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	<title>società digitale | Federico Bo</title>
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	<description>Intelligenza Artificiale, Blockchain, NFT, metaverso e altre visioni</description>
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		<title>L’Era dell’Accelerazione. Tecnologia Mercato e Natura in velocissimo cambiamento: come le società e gli individui possono adattarsi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 09:33:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[società digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo nell’Era dell’Accelerazione. Il mondo cambia velocemente e, come afferma lo scrittore e imprenditore Dov Seidman, sta cambiando completamente forma: sta cominciando a funzionare in modo diverso. E questo in molti campi simultaneamente. E’ un grande reportage quello che Thomas L. Friedman, editorialista del New York Times, propone nel suo ultimo libro “ Grazie per essere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="a303" class="graf graf--p graf-after--h3">Siamo nell’Era dell’Accelerazione. Il mondo cambia velocemente e, come afferma lo scrittore e imprenditore <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dov_Seidman" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer" data-href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dov_Seidman">Dov Seidman</a>,</p>
<blockquote id="7307" class="graf graf--pullquote graf-after--p"><p>sta cambiando completamente forma: sta cominciando a funzionare in modo diverso.</p></blockquote>
<p id="4599" class="graf graf--p graf-after--pullquote">E questo in molti campi simultaneamente.</p>
<p id="9aac" class="graf graf--p graf-after--p">E’ un grande reportage quello che Thomas L. Friedman, editorialista del New York Times, propone nel suo ultimo libro “ <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://www.amazon.it/dp/B071DQHVC1/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&amp;btkr=1" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer" data-href="https://www.amazon.it/dp/B071DQHVC1/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&amp;btkr=1"><em class="markup--em markup--p-em">Grazie per essere arrivato tardi. Un ottimista nell’epoca delle accelerazioni</em></a><em class="markup--em markup--p-em">” </em>(Mondadori, 2017), teso a raccontare e analizzare questo cambiamento ultra-veloce dovuto alla tecnologia digitale, alla globalizzazione dei mercati e alla contemporanea necessità di adattarsi ai mutamenti climatici, anch’essi rapidi come mai in passato.</p>
<p id="c093" class="graf graf--p graf-after--p">Capire quel che sta succedendo è fondamentale. Come abbiamo visto con le elezioni americane e con la Brexit, i cambiamenti possono spaventare. E’ necessario “costruire un pavimento sotto i piedi delle persone”, altrimenti il disorientamento, le paure, le ansie tenderanno a prendere il sopravvento sulle opportunità e i vantaggi che tali cambiamenti possono portare.</p>
<p id="b262" class="graf graf--p graf-after--p">La tecnologia è diventata un’astronave che, quasi letteralmente, viaggia alla velocità della luce;</p>
<blockquote id="5f69" class="graf graf--pullquote graf-after--p"><p>la connettività è diventata rapida, gratuita, semplice da usare e onnipresente e la gestione della complessità rapida, gratuita, semplice da usare e invisibile.</p></blockquote>
<p id="ebaf" class="graf graf--p graf-after--pullquote">Friedman chiama “supernova” questa infrastruttura onnipresente, quasi intangibile e percorsa da miliardi di bit in grado moltiplicare, amplificare il potere delle macchine, dei singoli e dei molti contemporaneamente. La transizione di stato in atto è una conseguenza della <a class="markup--anchor markup--p-anchor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Moore" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer" data-href="https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Moore">legge di Moore</a>, quella che aveva predetto la crescita esponenziale della potenza di calcolo dei processori e che poi si è riverberata in tantissimi campi dell’elettronica e dell’informatica, dalle memorie alle velocità di trasmissione dell’informazione alla capacità di analisi dei dati (<em class="markup--em markup--p-em">big data</em>).</p>
<p id="feef" class="graf graf--p graf-after--p">Da un lato facciamo fatica singolarmente ad adattarci a questi mutamenti (che assomigliano a metamorfosi). Larga parte della popolazione, anche nei paesi più avanzati, era abituata a entrare nel mercato del lavoro a vent’anni non pensando di dover continuare a formarsi per tutta la vita. Ma questo è cambiato. Dobbiamo continuare a studiare, a imparare nuove competenze, a tenerci aggiornati durante tutto l’arco della nostra vita per seguire il passo: bisogna costantemente essere la “startup di noi stessi”, secondo la definizione del fondatore di LinkedIn Reid Hoffman.</p>
<p id="af67" class="graf graf--p graf-after--p">D’altra parte, collettivamente, riusciamo a metabolizzare i cambiamenti molto più rapidamente. Un secolo per sfruttare pienamente le invenzioni e le scoperte della prima rivoluzione industriale &#8211; come la macchina a vapore, qualche decina d’anni per far diventare l’elettricità il sistema nervoso delle nostre infrastrutture, una ventina d’anni per integrare nelle nostre vite internet, il web, i telefonini. Meno di dieci per “embeddare” nella nostra quotidianità i social media.</p>
<p id="5734" class="graf graf--p graf-after--p">La trasformazione è epocale e differente dalle precedenti “rivoluzioni”; un esempio è quello delle scorte, fino a ieri indicatrici principali di ricchezza e di crescita e oggi via via soppiantate da parametri come i flussi (di dati, di informazioni, di conoscenze, di persone) che indicano il vantaggio di una società su un’altra. Proprio per questo le società più aperte al flusso di scambi, informazioni, finanza, cultura e istruzione, più propense a imparare dai flussi e a contribuirvi, sono quelle che più probabilmente prospereranno.</p>
<p id="37b6" class="graf graf--p graf-after--p">Friedman sostiene con forza che per stare al passo una società deve anche far sì che il proprio</p>
<blockquote id="c28a" class="graf graf--pullquote graf-after--p"><p>sistema educativo sia dotato di strumenti nuovi per massimizzare le seguenti abilità e qualità: solide basi di scrittura, lettura, codifica e matematica; creatività, pensiero critico, comunicazione e collaborazione oltre che grinta, motivazione personale e disponibilità ad apprendere per tutta la vita; infine, intraprendenza e improvvisazione, a ogni livello.</p></blockquote>
<p id="b1e2" class="graf graf--p graf-after--pullquote">Quel che maggiormente colpisce del libro &#8211; oltre alla scrittura meravigliosamente chiara e coinvolgente, così “anglosassone”- è la quantità e la qualità delle interviste spesso fatte visitando i luoghi dove si crea il futuro, dalla sede di Google X, General Electric, Qualcomm, IBM solo per citarne alcuni.</p>
<p id="879e" class="graf graf--p graf-after--p">La parte meno interessante del libro, almeno in questo contesto, è l’ultima, quella in cui Friedman parla della sua infanzia di ragazzo ebreo in Minnesota, dei problemi legati all’integrazione e della politica dei diritti civili. Sembra quasi un libro a se stante (e forse nelle intenzioni dell’autore avrebbe dovuto esserlo).</p>
<p id="ee5f" class="graf graf--p graf-after--p">Comunque questo saggio rimane un’ottima guida per comprendere le dinamiche accelerate in cui siamo immersi; è scritto da un ottimista che non nasconde le preoccupazioni per gli esiti a cui i cambiamenti possono portare — populismi, autoritarismi, perdita di ogni privacy- ma che propende per la speranza di un futuro non distopico, finita quest’epoca di transizione. Del resto, come ricorda</p>
<blockquote id="d159" class="graf graf--pullquote graf-after--p graf--trailing"><p>il periodo più pericoloso sulle strade di New York fu quello in cui cominciarono a circolare le prime automobili ma cavalli e carrozze non erano ancora stati soppiantati.</p></blockquote>
<p><a href="https://medium.com/@federicobo/lera-dell-accelerazione-c604cf4cb763"><em>Originariamente pubblicato su Medium.</em></a></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/lera-dellaccelerazione-tecnologia-mercato-e-natura-in-velocissimo-cambiamento-come-le-societa-e-gli-individui-possono-adattarsi/">L’Era dell’Accelerazione. Tecnologia Mercato e Natura in velocissimo cambiamento: come le società e gli individui possono adattarsi?</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Nuovi, infiniti gruppi sociali.</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/nuovi-gruppi-sociali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2014 08:16:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[big data]]></category>
		<category><![CDATA[cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[società digitale]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Su Internet Actu, una delle riviste online francesi più interessanti tra quelle che si occupano dei temi del digitale e dell&#8217;innovazione, compare una riflessione intrigante sulle nuove categorizzazioni della società che  algoritmi e big data rendono possibili.  Lev Manovich, esperto di culture digitali e new media art, sostiene che si è passati da una società [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/nuovi-gruppi-sociali/">Nuovi, infiniti gruppi sociali.</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_389" aria-describedby="caption-attachment-389" style="width: 801px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/07/mambor.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-389" alt="Renato Mambor - Uomini statistici, 1962." src="http://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/07/mambor.jpg" width="801" height="567" srcset="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/07/mambor.jpg 1024w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/07/mambor-300x212.jpg 300w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></a><figcaption id="caption-attachment-389" class="wp-caption-text">Renato Mambor &#8211; Uomini statistici, 1962.</figcaption></figure>
<p>Su <a title="Internet Actu" href="http://www.internetactu.net/2014/07/07/une-societe-de-donnees-nest-pas-une-societe-statistique/" target="_blank">Internet Actu</a>, una delle riviste online francesi più interessanti tra quelle che si occupano dei temi del digitale e dell&#8217;innovazione, compare una riflessione intrigante sulle nuove categorizzazioni della società che  algoritmi e <a title="big data" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Big_data" target="_blank"><em>big data</em></a> rendono possibili.</p>
<p><a title="Lev Manovich" href="http://manovich.net/" target="_blank"> Lev Manovich</a>, esperto di culture digitali e new media art, <strong>sostiene che si è passati da una società basata sulle statistiche a una basata sui dati, interpretabili e analizzabili praticamente in real time</strong>. Una statistica a grana finissima, &#8220;embeddata&#8221; nella società, che della società fornisce nuove rappresentazioni e raggruppa gli individui in un numero praticamente infinito di categorie sociali, economiche, culturali.</p>
<p>[themify_quote]<em>Prima, quando l&#8217;informatica non esisteva o era rudimentale, non si poteva classificare la popolazione che in qualche categoria: uomo/donna, normale/anormale, in salute/malato, francese/straniero ecc. Oggi, se vi interessate alla popolazione di una grande città, avete a disposizione un numero incalcolabile di variabili. Potete quindi creare delle categorie che obbediscono a dei criteri infiniti, e nuovi. Perché questo è importante? Per Manovich avere la possibilità di raggruppare e di dividere secondo un numero quasi infinito di criteri mina le rappresentazioni classiche delle popolazioni. (traduzione mia)</em>[/themify_quote]</p>
<p>Ogni persona passa in continuazione da un gruppo all&#8217;altro, a seconda del contesto e del momento. <strong>La società non è più fotografata da statistiche disciplinate, ma ripresa come un video in riproduzione continua dove i <em>frames</em> sono i dati che rimescolano continuamente le rappresentazioni (e le definizioni) dei gruppi sociali.</strong></p>
<p><strong>Non è solo una questione di web marketing. E&#8217; una questione politica.</strong> Dice<strong> Xavier de la Porte</strong>, autore del post, che questo è importante perché</p>
<p><em>[themify_quote]&#8230;perché quando i vecchi criteri operano nel reale (il fatto d&#8217;aver un nome arabo, di essere una donna, di essere handicappato, questo vuole ancora dire qualcosa) diventano leve di comando. <strong>Ma quando computer, database, algoritmi ci possono convincere che &#8220;l&#8217;altro&#8221; non è dove noi pensiamo, se possono far venire alla luce prossimità incongrue o affinità profonde e essenziali, beh, questo ci farebbe avanzare un po&#8217;.</strong> (traduzione mia)[/themify_quote]</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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