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	<title>realtà aumentata | Federico Bo</title>
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	<description>Intelligenza Artificiale, Blockchain, NFT, metaverso e altre visioni</description>
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		<title>Il futuro delle sale cinematografiche. Tra esperienze tecno-immersive (aspettando il metaverso) e &#8220;boutique&#8221; intime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 07:58:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[realtà aumentata]]></category>
		<category><![CDATA[realtà virtuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le sale cinematografiche dovranno trasformarsi, per sopravvivere, in centri di attività esperienziali veicolate da socialità e alta tecnologia</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/il-futuro-delle-sale-cinematografiche-tra-esperienze-tecno-immersive-aspettando-il-metaverso-e-boutique-intime/">Il futuro delle sale cinematografiche. Tra esperienze tecno-immersive (aspettando il metaverso) e “boutique” intime</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si possono salvare le sale cinematografiche dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Distruzione_creativa" target="_blank" rel="noopener" title="">distruzione &#8220;creativa&#8221;</a> causata dalle piattaforme di streaming e dalle nuove forme di intrattenimento che il metaverso farà emergere? </p>



<p>La sala cinematografica ha più di centoventi anni. Sembra che mio nonno a Trieste ne aprì una insieme a James Joyce agli inizi del &#8216;900. </p>



<p>La struttura delle sale, ripresa dai teatri, è rimasta sostanzialmente invariata. Vi sono state innovazioni tecniche, il sonoro, il colore, il Dolby e alcune innovazioni architetturali passeggere o meno, come i drive-in e le multisale.</p>



<p>I cinema sono un luogo dove la socialità si manifesta in maniera discreta, anche attraverso il silenzio condiviso.</p>



<p>Su <a href="https://www.fastcompany.com/90809254/wakanda-forever-cannot-save-movie-theaters-but-this-plan-might?partner=rss&amp;utm_source=feedly&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=rss+fastcompany" target="_blank" rel="noopener" title="">un post di Fast Company</a> si legge:</p>



<p><em>I cinema non sono solo gigantesche scatole di cemento, un capannone con un proiettore, ma potenti contratti sociali. In quale altro posto le persone (generalmente) accettano di mettere via i loro telefoni e (generalmente) si siedono in silenzio per un paio d&#8217;ore se non, forse, in chiesa?</em></p>



<p><em>Le sale cinematografiche bilanciano lo spettacolo immersivo dell&#8217;arte e della tecnologia con la rete emotiva di una folla. Quando ci sediamo in un cinema, l&#8217;arte è in realtà plasmata dal luogo.</em></p>



<p>Andiamo alla ricerca di mondi virtuali per esperienze condivise e coinvolgenti (anzi, avvolgenti) ma i cinema sono già da molto tempo &#8220;<em>un&#8217;ancora in situ per altre realtà</em>.&#8221;</p>



<p>Come cercare di salvare queste agorà in cui l&#8217;intrattenimento si fa socialità?</p>



<p>Qualche tempo fa avevo immaginato che almeno alcuni cinema potessero trasformarsi in portali, hub di primo contatto con il metaverso. Una ridefinizione dello spazio, visori,<em> ledwall</em> e dispositivi aptici potrebbero creare esperienze in tempo reale tra le persone in loco e quelle distanti, in luoghi analoghi ma lontani, in altre città, paesi, continenti. Esperienze ludiche, culturali, artistiche. Ma anche lezioni universitarie aumentate, workshop evoluti, raduni religiosi metauniversali.</p>



<p>Mark Wilson, autore dell&#8217;articolo citato, individua una soluzione che si avvicina a quella descritta. Le multisale dovrebbero ridurre il numero&#8230;delle sale per far posto a megaschermi (PLF o Premium Large Format) tipo Imax che coinvolgano, magari, anche la visione periferica (come la <a href="https://www.icetheaters.com/discover-ice-experience/ice-theaters-glance" target="_blank" rel="noopener" title="">tecnologia <em>ICE IMMERSIVE</em>®</a> sviluppata in Francia). </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/ICE-cinema-scaled.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/ICE-cinema-1200x800.jpg" alt="" class="wp-image-4217" srcset="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/ICE-cinema-1200x800.jpg 1200w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/ICE-cinema-744x496.jpg 744w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/ICE-cinema-420x280.jpg 420w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/ICE-cinema-768x512.jpg 768w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/ICE-cinema-1536x1024.jpg 1536w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/ICE-cinema-2048x1365.jpg 2048w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/ICE-cinema-640x427.jpg 640w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/ICE-cinema-840x560.jpg 840w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://www.icetheaters.com/discover-ice-experience/ice-theaters-glance" target="_blank" rel="noopener" title=""><em>ICE IMMERSIVE</em>®</a></figcaption></figure>



<p>Negli Stati Uniti questa tipologia di sale è l&#8217;unica a essere tornata nel 2022, come ricavi, a livelli pre-pandemia. Tecnologie avanzate per il sonoro, <a href="https://www.d-box.com/en" target="_blank" rel="noopener" title="">poltrone aptiche (come le D-box</a>) e sistemi come il <a href="https://variety.com/2022/artisans/news/what-is-4dx-movie-theaters-moving-seats-1235333619/" target="_blank" rel="noopener" title="">4DX che introducono effetti fisici in sala</a> (macchine del vento, luci stroboscopiche, simulazione della neve (schiuma), odori di fumo e un dispositivo all&#8217;interno dei sedili che si spinge nelle spalle dei membri del pubblico) possono inoltre garantire un coinvolgimento propedeutico al metaverso. </p>



<p>Bisogna considerare, per inciso, che è in atto una &#8220;guerra&#8221; ideologica tra Hollywood e Silicon Valley su come saranno realizzati e fruiti i contenuti di prossima generazione, i successori dei film, non più visualizzati su uno schermo 2D ma inglobati in esperienze 3D fisico-virtuali (o 4D, come abbiamo visto).</p>



<p>Altre possibilità di sopravvivenza, soprattutto per i piccoli cinema, sono gli eventi in <em>live streaming</em>, come concerti, balletti, opere che attraggono nuovi tipi di pubblico. <a href="https://www.boxofficepro.com/to-the-rescue-technology-helps-cinemas-compete-in-a-post-pandemic-climate/" target="_blank" rel="noopener" title="">Anche un piccolo investimento nella tecnologia per conferenze in remoto può consentire di trasformare il cinema in uno spazio di presentazione con funzionalità di visualizzazione remota per riunioni e workshop</a>. Gli spazi dovrebbero essere divisibili e modulabili, permettendo per esempio di sostituire o eliminare temporaneamente le poltrone e aggiungere monitor per tornei di e-sport o installazioni artistiche (mostre di NFT?) e interattive.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/Event.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/Event.jpg" alt="" class="wp-image-4211" srcset="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/Event.jpg 1024w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/Event-744x558.jpg 744w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/Event-420x315.jpg 420w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/Event-768x576.jpg 768w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/Event-640x480.jpg 640w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/11/Event-840x630.jpg 840w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://4work.co.nz/project/event-cinemas-newmarket/" target="_blank" rel="noopener" title="">Progetto di <sup>4</sup>WoRK</a> (Australia)</figcaption></figure>



<p>In Italia, diversi cinema, come <a href="https://cinematroisi.it/il-progetto/" target="_blank" rel="noopener" title="">il Troisi a Roma</a> (continuatore dell&#8217;esperienza del cinema America), fanno leva sulla comunità locale offrendole uno spazio multifunzionale tecnologicamente avanzato in grado di ospitare mostre ed eventi oltre che aula studio e foyer bar.</p>



<p>In Inghilterra, Australia e Asia stanno riscuotendo successo i <a href="https://cineguru.screenweek.it/2022/07/everyman-il-successo-dei-cinema-boutique-nel-regno-unito-34225/" target="_blank" rel="noopener" title="">cinema boutique</a>, piccole sale simili a salotti o club esclusivi in cui <a href="https://4work.co.nz/project/event-cinemas-newmarket/" target="_blank" rel="noopener" title="">arredamento e design assumono un ruolo determinante</a>. </p>



<p>Come sempre, sopravvivere significa evolvere: le sale cinematografiche dovranno trasformarsi in centri di attività esperienziali veicolate da socialità e alta tecnologia. </p>



<p></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/il-futuro-delle-sale-cinematografiche-tra-esperienze-tecno-immersive-aspettando-il-metaverso-e-boutique-intime/">Il futuro delle sale cinematografiche. Tra esperienze tecno-immersive (aspettando il metaverso) e “boutique” intime</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Come sarà il metaverso? Ecco l’opinione di 600 esperti (Pew Research Center)</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/come-sara-il-metaverso-ecco-lopinione-di-600-esperti-pew-research-center/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2022 09:20:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[realtà aumentata]]></category>
		<category><![CDATA[realtà virtuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il metaverso potrebbe inizialmente essere "un posto da frequentare" e il quotidiano avvolto da AR e AI.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="7ce0">Nel 2040 il metaverso sarà integrato nel nostro quotidiano? O sarà un orizzonte ancora lontano e indefinito? Ci immergeremo nel non luogo definitivo per lavoro, divertimento, per socializzare, amare, curarci, fare shopping? Oppure i mondi virtuali rimarranno nicchie esotiche frequentate da gamers, esploratori, addetti a particolari lavori e professioni?</p>



<p id="3b73"><a href="https://www.pewresearch.org/internet/wp-content/uploads/sites/9/2022/06/PI_2022.06.30_Metaverse-Predictions_FINAL.pdf" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Il Pew Research Center e l’Elon University hanno realizzato una ricerca specifica, inviando un questionario</a> a più di 600 esperti del digitale (ricercatori, studiosi, imprenditori) provenienti soprattutto dagli Stati Uniti e da altri paesi, in gran parte occidentali: le duecento pagine del rapporto integrale, con i commenti estesi dei partecipanti, sono un’ottima fonte di informazioni e di riflessioni sul tema.</p>



<p id="af90">La domanda chiave è stata: “Entro il 2040 il metaverso sarà o non sarà un aspetto della vita quotidiana molto più raffinato (<em>ndr rispetto a oggi</em>), realmente coinvolgente e ben funzionante per mezzo miliardo o più di persone in tutto il mondo?”. Le risposte si sono quasi equamente divise tra le due possibilità, con una leggera preponderanza (54%) per la risposta affermativa.</p>



<p id="c253">Una prima considerazione nasce dal mezzo miliardo di persone che dovrebbero essere “immerse” nel metaverso: nel 2040 si prevede ci saranno più di nove miliardi di persone sul pianeta, quindi si parla solo del 5,5% della popolazione. Per fare un paragone non preciso ma indicativo, attualmente <a href="https://www.bankmycell.com/blog/how-many-phones-are-in-the-world" rel="noreferrer noopener" target="_blank">i possessori di smartphone sono più di sei miliardi e mezzo</a> (su quasi otto miliardi di abitanti).</p>



<p id="3c6f">La seconda deriva dalla data scelta come riferimento: il 2040 sembra lontano, ma è solo 18 anni nel futuro. Nel 2004 c’era il web 2.0, l’uso di Internet una pratica comune, la telefonia mobile era in piena espansione e stavano per arrivare social media e smartphone. Un’epoca che, per chi c’era, non appare così diversa e remota.</p>



<p id="622d">Andando ora oltre la risposta “secca” alla domanda e leggendo gli approfondimenti raccolti dal Pew Research Center possiamo abbozzare uno scenario plausibile (ma altri potrebbero sintetizzare e interpretare le opinioni degli esperti in modo differente):</p>



<ul class="wp-block-list"><li>la vita nel 2040 sarà centrata attorno ai dispositivi che consentiranno esperienze di realtà aumentata e/o mista (AR/MR) con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale (AI)</li><li>il metaverso inteso come una realtà virtuale immersiva e totalizzante (VR) sarà appannaggio di nicchie particolari (anche numericamente rilevanti), che amplificano ed espandono quelle che già oggi popolano il proto-metaverso: gamers, utenti/spettatori di contenuti audiovisivi e artistici avanzati, lavoratori di settori quali la progettazione industriale, l’architettura, la medicina, l’educazione</li></ul>



<p id="ae9c">Diversi sono i motivi che fanno preferire questa visione a quella di un metaverso totalizzante. Anche se la legge di Moore applicata a potenza di calcolo, memoria, velocità di trasmissione dati continuasse al ritmo attuale, <a href="https://osservatoriometaverso.it/gli-ostacoli-tecnologici-alla-realizzazione-del-metaverso/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">alcuni limiti </a>come quelli relativi a latenza e banda potrebbero continuare a costituire un problema per un mondo virtuale con milioni di presenze simultanee dislocate in tutto il pianeta.</p>



<p id="cd65">Se il sogno di un metaverso aperto, distribuito, decentralizzato, trasparente rimane vivo, è comunque alta la probabilità che il metaverso venga costruito da grandi conglomerati privati o da stati autocratici. Non è un caso se Meta (alias Facebook) stia tentando di impadronirsi del concetto stesso di metaverso, un “concetto in cerca di un mercato” secondo Andre Brock, professore alla Georgia Tech University.</p>



<p id="f49b">I problemi legati ai dati personali e alla privacy diventerebbero sempre più difficili da dipanare. Le corporazioni approfitterebbero della mancanza di standard aperti per costruire immensi silos di dati personali ancor più intimi. Questi dati sgorgherebbero dalle interazioni che le nostre proiezioni virtuali avrebbero nel e con il metaverso, presumibilmente popolato di agenti virtuali dotati di AI, indistinguibili da avatar di umani e “al soldo” delle aziende private, dei brand o dei governi autocratici.</p>



<p id="e4f2">Steve Hanna, un esperto di IoT, nota che “il metaverso sarà progettato per creare dipendenza e rendere le persone più suscettibili alla manipolazione e meno consapevoli della realtà.”</p>



<p id="5169">Vivere la propria vita come un avatar genererebbe conseguenze positive e negative. La meta-vita potrà sganciarsi quasi del tutto dai vincoli di genere, età, razza, censo, specie (avremo la possibilità di vivere la vita di un polpo) e di unicità, perché potremo essere molteplici esseri. Per contro, potrebbero aumentare la frammentazione dell’attenzione, il rischio di isolamento, di solitudine, di allontanamento dalla realtà soprattutto per le persone più fragili e meno dotate di strumenti culturali, sociali, economici in grado di controbilanciare il potere di fascinazione di un’altra realtà, apparentemente più desiderabile.</p>



<p id="2585">E se il metaverso diventasse la nuova, definitiva droga dei poveri, per cui si spenderanno soldi in modalità <em>play-to-earn</em> che andranno ad arricchire la solita, piccolissima, parte dell’umanità che continuerà a fruire della bellezza del mondo reale?</p>



<p id="3ed2">Questa prospettiva distopica sembra perseguitare il metaverso fin dal suo esordio letterario nell’ormai ultra citato “<a href="https://osservatoriometaverso.it/le-origini-del-termine-metaverso/" rel="noreferrer noopener" target="_blank"><em>Snow Crash</em></a>” di Neal Stephenson. Senza giungere a visioni così pessimiste, diversi esperti pensano che, semplicemente, non ci sarebbero casi d’uso sufficienti e significativi per rendere nel 2040 il metaverso appetibile un’audience di massa.</p>



<p id="fbee">Del resto, però, <a href="https://link.springer.com/book/10.1007/978-981-16-6526-4" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Sam Lehman-Wilzig</a>, docente alla Bar-Ilan University in Israele, nota che, da quando siamo diventati “sapiens”, tendiamo alla virtualizzazione attraverso il nostro pensiero astratto: per sopravvivenza, efficienza, diletto, curiosità, teoria della mente, religione.</p>



<p id="a361">Il metaverso potrebbe inizialmente essere “<em>un posto da frequentare, non da vivere, come il cinema e il teatro</em>” evidenzia Alf Rehn dell’Università della Danimarca del Sud. Immagino nelle città sale attrezzate con le tecnologie più avanzate della realtà virtuale consentire esperienze condivise (ludiche, culturali, spirituali, educative) con gli altri presenti e con gli utenti di altri spazi simili posti ai quattro angoli del mondo. Aule universitarie, laboratori, uffici sono altri luoghi dove le porte del metaverso si aprirebbero per attivare nuove modalità di apprendimento, ricerca e lavoro. Non escludo che sia (anche) questa la strada per renderlo un meta-medium di massa.</p>



<p id="ca9f">Torniamo alla risposta che vede la realtà aumentata e mista protagonista del quotidiano. Una delle motivazioni di questa previsione è dovuta soprattutto alla quantità di dati sempre crescente che sarà legata a persone, oggetti, luoghi, attività.</p>



<p id="8655">Mike Liebhold, docente emerito dell’Institute for the Future afferma infatti: “<em>Il mondo reale sarà completamente coperto da dati intelligenti, media e informazioni interattive, esperienze e intrattenimento. Ogni nodo nei flussi di lavoro delle attività umane sarà amplificato dall’onnipresente intelligenza artificiale incorporata, in grado di fornire supporto conversazionale per l’orchestrazione e la coreografia di sistemi troppo complessi per una cognizione umana organica limitata senza l’assistenza delle intelligenze meccaniche. […] Nella vita di tutti i giorni, l’AR sarà più utile della realtà virtuale perché ci offrirà un modo semplice per trovare le informazioni giuste al momento giusto.</em>”</p>



<p id="9f67">Vi sarà l’evoluzione di dispositivi come occhiali e orologi intelligenti, sensori da applicare sul corpo (come quelli già disponibili per il monitoraggio della glicemia), altri “<em>smart wearable devices</em>” che, insieme con nuovi strumenti, ci consentiranno sempre più di utilizzare al meglio i dati che ci avvolgeranno.</p>



<p id="1a81">Forse è questa necessità di viaggiare in un mondo saturo di informazioni che ci porterà — quasi senza accorgercene — a scivolare se non in un metaverso, almeno in un iperverso (termine coniato dal futurologo Stowe Boyd).</p>



<p id="a434"><a href="https://osservatoriometaverso.it/metaverso-opinione-esperti-pew/" rel="noreferrer noopener" target="_blank"><em>Originariamente pubblicato sull’Osservatorio Metaverso</em></a></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/come-sara-il-metaverso-ecco-lopinione-di-600-esperti-pew-research-center/">Come sarà il metaverso? Ecco l’opinione di 600 esperti (Pew Research Center)</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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