#8217;analisi, la visualizzazione e la restituzione di informazioni derivanti da dati geografici (<strong>geo-referenziazione</strong>) e per la gestione informatizzata delle pratiche di occupazione di suolo pubblico.</p>
<p>A regime consentirà di effettuare un continuo monitoraggio del territorio ed un rapido controllo amministrativo della richiesta di occupazione di suolo pubblico, anche al fine di individuare eventuali illeciti amministrativi.</p>
<p>In fase di realizzazione avanzata vi è anche un portale dedicato agli <strong><em>open data</em></strong> che conterrà, in una prima fase, <em>dataset</em> sull&#8217;ambiente urbano e naturale. Sarà possibile per i cittadini avere accesso ad un nucleo di informazioni strategiche, come quella sulla gestione dei rifiuti, delle discariche, delle politiche urbanistiche, dell&#8217;acqua, della mobilità ecc.</p>
<p>Entro fine anno gli uffici del Comune saranno collegati tramite <strong>fibra ottica</strong>.</p>
<p>Tutti i progetti sono o saranno realizzati con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/LAMP_%28piattaforma%29">architetture LAMP</a> e utilizzando software open source.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>b. <strong>Realizzazione di un&#8217;infrastruttura intelligente a servizio dell&#8217;illuminazione pubblica, con applicativi su infomobilità, controllo del territorio e connettività pubblica.</strong></h3>
<p>L’approccio scelto è quello di utilizzare nuovi lampioni dell’illuminazione pubblica – a led e alimentati da pannelli solari – non solo come “hot spot” per il wi-fi pubblico ma anche come rete di postazioni ambientali integrata in un sistema globale di servizi e informazioni per i cittadini.</p>
<p>I lampioni saranno in grado di “autoregolarsi” per il loro compito principale, quello dell’illuminazione (consentendo risparmi nell’ordine del 30%), di fornire dati sul traffico e la mobilità urbana attraverso sensori dedicati, di fungere da centri di video-sorveglianza e di permettere attraverso pulsanti antipanico di connettersi con le autorità e le forze di polizia.</p>
<p>Particolarmente interessante il sistema di infomobilità; diverse le informazioni che potranno esser raccolte, analizzate, integrate e comunicate ai cittadini attraverso vari canali (pannelli informativi, smart phone, web) :</p>
<p>&#8211; stato del traffico in tempo reale</p>
<p>&#8211; lavori in corso e deviazioni</p>
<p>&#8211; orari servizio trasporti pubblico</p>
<p>&#8211; localizzazione mezzi/merce</p>
<p>&#8211; qualità dell’aria</p>
<p>Saranno inoltre presenti servizi integrati a valore aggiunto per il turismo.</p>
<p>Inserito in questo contesto di raccolta, gestione e diffusione delle informazioni, da parte del Comune, del <a href="http://www.decorourbano.org/">servizio e della relativa app “Decoro Urbano”</a> &#8211; inserita nel portale turismo che descriverò in seguito – che permette ai cittadini di diventare parte attiva di questo sistema attraverso segnalazioni fotografiche geolocalizzate di problematiche come dissesto stradale, rifiuti, vandalismo ecc.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>c. Realizzazione di un Sistema Integrato di Promozione e Comunicazione per il Turismo.</strong></h3>
<p>Formia è una città che dovrebbe avere vocazione turistica ma l’assenza di strategie complessive e intergrate (anche con altri comuni del golfo di Gaeta e della Riviera d’Ulisse) da parte degli enti pubblici, del settore del commercio, dell’ospitalità e della ristorazione e delle associazioni ha portato a non sfruttare questa risorsa fatta di storia, cultura e territorio.</p>
<address class="mceTemp">
<dl id="attachment_1022" class="wp-caption  aligncenter" style="width: 590px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1022" src="http://www.pinguinomag.it/wp-content/uploads/2014/10/porto-di-formia.jpg" alt="Porto di Formia - Foto di  Seth Schoen via Flickr CC BY-SA 2.0 " width="580" height="435" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Porto di Formia &#8211; Foto di Seth Schoen via Flickr CC BY-SA 2.0</dd>
</dl>
</address>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto prevede di iniziare questo percorso di<strong> valorizzazione turistico-commerciale </strong>da quell’hub strategico che è il<strong> porto</strong> <strong>di Formia</strong> per poi riverberarsi per tutta la città e oltre. Un’infrastruttura informatica distribuita avrà come obbiettivo quello di svolgere il ruolo di interfaccia tra gli attori dei servizi del porto e la struttura portuale.</p>
<p>In particolare il flusso informativo – che verrà veicolato attraverso una piattaforma web dedicata, via app specifiche e totem informativi – permetterà di conoscere i servizi portuali disponibili e di poterli per prenotare (per esempio i posti barca).</p>
<p>La piattaforma consentirà di avviare una serie di servizi avanzati che sono al momento assenti sull’intero territorio. In particolare:</p>
<p><strong>&#8211; elenco servizi portuali disponibili</strong>: censimento e messa online di tutti i servizi che il Porto di Formia offre</p>
<p><strong>&#8211; sistema informativo con tecnologie <em>Near field communication</em> (NFC) e <em>Radio-Frequency Identification</em></strong>: etichette QrCode, sensori con protocollo ZigBee e RFID verranno letti da smartphone, tablet e devices specifici e visualizzeranno la presentazione relativa al bene, sia esso un servizio, un bene culturale, un evento</p>
<p><strong>&#8211; apposite apps </strong>a scopo informativo, di interazione e condivisione, di prenotazione ed erogazione di servizi</p>
<p><strong>&#8211; sistema di georeferenziazione di tutta la zona target basato su Sistema Informativo Territoriale</strong>: tutte le informazioni prodotte (video, testi, foto, ecc.) saranno georeferenziate e individuabili su mappa, avvicinandosi alla zona di interesse.</p>
<p><strong>&#8211; sistema di commercializzazione virtuale dei servizi, merchandising e promozione delle attivitàcommerciali (negozi, alberghi, ristoranti, eventi) della città di Formia</strong>: verrà attivata una vetrina commerciale delle attività della zona target, con possibilità di acquistare online</p>
<p><strong>&#8211; sistema di informazione su numero, tipologia e prezzo posti barca</strong>: verrà attivato un servizio di infoprenotazioni</p>
<p>È già <a href="http://www.welcometoformia.it/">online il portale dedicato al turismo</a>, la piattaforma di riferimento per i servizi esistenti e in corso di realizzazione/definizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Criticità e speranze</h2>
<p>È un programma ambizioso (troppo?) quello portato avanti da Claudio Marciano e dall’amministrazione comunale di Formia capitanata dal sindaco Sandro Bartolomeo.</p>
<p>Sono molto felice che proprio la mia città abbia avviato un progetto di questa portata ma sarebbe un resoconto corretto se non evidenziassi alcune criticità, sia di tipo generale legate alla natura innovativa dei progetti che alle peculiarità del territorio e della cittadinanza.</p>
<p>Provo ad elencarne sinteticamente alcune.</p>
<p>&#8211; Difficoltà nell’<em>engagement</em> e ancor prima nella comunicazione alla cittadinanza di questi progetti.</p>
<p>&#8211; <strong>Resistenza culturale all’innovazione</strong>, sia dall’interno (dipendenti, funzionari, decisori in genere) sia dall’esterno (commercianti, operatori turistici, cittadinanza in generale).</p>
<p>&#8211; Mancata consapevolezza che in gioco vi sono processi continui, non attività “una tantum”; solo per fare un esempio, citatomi dallo stesso Marciano: far comprendere che <strong>gli open data hanno bisogno di essere costantemente aggiornati</strong> per avere una loro validità nel medio/lungo periodo.</p>
<p>&#8211; Difficoltà di far interagire, anche tecnicamente, sistemi e dati &#8211; spesso ridondanti – spesso confinati in “giardinetti recintati” custoditi da uffici, dipartimenti ed enti diversi.</p>
<p>&#8211; Necessità che la gestione di queste innovazioni trascenda il “colore politico” dell’amministrazione e sia portata avanti anche all’alternarsi delle amministrazioni. <strong>Vedo la necessità &#8211;</strong> anche in una cittadina di piccole-medie dimensioni- <strong>di un “city manager”</strong> esterno, elemento di continuità e garante del coordinamento, del funzionamento, del monitoraggio e del raggiungimento degli obbiettivi prefissati da questi progetti.</p>
<p>Io sono comunque fiducioso che, passo dopo passo e attraverso un’opera di sensibilizzazione – magari da attuarsi con forme e metodi “non convenzionali”, sia on che <em>offline</em> – la mia città possa sperimentare con successo queste idee per il futuro delle città (che non necessariamente devono essere grandi metropoli).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Per approfondire</h4>
<p><a href="http://smartcitiescouncil.com/resources/smart-cities-readiness-guide">SMART CITIES READINESS GUIDE</a> (pdf gratuito previa iscrizione) dal <a href="http://smartcitiescouncil.com/">Smart Cities Council</a></p>
<p><a href="https://www.gov.uk/government/collections/future-of-cities">Future of the Cities</a> – serie di report gratuiti dal UK Government Office for Science e dal <a href="https://www.catapult.org.uk/">Centro per l’Innovazione e la Tecnologia Catapult</a></p>
<p><a href="http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/etudes/join/2014/507480/IPOL-ITRE_ET%282014%29507480_EN.pdf">Mapping Smart Cities in the EU</a> (pdf) – Parlamento Europeo</p>
<p><a href="http://www.smartcityexhibition.it/sites/default/files/pages/sce13_paradigma_02.pdf">Il paradigma Smart City. Verso SMART City Exhibition 2013</a> (pdf)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/formia-una-piccola-smart-city/">Formia, una “piccola” smart city</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>2025 &#8211; Tutto è un nodo (dell&#8217; IperRete)</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/2025-tutto-e-un-nodo-dell-iperrete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2014 09:22:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Studi]]></category>
		<category><![CDATA[big data]]></category>
		<category><![CDATA[cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[internet of things]]></category>
		<category><![CDATA[pew research center]]></category>
		<category><![CDATA[smart cities]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel marzo scorso il Pew Research Center Internet Project, in occasione del 25imo anniversario del World Wide Web ha pubblicato &#8220;Digital Life in 2025&#8221; il primo di una serie di report sul futuro prossimo di Internet e delle nuove tecnologie. Interviste a migliaia di esperti e addetti ai lavori hanno permesso di delineare quel che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_245" aria-describedby="caption-attachment-245" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/05/tech.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-245" alt="Photo by Andrea Bandelli via Flickr CC BY-NC-SA 2.0" src="http://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/05/tech.jpg" width="1024" height="768" srcset="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/05/tech.jpg 1024w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/05/tech-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-245" class="wp-caption-text">Photo by Andrea Bandelli via Flickr CC BY-NC-SA 2.0</figcaption></figure>
<p>Nel marzo scorso il <a title="pew" href="http://www.pewinternet.org/" target="_blank">Pew Research Center Internet Project</a>, in occasione del 25imo anniversario del World Wide Web ha pubblicato <a href="http://www.pewinternet.org/2014/03/11/digital-life-in-2025/" target="_blank">&#8220;Digital Life in 2025&#8221; il primo di una serie di report sul futuro prossimo di Internet</a> e delle nuove tecnologie. Interviste a migliaia di esperti e addetti ai lavori hanno permesso di delineare quel che ci aspetta nel 2025.</p>
<p>In breve il quadro che emerge è quello di un&#8217;Internet globale e pervasiva, invisibile &#8220;come l&#8217;elettricità&#8221;. Il paragone è significativo. All&#8217;inizio del &#8216;900, come racconta <a title="digital adaptation" href="http://www.digital-adaptation.com/" target="_blank">Paul Boag in &#8220;Digital Adaptation&#8221;</a>, esisteva nella grandi aziende la figura del CEO dove la &#8220;E&#8221; stava per &#8220;<em>Electricity</em>&#8220;. L&#8217;elettricità era ancora qualcosa di nuovo, da gestire separatamente come adesso la parte digitale e web.</p>
<p>Gli esperti pensano invece che tra poco più di dieci anni gli &#8220;elettroni dell&#8217;informazione&#8221; fluiranno nella vita di tutti i giorni in modo trasparente, collegando tra loro  persone e oggetti, generando immense quantità di dati auto-gestiti per lo più dagli stessi dispositivi, creando una &#8220;realtà aumentata&#8221; nella quale saremo immersi. Questo, come già si sta osservando, produrrà il crollo dei modelli socio-economici ereditati dai due secoli precedenti, generando nuove opportunità, nuovi problemi e nuove sfide.</p>
<p>Ieri il Pew ha pubblicato <a title="IoT" href="http://www.pewinternet.org/2014/05/14/internet-of-things/" target="_blank">il secondo report</a>, dedicato questa volta in particolare all<a title="IoT" href="http://www.pewinternet.org/2014/05/14/internet-of-things/" target="_blank">&#8216;</a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet_delle_cose" target="_blank"><em>Internet of Things </em></a> (anche <a href="http://radar.oreilly.com/2014/04/ioth-the-internet-of-things-and-humans.html" target="_blank">Tim O&#8217;Reilly ne ha parlato un mesetto fa</a>).</p>
<p>Quasi tutti gli interpellati &#8211; che, ricordiamo, non sono un campione &#8220;neutro&#8221; &#8211; ha sostenuto che vi sarà una grande crescita di questo fenomeno e del mercato dei dispositivi ad esso collegati e ciò produrrà, in genere, effetti positivi sulla società e nella vita di tutti i giorni.</p>
<p>Ecco alcune tematiche emerse dalla ricerca.</p>
<p>La proliferazione e la miniaturizzazione di sensori e attuatori continuerà, rendendo ogni cosa nell&#8217;ambiente un nodo della Rete. Il flusso costante di informazioni consentirà di adottare modelli di pianificazione e decisionali real-time, non solo in settori come quello della logistica ma anche in quelli della vita quotidiana per esempio avvertendoci via smartphone  che il latte conservato nel frigorifero sta finendo propio mentre camminiamo vicino (o dentro) al supermarket. E a proposito di gestione in tempo reale, proprio ieri ho letto <a href="http://radar.oreilly.com/2014/05/its-time-to-move-to-real-time-regulation.html" target="_blank">questo articolo</a> in cui ci si chiede perché, nell&#8217;industria aerea &#8211; già praticamente attrezzata per farlo &#8211; e in altri settori non si effettui un effettivo <em>real-time monitoring</em> delle strutture e degli impianti con evidenti benefici sia in termini economici che di sicurezza.</p>
<p>Tornando al report, si è evidenziato come la proliferazione di sensori indossabili e anche impiantabili nel corpo umano genererà un ulteriore miglioramento della nostra salute, avvertendoci di possibili problemi fisici prima che compaiono sintomi avvertibili. Come contraltare, e questo in generale si riferisce all&#8217;evoluzione del concetto di privacy, lo stretto controllo sul nostro corpo e sulle nostre abitudini potrebbe essere condiviso con grandi e piccole società private (oltre che con lo Stato) permettendo, per fare un esempio, a una compagnia di assicurazione di aumentarci all&#8217;istante il premio per la polizza vita se le nostre scarpe da ginnastica rilevano che abbiamo saltato una seduta in palestra. Il livello e la qualità della profilazione e del &#8220;<em>targeting</em>&#8221; da parte delle industrie aumenteranno a dismisura.</p>
<p>Le città (&#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_intelligente" target="_blank"><em>smart cities</em></a>&#8220;), attraverso una rete di sensori che comprenderà gli stessi abitanti e i loro dispositivi mobili, diventeranno un meta-organismo ibrido in grado di gestirsi e organizzarsi conformandosi (o modificando) le abitudini dei cittadini.</p>
<p>Le interfacce uomo-macchina combineranno <em>gesture</em>, <em>speech </em>e <em>brain recognition </em>fornendo un&#8217;avanzata capacità di interazione con i dispositivi, cosa che risulterà ancor più importante visto che l&#8217;età media continuerà ad aumentare e il sostegno alle persone anziane sarà uno dei problemi principali della società dei prossimi decenni.</p>
<p>Altri problemi derivano dalla gestione della complessità che un tale mondo ultra-connesso comporterà: come detto molto del lavoro di raccolta, interpretazione, analisi dei dati -anzi dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Big_data" target="_blank"><em>big data</em></a> &#8211; sarà delegato agli stessi dispositivi, collegati in <a title="cloud computing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing" target="_blank"><em>cloud</em></a>, con i processori delle informazioni. Di conseguenza sempre più, come nelle auto, potrebbero essere le macchine stesse a prendere quasi tutte le decisioni, sia che si tratti di scegliere e seguire un percorso che di riorganizzare quotidianamente l&#8217;attività di una fabbrica.</p>
<p>In realtà si andrà &#8220;condensando&#8221; una &#8220;<em>Cloud of Things</em>&#8221; che permetterà ai dispositivi di generare i propri &#8220;social networks&#8221; che &#8211; per il momento&#8230; &#8211; interagiranno con le reti sociali umane.</p>
<p>Il <em>digital divide</em> probabilmente aumenterà e con esso anche il rifiuto di queste tecnologie pervasive da parte di gruppi di individui spinti da motivazioni etiche, religiose, politiche.</p>
<p>Una nota conclusiva. Ho notato che molte volte nelle parole degli intervistati sono saltati fuori i <a href="http://radar.oreilly.com/2014/05/its-time-to-move-to-real-time-regulation.html">Google Glass</a> (e le probabili future lenti a contatto Google&#8230;) indicati come prototipi/archetipi della prossima generazione di oggetti dell&#8217;<em>Internet of Things</em>.</p>
<p>E come sarà il vostro rapporto con dispositivi sempre più &#8220;embeddati&#8221; nella vostra vita quotidiana (e nel vostro corpo)?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/2025-tutto-e-un-nodo-dell-iperrete/">2025 – Tutto è un nodo (dell’ IperRete)</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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