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	<title>ecommerce | Federico Bo</title>
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	<description>Intelligenza Artificiale, Blockchain, NFT, metaverso e altre visioni</description>
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		<title>Brick and Bit: annullare i confini delle attività commerciali tra on e offline</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/brick-and-bit-annullare-i-confini-tra-on-e-offline-per-le-attivita-commerciali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jun 2017 09:01:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Occorre ripensare il modo di gestire un’attività commerciale sfruttando in maniera decisa i benefici che tecnologia e mondo digitale mettono a disposizione per rinnovare l’esperienza di visita e acquisto dei clienti in un negozio fisico</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa sono andato in un piccolo centro commerciale della mia cittadina, Formia. Al reparto casa ho adocchiato un paio di piccoli quadri d’arredamento. Chiedo alla signora che gestisce il punto vendita se ve ne sono altri disponibili o se è possibile consultare un catalogo (anche online) e farne arrivare uno. Mi risponde che non c’è un catalogo disponibile e che comunque non è possibile ordinare solo un quadro.</p>
<p>Sono tornato a casa, sono andato su un  sito di design scandinavo per la casa e ho ordinato un poster dalla Finlandia. 5 giorni dopo era appeso in casa mia.</p>
<p>Questo è un esempio di negoziante che non comprende il modo di fare acquisti nel 2017 da parte di clienti ormai evoluti.</p>
<p><strong>Emiliano Rantucci,</strong> Vice President e Responsabile <em>Consumer Products &amp; Retail</em> di <a href="https://www.it.capgemini.com/">Capgemini Italia</a> (che ha pubblicato un report &#8211; <em><a href="http://www.datamanager.it/2017/01/levoluzione-dei-punti-vendita-negozi-del-futuro-saranno-piu-digitali-coinvolgenti/">segnalato dal sito datamanager.it</a> &#8211;</em> intitolato &#8220;<em>Making the Digital Connection: Why Physical Retail Stores Need a Reboot&#8221;</em><em>)</em>, ha dichiarato: “Gli acquirenti sono sempre più lontani dall’esperienza in-store, ed è facile capire perché. <strong>La maggior parte dei negozi fisici rimane testardamente offline, incapace di offrire la velocità, la flessibilità e la facilità d’uso che i consumatori si aspettano dai siti web.</strong>”</p>
<p>Competere con gli <em>stores online</em> non è facile ma è necessario per riguadagnare competitività e rimanere nel mercato.</p>
<p>Occorre ripensare il modo di gestire un’attività commerciale sfruttando in maniera decisa i benefici che tecnologia e mondo digitale mettono a disposizione per rinnovare l’esperienza di visita e acquisto dei clienti in un negozio fisico (“<em>Brick and Mortar</em>”, di mattoni e malta secondo un’espressione americana).</p>
<p><strong>L’integrazione tra spazi online (come sito e canali social) e punti vendita deve essere sempre più stretta, fino a far sfumare i confini tra i due luoghi.</strong></p>
<p>I potenziali clienti già hanno abbattuto queste barriere: fanno ricerche online prima e durante gli acquisti (secondo Google più dell&#8217;80% dei possessori di smartphone fa ricerche <strong>all&#8217;interno</strong> dei negozi) nei negozi, comprano via internet e ritirano di persona nell’esercizio commerciale (“<em>click and collect</em>”) o, al contrario, valutano il prodotto nel negozio fisico e lo acquistano online.</p>
<p>L’investimento deve essere indirizzato quindi a:</p>
<ul>
<li>favorire l’esperienza utente senza soluzione di continuità attraverso tutti i canali e gli spazi, on e offline, riducendo ogni possibile “attrito”</li>
<li>raccogliere e analizzare le abitudini di acquisto dei clienti per ottimizzare la sistemazione degli articoli e le iniziative promozionali</li>
<li>ridurre i costi con una riprogettazione della catena di fornitura e della gestione magazzino</li>
<li>coinvolgere dei collaboratori e degli assistenti alle vendite in questa trasformazione.</li>
</ul>
<p>Ci sono due considerazioni da fare. La prima è che non basta avere una pagina Facebook, magari trascurata, o un sito con qualche foto per avere la possibilità di competere nel mondo del commercio del secondo decennio del XXI secolo. La seconda è che gli investimenti necessari possono non essere così onerosi: con una progettazione e pianificazione attenta anche piccole realtà possono “digitalizzarsi”.</p>
<p>Nei prossimi post analizzeremo più nel dettaglio alcune strategie e strumenti del negozio <em>Brick and Bit</em> (mattoni e bit, questa l’ho inventata io…).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Nella foto: <em><a href="https://www.behance.net/gallery/53238835/boutique-iris-setlakwe">Boutique Iris Setlakwe &#8211; progetto humà design </a></em></h5>The post <a href="https://www.federicobo.eu/brick-and-bit-annullare-i-confini-tra-on-e-offline-per-le-attivita-commerciali/">Brick and Bit: annullare i confini delle attività commerciali tra on e offline</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Dai negozi all&#8217;ecommerce ai pop up store</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/dai-negozi-allecommerce-ai-pop-up-store/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 08:42:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evoluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[pop up store]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo post è stato originariamente pubblicato su Pinguino Mag I negozi temporanei non sono più una novità, anche in Italia. Spazi di vendita che durano al più pochi mesi sono presenti da tempo nella Stazione Termini di Roma, solo per fare un esempio. La novità che sta prendendo piede negli Stati Uniti e in genere [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/dai-negozi-allecommerce-ai-pop-up-store/">Dai negozi all’ecommerce ai pop up store</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3628 aligncenter" src="http://www.pinguinomag.it/wp-content/uploads/2015/01/BeFunky_style-council-ofs.jpg.jpg" alt="Dai negozi all'ecommerce ai pop up store" width="580" height="573" /></p>
<p><em>Questo post è stato originariamente pubblicato su <a title="Pinguinomag" href="http://www.pinguinomag.it/?p=3514" target="_blank">Pinguino Mag</a></em></p>
<p>I <a title="negozi temporanei" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Negozio_a_tempo" target="_blank">negozi temporanei</a> non sono più una novità, anche in Italia. Spazi di vendita che durano al più pochi mesi sono presenti da tempo nella<strong> Stazione Termini</strong> di Roma, solo per fare un esempio.</p>
<p>La novità che sta prendendo piede negli Stati Uniti e in genere nei paesi anglosassoni è quella dei<strong> negozi a tempo &#8211;<em>pop up store</em> o <em>pop up shop</em> &#8211; utilizzati da venditori che operano online</strong>; sono luoghi che consentono di infrangere la barriera del virtuale e di creare un contatto ravvicinato, fisico, tra clienti, prodotti e operatori di vendita.</p>
<p>In questi negozi &#8220;flash&#8221; (possono esser aperti anche solo mezz&#8217;ora) può venire esposta merce di tutti i tipi, <a title="zappos" href="http://www.bizbash.com/real-simple-magazines-pop-shop-online-retailer-zappos-brought-key/gallery/82903#.VKquGsniTCY" target="_blank">sia come selezione di prodotti acquistabili online</a> &#8211; come vestiti, occhiali, preservativi&#8230; &#8211; sia gadget creati appositamente per pubblicizzare siti e app di ogni genere, così come ha fatto di recente<a title="pop up shop di Line" href="http://www.mobilecommercedaily.com/line-crosses-into-real-world-retail-with-ny-pop-up-store" target="_blank"> il servizio di <em>social messaging</em> asiatico Line a New York.</a></p>
<p>Tra marketing, riaggancio con il territorio e esplorazione di nuove possibilità di business i <em>pop up store</em> permettono anche di creare nuovi usi per spazi urbani anche piccoli, ma collocati in punti strategici. Su <a title="npr" href="http://www.npr.org/templates/transcript/transcript.php?storyId=373128454" target="_blank">npr.org vi è una breve ma interessante intervista</a> con un intraprendente imprenditore, Joel LaPadula, che ha aperto un &#8220;<em>corner shop</em>&#8221; che <strong>giorno dopo giorno o anche ora dopo ora cambia destinazione d&#8217;uso e categoria merceologica</strong>: affitta lo spazio soprattutto a venditori online che vogliono esporre i loro prodotti ma il locale può diventare un bar, un ristorante, ospitare una conferenza stampa e molte altre attività. Sola condizione è che siano temporanee.</p>
<p>Conoscete esempi del genere in Italia?</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/dai-negozi-allecommerce-ai-pop-up-store/">Dai negozi all’ecommerce ai pop up store</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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