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	<title>IPFS | Federico Bo</title>
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	<description>Intelligenza Artificiale, Blockchain, NFT, metaverso e altre visioni</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Jun 2022 09:13:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Appunti sulla notarizazzione tramite blockchain</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/appunti-sulla-notarizazzione-tramite-blockchain/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 09:12:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[firma digitale]]></category>
		<category><![CDATA[IPFS]]></category>
		<category><![CDATA[notarizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[timestamping]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si notarizzano i documenti su blockchain?</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/appunti-sulla-notarizazzione-tramite-blockchain/">Appunti sulla notarizazzione tramite blockchain</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La blockchain permette la notarizzazione dei file. Cosa significa? Ogni transazione su blockchain ha una data e un orario associato ed è inalterabile. Sfruttando questqueste caratteristiche si può fare il timestamping di un file, quale esso sia (testo, immagine, audio ecc).</p>



<p>Perché si parla di notarizzazione e non di certificazione? Perché la notarizzazione stabilisce solo che un dato (file) sia stato registrato in una certa data garantendone durabilità e leggibilità ma non la veridicità.</p>



<p>Nota: qualcuno inverte le definizioni, affermando che la blockchain consente la certificazione ma non la notarizzazione ma il concetto resta lo stesso: con la blockchain si garantisce solo l’esistenza dell’informazione (vera o falsa che sia) a partire da quella data e la sua immutabilità nel tempo.</p>



<p>Si può aggiungere un livello, quello della firma digitale a monte, anche multipla, per “convalidare” un documento: per esempio tramite SPID gli interessati possono “firmare” il documento (file) che viene poi notarizzato con blockchain. Questa operazione, sia pure legittima e utile, introduce però un elemento esterno alla</p>



<p>Sulla validità legale vi sono diversi pareri. Per il timestamping dovrebbe valere il D.L. 14 dicembre 2018, n. 135, convertito in legge con L. 11 febbraio 2019, n. 12 che include la blockchain come strumento ammissibile per la timbratura temporale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come avviene la notarizzazione?</h2>



<p>Ci sono almeno un paio di metodi ma nessuno prevede che il file sia caricato sulla blockchain.</p>



<p>Con il primo viene fatto l’hash del documento. È questo, una stringa di lunghezza fissa che rappresenta l’impronta digitale del documento, che viene memorizzata su blockchain con una transazione. Per verificare se, poniamo, un pdf è l’originale occorre effettuarne l’hash (con lo stesso algoritmo) e confrontarlo con quello depositato in blockchain: se nel pdf è stata cambiata anche solo una virgola (anche solo un bit, in realtà) l’hash risulterà diverso da quello in blockchain.</p>



<p>Si può, insieme all’hash, memorizzare un puntatore alla locazione del file (come per gli NFT): il file potrà risiedere su un server, in cloud o su IPFS (sistema decentralizzato di storage dei file). Se il file sparisce, però, l’hash non servirà a nulla e questo vale anche per il primo metodo.</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/appunti-sulla-notarizazzione-tramite-blockchain/">Appunti sulla notarizazzione tramite blockchain</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>5 domande scomode sugli NFT. Con risposte.</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/5-domande-scomode-sugli-nft-con-risposte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 15:31:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[collectibles]]></category>
		<category><![CDATA[cryptoart]]></category>
		<category><![CDATA[digital art]]></category>
		<category><![CDATA[IPFS]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcune questioni cruciali sugli NFT rimangono opache. Proviamo a rispondere a qualche domanda.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Comprare un NFT significa comprare il bene associato (per esempio l’opera artistica digitale)?</strong></p>



<p>Quando un utente acquista un NFT, acquista il token, non l’asset digitale collegato. L’acquisto del token <em>può</em> includere, come diritto associato, il trasferimento di proprietà del file o dell’asset digitale ma dipende dai termini di vendita di quel particolare NFT (e della piattaforma su cui viene venduto).</p>



<p><strong>Chi acquista un NFT e l’opera digitale collegata diventa detentore del copyright sull’opera?</strong></p>



<p>No, l’autore mantiene il copyright sull’opera e presumibilmente una copia dell’opera. Se acquistiamo un libro non acquisiamo i diritti sul contenuto.</p>



<p><strong>Il protocollo ERC-721 permette all’artista (o comunque al primo che ha collegato un NFT all’opera digitale) di ricevere percentuali sulle vendite successive alla prima, nel mercato secondario?</strong></p>



<p>Non come standard.</p>



<p><a href="https://eips.ethereum.org/EIPS/eip-2981">C’è la proposta</a> di creare un ERC-721 Royalty Standard con queste caratteristiche.</p>



<p>Attualmente vi sono piattaforme come Zora e Foundation che permettono di avere percentuali nel mercato secondario ma <strong>all’interno della stessa piattaforma</strong>. È un punto importante. Uno standard come quello in discussione consentirebbe di ricevere queste percentuali in qualsiasi mercato secondario (ovviamente basato su Ethereum).</p>



<p><strong>Dove sono memorizzati i file (opere digitali)? Nella blockchain?</strong></p>



<p>Nella maggior parte dei casi no. Memorizzare dati su Ethereum (su cui è basato lo standard ERC-721) costa molto.</p>



<p>I file con le opere e i metadati associati sono memorizzati su server proprietari (delle piattaforme) o su cloud sempre gestiti da piattaforme che operano il <em>minting</em> (conio) e la compravendita degli NFT. </p>



<p>Nell&#8217;NFT un campo contiene l&#8217;URL, l&#8217;indirizzo dove risiede l&#8217;opera. Update 16/04/2021 Da notare che questo indirizzo può cambiare nel corso del tempo, come tutti i metadati associati (<a href="https://eips.ethereum.org/EIPS/eip-721" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è prevista come possibilità nella definizione ufficiale dello standard</a>).</p>



<p>Non si hanno ancora risposte chiare su cosa succeda se un malfunzionamento del server causi la perdita dell&#8217;opera o nel caso di fallimento della società che gestisce la piattaforma.</p>



<p><strong>I file (opere digitali) caricati nell’IPFS sono memorizzati in più nodi di questa rete?</strong></p>



<p>Non è detto.</p>



<p>L&#8217;<a href="https://blog.infura.io/an-introduction-to-ipfs/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IPFS</a> è una rete aperta e distribuita tra più nodi dove è possibile memorizzare file digitali (ricercabili attraverso il loro <em>hash</em>, una specie di &#8220;impronta digitale&#8221; univoca).</p>



<p>Ma il file viene caricato inizialmente solo su un nodo. Solo se altri nodi ne fanno richiesta il file viene duplicato su questi nodi. Si può “forzare” la richiesta attraverso servizi come <a href="https://pinata.cloud/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pinata</a> e <a href="https://infura.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Infura</a>.</p>



<p>Se non si effettua questa sorta di backup, si rischia di perdere l&#8217;opera, se l&#8217;unico nodo su cui è memorizzata scompare.</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/5-domande-scomode-sugli-nft-con-risposte/">5 domande scomode sugli NFT. Con risposte.</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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