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	<title>Blockchain | Federico Bo</title>
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	<description>Intelligenza Artificiale, Blockchain, NFT, metaverso e altre visioni</description>
	<lastBuildDate>Mon, 28 Aug 2023 19:14:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Appunti sulla notarizazzione tramite blockchain</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/appunti-sulla-notarizazzione-tramite-blockchain/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2022 09:12:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[firma digitale]]></category>
		<category><![CDATA[IPFS]]></category>
		<category><![CDATA[notarizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[timestamping]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si notarizzano i documenti su blockchain?</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/appunti-sulla-notarizazzione-tramite-blockchain/">Appunti sulla notarizazzione tramite blockchain</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La blockchain permette la notarizzazione dei file. Cosa significa? Ogni transazione su blockchain ha una data e un orario associato ed è inalterabile. Sfruttando questqueste caratteristiche si può fare il timestamping di un file, quale esso sia (testo, immagine, audio ecc).</p>



<p>Perché si parla di notarizzazione e non di certificazione? Perché la notarizzazione stabilisce solo che un dato (file) sia stato registrato in una certa data garantendone durabilità e leggibilità ma non la veridicità.</p>



<p>Nota: qualcuno inverte le definizioni, affermando che la blockchain consente la certificazione ma non la notarizzazione ma il concetto resta lo stesso: con la blockchain si garantisce solo l’esistenza dell’informazione (vera o falsa che sia) a partire da quella data e la sua immutabilità nel tempo.</p>



<p>Si può aggiungere un livello, quello della firma digitale a monte, anche multipla, per “convalidare” un documento: per esempio tramite SPID gli interessati possono “firmare” il documento (file) che viene poi notarizzato con blockchain. Questa operazione, sia pure legittima e utile, introduce però un elemento esterno alla</p>



<p>Sulla validità legale vi sono diversi pareri. Per il timestamping dovrebbe valere il D.L. 14 dicembre 2018, n. 135, convertito in legge con L. 11 febbraio 2019, n. 12 che include la blockchain come strumento ammissibile per la timbratura temporale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come avviene la notarizzazione?</h2>



<p>Ci sono almeno un paio di metodi ma nessuno prevede che il file sia caricato sulla blockchain.</p>



<p>Con il primo viene fatto l’hash del documento. È questo, una stringa di lunghezza fissa che rappresenta l’impronta digitale del documento, che viene memorizzata su blockchain con una transazione. Per verificare se, poniamo, un pdf è l’originale occorre effettuarne l’hash (con lo stesso algoritmo) e confrontarlo con quello depositato in blockchain: se nel pdf è stata cambiata anche solo una virgola (anche solo un bit, in realtà) l’hash risulterà diverso da quello in blockchain.</p>



<p>Si può, insieme all’hash, memorizzare un puntatore alla locazione del file (come per gli NFT): il file potrà risiedere su un server, in cloud o su IPFS (sistema decentralizzato di storage dei file). Se il file sparisce, però, l’hash non servirà a nulla e questo vale anche per il primo metodo.</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/appunti-sulla-notarizazzione-tramite-blockchain/">Appunti sulla notarizazzione tramite blockchain</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cinema, blockchain e NFT: seconda ondata</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/cinema-blockchain-e-nft-seconda-ondata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2022 14:56:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicobo.eu/?p=4169</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una nouvelle vague di piattaforme e progetti animano la scena cripto con il difficile obbiettivo di decentralizzare la filiera dell’audiovisivo.</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/cinema-blockchain-e-nft-seconda-ondata/">Cinema, blockchain e NFT: seconda ondata</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="d510">Da diversi anni, il sogno ricorrente del cinema, soprattutto indie, è quello di sfruttare il web, i social media e altri strumenti della Rete per coinvolgere una community di utenti e potenziali spettatori attorno a un progetto cinematografico fin dalla fase creativa iniziale.</p>



<p id="9a8c">So che è un esercizio nostalgico ancorché sterile quello di ricordare la mia vecchia startup (si parla ormai di 12 anni fa) ma ogni tanto mi ritrovo a compierlo, se non altro per rivendicare almeno una certa capacità visionaria. Uno degli obbiettivi di <a href="https://www.slideshare.net/federico967/cineama-2010" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Cineama</a> era quello di creare, attraverso la nostra piattaforma, una community che valutasse soggetti e sceneggiature (magari in licenza Creative Commons), scegliesse i migliori, li finanziasse in tutto o in parte attraverso il crowdfunding, ne seguisse la fase produttiva e pubblicizzasse attraverso i nascenti social l’opera finita, magari auto-organizzando proiezioni <em>on demand</em> (avevamo sviluppato un’app Facebook).</p>



<p id="c11c">Perché ne parlo ancora?</p>



<p id="b63e">Perché <strong>prima le blockchain e poi i loro “sottoprodotti”, gli NFT, hanno rilanciato il sogno di prodotti audiovisivi (non solo film) creati e sostenuti da community, da utenti che selezionano, finanziano e promuovano il progetto</strong>.</p>



<p id="f350">Ormai quasi quattro anni fa <a href="https://medium.com/fraglie-digitali/cinema-entertainment-e-blockchain-un-panoramica-dei-progetti-internazionali-b3a9b1c311d7">avevo scritto della prima ondata di progetti e piattaforme nell’industria audiovisiva basata su blockchain</a>. Alcuni sono scomparsi, altri cambiato obbiettivi, pochi — come <a href="https://filmchain.co/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">FilmChain</a> — sono ancora operativi.</p>



<p id="ca0f"><strong>Ora una <em>nouvelle vague </em>di piattaforme si lancia sul mercato, sempre con l’esplicito intento di rendere più coinvolgente (e trasparente) la filiera produttiva di un’opera audiovisiva.</strong></p>



<p id="2e6e">Prendiamo ad esempio <a href="https://www.mogulproductions.com/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Mogul</a>. Fondata da un team di grossi produttori di Hollywood sembra esser ben lontana dal cinema indipendente ma il suo boss, Gagan Grewal, ne rivendica la natura innovativa. Il funzionamento è relativamente semplice: gli utenti in possesso di STAR, la criptovaluta Mogul, potranno scegliere e votare, da un catalogo di sceneggiature, quelle che si vorrebbero veder finanziate. In cambio questi utenti saranno “premiati” con altre STAR. Il 50% dei profitti del film prodotto saranno divisi tra i possessori di STAR. La piattaforma ospita anche un marketplace di NFT tematici.</p>



<p id="06c0">La DeFiFi (“<em>Decentralized Film Financing</em>”) affascina anche le dinastie cinematografiche. Insieme a Mike Musante, vicepresidente della American Zoetrope, la famiglia Coppola ha creato <a href="https://decentralized.pictures/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Decentralized Pictures</a>, una non profit per il “Democratic Film Financing and Production Support”. Il meccanismo di base della piattaforma, basata su Tezos, è molto simile a quello di Mogul: <strong>la community valuta progetti ricavandone FILMCredits</strong>, i token nativi di DCP. Va da sé che anche qui è presente un marketplace NFT.</p>



<p id="0ea9">Altra variazione sul tema è <a href="https://www.first-flights.com/ff3/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">FF3</a>, piattaforma basata su Polygon (sidechain Ethereum) che si definisce “A tokenised community-driven funding platform for films” (la fantasia nell’autodefinirsi è una costante dei progetti cripto). In pratica ogni progetto cinematografico ha un suo token specifico. <strong>Gli utenti che acquistano questi token diventano finanziatori</strong>, ricevono benefit vari (come l’accesso prioritario al contenuto finito e a NFT a esso legati) e possono scambiarli in un mercato secondario. Secondo i fondatori “ai titolari di token verrà assegnata anche la proprietà dei diritti di proprietà intellettuale sottostanti il progetto, con i ricavi divisi tra registi e mecenati.” Un sistema che consenta una condivisione trasparente, equa, efficiente e automatica dei guadagni è il sacro graal nel sogno di un’industria audiovisiva alternativa e decentralizzata (lo era anche per noi di Cineama) ma vi sono grandi ostacoli di natura legale e regolamentativa. Per citarne solo uno: si va diffondendo, tra gli organi regolatori, la tendenza a considerare token e NFT frazionabili alla stregua di azioni (<em>securities</em>), con molti vincoli e obblighi associati.</p>



<p id="8a68">Continuiamo a citare progetti. Niels Juul, produttore tra gli altri di Martin Scorsese, è uno dei fondatori di <a href="https://nftstudios.dev/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">NFTstudios</a> ovvero “<em>Web3 goes to Hollywood</em>”. Si definisce una DAO (Decentralized Autonomous Organization) ma lo scarno sito-vetrina (non dissimile dagli altri, per la verità) e i canali Twitter, Discord e Medium indicati ma non esistenti non lasciano sperare in qualcosa di serio.</p>



<p id="62b1">In Francia, la casa di produzione La DCF, sponsorizzata da Claude Lelouch, ha scelto di “tokenizzare” un intero catalogo di film per condividerne gli introiti (con i rischi legali prima citati).</p>



<p id="2604">Si potrebbero continuare a citare piattaforme, ma lo schema di fondo non cambia.</p>



<p id="1cf9">L’intreccio tra NFT e Hollywood passa anche attraverso altre due modalità: attori, registi e produttori più o meno famosi finanziano almeno parte dei loro progetti attraverso la vendita di NFT (e siamo sostanzialmente dalle parti del crowdfunding, come per il film indie <a href="https://www.calladitafilm.com/#/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Calladita</a>) o partono da una collezione di NFT come base per realizzare un film o una serie.</p>



<p id="3fcf">L’ormai famoso “Zero Contact”, film con Anthony Hopkins girato durante il lockdown, non solo ha raccolto 100.000 dollari attraverso la vendita di 11 NFT ma <a href="https://currencyworks.io/currencyworks-vuele-feature-film-nft-platform-unveils-zero-contact-starring-anthony-hopkins-exclusive-and-collectors-edition-drops/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">2.500 copie esclusive sono state vendute come NFT sulla piattaforma Vuele</a>.</p>



<p id="e8d3"><a href="https://www.stonercats.com/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Stoner Cats</a>, prodotto tra gli altri da Mila Kunis, è una serie animata finanziata interamente dalla vendita di NTF che rappresentano i gatti protagonisti: questo dà la possibilità agli utenti di vedere il primo episodio e finanziare i successivi. I doppiatori (tra i quali Jane Fonda, Chris Rock (ops…) e Vitalik Buternin, co-creatore di Ethereum, presente in un cameo) e gli altri professionisti impegnati nella realizzazione saranno pagati in ether. Mila Kunis ci ha preso gusto, <a href="https://hypebeast.com/2022/3/mila-kunis-launches-new-solana-based-nft-animated-series-the-gimmicks" rel="noreferrer noopener" target="_blank">visto che sta per lanciare un’altra serie animata NFT based, The Gimmicks.</a></p>



<p id="da9c"><a href="https://gluefactoryshow.com/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">The Glue Factory,</a> un’altra serie animata, ha raccolto tre milioni di dollari vendendo 10.000 NFT. I proprietari dei token hanno anche potuto partecipare alla fase creativa incontrandosi su un server Discord. <strong>Il progetto è considerato un “<em>proof of concept</em>” di una comunità integrata e di un modello iterativo: la prima serie è un’istanza che può essere seguita da altre, magari su canali e piattaforme mainstream.</strong> I primi possessori di token potrebbero quindi essere ricompensati con “<a href="https://www.indiewire.com/2022/02/nfts-in-film-tv-what-they-are-1234696393/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">qualcosa di più tangibile del diritto di vantarsi</a>”.</p>



<p id="0f92">Un approccio simile è quello della AMM Global, una società di produzione da Asia Television di Hong Kong e Phoenix Waters Productions:<a href="https://variety.com/2021/digital/asia/crypto-keepers-nft-drama-series-amm-global-1235010481/" rel="noreferrer noopener" target="_blank"> “Crypto Keepers” viene presentata come la prima serie drammatica NFT in Asia</a>. La community di possessori potrà, tra le altre cose, intervenire sulla <em>storyline</em> della seconda stagione.</p>



<p id="8b29"><a href="https://arabiancamels.io/about-us" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Arabian Camels</a> è una community che sta cercando di realizzare un film hollywoodiano, “<a href="https://arabiancamels.io/antara" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Antara</a>”, raccogliendo 50 milioni di dollari tramite NFT. I ricavi dovrebbero essere distribuiti tra i possessori.</p>



<p id="3037">Se Quentin Tarantino cerca di spremere ancora il suo Pulp Fiction creando NFT a esso collegati (<a href="https://www.theverge.com/2021/11/17/22787216/miramax-pulp-fiction-quentin-tarantino-nft-lawsuit" rel="noreferrer noopener" target="_blank">finendo per essere citato in tribunale dalla casa di produzione Miramax</a>) l’aspirante filmmaker Julie Pacino (sì, la figlia di Al Pacino) cerca di finanziare la sua opera prima <a href="https://opensea.io/collection/i-live-here-now" rel="noreferrer noopener" target="_blank">vendendo suoi NFT su Opensea</a>.</p>



<p id="f55c">Più originale Reese Whiterspoon che capovolge la prospettiva, prendendo una collezione di NTF come ispirazione per produrre film e serie tv: <a href="https://variety.com/2022/film/news/reese-witherspoon-hello-sunshine-world-of-women-partner-nft-movies-tv-shows-live-events-1235185212/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Hello Sunshine è una serie di 10.000 NFT realizzati dal collettivo femminile World of Women</a> e andati subito esauriti la scorsa estate.</p>



<p id="7784">Già lo scorso anno altre collezioni sono entrate nel mirino di Hollywood. Aku, il ragazzino di colore che sogna di diventare astronauta, opera dell’artista Micah Johnson sarà il protagonista di un film e/o di una serie, così come, probabilmente, gli iperfamosi CryptoPunks e Bored Ape Yacht Club. <a href="https://decrypt.co/93758/marvel-producer-arad-huxley-ethereum-nft-comics-film" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Huxley, una serie di fumetti di Ethereum NFT dell’artista Ben Mauro, sarà trasformata in un lungometraggio</a> prodotto da Ari Arad (Marvel).</p>



<p id="5cc3"><strong>Gli NFT sono più prosaicamente sfruttati dalle grandi case di produzione come mezzo per monetizzare la proprietà intellettuale dei film passati, presenti e futuri nonché fidelizzare gli spettatori</strong>: un merchandising di vecchio stampo riciclato, un NFT-washing. Warner Bros. con la saga di Matrix, Liongate con il franchise Saw, Disney con i “Golden Moments” della sua sterminata produzione, ViacomCBS con i personaggi delle mille serie passate sui suoi canali sono solo degli esempi di questa corsa all’oro (al token) di archivio.</p>



<p id="c2d1">Le piattaforme di streaming o i canali satellitari come Sky, ancor più banalmente, gli usano come gadget per lanciare nuove serie, <a href="https://it.cointelegraph.com/news/la-seconda-stagione-di-diavoli-e-alle-porte-sky-lancia-un-nft-per-celebrare-levento" rel="noreferrer noopener" target="_blank">come nel caso della seconda stagione di ”Diavoli”.</a></p>



<p id="f497">Riusciranno blockchain e NFT a decentralizzare il mercato cinematografico e dell’audiovisivo, rendendolo più trasparente e più equo nella ripartizione dei diritti e più coinvolgente per gli utenti futuri spettatori? Dopo ormai cinque o sei anni di sperimentazioni, progetti e startup non vi sono all’orizzonte cripto-Netflix o società di produzione DAO, cioè modelli vincenti diventati fenomeni di massa. L’e-commerce ha incominciato a diventare mainstream dopo circa dieci anni dagli esordi (metà anni ’90), la musica legale in streaming ha avuto successo con Apple e poi Spotify circa nello stesso periodo di tempo, Paypal per il web prima e i servizi di pagamento via app successivamente hanno avuto un periodo di incubazione fatto di esperimenti falliti più o meno di 10/12 anni.</p>



<p id="9e3b">Inoltre c’è da considerare che nessuno dei vincitori nella gara dell’innovazione è scaturito dalle grandi aziende padrone del mercato nell’era precedente: PayPal non è nata da un progetto delle società di carte di credito, Spotify non è una costola di una casa discografica e via dicendo. <strong>Ci sono voluti outsiders visionari ma dotati di spirito pratico, tenacia e molti investimenti di supporto per scardinare l’esistente. Forse anche per blockchain e NFT i progetti vista Hollywood non si tramuteranno in unicorni</strong>.</p>



<p id="728a">Comunque… aggiorniamoci al 2025 (o giù di lì).</p>



<p id="fad0"><em>Altre fonti e riferimenti</em></p>



<p id="471c">Stephen Greves, <a href="https://decrypt.co/90814/how-daos-nfts-and-defi-are-disrupting-hollywood" rel="noreferrer noopener" target="_blank"><em>How DAOs, NFTs and DeFi are Disrupting Hollywood</em></a>, Decrypt</p>



<p id="355f">Nicolas Madelaine<em>, </em><a href="https://www.lesechos.fr/tech-medias/medias/cinema-series-les-nft-defrichent-un-nouveau-mode-de-financement-1375498" rel="noreferrer noopener" target="_blank"><em>Cinéma, séries : les NFT défrichent un nouveau mode de financement</em></a><em>, Les Echos</em></p>



<p id="a48d">Todd Spangler, <a href="https://variety.com/2021/digital/news/hollywood-nft-entertainment-gold-rush-1235108296/" rel="noreferrer noopener" target="_blank"><em>Hollywood’s NFT Gold Rush: Behind the Hope and Hype</em></a>, Variety</p>



<p id="9eb4">Chris Lindahl<em>, </em><a href="https://www.indiewire.com/2022/02/nfts-in-film-tv-what-they-are-1234696393/" rel="noreferrer noopener" target="_blank"><em>If Snoop Dogg, Reese Witherspoon, and McDonald’s Can Do NFTs, So Will You</em></a><em>, </em>Indie Wire</p>



<p></p>



<p><em><a href="https://medium.com/@federicobo/cinema-blockchain-e-nft-seconda-ondata-60423a2db079" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Originariamente pubblicato su Medium</a></em></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/cinema-blockchain-e-nft-seconda-ondata/">Cinema, blockchain e NFT: seconda ondata</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Domenico Barra, glitch artist: gli NFT  per un collezionismo condiviso e collettivo</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/domenico-barra-glitch-artist-gli-nft-per-un-collezionismo-condiviso-e-collettivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 17:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[cryptoart]]></category>
		<category><![CDATA[glitchart]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli NFT nel mondo dell'arte sono assemblatori di community con uno spiccato senso di inclusione, supporto, collaborazione.</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/domenico-barra-glitch-artist-gli-nft-per-un-collezionismo-condiviso-e-collettivo/">Domenico Barra, glitch artist: gli NFT  per un collezionismo condiviso e collettivo</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.linkedin.com/in/dombarra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Domenico Barra</a> è un artista digitale, esponente di punta della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Glitch_art">glitch art</a> italiana e internazionale.</p>



<p>Interessato a raccontare l’errore, il limite, la diversità e la vulnerabilità, indaga l’influenza delle nuove tecnologie sulle relazioni tra umani/macchine. I suoi lavori sono apparsi su molte riviste ed esposti in vari musei e gallerie come la DAM Gallery di Berlino, il Media Center di New York, la Galerie Charlot di Parigi, il Digital Art Center di Taipei e online al The State Hermitage Museum, al World Intellectual Property Organization [WIPO], alla Central Academy of Fine Arts [CAFA] di Pechino, al MediaLAB dell&#8217;Università di Brasilia.</p>



<p>Fa parte dei progetti curatoriali di <a href="https://www.seditionart.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sedition Gallery</a>, <a href="https://www.elementum.art/en/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ELEMENTUM</a> e <a href="https://snark.art/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Snark.Art</a> ed è creatore della rete artistica online <a href="http://www.whitepagegallery.network/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">White Page Gallery/s</a>. Insegna Glitch Art e Dirty New Media all&#8217;Università di Belle Arti di Roma [RUFA].</p>



<p>Il suo percorso artistico ha intersecato gli NFT portandolo a sperimentarne le potenzialità espressive, divulgative e sociali ma anche a individuarne i limiti e le ambiguità. Ce ne parla in questa conversazione.</p>



<p><strong>Qual è stato il tuo approccio al mondo NFT? Quale percorso artistico stai seguendo?</strong></p>



<p>Un approccio segnato dall’incertezza e dai dubbi.</p>



<p>Devo ammettere che all’inizio conoscevo molto poco questo mondo e mi riusciva davvero difficile capire non tanto le motivazioni ma l&#8217;applicazione della tecnologia in tante delle opere presenti sul mercato. Trovavo anche problematico capire cosa intendessero molti degli artisti nel definirsi cripto-artisti. Non capivo il legame tra cripto e arte. In tante discussioni sentivo rimarcare tantissimo la parola cripto e tanti ne davano la propria interpretazione.</p>



<p>Alla fine ho capito che tutta la scena stesse comunque ancora cercando una propria dimensione e identità.</p>



<p>Tra queste maglie molto larghe mi sono inserito, decidendo di navigare in libertà e di sperimentare sulla mia pelle. Quindi, abbandonando le incertezze, mi sono fatto guidare dai dubbi e ho iniziato, da buon <em>glitch artist</em>, a esplorare il paesaggio digitale dell&#8217;arte digitale <em>powered by NFT</em>. Quelli che mi interessavano erano soprattutto, e lo sono ancora, i modelli di decentralizzazione, come questi venissero adottati per la creazione di <em>art oriented community</em> e come l&#8217;arte giocasse questo ruolo centrale nella vita delle diverse community.</p>



<p>Mi sono lanciato senza pretese e ho iniziato a mintare i primi NFT su diverse blockchain per capire cosa spingesse gli artisti a scegliere come riferimento una blockchain piuttosto che un&#8217;altra.</p>



<p>Il mio interesse principale erano le community, le persone come chiave per decifrare questo cripto-mito.</p>



<p>Devo ammettere però che le opere NFT non sono riuscite ad avere un impatto sul mio linguaggio artistico: la mia ricerca è sempre legata alla sperimentazione dell’emisfero della <em>glitch art</em>.</p>



<p>Quello che in questi anni ho imparato è che nonostante in tanti abbiano adottato la definizione “<em>NFT artist</em>” nelle loro bio, sono pochi i progetti che veramente utilizzano gli NFT dinamici per la creazione delle opere.</p>



<p>Io stesso, per il momento, non ho sperimentato artisticamente gli smart contract, le transazioni, o la generazione algoritmica ma ho comunque lavorato ad alcuni progetti di NFT prodotti dalSnark.art, factory/piattaforma per la quale lavoro.</p>



<p>I Fortune Cookies, che ancor prima dell&#8217;opera di Damien Hirst (e credo forse anche di PAK) hanno messo i collezionisti davanti alla scelta di tenere l&#8217;opera NFT oppure “bruciarla” scoprendo così la previsione del loro futuro. <a href="https://opensea.io/collection/89-seconds-atomized-v5">89 Seconds Atomized</a>, che ha creato un primo modello di collezionismo collettivo e infine <a href="https://ogcrystals.com/">Organic Growth:Crystal Reef</a>, un progetto di arte generativa 3D potenziato da NFT dinamici dove a ogni transazione l&#8217;oggetto subisce una mutazione per un totale di sette livelli di crescita con diverse proprietà.</p>



<p>Gli NFT sono un sigillo o, meglio, una convenzione a cui diamo più o meno valore: li ho adottati, ci lavoro, li colleziono ma qualche dubbio lo porto ancora con me.</p>



<p><strong>Qual è, a tuo avviso, l&#8217;estetica prevalente nel mondo dell&#8217;arte NFT? Si può parlare di un &#8220;movimento&#8221;, di una corrente come quelle che hanno caratterizzato il Novecento?</strong></p>



<p>Nel pentolone cryptoart confluiscono estetiche diverse, con linguaggi e tecniche diverse, un melting pot molto interessante e ricco, ma l&#8217;unica estetica propriamente cryptoart è quella che poi, in fin dei conti, strizza l&#8217;occhio alla post-glitch art, vedi la trash art e la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Vaporwave">vaporwave</a>, o comunque un&#8217;estetica propria dei linguaggi della rete, delle blockchain, i meme, anche le meme-coin come il Doge e Shiba Inu.</p>



<p>Alla fine, credo, la cripto-arte non vada intesa come un&#8217; estetica, nonostante l&#8217;uso di simboli cripto di cui tanti artisti si sono appropriati, ma piuttosto come arte digitale “originale”. Un&#8217;opera di cripto-arte è un&#8217;opera d&#8217;arte digitale “autentica”, di cui possiamo verificare la provenienza, ma che comunque non certifica la sua autenticità e originalità.</p>



<p>C&#8217;è comunque un movimento globale, che poi si dirama in diverse direzioni. Quello prevalente credo sia quello che si forma tra gli ambienti più generalisti, tra gli <em>NFT enthusiast</em> con i loro slang WGMI, OG, GM che hanno come artisti di riferimento PAK, Beeple, Fewcious e che, tendenzialmente, collezionano arte digitale dozzinale seguendo branding e marketing. Questi vanno per la maggiore, anni luce distanti dalla mia cultura.</p>



<p>Poi ci sono i vari sottoboschi, piccoli movimenti che fanno cultura, spesso controcultura. Alcuni si formano dentro le piattaforme, vedi <a href="https://www.hicetnunc.xyz/">Hic Et Nunca</a>, che è una community molto interessante con tante autoproduzioni e progetti collettivi.</p>



<p><strong>Ci sono correnti nella storia dell&#8217;arte che possono essere accostati, per qualche aspetto, alla cripto-arte? Artisti ispiratori/precursori? Penso, per esempio, all&#8217;optical art o a Mario Schifano e le sue tele computerizzate.</strong></p>



<p>La cripto-arte è difficile da paragonare a un movimento. La Pop Art e l’opera di Schifano possono fornire spunti di interpretazione ma non tanto nella metodologia quanto nell&#8217;uso di simboli e nella dedizione al mercato di massa. Anche la graffiti art può essere chiamata in causa per il senso condiviso di fratellanza, inclusione, supporto, collaborazione che si ritrova nella cryptoart.</p>



<p>Forse ci sono tratti riconducibili a diversi movimenti, proprio perché nella cripto-arte alla fine ci sono finiti dentro un po&#8217; tutti, ognuno portando con sé la propria storia e quindi le proprie influenze: fotografi, animatori, illustratori, generativi che hanno il <em>minting</em> come unico atto comune. Spesso viene citata la Net Art, ma questa corrente prendeva le distanze da quel mondo dell&#8217;arte, delle gallerie e del mercato da cui gli NFT sembrano, almeno in parte, già riassorbiti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/03/DomBarra_OdeAlRumore.gif" alt=""/><figcaption>Domenico Barra, Ode al Rumore</figcaption></figure></div>



<p><strong>Hai citato le communities che si formano nel mondo NFT.</strong></p>



<p>Gli NFT come convenzione per un collezionismo condiviso e collettivo sono la parte più interessante di tutta questa storia così come i progetti che si formano attorno alle <a href="https://nftevening.com/what-is-a-dao-and-how-does-it-relate-to-nfts/">DAO</a>.</p>



<p>Nonostante l&#8217;innovazione, alcune dinamiche restano però sempre tossiche: per esempio la figura dell&#8217;idolo e degli influencer proprie dell&#8217;era dei social media e del web 2.0. Questi personaggi, caratteri e caricature, stanno condizionando molto la scena. Diciamo che gli NFT sono un ottimo elemento nelle future campagne di PR per celebrity di ogni tipo e intorno a questi personaggi si concentrano spesso delle community o si impongono tendenze. Rischiamo che il metaverso diventi una <em>fantasy land</em> di varie celebrity che impersonano avatar.</p>



<p><strong>Qual è l&#8217;approccio alle tematiche di genere, LGBTQ+, in generale alle questioni dell&#8217;inclusività?</strong></p>



<p>La scena è molto attiva e inclusiva, dalle questioni di genere a quelle razziali e religiose, non ci sono barriere, anzi, c&#8217;è un&#8217;apertura davvero importante e tangibile, reale. C’è un’alta partecipazione alle iniziative di <em>empowering</em>.</p>



<p>La scena ormai è vastissima, è davvero difficile capire quello che succede sui tantissimi server Discord o gruppi Telegram.</p>



<p><strong>Gli artisti sono interessati agli aspetti tecnici e legali di blockchain / NFT? Si chiedono dove risiedono le loro opere, se possono essere cancellate/modificate?</strong></p>



<p>Questo aspetto rappresenta ancora una barriera, soprattutto per gli artisti che non arrivano da un background new media art o che non abbiano conoscenze IT e DeFi. C&#8217;è comunque un forte interesse da parte degli artisti nell’approfondire la parte tecnica: gruppi, forum, pubblicazioni cercano di colmare queste lacune. Per esempio nel nostro gruppo italiano R.I.O.T. c&#8217;è una buona condivisione di sapere con i nuovi iscritti “neofiti”.</p>



<p><strong>Quali pensi siano i marketplace più interessanti?</strong></p>



<p>Quelli su blockchain <a href="https://tezos.com/">Tezos</a> sono quelli che stando rendendo questo mercato accessibile, partecipativo e decentralizzato, almeno per quel che si può.</p>



<p><a href="https://teia.art/">TEIA</a>, <a href="https://objkt.com/">OBJKT</a>, <a href="https://versum.xyz/">Versum</a>, sono dei marketplace davvero interessanti con la forte partecipazione delle community, opere accessibili insieme ad altre più care: il collezionismo è reale, lontano dai record milionari raccontati e decantati da media e cripto entusiasti.</p>



<p>Anche <a href="https://rarible.com/">Rarible</a> sta facendo ottime cose, creando dei ponti tra le diverse blockchain, e probabilmente darà del filo da torcere a OpenSea, che resta sempre il colosso con tutti i vantaggi e le criticità che comporta in termini di integrità e affidabilità.</p>



<p>La maggior parte dei miei lavori sono su <a href="https://opensea.io/">OpenSea</a>, sia perché mi permette di creare collezioni sia perché consente il <em>lazy minting </em>(un’opera è messa in vendita ma non ne viene fatto il <em>minting</em> fino al momento dell’acquisto, evitando il pagamento di <em>fees</em> su opere non vendute<em> ndr</em>)che è stato un vantaggio quando il gas è schizzato a cifre. Su OpenSea sono riuscito a trovare il giusto bilanciamento tra spazio e costi, anche se adesso inizio a valutare altre soluzioni.</p>



<p>Non credo esista la piattaforma perfetta, alla fine si sceglie quella su cui meglio si riesce ad adattare e posizionare il proprio lavoro, spesso anche in base al target.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/03/DomBarra_Virology_Virus.DOS_.Italian.578.gif"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="374" src="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/03/DomBarra_Virology_Virus.DOS_.Italian.578.gif" alt="" class="wp-image-4144"/></a><figcaption>Domenico Barra, Virology | Virus.DOS.Italian.578</figcaption></figure></div>



<p><strong>Quali pensi possano essere le modalità di diffusione al grande pubblico di queste opere: tradizionali/rivisitate come mostre in spazi fisici/virtuali o qualcosa di completamente nuovo?</strong></p>



<p>Lo spazio della sperimentazione è infinito. Dipende molto da quanto le nuove tecnologie del metaverso diventeranno accessibili al grande pubblico.</p>



<p>Credo che al momento i limiti sono ancora quelli che da anni condizionano la diffusione dell&#8217;arte digitale. Mettere un video o un&#8217;immagine su uno schermo in una sala è semplice, lo è meno creare delle esperienze curatoriali di impatto, che riescano davvero a raggiungere e impressionare il pubblico rimanendo nell&#8217;immaginario collettivo.</p>



<p>Spero di vedere più spazi dedicati all&#8217;arte digitale, che siano NFT o altro, poco importa. Questi spazi dovranno favorire la divulgazione e la consapevolezza per una maggiore alfabetizzazione digitale del settore, anche tra curatori e artisti, per creare mostre e progetti che non siano solo dei display stile pubblicitario.</p>



<p>Quello che riesco davvero poco a immaginare è il concepire lo spazio virtuale come se fosse uno spazio fisico. Ci sono gallerie e piattaforme fatte di ambienti con le luci dalle finestre, addirittura con sedie e uscite di emergenza. Dobbiamo concepire lo spazio virtuale e le opere digitali diversamente, e diverse devono essere le esperienze, le prospettive, le interazioni.</p>



<p>Spero che questa abbondanza di arte, questo flusso forte di creatività che si sta diffondendo su molteplici livelli ci aiuti a sviluppare, grazie alla contaminazione dei linguaggi, un&#8217;immaginazione più ampia, più fervida.</p>



<p><strong>Conosci la scena italiana NFT?</strong></p>



<p>Sono forse la persona meno adatta a parlare di questo argomento e ciò è dovuto alla mia poca frequentazione della scena, che è limitata a un gruppo di riferimento, che è quello che ho menzionato prima, R.I.O.T.. Quello che so è che la scena Italiana è promettente, vivacissima, fortemente partecipata. L&#8217;arte come piattaforma di socializzazione, come aggregatore sociale è un fenomeno potente.</p>



<p></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/domenico-barra-glitch-artist-gli-nft-per-un-collezionismo-condiviso-e-collettivo/">Domenico Barra, glitch artist: gli NFT  per un collezionismo condiviso e collettivo</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Origine e forme del valore degli NFT</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/origine-e-forme-del-valore-degli-nft/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2022 08:37:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[criptoarte]]></category>
		<category><![CDATA[cryptoart]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<category><![CDATA[web3]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come attribuire il giusto valore ad asset basati su NFT?</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/origine-e-forme-del-valore-degli-nft/">Origine e forme del valore degli NFT</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="1675">Come attribuire il giusto valore ad asset basati su NFT? Un mercato appena nato non ha raggiunto uno stato di equilibrio tale da potersi affidare alla legge della domanda e dell’offerta: nei settori della cryptoart e dei <em>collectibles</em> ci sono tantissimi offerenti e relativamente pochi compratori, in quello del mercato fondiario virtuale il contrario. Guardare lo “storico” di asset simili? Anche in questo caso ci sono pochi dati a disposizione, che potrebbero essere inquinati da speculazioni e da facili ma immotivati entusiasmi. Gli esperti sono comunque a corto di esperienze, gli intermediari in teoria non dovrebbero neanche esistere nel mondo blockchain.</p>



<p id="2cd2">Possiamo però procedere per tentativi per capire come e perché gli NFT acquisiscano valore.</p>



<p id="b4e6">Un punto risulta essere molto chiaro. <strong>Ciò che rende appetibili gli NFT e di conseguenza conferisce loro un valore intrinseco come strumento è la capacità di certificare pubblicamente la proprietà di un bene digitale.</strong> Ogni transazione che avviene in una blockchain rimane memorizzata e chiunque può controllare l’indirizzo proprietario di quel bene. <strong>È come se esistesse un inventario globale condiviso degli oggetti digitali.</strong></p>



<p id="1ce6">L’espressione forse più diretta di questo aspetto degli NFT è la compravendita (per ora essenzialmente l’acquisto) di parcelle di terreno virtuale in mondi come Decentraland, Somnium Space, Cryptovoxels e Sandbox. Spinti dal desiderio di essere tra i primi a giocare la partita del Monopoli nel metaverso, brand, aziende, agenzie immobiliari, speculatori e vip usano i token non fungibili per formalizzare la proprietà dei loro lotti, pronti a installarvi qualche negozio o qualche non ben definita attività, ad affittarli o a rivenderli a prezzo maggiorato. Un po’ come Las Vegas agli esordi, una landa desolata in cui qualche gangster con il pallino degli affari costruì un casino: seguirono subito altri affaristi, pronti a scommettere (appunto) su una città che ancora non esisteva. Tutto questo si è già visto anni fa anche nello spazio digitale, con Second Life, ma senza il corollario degli NFT.</p>



<p id="d0ce">Il valore NFT è per ora confluito nelle casse delle compagnie proprietarie dei mondi virtuali pre- metaverso: <a href="https://time.com/6140467/metaverse-real-estate/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Sandbox ha una valutazione di 2 miliardi di dollari, Roblox più di quaranta</a>.</p>



<p id="0574">Il settore che più ha beneficiato degli NFT è senz’altro quello della cripto arte: linguaggio visivo che comunica gli ideali della criptovaluta e il suo potenziale nel coltivare una rivoluzione sociale e finanziaria.</p>



<p id="dd81">Gli NFT hanno permesso agli artisti di liberare la loro creatività in autonomia, consentendoli di aprirsi a un nuovo pubblico e di vendere le loro opere direttamente a un mercato globale, inclusivo, transculturale e fluido: per loro, questo è il valore degli NFT.</p>



<p id="2b2b"><a href="https://flash---art.com/2021/01/jason-bailey/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Come spiega Olive Allen</a>, una delle pioniere di questo movimento: “La cryptoart è un movimento artistico nato da qualche parte tra i vivaci corridoi delle conferenze blockchain e i minuscoli angoli del cyberspazio dove, a tarda notte, una manciata di ribelli e disadattati cercavano di soddisfare quell’inspiegabile bisogno di cambiare qualcosa nel mondo. E così hanno iniziato a fare arte, spesso utilizzando semplici strumenti per alterare le immagini, gratuiti e ampiamente disponibili su Internet.”</p>



<p id="78b5">Dall’altra parte della barricata, i collezionisti, grandi e piccoli, hanno molti stimoli e spazi espressivi da esplorare. Oltre l’aspetto economico, il valore risiede nella possibilità di interagire con l’artista, di conoscerlo, di dialogare con lui, di conoscerne background e motivazioni: un’apprezzata possibilità, un tempo riservata a pochi galleristi e grandi collezionisti. Parafrasando il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cluetrain_manifesto" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Cluetrain Manifesto</a>, <strong>l’arte digitale è ora conversazione</strong>.</p>



<p id="bb24">Bypassando la componente artistica, i più smaliziati, insieme con le startup che operano nell’ambiente blockchain, si sono resi conto della formidabile possibilità che forniscono loro gli NFT: non solo garantiscono la proprietà di un asset digitale ma <strong>possono essere usati per creare scarsità artificiale</strong>. Con qualche riga di codice, uno smart contract limita il numero di alcuni NFT di una serie, rendendoli rari o unici.</p>



<p id="28ae">Hanno quindi pensato che si poteva far leva sulla passione (o mania) del collezionismo per guadagnare più velocemente e con meno sovrastrutture artistico-culturali. L’effetto rete, infatti, favorisce maggiormente le collezioni, magari associate a esperienze “gamificate”, che hanno maggior possibilità di attrarre compratori rispetto alle vendite episodiche.</p>



<p id="ce63">Originata da Cryptokitties e Cyberpunk, è nata la febbre dei <em>collectibles</em>, figurine digitali da vendere, acquistare, rivendere (lo scambio non è popolare che io sappia). Il valore, per questa categoria di creatori, risiede nella possibilità (nella speranza) di guadagnare facilmente, velocemente e, sperabilmente, grosse somme.</p>



<p id="91c5">Ma non è tutto semplice. Anzi.</p>



<p id="ef72">È interessante scoprire che nella maggior parte dei casi <a href="https://www.domusweb.it/en/art/2021/12/16/nfts-four-secrets-to-understand-their-real-value.html" rel="noreferrer noopener" target="_blank">il valore degli NFT dipende dalla comunità che li supporta</a>: ciò che <a href="https://nonfungible.com/blog/good-bad-ugly-faces-nft" rel="noreferrer noopener" target="_blank">è “buono” o “cattivo”, cosa comprare, cosa scartare viene deciso nelle discussioni sui server Discord, nelle altre communities sparse tra social come Telegram e tramite i voti nelle DAO</a>. <strong>Il valore sociale (relazionale) trascina il valore monetario</strong> perché <a href="https://www.bi.edu/research/business-review/articles/2021/11/value-in-the-age-of-non-fungible-tokens-nfts/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">apprezziamo le cose che concordiamo essere preziose</a>.</p>



<p id="56cc">Senza una solida comunità di utenti, i progetti NFT possono non decollare o possono crollare rapidamente poiché tutti i possessori di token perdono rapidamente interesse. E questo significa che se un progetto NFT non rende sufficientemente chiara la sua proposta di valore all’inizio, può non riuscire a reclutare una comunità sufficientemente grande o la comunità giusta.</p>



<p id="d6c8">Sia chiaro, a volte l’intento di una community è puramente speculativo. Si chiamano campagne “<em>pump and dump</em>” e si propongono di alzare artificialmente il prezzo di strumenti finanziari come le azioni: nei mercati regolamentati sono illegali, nel mondo cripto ancora no.</p>



<p id="e4db">Abbiamo accennato alla scarsità (alias rarità) predeterminata e embeddata nel codice degli NFT.</p>



<p id="141f">Questa scarsità è, comunque, una sorta di elusione giuridica. Visto che ogni bene digitale, anche certificato da un NFT, può essere riprodotto (“tasto destro e salva”), il valore viene indissolubilmente legato alla certificazione di proprietà (e quindi di provenienza) di quel bene: se sono in grado di dimostrare che lo posseggo, che sono il custode dell’”istanza originale”, non mi importa che venga duplicato <em>ad infinitum</em>. Anzi, “<a href="https://cantrell.medium.com/nfts-solve-a-very-real-problem-just-not-very-elegantly-82722d97b459">più altri sperimentano i beni digitali che possiedo, più valore potrebbe esserci nel possederli.</a>”</p>



<p id="12c0"><strong>I brand sono stati sedotti dagli NFT anche per questa visione di “originalità di massa”</strong>. Hanno fiutato la possibilità di utilizzarli all’interno di strategie di marketing e come strumento per vendere le repliche digitali (o gli originali virtuali) dei loro prodotti nel metaverso. <a href="https://hbr.org/2021/11/how-nfts-create-value" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Inoltre i ricavi delle vendite di NFT iniziali e successive vengono reimmessi nel marchio, supportando progetti sempre più ambiziosi, che a loro volta aumentano il valore degli NFT stessi.</a></p>



<p id="84f7">Questo effetto rete non ne esclude altri. Il testimonial delle pubblicità del tempo che fu è ora sostituito da influencer e celebrità — <a href="https://www.protocol.com/bulletins/reese-witherspoon-nfts" rel="noreferrer noopener" target="_blank">ultima in ordine di tempo Reese Whiterspoon</a> — che mostrano ai quattro social la loro infatuazione per gli NFT (spesso senza sapere bene cosa siano). Più attendibili, i cripto-milionari ne fanno incetta, sia per investimento o speculazione sia per perseguire la propria coerente via verso l’esclusività. Consideriamo che solo prendendo in considerazione i bitcoin <a href="https://www.cnet.com/news/nfts-explained-why-people-spends-millions-of-dollars-on-jpegs/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">si stima vi siano 100.000 neo-milionari</a>. Difficile immaginare una lotta più serrata per accaparrarsi questi status symbol in tema.</p>



<p id="e681">Per il resto dell’universo, la ricerca di un piccolo elemento di distinzione da esibire sul proprio profilo Twitter, per esempio, può essere una motivazione sufficiente ad acquistare un NFT tra le centinaia di migliaia a bassissimo costo (<a href="https://dune.xyz/queries/37674/74643" rel="noreferrer noopener" target="_blank">a gennaio 2022 mezzo milione di utenti con almeno una transazione solo su OpenSea</a>, il marketplace più famoso).</p>



<p id="d328">L’imprenditore <a href="https://www.businessinsider.in/cryptocurrency/news/gary-vaynerchuk-explains-the-value-of-nfts-they-are-assets-to-communicate-who-you-are/articleshow/89511574.cms" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Gary Vaynerchuk</a> ha affermato: “Viviamo sempre più in un panorama digitale e gli NFT diventano risorse per comunicare chi sei. Ed è qualcosa che gli esseri umani hanno fatto per sempre: hanno comprato cose per comunicare. Gli NFT saranno la versione in scala di questo”.</p>



<p id="c695">La musica e il mondo dell’entertainment guardano agli NFT come la realizzazione pratica di quanto promesso dalla tecnologia blockchain già da qualche anno: <a href="https://medium.com/fraglie-digitali/cinema-entertainment-e-blockchain-un-panoramica-dei-progetti-internazionali-b3a9b1c311d7">la digitalizzazione del valore di un progetto, un disco, un film, una serie tv</a>. Con gli NFT possono essere raccolti fondi tramite un crowdfunding evoluto, rendendo gli utenti co-produttori. Insieme con tutti coloro che sono coinvolti in un progetto, gli acquirenti potrebbero partecipare alla redistribuzione degli utili e beneficiare dell’aumento di valore degli NFT vendendoli in mercati secondari. Come strumenti di marketing possono essere utilizzati con la funzione di “<a href="https://vincos.it/2022/02/26/cosa-sono-e-a-cosa-servono-i-social-token/?utm_source=feedly&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=cosa-sono-e-a-cosa-servono-i-social-token" rel="noreferrer noopener" target="_blank">social token</a>”, premiando la community di utenti che, per esempio, spinge l’opera sui social.</p>



<p id="9657">L’idea della community ritorna ma in altri casi si trasmuta in quella del club esclusivo. Il possesso dell’NFT garantisce una membership e privilegi di accesso — fisico e virtuale — a luoghi oltre che a beni e servizi. A seconda dell’asset legato all’NFT si può accedere al set di un film, al backstage di un concerto, a una festa esclusiva e a infiniti altri gradi di esclusività.</p>



<p id="9fd7">Concludo con un accenno al rapporto tra NFT e finanza decentralizzata o DeFi. Quest’ultima è strettamente legata alle blockchain e la ricerca di un utilizzo dei token non fungibili in quest’ambito è in piena espansione. Comunque li si giudichi, gli NFT sono riserve di valore e quindi possono essere utilizzati in maniera non dissimile da altri asset simili. Possono, per esempio, costituire garanzie per prestiti, come nella piattaforma di prestiti p2p <a href="https://fortune.com/2022/02/07/nft-collateral-for-million-dollar-loans/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Arcade</a>, nel settore assicurativo (<a href="https://covercompared.com/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Cover Compared</a>) o come semplice riserva di liquidità. Una dimostrazione pratica la si trova in quello che stanno facendo diversi musei, anche italiani: ricavare un valore aggiuntivo dalle loro opere agganciandole a NFT che possono essere venduti per ricavare finanziamenti extra.</p>



<p id="5759">Gli NFT sono destinati a durare? Miliardi di dollari sono ora embeddati in NTF, investimenti per lo stesso ordine di grandezza vengono continuamente elargiti, artisti e creativi hanno ora un modo per quantificare quanto prima era inquantificabile. E hanno un mercato tra pari globale e libero.</p>



<p id="5233">Dopo la fase “<em>read</em>” del primo web, quella “<em>write</em>” del web 2.0 è l’ora della fase “<em>own</em>” del web3. Gli NFT potrebbero esserne la chiave di volta.</p>



<p id="9f9d">Se anche si trattasse di una bolla speculativa, bisogna ricordare che le bolle precedenti &#8211; come quella dot com del 2000 &#8211; ci insegnano che qualcosa resta, un valore residuo che crea un’infrastruttura solida e persistente, base per il prossimo livello della Rete.</p>



<p></p>



<p><em><a href="https://medium.com/@federicobo/origine-e-forme-del-valore-degli-nft-86a11176db29" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Originariamente pubblicato su Medium</a></em></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/origine-e-forme-del-valore-degli-nft/">Origine e forme del valore degli NFT</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>NFT: e alla fine arrivò il cinema</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/nft-e-alla-fine-arrivo-il-cinema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2022 16:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicobo.eu/?p=4162</guid>

					<description><![CDATA[<p>Riusciranno i token non fungibili a far emergere il potenziale innovativo delle blockchain nell’arte, nella musica e nell’audiovisivo?</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/nft-e-alla-fine-arrivo-il-cinema/">NFT: e alla fine arrivò il cinema</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai tre anni fa, su queste pagine, abbiamo esplorato la tecnologia blockchain e i suoi possibili impatti nell’industria cinematografica e dell’audiovisivo.</p>



<p>Come forse ricorderete, le blockchain sono database universali, decentralizzati, crittografati e indelebili. Nate come ossatura delle criptovalute (Bitcoin <em>in primis)</em>, si sono evolute fino a poter rappresentare ogni sorta di asset, digitale o fisico, supportandone le transazioni. Gli smart contract sono il “braccio operativo” delle blockchain: contratti digitali che permettono l’esecuzione automatica di certe azioni in base a determinate condizioni.</p>



<p>Tramite gli smart contract possono essere creati token, criptovalute personalizzate associate a progetti, piattaforme, ecosistemi commerciali/finanziari.</p>



<p>Avevamo analizzato diverse startup che promettevano di rivoluzionare il settore cinematografico e audiovisivo e “di permettere decentralizzazione, disintermediazione e nuove modalità di finanziamento e ripartizione dei profitti.”</p>



<p>Com’è andata? La realtà dei fatti si è dimostrata, come sempre, più complicata ed esigente rispetto alle aspettative. Diversi progetti sono spariti, altri come Singular DTV (ora <a href="https://www.breaker.io/">Breaker</a>) si sono riplasmati cambiando nome e strategie, altri ancora come Filmchain continuano ad affinare e aggiornare modelli di business e funzionalità.</p>



<p>All’inizio di quest’anno, però, è diventata familiare al grande pubblico una sigla, NFT, che ha scompaginato il settore dell’arte, della musica, della moda e degli oggetti collezionabili.</p>



<p>Grazie agli NFT &#8211; ovvero token non fungibili (Non Fungible Token) &#8211; si sono viste vendite milionarie di oggetti digitali (e non solo). Un collage digitale dell’artista Peeble, “Everydays — The First 5000 Days”, venduto a un’asta di Christie’s a 69 milioni di dollari. Una semplice figura pixellata generata automaticamente venduta a circa 7,5 milioni di dollari (nella criptovaluta ether). La musicista e artista Grimes ha guadagnato centinaia di migliaia di dollari vendendo la sua collezione di opere digitali. Il CEO di Twitter Jack Dorsey ha messo all’asta il suo primo tweet, raggiungendo quotazioni da milioni di dollari. Carte collezionabili dei giocatori NBA basate su blockchain hanno generato ricavi per 230 milioni di dollari.</p>



<p>Nel primo semestre del 2021 il mercato degli NFT ha raggiunto un controvalore di 2,5 miliardi di dollari (nello stesso periodo del 2020 ammontava a meno di 14 milioni di dollari).</p>



<p>Per capire se e come questi token possano impattare anche nel settore cine-audiovisivo occorre comprenderne bene natura, potenzialità e limiti.</p>



<p>Partiamo da una considerazione: i bitcoin e gli ether (la criptovaluta di Ethereum, la seconda blockchain pubblica per importanza) sono beni fungibili, così come le altre valute tradizionali. Una moneta da un dollaro è indistinguibile da ogni altra moneta da un dollaro e un ether a ogni altro ether.</p>



<p>Anche gli oggetti digitali, in generale, sono per loro natura fungibili: ne possono facilmente essere fatte infinite copie identiche, a scapito dell’”unicità”.</p>



<p>Questo ha limitato l’espansione dell’arte digitale e del collezionismo di oggetti fatti di bit. Autenticazione, certificazione di proprietà, compravendita risultavano incerti e poco affidabili.</p>



<p>Nel 2017, la blockchain pubblica Ethereum ha visto nascere uno standard specifico e aperto, l’ERC721, che permette di creare token non fungibili ovvero NFT. Standard analoghi sono stati successivamente ideati per altre blockchain; Ethereum stessa sta allargando la tipologia di questi token con nuovi standard come l’ERC1155.</p>



<p>Possiamo immaginare uno di questo NFT come uno smart contract che implementa un certificato di autenticità e di proprietà associato a un certo bene digitale (o fisico).</p>



<p>Con questo sistema si riescono a creare unicità o scarsità anche per gli oggetti puramente digitali, rendendoli, tra l’altro, collezionabili.</p>



<p>La “scarsità artificiale” non è una novità: l’arte, il design, la moda, la musica, l’industria audiovisiva creano da tempo edizioni limitate o speciali per appassionati, fan, collezionisti o persone che vogliono “distinguersi”.</p>



<p>Nel caso degli NFT, si tratta di un differente esercizio di astrazione, sempre collegato al desiderio di molti di possedere qualcosa di raro. Non importa che quell’opera possa essere comunque duplicata e visibile da chiunque: l’importante è essere custodi della “matrice”, con ogni pixel autenticato grazie all’NFT.</p>



<p>Come viene creato un NFT? Un artista (o chiunque di noi, in realtà) può, in uno delle tante piattaforme e marketplace disponibili come OpenSea o Rarible, effettuare – a pagamento &#8211; l’operazione di “<em>minting</em>”: sceglie il numero di copie per la sua opera digitale, effettua l’upload del file e automaticamente vengono creati tanti NFT quante sono le copie. Ognuno di essi “punta” al file dell’opera, ovvero contiene il link all’indirizzo, l’URL, dove fisicamente risiede quel file. Eh sì, il file nella maggior parte dei casi non risiede nella blockchain ma all’esterno, “<em>off-chain”</em>. Questo perché memorizzare dati sulle blockchain, in particolare Ethereum, costa molto, anche centinaia di migliaia di euro per megabyte.</p>



<p>Questo disaccoppiamento tra certificato e opera può originare tutta una serie di problemi. Innanzitutto l’URL può cambiare, per i motivi più diversi. A chi tocca aggiornare il puntatore? Al creatore? All’attuale proprietario? Lo storage esterno può essere una cloud, un server centralizzato, un servizio come Google Drive o Dropbox o addirittura un server casalingo. Se succede qualcosa e il file con l’opera viene modificato o cancellato, cosa succede? Nel secondo caso rimane un NFT senza più un’opera associata, come un certificato di proprietà di un dipinto andato distrutto in un incendio. A chi tocca la responsabilità della custodia dell’opera? Qual è il controllo che il proprietario dell’NFT ha sull’opera, se questa risiede su un server centralizzato di proprietà di una società (come nel caso dei famosi Cryptokitties?) Praticamente nullo, secondo alcuni pareri. Domande e dubbi che terranno a lungo occupati avvocati e regolamentatori.</p>



<p>Questi sono solo alcuni degli aspetti critici emersi. Ho parlato fino ad ora di “opera digitale” come se i milioni di NFT venduti fossero tutte creazioni artistiche; in realtà chiunque può associare un NFT a qualunque file digitale, sia esso una foto del gattino di casa, un mp3 con un fruscio statico, una tesina di scuola e via immaginando. Solo alcune piattaforme hanno sezioni con artisti selezionati; quel che è peggio c’è chi fa il copia-incolla di un’opera altrui e la mette in vendita in maniera fraudolenta.</p>



<p>La parossistica corsa all’NFT ha portato però, oltre alla bolla sui prezzi, anche il desiderio di sperimentare. Molti artisti digitali hanno salutato con entusiasmo le possibilità offerte dai token, sentendosi finalmente liberati da una condizione di inferiorità rispetto ai colleghi che operano con pennelli e scalpelli. Ciò che conferisce “sostanza” al movimento è la sua comunità, formata da giovani criptonativi che riconoscono un valore a tutto ciò che aderisce ai loro interessi e ai loro gusti: gli NFT sono simboli di una generazione rimasta confinata d’improvviso in un angusto spazio fisico (e prima ancora sociale ed economico) ma libratasi insieme nell’universo digitale. Ma anche famosi artisti come Damien Hirst e prestigiose case d’asta come Sotheby’s si sono lanciati in questo mercato. Prestigiosi musei italiani hanno venduto riproduzioni digitali in alta qualità, certificate grazie agli NFT, delle opere possedute per auto-finanziarsi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/04/sentieri-selvaggi-nft-1-scaled.jpg"><img decoding="async" width="1200" height="675" src="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/04/sentieri-selvaggi-nft-1-1200x675.jpg" alt="" class="wp-image-4163" srcset="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/04/sentieri-selvaggi-nft-1-1200x675.jpg 1200w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/04/sentieri-selvaggi-nft-1-744x419.jpg 744w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/04/sentieri-selvaggi-nft-1-420x236.jpg 420w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/04/sentieri-selvaggi-nft-1-768x432.jpg 768w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/04/sentieri-selvaggi-nft-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/04/sentieri-selvaggi-nft-1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/04/sentieri-selvaggi-nft-1-640x360.jpg 640w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/04/sentieri-selvaggi-nft-1-840x473.jpg 840w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></figure>



<p>In altri settori si assiste a un dilagare di utilizzi, in parte per cavalcare l’onda e in parte per trovare utilizzi realmente efficaci di questi strumenti. Nella moda, diversi marchi hanno associato NFT a vestiti, borse, accessori, magari certificando insieme al bene fisico un suo gemello digitale oppure gli schizzi preparatori dei designers. In un incrocio promettente, case di moda e stilisti indipendenti sperimentano la creazione di serie limitate di oggetti, accessori e vestiti per il mondo degli e-games e dei metaversi virtuali come Fortnite, tra i più attivi nell’utilizzo di NFT.</p>



<p>Per ovvie ragioni, il mondo delle figurine e di tutti gli artefatti digitali collezionabili rappresenta un segmento importante per i token non fungibili: comprare, collezionare e rivendere nei mercati secondari card certificate di giocatori di calcio, basket, cryptopunk o cryptokitties muove un enorme giro di affari.</p>



<p>La decentralizzazione della produzione dei contenuti, grazie agli NFT, viene accompagnata da sperimentazioni su modelli di autogestione, finanziamento e monetizzazione nel giornalismo e sui social media.</p>



<p>Una caratteristica attraente, seppur non ancora diffusa e codificata in uno standard ufficiale, è la possibilità, per il creatore di un NFT, di ricevere delle percentuali dalle vendite successive alla prima; questo potrebbe garantire un flusso di ricavi continuativo seppur incerto.</p>



<p>Anche per questa caratteristica, il mondo della musica si è buttato a capofitto nella mischia. Tra i primi, Mike Shinoda dei Linkin Park ha messo un suo pezzo in asta tramite NFT vendendolo a circa 30.000 dollari. Da notare che chiunque può ascoltarlo andando sul marketplace nell’account di Shinoda, ma il proprietario ora possiede i diritti sul file (che può rivendere). I Kings of Leon hanno pubblicato il loro nuovo album &#8220;When You See Yourself&#8221; come: le varie “edizioni” contenevano anche pass a vita per i loro concerti e hanno fruttato complessivamente quasi 1 milione e mezzo di dollari. Anche artisti italiani come Morgan, Mahmood, Sferaebbasta, Achille Lauro e altri si sono impegnati in progetti più o meno articolati riguardanti gli NFT. Da questi esempi si nota come i token siano usati per creare edizioni limitate, offrire bonus esclusivi e per integrare l’aspetto musicale con altre manifestazioni di creatività come l’arte digitale.</p>



<p>Una prospettiva più interessante ma più complessa, legalmente parlando, è quella di usare gli NTF come “<em>stock options</em>”: i diritti di una canzone (o di un album o addirittura di un intero catalogo) vengono frazionati in NFT: chi li acquista potrà ricevere le royalties corrispondenti sulle vendite. Piattaforme come Bluebox e Vetz si muovono in tal senso. Con un meccanismo analogo si può anche finanziare, con un crowdfunding evoluto, la produzione di nuove canzoni.</p>



<p>Niente di nuovo sotto il sole, visto che avevamo segnalato già tre anni fa come la ricerca di nuove modalità di condivisione dei profitti fosse un obbiettivo dei progetti legati alle blockchain.</p>



<p>Arriviamo infine al mondo del cinema e dell’audiovisivo. Come in un giorno della crypto-marmotta, si ripetono slogan e promesse. Innumerevoli sono i film che si autoproclamano essere i primi “in NFT”, qualunque cosa voglia dire e le piattaforme che “rivoluzioneranno” l’entertainment.</p>



<p>In realtà, come per la musica, i token vengono al momento usati soprattutto per rilasciare edizioni speciali e memorabilia certificati legati a film. Il nuovo film di Anthony Hopkins, “Zero Contact”, affida alla neonata piattaforma Vuele il rilascio di un’edizione limitata associata a un NFT. Allo stesso modo la 20th Century Fox vende poster digitali del film “Deadpool 2” e Joe Dante figurine legate ai suoi film. Questa tendenza porterà film e prodotti seriali a legare i token a ogni genere di contenuti e artefatti, estrapolati dalle varie fasi di produzione (per esempio le sceneggiature o le note del regista) o creati ad hoc per legare gli spettatori alle storie e ai personaggi. “Space Jam: A New Legacy” adotterà questa strategia, cercando nel contempo di rilanciare un marketplace di token come Niftys. Ma questo è semplice marketing, neanche troppo evoluto, utile per lanciare nuove produzioni o per riutilizzare &#8211; in forma di merchandising digitale &#8211; materiale derivante da opere datate di cui si possiedono i diritti.</p>



<p>Più ambizioso il regista di “Clerks”, Kevin Smith. Chi acquisterà l’NFT associato al suo film (ai file originali) “Killroy Was Here” potrà distribuirlo e venderlo, per esempio a Netflix. Un azzardo non si sa quanto consapevole.</p>



<p>Il progetto che vede protagonista Aku, il giovane astronauta nero ideato dall’artista ed ex giocatore di baseball Micah Johnson, è tra i più intriganti. Aku è un nativo NTF, nel senso che il personaggio, o meglio la sua immagine, è nata per essere venduta associata a un token: nel febbraio di quest’anno ha fruttato al suo creatore un paio di milioni di dollari. La Anonymous Content &#8211; casa di produzione di film come “The Revenant” e di serie come “True Detective” e “Mr. Robot” &#8211; ha deciso di sviluppare il personaggio costruendoci attorno un universo narrativo.</p>



<p>Una delle prospettive che gli NFT aprono è in effetti quella di generare nuovi personaggi e storie da far espandere in franchise multimediali (film, serie, videogiochi, graphic novel e così via) grazie anche alle community che si sviluppano nel mondo crypto. Qualcosa di comunque già visto, per esempio con il media franchise dei Pokemon lanciato come videogame ormai più di venticinque anni fa e poi espanso in ogni sorta di medium.</p>



<p>In Italia ci sono, al momento, un paio di esperienze interessanti. I Licaoni, Francesca Detti e Alessandro Izzo, nel 2005 erano stati pionieri della distribuzione sul web del loro film “Kiss Me Lorena”. Ora effettuano un crowdfunding per il nuovo film “Twinky doo’s Magic World” utilizzando gli NFT per certificare 50 copie.</p>



<p>Blue Film, con la collaborazione di EY e della startup Cinetech venderanno frame certificati da NFT del loro film cult “La leggenda Kaspar Hauser” per finanziare un documentario…sugli NFT.</p>



<p>La vendita di frame di un film potrebbe essere un trend accattivante. Ancor più se si potesse depositare un intero film su blockchain. In questo modo quella sarebbe la sorgente ufficiale di ogni streaming. La possibilità di redistribuzione degli utili a coloro che hanno contribuito al film e ai micro-investitori possessori di frame diverrebbe fattibile, problemi di regolamentazioni nazionali e internazionali a parte.</p>



<p>Due progetti, Videocoin e Theta, si muovono in questa direzione costruendo infrastrutture decentralizzate per lo storage e lo streaming video basate su blockchain.</p>



<p>È possibile quindi che la strada intrapresa prima con blockchain e poi con gli NFT sia davvero destinata, se non a rivoluzionare, a far emergere soluzioni alternative ai modelli imposti dalle attuali mega-piattaforme di streaming. O forse anche questi tentativi saranno fagocitati da unicorni agglomeranti e famelici.</p>



<p><em><a href="https://shop.sentieriselvaggi.it/prodotto/sentieriselvaggi21st-n-10-copia-cartacea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Originariamente pubblicato sulla rivista Sentieri Selvaggi 21st</a></em></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/nft-e-alla-fine-arrivo-il-cinema/">NFT: e alla fine arrivò il cinema</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Prove di evoluzione per gli NFT</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/prove-di-evoluzione-per-gli-nft/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 08:25:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<category><![CDATA[Polkadot]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli NFT evolvono. Non solo su Ethereum, ma anche su altre reti “cugine”.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli NFT evolvono. Non solo su Ethereum, ma anche su altre reti “cugine”.</p>



<p><a href="https://polkadot.network/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" title="Polkadot">Polkadot</a> è una blockchain creata da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gavin_Wood">Gavin Wood</a> (co-fondatore di Ethereum) con lo scopo di creare un ecosistema di blockchain interoperabili, veloci e più energeticamente sostenibili di Ethereum (viene utilizzato un algoritmo di consenso variante del <em>proof of stake</em>).</p>



<p>Ma quel che ci interessa è <a href="https://kusama.network/" title="Kusama">Kusama</a>, la sua “rete canarino” (dai canarini una volta usati nelle miniere per segnalare fughe di gas). Questa è un clone di Polkadot, dove possono essere testati progetti e funzionalità prima di essere messi sulla rete principale: più di una testnet, Kusama rappresenta una rete realmente operativa &#8211; ad alto rischio vista la sua natura &#8211; con token reali.</p>



<p><strong>Il <a href="https://www.rmrk.app/">RMRK</a> (si pronuncia “<em>remark</em>”) è un set di standard basato su Kusama che permette di “costruire” NFT estensibili a piacimento, come una sorta di lego per token. La caratteristica principale è quella di poter nidificare gli NFT</strong>: l’NFT A può possedere l’NFT B che può possedere l’NFT C e via dicendo.</p>



<p>Un esempio banale ma chiarificatore di utilizzo è quello di un personaggio di un videogame (NFT A) che possiede un vestito (NFT B) su cui è appuntata una spilla (NFT C).</p>



<p><strong>A differenza di quelli tradizionali, questi NFT sono anche multi-risorse nel senso che possono essere collegati a più file di tipo diverso.</strong> Un NFT di un libro potrebbe avere il link a un PDF, a un audiolibro e a un’immagine (copertina): a seconda del contesto viene scelto l’output corretto.</p>



<p><strong>Legata a questa caratteristica è quindi  quella del <em>rendering</em> condizionale, in cui clausole del tipo if-then determinano quale aspetto dell’NFT rivelare</strong>. Un NFT può essere influenzato dalle reazioni degli utenti, rivelando più o meno dei suoi contenuti collegati a seconda del gradimento, per esempio. Questo rende gli NFT più dinamici, consentendo esperienze più ricche e articolate, adatte, guarda caso, a un metaverso.</p>



<p>Attraverso RMRK gli NFT possono inglobare anche token fungibili. Se un brano musicale/NFT è prodotto da un collettivo musicale (o DAO), ogni partecipante potrà votare e ricevere royalties in maniera proporzionale al suo contributo quantificato dal numero di token attribuitigli.</p>



<p>Per dimostrare le potenzialità di questa tipologia di NFT il team ha creato <a href="https://kanaria.rmrk.app/">Kanaria</a>, un gioco simil-Pokemon. Sono stati in messe in vendita migliaia di uova-NFT (per un controvalore di circa 6 milioni di dollari) che potevano essere “giudicate” dagli utenti. Quando le uova si sono schiuse, le creature alate avevano un aspetto influenzato da quei giudizi oltre a possedere oggetti e gemme formati da NFT nidificati (appunto…).</p>



<p>Queste sperimentazioni porteranno probabilmente lo standard RMRK ad approdare sulla rete principale Polkadot e quindi su tutte le blockchain di quell’ecosistema. Saranno inoltre di ispirazione per prossimi standard su Ethereum e altre blockchain, <a href="https://www.federicobo.eu/gli-standard-erc-di-ethereum/">così come nel 2017 lo è stato lo smart contract dei CryptoPunks per i primi NFT</a>.</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/prove-di-evoluzione-per-gli-nft/">Prove di evoluzione per gli NFT</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>NFT, web3 e la (ri)centralizzazione</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/nft-web3-e-la-ricentralizzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2022 17:24:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[multiverso]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<category><![CDATA[web3]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Matthew Rosenfeld aka Moxie Marlinspike è un esperto di cyber-security e il creatore di Signal, l’app di messaggistica famosa per la sua estrema attenzione alla privacy e alla sicurezza. In un suo post (che vi invito a leggere integralmente) ha scritto alcune considerazioni molto interessanti su blockchain, web3 e NFT. La prima considerazione riguarda la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.repubblica.it/tecnologia/2022/01/12/news/ma_perche_moxie_marlinspike_ha_lasciato_signal_-333517550/?ref=RHVS-VS-I302503236-P9-S2-T1">Matthew Rosenfeld aka Moxie Marlinspike</a> è un esperto di cyber-security e il creatore di Signal, l’app di messaggistica famosa per la sua estrema attenzione alla privacy e alla sicurezza.</p>



<p><a href="https://moxie.org/2022/01/07/web3-first-impressions.html">In un suo post (che vi invito a leggere integralmente)</a> ha scritto alcune considerazioni molto interessanti su blockchain, web3 e NFT.</p>



<p>La prima considerazione riguarda la tendenza alla centralizzazione che già appare nel mondo blockchain. Internet, il web 1.0 e il web 2.0 sono nati con le ottime intenzioni di creare reti decentralizzate e aperte. Sfortunatamente però, in un modo o nell’altro, sono state “colonizzate” da aziende che ne hanno snaturato la natura originaria creando prima portali poi piattaforme e servizi centralizzati.</p>



<p>Il web 3 supportato dalle reti blockchain sembrava dover invertire questa tendenza ma ci sono segnali che quest’aspirazione si scontri con una realtà fatta di limiti tecnici e avidità vecchio stile.</p>



<p>Marlinspike osserva innanzitutto che la decentralizzazione “senza se e senza ma” potrebbe avvenire solo se ogni utente avesse un nodo blockchain (per esempio Ethereum) nel proprio device, compresi gli smartphone: solo così la fiducia distribuita, il consenso e gli altri meccanismi delle blockchain potrebbero rendere gli utenti realmente “pari tra pari”. Non potendo questo succedere per limitazioni tecnologiche e architetturali, l&#8217;unica alternativa è rispolverare il caro, vecchio binomio client-server: interagire con la blockchain tramite un nodo che è in esecuzione in remoto su un server da qualche parte.</p>



<p>E infatti sono nate aziende che vendono l’accesso API (cioè tramite “interfacce” ) a un nodo Ethereum come servizio. In particolare, quasi tutte le dapp e i marketplace NFT si affidano alle API di soli due attori: Infura e Alchemy.</p>



<p>MetaMask è il wallet/gateway più usato nel mondo Ethereum e tra gli adepti NFT. Bene, <strong>quando ci colleghiamo tramite Metamask a un marketplace come OpenSea o Rarible (così come alle dapp) MetaMask sta semplicemente effettuando chiamate a Infura</strong>.</p>



<p>Questo comporta in primo luogo problemi di sicurezza. Le dapp interrogano la blockchain con queste API, ricevono una risposta ma senza verifica sull’autenticità di questa risposta. <strong>Tanta fatica per costruire un meccanismo di consenso e fiducia distribuito e poi ogni client si deve fidare dell’output fornito da queste due aziende!</strong></p>



<p>Sottolinea Marlinspike che “tutto il traffico in scrittura è ovviamente già pubblico sulla blockchain, ma queste aziende hanno anche visibilità su quasi tutte le richieste di lettura di quasi tutti gli utenti in quasi tutte le dapp.”</p>



<p>Non è finita. Visto che le richieste via Metamask avvengono tramite (semplifico) un unico canale, se si hanno più account operanti sul nostro Metamask apparirà una correlazione tra di essi, a dispetto della “sacra” privacy che dovrebbe essere garantita dalle blockchain.</p>



<p>Un altro aspetto su cui Marlinspike si sofferma <a href="https://medium.com/fraglie-digitali/nft-ovvero-arte-e-collezionismo-gettonati-c5fad56f3004">è quello più volte sottolineato anche da me</a>: si sottovaluta il fatto che gli oggetti digitali associati agli NFT sono, nella maggior parte dei casi, non residenti su blockchain ma salvati su server esterni (l’NFT è solo un puntatore all’indirizzo dell’oggetto). Chi sia il responsabile dell’integrità dell’artefatto digitale, cosa ci assicuri che non venga cancellato o che non venga sostituito sono domande scomode a cui si preferisce soprassedere.</p>



<p>Il fondatore di Signal ha fatto un significativo esperimento. Ha creato un NFT facendo in modo che l’immagine mostrata fosse diversa a seconda dell’IP o dell’User Agent dell’utente. <strong>Lo stesso NFT su OpenSea, su Rarible o su un wallet mostrava immagini differenti!</strong> OpenSea ha reso dopo qualche giorno l’NFT non disponibile senza spiegazioni. Il grosso problema è che l’NFT risultava sparito anche dal wallet di Marlinspike. Perché? Perché per accedere all’NFT si passava, oltre che per le API Infura, anche per quelle OpenSea. L’NFT è ancora su Ethereum, ma inaccessibile.</p>



<p>Un&#8217;altra criticità che denota una “privatizzazione” crescente delle reti blockchain e di Ethereum in particolare è data dalla tanto decantata possibilità di remunerazione degli autori di opere digitali anche con percentuali sulle vendite successive nel mercato secondario. Gli smart contract che gestiscono questa funzionalità NON sono standard (non fanno parte dei protocolli ERC7-21 e ERC-1155) ma creati dagli stessi marketplace, <a href="https://medium.com/fraglie-digitali/nft-ovvero-arte-e-collezionismo-gettonati-c5fad56f3004">come avevo anche in questo caso puntualizzato diversi mesi fa</a>.</p>



<p>Secondo Marlinspike questa tendenza alla (ri)centralizzazione dipende essenzialmente dalla difficoltà tecnica insita nei sistemi crittografati e distribuiti come le blockchain, che fanno sì che i progetti anche relativamente “semplici” richiedano grossi investimenti e team numerosi e qualificati: sono gli interessi di questi attori che vengono per primi. Gli utenti, d’altro canto, come gli artisti digitali, sono talmente entusiasti di questi nuovi strumenti che permettono loro di monetizzare che non si pongono troppe domande.</p>



<p><em>Update </em><a href="https://www.reddit.com/r/ethereum/comments/ryk3it/my_first_impressions_of_web3/hrrz15r/">In un commento su Reddit</a> (segnalatomi da <a href="https://www.linkedin.com/in/vincos/">Vincenzo Cosenza</a>) Vitalik Buterin (co-creatore di Ethereum) risponde alle osservazioni di Marlinspike. In sostanza Buterin afferma che ci sono problemi di gioventù delle blockchain, che i fondi dell&#8217;ecosistema Ethereum non sono tantissimi, che è più difficile lavorare sui sistemi decentralizzati e che, comunque, in futuro ogni smartphone sarà un nodo blockchain. Ma quante app/nodo/<a href="https://medium.com/codechain/blockchain-light-client-1171dfa1269a">light client</a> dovremmo mettere nel nostro smartphone? Non ci sarà solo Ethereum. O forse Buterin spera di sì.</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/nft-web3-e-la-ricentralizzazione/">NFT, web3 e la (ri)centralizzazione</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Giornalismo, editoria e NFT: la cripto-piattaforma di publishing Mirror e il caso di studio Dirt</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/giornalismo-editoria-e-nft-la-cripto-piattaforma-di-publishing-mirror-e-il-caso-di-studio-dirt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 15:52:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicobo.eu/?p=4054</guid>

					<description><![CDATA[<p>La decentralizzazione della produzione dei contenuti viene accompagnata da nuovi modelli di autogestione, finanziamento e monetizzazione.</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/giornalismo-editoria-e-nft-la-cripto-piattaforma-di-publishing-mirror-e-il-caso-di-studio-dirt/">Giornalismo, editoria e NFT: la cripto-piattaforma di publishing Mirror e il caso di studio Dirt</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="16b9">Nel 2010, insieme ad Antonio Badalamenti, avevamo avviato un progetto di giornalismo partecipativo. Ispirati e incoraggiati da David Cohn, ideatore negli Stati Uniti di Spot Us, provammo a realizzarne una versione italiana. Implementai un prototipo di piattaforma, cominciammo con un piccolo team a raccogliere proposte di inchieste giornalistiche sia da parte di utenti che di giornalisti, testammo le funzionalità. Il progetto venne selezionato per il contest di finanziamento Working Capital di Telecom ma, avendo poi vinto lo stesso contest con un altro progetto, dovemmo a malincuore abbandonare l’idea.</p>



<p id="476d">Da allora ho continuato a seguire l’evoluzione di progetti di varia natura legati a contenuti finanziati “dal basso”.</p>



<p id="199e">Il crowdfunding prese piede, arrivarono le blockchain e poi gli NFT.</p>



<p id="e91e">Ora un progetto circondato da un alone di mistero coniuga tutte queste filosofie e tecnologie: <a href="https://mirror.xyz/">Mirror</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="5c93">Mirror, il cripto-Medium tra DAO, NFT e crowdfunding</h2>



<p id="fe31">Se ne sa poco. Lanciato — sembra -nel gennaio del 2021 e basato sulla blockchain Ethereum si presenta così:</p>



<p>“Attraverso una rete decentralizzata, di proprietà degli utenti e basata su criptovalute, la piattaforma di pubblicazione di Mirror rivoluziona il modo in cui esprimiamo, condividiamo e monetizziamo i nostri pensieri.”</p>



<p id="c48d">Più prosaicamente, si può etichettarla come <strong>una sorta di cripto-Medium, piattaforma decentralizzata di pubblicazione per autori, giornalisti e scrittori basata su blockchain</strong>.</p>



<p id="dfae">Tra la “segretezza” e i meccanismi non proprio immediati legati a token, smart contract e simil-DAO comprenderne il funzionamento non è semplice. Cercherò di illustrarne le funzionalità principali, perché vi sono vari aspetti che risultano, seppur non sempre originali, comunque interessanti.</p>



<p id="1e7c">Per avere accesso a una guida, occorre collegarsi attraverso il proprio wallet Ethereum (per esempio Metamask).</p>



<p id="38e6">Partiamo da come si può entrare nella cerchia degli autori.</p>



<p id="09d6">Tutto è incentrato su un token, il $WRITE e un meccanismo di selezione settimanale da parte della comunità. I primi token sono stati distribuiti gratuitamente — tramite un a<em>irdrop &#8211;</em> a chi si è iscritto a una lista d’attesa. Durante questi round di selezione, <strong>i membri che possiedono $WRITE votano per scegliere i prossimi 10 autori </strong>da far entrare nella “redazione”. Più token si possiedono, più “vale” il voto. I vincitori ricevono un $WRITE che possono spendere per creare la loro pubblicazione.</p>



<p id="fe0a">Questo meccanismo vorrebbe rendere la community partecipe, arbitro della qualità e conseguentemente dell’economia della piattaforma. Più i contenuti sono interessanti e coinvolgenti, più il $WRITE dovrebbe acquisire valore. Ma come gli stessi promotori del progetto dichiarano, questa è una fase di sperimentazione che servirà a indirizzare i prossimi passi.</p>



<p id="9fbb"><strong>I post — con testi, immagini e/o video — possono essere associati a un NFT</strong>, “mintabile” (coniabile è meglio) su diversi marketplace come EthBlock.art, Foundation, Rarible, SuperRare e Zora. Questo NFT può essere messo all’asta. Chi la vincerà, potrà leggere l’articolo o, se è una testata, pubblicarlo (almeno così sembra). Naturalmente potrà anche essere rivenduto.</p>



<p id="a4f5"><strong>Con un’operazione di “<em>splitting</em>” inoltre, l’autore può creare l’NFT reindirizzando parte dei guadagni derivanti dalla vendita (o anche dalle rivendite nel mercato secondario) ad altri soggetti che hanno contributo al contenuto </strong>(o anche, per esempio, ad associazioni di beneficenza). Da poco è attivo un sistema di creazione condivisa del contenuto.</p>



<p id="369e">È possibile anche effettuare campagne di crowdfunding per finanziare, come nel mio progetto di undici anni fa, inchieste giornalistiche ma anche ricerche, romanzi, reportage fotografici e qualsiasi altra forma di contenuto. <a href="https://emily.mirror.xyz/0AFENlMKv9amUC1OJIZY26udpISw_raXkoEcvelPvzg">Qui è possibile vedere una di queste campagne</a>.</p>



<p id="c8de">I finanziatori del progetto ricevono dei token che, oltre a fungere da prova del patronato, hanno il potenziale per essere riscattati dal valore generato dal progetto stesso.</p>



<p id="0292">Queste del crowdfunding tokenizzato e dello <em>splitting</em> non sono certo idee nuove. Le blockchain, in particolare Ethereum, hanno da subito alimentato la speranza di sistemi rapidi, efficienti e automatici di condivisione e redistribuzione automatica dei profitti.</p>



<p id="4d3b">Comunque gli ideatori della piattaforma ipotizzano che in un prossimo futuro</p>



<p>“il creatore possa essere l’operatore di un DAO che produce molte opere, ciascuna coniata come NFT, con entrate continue dal trading che tornano alla DAO. I finanziatori della DAO possono quindi aspettarsi profitti superiori a quelli provenienti dalle vendite del primo NFT.”</p>



<p id="03bb">DAPH (Decentralized Autonomous Publishing House)? O DAN (Decentralized Autonomous Newsroom)?</p>



<p id="c951">Curiosamente, il contratto è ERC20-compatibile (token fungibili), quindi non si potrebbe parlare propriamente di NFT.</p>



<p id="d058">Esaurita la parte cripto-tecnico-economica, com’è la qualità dei contenuti? La domanda è difficile perché…non c’è un indice delle pubblicazioni. Facendo una ricerca con Google su indirizzi del tipo *.mirror.xyz (lo standard per Mirror), ne ho trovate alcune scritte probabilmente da persone che gravitano intorno al progetto. Focalizzate su blockchain, NFT, DAO e simili sembrano di buona qualità: un esempio <a href="https://g.mirror.xyz/17-QuzdJJ0n-WGtuFiSXpH13-F3XCBgiPYCRtKANwc8">questo post</a> di <a href="https://www.linkedin.com/in/graemeab/">Graeme Boy</a> (che ho scoperto essere il CTO di Mirror) sulle identità emergenti nei cripto-network.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="1ea6">La newsletter Dirt, un caso di studio</h2>



<p id="2380">Un caso di studio interessante riguardo le possibilità aperte da un progetto come Monitor è quello della pubblicazione <a href="https://dirt.substack.com/">Dirt</a>. Lanciata nel dicembre 2020 da Kyle Chayka, giornalista freelance, è una newsletter dedicata al digitale e all’entertainment. Dopo aver raggiunto circa 4.000 abbonamenti, <strong>Chayka ha voluto sperimentare una modalità di crowdfunding via NFT per finanziare una “stagione”, ovvero due mesi di pubblicazione</strong>. I soldi raccolti servono per remunerare gli autori dei contenuti (viene indicato un compenso di 1$ a parola…), il lavoro di editing e di scrittura dei fondatori, marketing e progetto grafico degli NFT.</p>



<p id="c78a">Sono stati coniati via Monitor 131 NFT associati a una gif animata (che, <a href="https://www.instagram.com/j.a.k._/?hl=en">anche se disegnata da un illustratore famoso</a>, <a href="https://air.mirror.xyz/GLYOPPlPTQFrR7lpJTbWomyHwMhcsmTH8y9CFTXbwOY?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=newsletter_axiosmediatrends&amp;stream=top">trovo bruttissima</a>). Cento sono stati messi in vendita a 0.05 ETH (circa 100 euro), 30 per 0.2 ETH (circa 400 euro) e uno messo all’asta.</p>



<p id="86a0">In una settimana sono stati tutti venduti raccogliendo circa 12 ETH, ovvero 25.000 euro.</p>



<p id="ed1e"><a href="https://air.mirror.xyz/GLYOPPlPTQFrR7lpJTbWomyHwMhcsmTH8y9CFTXbwOY?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=newsletter_axiosmediatrends&amp;stream=top">Chayka ha scritto un post su Monitor</a> per raccontare e condividere le sue impressioni sulla campagna.</p>



<p id="2fea">Perché gli utenti hanno comprato questi NFT? Per sostenere la pubblicazione in primo luogo: una base di qualche migliaio di sottoscrittori aiuta molto in una campagna di crowdfunding. Considerate però che qui si trattava di avere utenti non solo volenterosi ma anche non digiuni di criptovalute, dovendo comunque avere un wallet per effettuare l’acquisto.</p>



<p id="f589">Vi è stata anche una componente di curiosità e di divertimento; alcuni, soprattutto chi ha acquistato più NFT o l’edizione singola (per più di un ETH), sicuramente sono stati mossi da desiderio di effettuare un investimento.</p>



<p id="ee46">Alcuni NFT sono stati subito rimessi in circolazione nei mercati secondari — anche per cifre alte — ma al momento non sono stati rivenduti.</p>



<p id="6273">Monitor non prevede direttamente una percentuale sulle rivendite successive ma su Zora, per esempio, si ha il 15% di fee sulle transazioni successive alla prima. Questa forma di ricavi, a regime, potrebbe costituire, secondo Chayka, una forma di finanziamento che eviterebbe di rilasciare nel tempo troppi NFT, compromettendone la caratteristica di scarsità.</p>



<p id="6043">Il fondatore di Dirt suggerisce anche che i token, come $WRITE di Monitor, potrebbero essere usati come surrogati dei paywall, permettendo la lettura dei contenuti solo a chi ne possiede. Aggiunge inoltre che occorre trovare sinergie più strette tra NFT e contenuto: ”<em>Queste risorse digitali hanno un linguaggio e un vocabolario tutto loro; il miglior analogo non è l’arte da collezione ma gli acquisti in-app (ndt contenuti extra o abbonamenti), in cui gli acquisti approfondiscono la relazione e il coinvolgimento dei clienti con il marchio.</em>”</p>



<p id="31db">Quale che sia il destino di questi progetti, essi forniscono più di uno spunto di riflessione sul rapporto possibile tra giornalismo, editoria, blockchain e NFT.</p>



<p><em><a href="https://medium.com/fraglie-digitali/giornalismo-editoria-e-nft-la-cripto-piattaforma-di-publishing-mirror-e-il-caso-di-studio-dirt-17929860768f?source=friends_link&amp;sk=02df25ba2f901a7fcbf02b53cf207ce6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Originariamente pubblicato su Medium</a></em></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/giornalismo-editoria-e-nft-la-cripto-piattaforma-di-publishing-mirror-e-il-caso-di-studio-dirt/">Giornalismo, editoria e NFT: la cripto-piattaforma di publishing Mirror e il caso di studio Dirt</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quanti e dove sono i nodi Bitcoin ed Ethereum?</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/quanti-e-dove-sono-i-nodi-bitcoin-ed-ethereum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2021 15:53:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[ethereum]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicobo.eu/?p=4045</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia poche decine di nodi. La Germania ha circa il 20% dei nodi delle due blockchain.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading">Bitcoin</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Numero totale nodi (02/06/2021 ore 17.00): 9716</h3>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>1</td><td><a href="https://bitnodes.io/nodes/?q=unknown-country">n/a</a></td><td>1889 (19.48%)</td></tr><tr><td>2</td><td><a href="https://bitnodes.io/nodes/?q=United%20States">United States</a></td><td>1888 (19.47%)</td></tr><tr><td>3</td><td><a href="https://bitnodes.io/nodes/?q=Germany">Germany</a></td><td>1783 (18.38%)</td></tr><tr><td>4</td><td><a href="https://bitnodes.io/nodes/?q=France">France</a></td><td>595 (6.13%)</td></tr><tr><td>5</td><td><a href="https://bitnodes.io/nodes/?q=Netherlands">Netherlands</a></td><td>418 (4.31%)</td></tr><tr><td>6</td><td><a href="https://bitnodes.io/nodes/?q=Canada">Canada</a></td><td>316 (3.26%)</td></tr><tr><td>7</td><td><a href="https://bitnodes.io/nodes/?q=United%20Kingdom">United Kingdom</a></td><td>248 (2.56%)</td></tr><tr><td>8</td><td><a href="https://bitnodes.io/nodes/?q=Russian%20Federation">Russian Federation</a></td><td>235 (2.42%)</td></tr><tr><td>9</td><td><a href="https://bitnodes.io/nodes/?q=China">China</a></td><td>182 (1.88%)</td></tr><tr><td>10</td><td><a href="https://bitnodes.io/nodes/?q=Finland">Finland</a></td><td>154 (1.59%)</td></tr><tr><td></td><td></td><td></td></tr><tr><td>22</td><td><a href="https://bitnodes.io/nodes/?q=Italy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italy</a></td><td>62 (0.63%)</td></tr></tbody></table></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ethereum</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Numero totale nodi (02/06/2021 ore 17.00): 3876</h3>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>1</td><td><a href="https://www.ethernodes.org/country/United%20States">United States</a></td><td>1398 (36,07%)</td></tr><tr><td>2</td><td><a href="https://www.ethernodes.org/country/Germany">Germany</a></td><td>769 (19.84%)</td></tr><tr><td>3</td><td><a href="https://www.ethernodes.org/country/China">China</a></td><td>269 (6.94%)</td></tr><tr><td>4</td><td><a href="https://www.ethernodes.org/country/Singapore">Singapore</a></td><td>150 (3.87%)</td></tr><tr><td>5</td><td><a href="https://www.ethernodes.org/country/France">France</a></td><td>131 (3.38%)</td></tr><tr><td>6</td><td><a href="https://www.ethernodes.org/country/United%20Kingdom">United Kingdom</a></td><td>108 (2.79%)</td></tr><tr><td>7</td><td><a href="https://www.ethernodes.org/country/Finland">Finland</a></td><td>105 (2.71%)</td></tr><tr><td>8</td><td><a href="https://www.ethernodes.org/country/Canada">Canada</a></td><td>103 (2.66%)</td></tr><tr><td>9</td><td><a href="https://www.ethernodes.org/country/Netherlands">Netherlands</a></td><td>90 (2.32%)</td></tr><tr><td>10</td><td><a href="https://www.ethernodes.org/country/Japan">Japan</a></td><td>88 (2.27%)</td></tr><tr><td></td><td></td><td></td></tr><tr><td>18</td><td><a href="https://www.ethernodes.org/country/Italy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italy</a></td><td>23 (0,59%)</td></tr></tbody></table></figure>



<p></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/quanti-e-dove-sono-i-nodi-bitcoin-ed-ethereum/">Quanti e dove sono i nodi Bitcoin ed Ethereum?</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Arte generativa, NFT e la co-creazione artista-collezionista. Un esempio</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/arte-generativa-nft-e-la-co-creazione-artista-collezionista-un-esempio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 May 2021 14:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicobo.eu/?p=4009</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'arte generativa prende vita da script e algoritmi. Con gli NFT l'acquisto determina la creazione di un'opera unica e originale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’arte è un gioco asimmetrico. L’artista crea, noi osserviamo, interpretiamo e, se siamo fortunati, contempliamo. Al limite interagiamo, in opere digitali e installazioni. È pur vero che, come afferma Achille Bonito Oliva, vi è “una coscienza che salda in uno spazio comunitario l’artefice dell’arte e il suo gratificato beneficiario&#8221;<sup>1</sup>. Ma l’atto generativo rimane un esercizio solitario. Però, sorprendentemente, l’arte digitale traslata nelle blockchain può attivare una nuova forma di genesi estetica, una fecondazione congiunta tra artista e collezionista.</p>



<p>L’arte generativa è un <em>ensemble</em> di programmazione e talento creativo.</p>



<p>Nelle sue forme più semplici è costituita da qualche riga di codice con istruzioni che generano schemi anche complessi a partire da elementi di base: linee, forme, colori. Kandinskij ne sarebbe fiero.</p>



<p>Non occorre essere informatici esperti per lavorare con queste tavolozze fatte di funzioni, variabili e generatori casuali di numeri. Esistono librerie dedicate in diversi linguaggi di programmazione, come <a href="https://p5js.org/">p5 per Javascript</a>. Una volta apprese le nozioni di base non è difficile creare artefatti intriganti.</p>



<p>Spesso questo tipo di arte genera pattern dinamici. Loop, finiti o infiniti, di forme che mutano, frattali che si dispiegano, onde che si rifrangono in un mare inesistente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/whiplash.png"><img decoding="async" src="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/whiplash.png" alt="" class="wp-image-4024" width="450" height="450" srcset="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/whiplash.png 900w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/whiplash-744x744.png 744w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/whiplash-420x420.png 420w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/whiplash-768x768.png 768w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/whiplash-640x640.png 640w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/whiplash-840x840.png 840w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><em>Figura 0 &#8211; Ross Hilbert &#8220;Whisplash&#8221; via <a href="https://www.deviantart.com/rosshilbert/art/Whiplash-730372066" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DeviantArt</a></em></figcaption></figure>



<p>A questo punto entra in gioco la blockchain, l’attivatrice di co-creazione.</p>



<p>L’artista inserisce lo script dell’opera in uno smart contract, quello che servirà per “coniare” l<a href="https://www.federicobo.eu/nft-ovvero-arte-e-collezionismo-gettonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">’</a>NFT associato ovvero il suo &#8220;certificato di autenticità &amp; proprietà&#8221; (<a href="https://www.federicobo.eu/nft-ovvero-arte-e-collezionismo-gettonati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ne ho parlato diffusamente qui</a>).  Nello script una o più variabili &#8211; chiamatele parametri se preferite – non sono ancora definiti; sono i semi (<em>seeds</em>) da cui germoglierà un’opera unica e diversa da ogni altra (anche se il codice è uguale).</p>



<p>L’opera, al momento, è ancora “in potenza”, non generata. Quando un utente l’acquisterà, l’hash della transazione (o un altro a esso associato) &nbsp;definirà, opportunamente convertito, il valore dei parametri. Solo adesso l’opera prenderà forma, in tempo reale, sullo schermo del compratore: che gli piaccia o no, questo è il risultato del suo atto d’acquisto.</p>



<p>Come un committente che paga un’artista per un quadro lasciandogli carta (tela…) bianca.</p>



<p>Facciamo un esempio. Il codice seguente genera la figura 2 in basso se la variabile &#8220;seed&#8221; (in rosso nel codice) è minore o uguale a 50, la figura 1 se maggiore di 50. Prendiamo un hash di una transazione: </p>



<p>0x8ebf3bdb53f7648792272981fe24adb0d0c24ea55259306d867fb324316075c7</p>



<p>Si possono estrarre le prime due cifre (zero iniziale escluso), in questo caso 83. Il compratore vedrà quindi apparire la figura a destra, che sarà di sua proprietà esclusiva grazie all&#8217;NFT generato durante il conio. Naturalmente questa è un&#8217;opera unica, il codice sarà utilizzato solo una volta&#8230;</p>



<pre class="wp-block-code"><code>function setup () {
  createCanvas(windowWidth, windowHeight);
  noLoop();
}

function windowResized () {
  resizeCanvas(windowWidth, windowHeight);
}

function draw(){

  blendMode(BLEND);
  background(255);
  fill(222);
  blendMode(EXCLUSION);
  noStroke();

  const x = width / 2;
  const y = height / 2;

  const dim = min(width, height);
  const size = dim * 0.5;
  
  rectMode(CENTER);
  rect(x, y, size, size);
  ar = 249;
  br = 255;
  cr = 201;
  colq = color(ar, br, cr);
  fill(colq);
  
  push();
  translate(size / 4, size / 4);
  ellipse(x, y, size, size);
  pop();
  
  push();
  translate(-size / 4, -size / 4); 
  
  triangle(
    x, y - size / 2,
    x + size / 2, y + size / 2,
    x - size / 2, y + size / 2
  );
  pop();
  
  <span class="has-inline-color has-vivid-red-color">var seed = /* Primi due numeri hash transazione*/;</span>
  if (seed &lt;=50) {
    push();
    translate(size / 8, -size / 8);
    triangle(
      x, y - size / 2,
      x + size / 2, y + size / 2,
      x - size / 2, y + size / 2
    );
    pop();
 } 
  
}</code></pre>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><a href="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/generative-art-esempio.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="554" height="276" src="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/generative-art-esempio.png" alt="" class="wp-image-4014" srcset="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/generative-art-esempio.png 554w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/generative-art-esempio-420x209.png 420w" sizes="auto, (max-width: 554px) 100vw, 554px" /></a></figure>



<p>Questi sono semplici esempi. Alcune opere del genere vengono vendute a diverse migliaia di euro ma ci sono artisti e piattaforme che cercano di sperimentare con maggior profondità artistica, emozionale e concettuale questa nuova forma di espressione creativa.</p>



<p>Quasi tutti i marketplace ospitano arte generativa. In particolare, <a href="https://artblocks.io/gallery">Artblocks</a> è nato per promuovere questo tipo di artefatti digitali attraverso un’iniziale selezione degli artisti che ospita. Qui sembrano esserci diverse opere che vanno oltre il mero esercizio di stile o, se volete, di programmazione minima. Diciamo che alcune denotano uno sforzo maggiore di altre.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/artblocks-artists-NFT.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="674" height="347" src="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/artblocks-artists-NFT.png" alt="" class="wp-image-4018" srcset="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/artblocks-artists-NFT.png 674w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/artblocks-artists-NFT-420x216.png 420w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/artblocks-artists-NFT-640x329.png 640w" sizes="auto, (max-width: 674px) 100vw, 674px" /></a></figure>



<p>Non posso però rinunciare a fare un confronto con opere in qualche modo simili realizzate in passato non solo da artisti ma anche da artigiani d’eccellenza. Un esempio sublime sono <a href="https://www.frizzifrizzi.it/2021/05/03/tesori-darchivio-i-pattern-delle-piastrelle-dellitalia-meridionale-in-un-libro-tedesco-di-fine-800/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+frizzifrizzi+%28Frizzifrizzi.it%29">i pattern delle piastrelle dell’Italia meridionale realizzati nell’800 e raccolti in un volume della stessa epoca curato da un nobile tedesco</a>. A voi il confronto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><a href="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/maioliche1.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="553" height="290" src="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/maioliche1.png" alt="" class="wp-image-4016" srcset="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/maioliche1.png 553w, https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2021/05/maioliche1-420x220.png 420w" sizes="auto, (max-width: 553px) 100vw, 553px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Da Johann Eduard Jacobsthal, “<em>Sud-italienische Fliesen-Ornamente</em>”, 1886, Germania&#8221; <br>via <a href="https://www.frizzifrizzi.it/2021/05/03/tesori-darchivio-i-pattern-delle-piastrelle-dellitalia-meridionale-in-un-libro-tedesco-di-fine-800/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+frizzifrizzi+%28Frizzifrizzi.it%29" target="_blank" rel="noreferrer noopener">frizzifrizzi.it </a></figcaption></figure>



<p>1 <em>Robinson &#8211; La Repubblica 01/05/2021</em></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/arte-generativa-nft-e-la-co-creazione-artista-collezionista-un-esempio/">Arte generativa, NFT e la co-creazione artista-collezionista. Un esempio</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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	</channel>
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