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	<title>texttovideo | Federico Bo</title>
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	<description>Intelligenza Artificiale, Blockchain, NFT, metaverso e altre visioni</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Jan 2025 10:28:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cronache dallo spazio latente/5</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/cronache-dallo-spazio-latente-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 10:28:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sperimentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[boxoffice]]></category>
		<category><![CDATA[sceneggiatura]]></category>
		<category><![CDATA[texttovideo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Raccolta di notizie su cinema, audiovisivo e intelligenza artificiale.</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/cronache-dallo-spazio-latente-5/">Cronache dallo spazio latente/5</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="wp-block-heading">Prevedere il futuro (di una sceneggiatura) con l&#8217;IA</h4>



<p>Il Sacro Graal dell&#8217;IA nel cinema è sicuramente la possibilità di prevedere gli effetti delle storie sull&#8217;audience (e sul box office…)<br>Da mesi stiamo sperimentando i neonati Subpopulation Representative Models (SRMs) per simulare il pubblico con film screenings sintetici. Per far funzionare il tutto sono servite tecniche avanzate di emulazione emotiva che i LLMs tradizionali faticano a riproporre. I risultati si iniziano a vedere…</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.sophia.vision/wp-content/uploads/2025/01/smr-1024x731.jpg" alt="" class="wp-image-1896"/><figcaption class="wp-element-caption">By Mateusz Miroslaw Lis</figcaption></figure>



<p>Anche le produzioni indipendenti possono accede a <em>insight</em> di valore, derivati da ricerche di mercato sintetiche che rivaleggiano con i sofisticati strumenti data-driven dei colossi dell&#8217;audiovisivo. Con le giuste simulazioni, ogni creator ha l&#8217;opportunità di ottimizzare il proprio contenuto per il pubblico giusto, rivoluzionando il processo decisionale e rendendolo accessibile a chiunque.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.sophia.vision/wp-content/uploads/2025/01/srm2.jpg" alt="" class="wp-image-1897"/><figcaption class="wp-element-caption">By Mateusz Miroslaw Lis</figcaption></figure>



<p>Se i<em> re-rolling rates</em> (cioè quante volte devo usare il modello prima di avere l&#8217;output che mi interessa) per tutti gli attuali modelli generativi di video sono di 1:50 o addirittura 1:100 questo genere di strumento, per ora, può essere utilizzato solo per generazioni integrative e costose da realizzare tradizionalmente. (Per non parlare delle risoluzioni scadenti e degli output in H264 totalmente inutilizzabili per la post-produzione…)</p>



<h4 class="wp-block-heading">A proposito di text-to-video</h4>



<p><br>In quest&#8217;ottica qui, i 200 euro per Sora ed i prezzi elevati delle altre piattaforme non hanno senso economico per l&#8217;utente finale. Queste aziende lo sanno e vivono di hype. Non fatevi fregare, utilizzate le API e servizi cloud come <a href="https://replicate.com/collections/text-to-video" target="_blank" rel="noopener" title="">Replicate</a> per eseguire i modelli solo per le generazioni che vi servono (a prezzi inferiori tra l&#8217;altro!):<br>Haiper Video 2 (0,25$ per 5s di video)</p>



<p><br>Mochi 1 (0,41$ per 5s di video)<br>Dream Machine (0,45$ per 5s di video)<br>Minimax Video 01 (0,50$ per 5s di video)<br>Hunyuan Video (0,69$ per 5s di video)</p>



<h4 class="wp-block-heading">Little flower</h4>



<p>&#8220;<em>Fiorello ha incantato il pubblico londinese <a href="https://www.youtube.com/watch?si=8FgEqmWOGB_imD4U&amp;v=N2z4-3wHqIg&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener" title="">con un piccolo show di due minuti e mezzo</a>: grazie all&#8217;Intelligenza artificiale si è espresso in un inglese perfetto.</em>&#8221; Aldo Grasso, <a href="http://Corriere.it">Corriere.it</a><br><br>Esempio di ampliamento dell&#8217;audience di contenuti originariamente non in lingua inglese doppiati con le voci originali.</p>



<h4 class="wp-block-heading">AI Entertainment Studios</h4>



<p>Invisible Studio, Promise, EDGLRD, TCL Studio sono solo alcuni degli studios AI-based che stanno nascendo negli States. Così come Secret Level, che ha realizzato <a href="https://www.youtube.com/watch?v=IQWUKWM2JrQ" target="_blank" rel="noopener" title="">il controverso spot di Natale della Coca Cola</a>.<br><br>Sebbene incentrati sull&#8217;Intelligenza artificiale e sul suo utilizzo in ogni fase creativa e produttiva, queste case di produzione di nuova generazione si avvalgono anche di sceneggiatori, attori, tecnici, compositori ecc.<br>Le tecniche tradizionali come il live-action, l&#8217;animazione e gli effetti di post-produzione sono ibridati con gli strumenti IA. Questi, in particolare quelli generativi, stanno ristrutturando la pipeline di produzione convenzionale che ora tende a un &#8220;post-to-pre (production)&#8221;: la visualizzazione anticipata consente di vedere e iterare immediatamente gli elementi visivi che altrimenti avrebbero dovuto attendere fino alle riprese o agli effetti visivi di post-produzione per il rendering CG.</p>



<p>Fonte: <a href="https://variety.com/vip/ai-entertainment-studios-how-gen-ai-toolsets-transforming-production-workflows-1236252190/" target="_blank" rel="noopener" title="">Variety VIP</a></p>



<p><em>Immagine creata con Flux via Replicate</em></p>

<p>Originariamente pubblicato sul sito di SophIA &#8211; Laboratorio cine-audiovisivo di Intelligenza Artificiale.</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/cronache-dallo-spazio-latente-5/">Cronache dallo spazio latente/5</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Sora, la nuova lanterna magica</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/sora-la-nuova-lanterna-magica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 08:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sperimentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[audiovisivo]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[sora]]></category>
		<category><![CDATA[texttovideo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come funziona Sora, il più avanzato sistema di Intelligenza Artificiale per la generazione di video?</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/sora-la-nuova-lanterna-magica/">Sora, la nuova lanterna magica</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="wp-block-heading">Come funziona il nuovo, avanzato sistema di generazione video tramite Intelligenza Artificiale presentato da OpenAI?</h4>



<p>Generare un video da una richiesta testuale è un processo, come si può intuire, molto più complesso che generare un’immagine. L’entrata in scena della dimensione temporale implica tutta una serie di passaggi, di vincoli, di dinamiche che il modello e la sottostante rete neurale deve “imparare” a gestire: coerenza delle forme, fluidità dei movimenti, gestione dei cambiamenti delle prospettive, sufficiente conoscenza del funzionamento del mondo reale, come gli effetti della forza di gravità. Un modello avanzato <em>text to video </em>(<em>t2v</em>) deve essere, come ha scritto <a href="https://twitter.com/DrJimFan/status/1758210245799920123">in un post su X Jim Fan</a>, <em>Senior Research Scientist</em> di Ndivia, un “motore fisico basato sui dati” in grado di simulare mondi, reali o immaginari.</p>



<p>Fino a qualche giorno fa i video generati da servizi come Runway o Pika si limitavano a micro-clip di qualche secondo, non particolarmente sofisticati.</p>



<p>Poi è arrivato <a href="https://openai.com/sora" target="_blank" rel="noopener" title="">Sora</a>, il modello t2v di OpenAI.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video controls src="https://cdn.openai.com/tmp/s/title_0.mp4"></video><figcaption class="wp-element-caption">Sora &#8211; Video di esempio</figcaption></figure>



<p>Seppur non ancora reso disponibile pubblicamente, sono bastati i video di esempio per evidenziare il salto di qualità (letteralmente) che Sora rende possibile: video di un minuto, estremamente realistici, come fossero estrapolati da una serie qualsiasi di Netflix, da un film di Nolan o un cortometraggio della Pixar. Tutti generati da semplici richieste testuali. Ognuno di quegli esempi avrebbe richiesto ore, giorni di lavoro agli studi di animazione o a una troupe sul set. L’immagine ironica spuntata sul web che vede la famosa scritta sulla collina di Los Angeles “Hollywood” sostituita da “Sorawood” è forse eccessiva ma certamente indicativa del futuro “generativo” che attende, volente o nolente, l’industria dell’audiovisivo (e non solo).</p>



<p>Conoscere almeno in linea di massima il funzionamento del modello utilizzato da Sora può aiutare a valutarlo con più razionalità e meno emotività.</p>



<p><a href="https://openai.com/research/video-generation-models-as-world-simulators">Il paper tecnico diffuso da OpenAI</a> non può forse neanche definirsi tale, visto che si tiene ben lontano dagli standard usuali del mondo accademico in fatto di rigore tecnico-scientifico e di trasparenza ma almeno cita gli studi di riferimento: leggerli può risultare molto utile per ricostruire la ricerca compiuta dal team di OpenAI (e anche per scoprire strumenti e tecniche interessanti). Inoltre conferma come i progressi compiuti <a href="https://www.adalovelaceinstitute.org/resource/foundation-models-explainer/"><em>dai modelli fondazionali (o di base, “foundation models</em>”)</a> siano dovuti alla circolazione del sapere attraverso gli articoli di ricerca tra i team internazionali &#8211; di università, centri di ricerca e aziende – impegnati in questo settore estremamente dinamico e interconnesso.</p>



<p><strong>Cerchiamo di capire come funziona Sora.</strong></p>



<p>Il modello utilizzato è una variante dei modelli “a diffusione” solitamente utilizzati per la generazione di immagini con richiesta o <em>promp</em> testuale (<em>text to image</em>).</p>



<p>Per generare immagini, vengono prima fornite al modello migliaia di immagini.</p>



<p>Il modello aggiunge quindi &#8220;rumore&#8221; rendendo via via l&#8217;immagine sempre più simile alla &#8220;nebbia statica&#8221; dei vecchi televisori. Per creare una nuova immagine, il modello segue il processo inverso: parte da questa &#8220;nebbia&#8221; ed estrae l&#8217;immagine.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.sophia.vision/wp-content/uploads/2024/02/diffusione-1.png" alt="" class="wp-image-1334"/><figcaption class="wp-element-caption">Fase del modello a diffusione (&#8220;<em>diffusion model</em>&#8220;)</figcaption></figure>



<p>Sora, però, è un “<em>diffusion transformer</em>”. Utilizza anche il transformer, il modulo principale dei modelli linguistici di grandi dimensioni (“<em>Large Language Model</em>” o LLM) utilizzato, tra gli altri, da ChatGPT. Così come in questi modelli le parole vengono suddivise in parti più piccole detti <em>tokens</em>, il video viene suddiviso in <em>patches</em>, piccole unità comunque più grandi dei pixel.</p>



<p>La scelta di usare il transformer, a detta di OpenAI e di numerosi studi e ricerche recenti, è dettata dalla maggiore scalabilità e dalle migliori performance che riesce a ottenere nella gestione e manipolazione delle immagini.</p>



<p>Si è anche verificato che addestrare questo modello con video nella loro dimensione originale produce migliori risultati, arrivando a campionare video widescreen 1920x1080p e video verticali 1080&#215;1920.</p>



<p>Abbiamo in precedenza introdotto i <em>patches</em>; questi frammenti non vengono estratti dal video originale, ma dalla sua codifica in uno spazio latente di dimensione minore.</p>



<p>Cerchiamo di spiegarci. Il video passa attraverso un autoencoder. Questa è un’architettura composta da due parti: un encoder (codificatore) che in pratica comprime il video (tipo file zip, per intenderci) temporalmente e spazialmente e un decodificatore che lo riporta al formato originale.<strong> Lo spazio latente è quello del video compresso</strong>. Per fare un esempio, un&#8217;immagine a colori 512×512 può essere compressa in un&#8217;immagine in scala di grigi 64×64 utilizzando un codificatore automatico con uno spazio latente di dimensione 64.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.sophia.vision/wp-content/uploads/2024/02/autoencoder.png" alt="" class="wp-image-1331"/><figcaption class="wp-element-caption"><em>Autoencoder</em></figcaption></figure>



<p><strong>Il modello con il suo trasformatore opera su questa versione compressa</strong>. Come rilevato in una <a href="https://arxiv.org/abs/2112.10752">ricerca citata</a> da OpenAI “<em>addestrando i modelli di diffusione su tale rappresentazione, raggiungono per la prima volta un punto quasi ottimale tra la riduzione della complessità e la conservazione dei dettagli</em>”.</p>



<p>Prima di iniziare la fase di addestramento, i video passano da un modello che crea didascalie dettagliate: <a href="https://cdn.openai.com/papers/dall-e-3.pdf">una ricerca ha dimostrato</a> che descrizioni troppo brevi e/o inesatte influiscono negativamente sulla comprensione dei prompt <em>text to image</em> (e quindi anche t2v).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.sophia.vision/wp-content/uploads/2024/02/sora-fase-di-addestramento-1.png" alt="" class="wp-image-1342"/><figcaption class="wp-element-caption">Sora &#8211; Fase di addestramento</figcaption></figure>



<p>Ricapitolando: nella fase di addestramento un video viene prima descritto nel dettaglio, poi viene “compresso”, quindi viene gradualmente trasformato &#8211; in questo spazio latente &#8211; in “nebbia”: il modello impara a decostruire, <em>patch</em> dopo <em>patch</em>, un video. Con un’operazione detta di <em>de-noising</em> lo stesso modello apprende come far riapparire il video, ricostituendolo passo dopo passo, sempre nello spazio latente: oggetti, animali, persone riemergono dalla foschia. Il modello riesce via via a generalizzare: impara a legare parole e frasi a migliaia di entità e dinamiche. In questo modo riesce, finito l’addestramento, a realizzare video partendo da una descrizione testuale e una “nebbia” fittizia. L’ultimo passaggio è attraverso il decodificatore, che sforna il video nella definizione voluta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.sophia.vision/wp-content/uploads/2024/02/sora-fase-generativa-1.png" alt="" class="wp-image-1340"/><figcaption class="wp-element-caption">Sora &#8211; Fase generativa</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video controls src="https://cdn.openai.com/tmp/s/extend_2.mp4"></video><figcaption class="wp-element-caption">Sora &#8211; Video di esempio</figcaption></figure>



<p>Come per tutte le reti neurali di questo tipo, anche il modello di Sora ha bisogno tantissimi dati (in questo caso sotto forma di video) per essere addestrato. Da dove provengono questi video? OpenAI non mantiene fede al suo nome e non rivela le fonti dei suoi dataset. Si sospetta che siano stati usati dati sintetici come video da motori di simulazione come Unreal, ma non è affatto da escludere l’utilizzo massiccio di video da piattaforme come Youtube.</p>



<p>Oltre che generare video della durata di circa un minuto da un testo, Sora può anche animare un’immagine, estendere un video indietro o avanti nel tempo, editarlo cambiandone per esempio sfondo o contesto, fondere due video ricavandone un video “chimera”. Vi invito <a href="https://openai.com/research/video-generation-models-as-world-simulators">a guardare gli esempi nella pagina di approfondimento di OpenAI</a>.</p>



<p>Le capacità emergenti, quelle non direttamente volute ma che appaiono grazie all’apprendimento su larga scala sono particolarmente intriganti. Sempre citando il paper “<em>Sora può generare video con movimento dinamico della fotocamera. Mentre la telecamera si sposta e ruota, le persone e gli elementi della scena si muovono in modo coerente attraverso lo spazio tridimensionale.</em>” Persone, animali e oggetti riappaiono dopo essere stati momentaneamente nascosti. Le azioni hanno un effetto sul mondo ricreato: se si addenta un biscotto, questo appare mangiucchiato, se si dipinge, il quadro si modifica.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video controls src="https://cdn.openai.com/tmp/s/simulation_4.mp4"></video><figcaption class="wp-element-caption">Sora &#8211; Video di esempio: interazione con il mondo</figcaption></figure>



<p>I video di esempio mostrati sono notevoli, anche se presentano, com’è normale da uno strumento appena nato, diverse imperfezioni. Artisti ed esperti videomaker stanno lavorando dietro le quinte per dare feedback al team di OpenAI. Solo quando reso disponibile e ci sarà quindi la possibilità di testarlo si potrà valutare il grado di innovazione che porterà nel settore audiovisivo e cinematografico. Sospetto sarà alto.</p>

<p>Originariamente pubblicato sul sito di SophIA &#8211; Laboratorio cine-audiovisivo di Intelligenza Artificiale.</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/sora-la-nuova-lanterna-magica/">Sora, la nuova lanterna magica</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
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