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	<title>comunicazione | Federico Bo</title>
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	<description>Intelligenza Artificiale, Blockchain, NFT, metaverso e altre visioni</description>
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		<title>La fonte perduta (dell&#8217;informazione)</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/la-fonte-perduta-dellinformazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 09:32:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>So di essere vagamente retrò ma scrivere sui social post, anche lunghi, ripresi o copiati da fonti d'informazione senza citarle e inserire il link mi sembra molto scorretto.</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/la-fonte-perduta-dellinformazione/">La fonte perduta (dell’informazione)</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>So di essere vagamente rétro ma scrivere sui social post, anche lunghi, ripresi o copiati da fonti d&#8217;informazione senza citarle e inserire il link mi sembra molto scorretto.</p>



<p>Lo fanno professionisti (e non) di ogni genere, anche con cariche, qualifiche ruoli importanti/altisonanti. Non sfuggono a questa pratica figure operanti nel settore della comunicazione e del giornalismo.</p>



<p>Molti non leggono più (se mai lo hanno fatto) testi strutturati e non frammentati,  giornali, libri, siti, magazine, blog e fonti informative autorevoli (sì, esiste ancora l&#8217;autorevolezza) dentro e fuori dal web, in italiano e in inglese. Di conseguenza, non sanno quale sia l&#8217;origine della notizia o dell&#8217;informazione che leggono sul post e non ne sanno riconoscere la natura di notizia o informazione riportata.</p>



<p>Alcuni, invece, non si pongono il problema &#8220;etico&#8221;: gli interessa l&#8217;informazione. Originale o copia &#8220;nascosta&#8221;, con o senza link, basta che lo interessi o lo colpisca.</p>



<p>I post di questo tipo possono avere anche molto riscontro, tra &#8220;consiglia&#8221; e commenti. L&#8217;autore ne trae un vantaggio in termini di &#8220;popolarità&#8221; maggiore rispetto a quello che avrebbe se avesse citato la font, perché identificato dai più come unico autore del contenuto visto come originale, nel doppio senso di &#8220;primo&#8221; e &#8220;innovativo&#8221;.</p>



<p>Questo per le dinamiche che avvengono nelle community, anche quelle teoricamente un po&#8217; più attente ai contenuti nel loro insieme come LinkedIn.</p>



<p>Se oltre a indicare il link alla fonte, non copia, usa il &#8220;virgolettato&#8221;, se fa una sintesi o sottolinea un passaggio del contenuto originale l&#8217;autore del post ha tutta la mia attenzione e il mio rispetto, nonché l&#8217;indicazione che si tratta di una persona attenta, etica e forse persino interessata a condividere la cultura dell&#8217;informazione.</p>



<p>Ma io non sono community.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><em>Immagine: Greg Peterson, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons</em></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/la-fonte-perduta-dellinformazione/">La fonte perduta (dell’informazione)</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Taccuino digitale #10 &#8211; Europa e platform economy, blockchain e criptovalute fuor di metafora</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/taccuino-digitale-10-europa-e-platform-economy-blockchain-e-criptovalute-fuor-di-metafora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 16:44:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>
		<category><![CDATA[blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[criptovalute]]></category>
		<category><![CDATA[digital art]]></category>
		<category><![CDATA[esobiologia]]></category>
		<category><![CDATA[platform economy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Osservatorio UE per la platform economy ha appena rilasciato due report. Blockchain per digital art e sanità.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="wp-block-heading">Rapporto UE sulla platform economy</h3>



<p>L&#8217;Osservatorio UE per la <em>platform economy</em> ha appena rilasciato due report.<br>Il primo rapporto, &#8220;<em>Uncovering blind spots in the policy debate on platform power</em>&#8220;, fa il punto, attraverso un approccio multidisciplinare, dei punti di forza e debolezza di quest&#8217;architettura di business.<br>Il secondo è un caso di studio:&#8221;<em>Market power and transparency in open display advertising</em>&#8220;.</p>



<p>Fonte: <a href="https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/expert-group-eu-observatory-online-platform-economy-final-reports" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/expert-group-eu-observatory-online-platform-economy-final-reports">Expert Group for the EU Observatory on the Online Platform Economy: Final reports</a> (europa.eu)</p>



<h3 class="wp-block-heading">La digital art si tinge di blockchain</h3>



<p>La famosa casa d&#8217;aste Christie&#8217;s metterà in asta un collage digitale &#8211; EVERYDAYS: THE FIRST 5000 DAYS &#8211; realizzato a partire dal 2007 dall&#8217;artista Beeple con un NFT (Non-fungible token) come garanzia di autenticità. Le offerte potranno essere in <a href="https://www.linkedin.com/feed/hashtag/?keywords=ether&amp;highlightedUpdateUrns=urn%3Ali%3Aactivity%3A6769650147283525633">ether</a>.</p>



<p>Fonte: <a href="https://www.christies.com/features/Monumental-collage-by-Beeple-is-first-purely-digital-artwork-NFT-to-come-to-auction-11510-7.aspx?sc_lang=en&amp;lid=1">Beeple’s opus</a> (Christies.com)</p>



<h3 class="wp-block-heading">La metafora delle criptovalute</h3>



<p>E&#8217; curioso come in un libro dedicato all&#8217;esobiologia e a come poter (eventualmente) comunicare con specie aliene si faccia un riferimento alle <a href="https://www.linkedin.com/feed/hashtag/?keywords=criptovalute&amp;highlightedUpdateUrns=urn%3Ali%3Aactivity%3A6769926329505746945">criptovalute</a>.<br>Eventuali mutazioni vantaggiose che si trasferissero immediatamente alle nuove generazioni (alla Lamarck) sarebbero utili a una specie? L&#8217;autore del libro &#8220;<a href="https://www.amazon.it/gp/product/B08WKGBW82/ref=ppx_yo_dt_b_d_asin_title_o01?ie=UTF8&amp;psc=1"><em>Guida galattica per naturalisti: Cosa gli animali ci dicono sull&#8217;universo</em></a>&#8221; (il Saggiatore, 2021), il naturalista e astrobiologo Arik Kershenbaum risponde così: &#8220;<em>Se l&#8217;ambiente è in rapida mutazione, cambiare in continuazione è rischioso. E&#8217; come se si investisse continuamente in ogni criptovaluta: più che la strada verso la ricchezza, un vicolo cieco.</em>&#8220;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Passaporto sanitario e blockchain</h3>



<p>La tecnologia blockchain può fornire un contributo significativo per la realizzazione di un passaporto vaccinale digitale.<br>Dalla Digital Health Pass initiative di IBM al progetto open Good Health Pass Collaborative ad altri, compresa un&#8217;iniziativa dell&#8217; OMS.</p>



<p>Fonte: <a href="https://www.protocol.com/manuals/transforming-2021/vaccine-passports-safe-travel-covid" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Blockchain, QR codes and your phone: the race to build vaccine passports</a> (Protocol)</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/taccuino-digitale-10-europa-e-platform-economy-blockchain-e-criptovalute-fuor-di-metafora/">Taccuino digitale #10 – Europa e platform economy, blockchain e criptovalute fuor di metafora</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Una gita al PARC</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/una-gita-al-parc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2014 13:28:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Studi]]></category>
		<category><![CDATA[always on]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[etnografia]]></category>
		<category><![CDATA[multitasking]]></category>
		<category><![CDATA[parc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa bolle in pentola al PARC (ex Xerox PARC), uno dei centri di ricerca tecnologica più famosi (e più sfortunati, commercialmente parlando) del mondo? Tra i progetti in collaborazione con grandi aziende od organizzazioni statali ne segnalo due. Per conto della Sony al PARC si conduce uno studio etnografico per capire le nuove modalità di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_233" aria-describedby="caption-attachment-233" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/05/communication_by-Alexander-Rentsch.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-233" alt="by Alexander Rentsch - via Flickr CC BY-NC-ND 2.0 " src="http://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/05/communication_by-Alexander-Rentsch.jpg" width="1024" height="683" srcset="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/05/communication_by-Alexander-Rentsch.jpg 1024w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2014/05/communication_by-Alexander-Rentsch-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-233" class="wp-caption-text">by Alexander Rentsch &#8211; via Flickr CC BY-NC-ND 2.0</figcaption></figure></p>
<p>Cosa bolle in pentola al <a title="PARC" href="https://www.parc.com/" target="_blank">PARC (ex Xerox PARC)</a>, uno dei centri di ricerca tecnologica più famosi (e più sfortunati, <a href="http://www.forbes.com/sites/chunkamui/2012/08/01/the-lesson-that-market-leaders-are-failing-to-learn-from-xerox-parc/" target="_blank">commercialmente parlando</a>) del mondo?</p>
<p><a href="https://www.parc.com/services/case-studies.html" target="_blank">Tra i progetti in collaborazione con grandi aziende od organizzazioni statali</a> ne segnalo due.</p>
<p>Per conto della <strong>Sony</strong> al PARC si conduce uno studio etnografico per capire le nuove modalità di interazione e condivisione della generazione &#8220;a<em>lways on&#8221;</em>. Studiando &#8211; attraverso dei video &#8211; gruppi di persone (famigliari e/o amici) che interagiscono di persona o attraverso i vari <em>devices </em>oggi disponibili si è arrivati ad individuare un fenomeno chiamato &#8220;<em>channel blending</em>&#8221; (<em>to blend</em>: fondere, mescolare) ovvero</p>
<blockquote><p>l&#8217;integrazione delle interazioni e dei contenuti tra molteplici dispositivi e canali di comunicazione in un&#8217;unica conversazione coerente.</p></blockquote>
<p>Si potrebbe vedere questo fenomeno come parte del più ampio insieme del <em>multitasking</em> ma i ricercatori lo considerano all&#8217;<span style="text-decoration: underline;">opposto</span>, in quanto &#8220;ricompone&#8221; l&#8217;attenzione partendo da stimoli frammentati e distribuiti.</p>
<p>In questo contesto emergono alcune considerazioni:</p>
<ul>
<li>la sfida è quella di mantenere uno spazio comune (sia pure composito) per le interazioni del gruppo</li>
<li>la condivisione non è un evento unico per lo stesso contenuto: si possono avere più condivisioni in diversi momenti, su diversi canali indirizzati a diversi gruppi.</li>
<li>spesso si considera l&#8217;individuo come solo nello spazio con un singolo dispositivo. Ma in generale uno scenario più comune è quello di un gruppo di persone riunite in un unico luogo fisico che interagiscono tra di loro e, mediante più dispositivi con altri gruppi distanti. In questo contesto spesso un individuo assurge al ruolo di &#8220;pivot&#8221; (moderatore) per riunire tutti i frammenti di contenuto in un&#8217; unica conversazione.</li>
</ul>
<p>Una ricerca etnografica simile è stata condotta con un team di antropologi di<strong> Motorola</strong>.</p>
<p>Lo scopo della ricerca è quello di comprendere e definire il confine tra le interazioni faccia-a-faccia e quelle remote per implementare nuove funzionalità sui dispositivi mobili in grado di migliorare la gestione delle relazioni sociali.</p>
<p>Si sono studiati diversi gruppi &#8211; con diverse composizioni demografiche e geografiche &#8211; con metodi che vanno dalle interviste semi-strutturate alle osservazioni, dai diari foto e video alle registrazioni di conversazioni telefoniche. Applicando la &#8220;<em>grounded theory affinity analysis</em>&#8221; (<a href="http://www.methods.manchester.ac.uk/events/whatis/gt.pdf" target="_blank">qui una descrizione della teoria (pdf)</a>) si è evidenziata la necessità di passare da una progettazione basata sul mittente a quella basata sul destinatario, da una incentrata sui meccanismi a una centrata sul messaggio e da una finalizzata all&#8217;invio di &#8220;fatti&#8221; a una costruita intorno alla condivisione di &#8220;storie&#8221;.</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/una-gita-al-parc/">Una gita al PARC</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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