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	<title>cryptoart | Federico Bo</title>
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	<description>Intelligenza Artificiale, Blockchain, NFT, metaverso e altre visioni</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Mar 2022 16:14:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Domenico Barra, glitch artist: gli NFT  per un collezionismo condiviso e collettivo</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/domenico-barra-glitch-artist-gli-nft-per-un-collezionismo-condiviso-e-collettivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 17:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[cryptoart]]></category>
		<category><![CDATA[glitchart]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli NFT nel mondo dell'arte sono assemblatori di community con uno spiccato senso di inclusione, supporto, collaborazione.</p>
The post <a href="https://www.federicobo.eu/domenico-barra-glitch-artist-gli-nft-per-un-collezionismo-condiviso-e-collettivo/">Domenico Barra, glitch artist: gli NFT  per un collezionismo condiviso e collettivo</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.linkedin.com/in/dombarra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Domenico Barra</a> è un artista digitale, esponente di punta della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Glitch_art">glitch art</a> italiana e internazionale.</p>



<p>Interessato a raccontare l’errore, il limite, la diversità e la vulnerabilità, indaga l’influenza delle nuove tecnologie sulle relazioni tra umani/macchine. I suoi lavori sono apparsi su molte riviste ed esposti in vari musei e gallerie come la DAM Gallery di Berlino, il Media Center di New York, la Galerie Charlot di Parigi, il Digital Art Center di Taipei e online al The State Hermitage Museum, al World Intellectual Property Organization [WIPO], alla Central Academy of Fine Arts [CAFA] di Pechino, al MediaLAB dell&#8217;Università di Brasilia.</p>



<p>Fa parte dei progetti curatoriali di <a href="https://www.seditionart.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sedition Gallery</a>, <a href="https://www.elementum.art/en/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ELEMENTUM</a> e <a href="https://snark.art/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Snark.Art</a> ed è creatore della rete artistica online <a href="http://www.whitepagegallery.network/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">White Page Gallery/s</a>. Insegna Glitch Art e Dirty New Media all&#8217;Università di Belle Arti di Roma [RUFA].</p>



<p>Il suo percorso artistico ha intersecato gli NFT portandolo a sperimentarne le potenzialità espressive, divulgative e sociali ma anche a individuarne i limiti e le ambiguità. Ce ne parla in questa conversazione.</p>



<p><strong>Qual è stato il tuo approccio al mondo NFT? Quale percorso artistico stai seguendo?</strong></p>



<p>Un approccio segnato dall’incertezza e dai dubbi.</p>



<p>Devo ammettere che all’inizio conoscevo molto poco questo mondo e mi riusciva davvero difficile capire non tanto le motivazioni ma l&#8217;applicazione della tecnologia in tante delle opere presenti sul mercato. Trovavo anche problematico capire cosa intendessero molti degli artisti nel definirsi cripto-artisti. Non capivo il legame tra cripto e arte. In tante discussioni sentivo rimarcare tantissimo la parola cripto e tanti ne davano la propria interpretazione.</p>



<p>Alla fine ho capito che tutta la scena stesse comunque ancora cercando una propria dimensione e identità.</p>



<p>Tra queste maglie molto larghe mi sono inserito, decidendo di navigare in libertà e di sperimentare sulla mia pelle. Quindi, abbandonando le incertezze, mi sono fatto guidare dai dubbi e ho iniziato, da buon <em>glitch artist</em>, a esplorare il paesaggio digitale dell&#8217;arte digitale <em>powered by NFT</em>. Quelli che mi interessavano erano soprattutto, e lo sono ancora, i modelli di decentralizzazione, come questi venissero adottati per la creazione di <em>art oriented community</em> e come l&#8217;arte giocasse questo ruolo centrale nella vita delle diverse community.</p>



<p>Mi sono lanciato senza pretese e ho iniziato a mintare i primi NFT su diverse blockchain per capire cosa spingesse gli artisti a scegliere come riferimento una blockchain piuttosto che un&#8217;altra.</p>



<p>Il mio interesse principale erano le community, le persone come chiave per decifrare questo cripto-mito.</p>



<p>Devo ammettere però che le opere NFT non sono riuscite ad avere un impatto sul mio linguaggio artistico: la mia ricerca è sempre legata alla sperimentazione dell’emisfero della <em>glitch art</em>.</p>



<p>Quello che in questi anni ho imparato è che nonostante in tanti abbiano adottato la definizione “<em>NFT artist</em>” nelle loro bio, sono pochi i progetti che veramente utilizzano gli NFT dinamici per la creazione delle opere.</p>



<p>Io stesso, per il momento, non ho sperimentato artisticamente gli smart contract, le transazioni, o la generazione algoritmica ma ho comunque lavorato ad alcuni progetti di NFT prodotti dalSnark.art, factory/piattaforma per la quale lavoro.</p>



<p>I Fortune Cookies, che ancor prima dell&#8217;opera di Damien Hirst (e credo forse anche di PAK) hanno messo i collezionisti davanti alla scelta di tenere l&#8217;opera NFT oppure “bruciarla” scoprendo così la previsione del loro futuro. <a href="https://opensea.io/collection/89-seconds-atomized-v5">89 Seconds Atomized</a>, che ha creato un primo modello di collezionismo collettivo e infine <a href="https://ogcrystals.com/">Organic Growth:Crystal Reef</a>, un progetto di arte generativa 3D potenziato da NFT dinamici dove a ogni transazione l&#8217;oggetto subisce una mutazione per un totale di sette livelli di crescita con diverse proprietà.</p>



<p>Gli NFT sono un sigillo o, meglio, una convenzione a cui diamo più o meno valore: li ho adottati, ci lavoro, li colleziono ma qualche dubbio lo porto ancora con me.</p>



<p><strong>Qual è, a tuo avviso, l&#8217;estetica prevalente nel mondo dell&#8217;arte NFT? Si può parlare di un &#8220;movimento&#8221;, di una corrente come quelle che hanno caratterizzato il Novecento?</strong></p>



<p>Nel pentolone cryptoart confluiscono estetiche diverse, con linguaggi e tecniche diverse, un melting pot molto interessante e ricco, ma l&#8217;unica estetica propriamente cryptoart è quella che poi, in fin dei conti, strizza l&#8217;occhio alla post-glitch art, vedi la trash art e la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Vaporwave">vaporwave</a>, o comunque un&#8217;estetica propria dei linguaggi della rete, delle blockchain, i meme, anche le meme-coin come il Doge e Shiba Inu.</p>



<p>Alla fine, credo, la cripto-arte non vada intesa come un&#8217; estetica, nonostante l&#8217;uso di simboli cripto di cui tanti artisti si sono appropriati, ma piuttosto come arte digitale “originale”. Un&#8217;opera di cripto-arte è un&#8217;opera d&#8217;arte digitale “autentica”, di cui possiamo verificare la provenienza, ma che comunque non certifica la sua autenticità e originalità.</p>



<p>C&#8217;è comunque un movimento globale, che poi si dirama in diverse direzioni. Quello prevalente credo sia quello che si forma tra gli ambienti più generalisti, tra gli <em>NFT enthusiast</em> con i loro slang WGMI, OG, GM che hanno come artisti di riferimento PAK, Beeple, Fewcious e che, tendenzialmente, collezionano arte digitale dozzinale seguendo branding e marketing. Questi vanno per la maggiore, anni luce distanti dalla mia cultura.</p>



<p>Poi ci sono i vari sottoboschi, piccoli movimenti che fanno cultura, spesso controcultura. Alcuni si formano dentro le piattaforme, vedi <a href="https://www.hicetnunc.xyz/">Hic Et Nunca</a>, che è una community molto interessante con tante autoproduzioni e progetti collettivi.</p>



<p><strong>Ci sono correnti nella storia dell&#8217;arte che possono essere accostati, per qualche aspetto, alla cripto-arte? Artisti ispiratori/precursori? Penso, per esempio, all&#8217;optical art o a Mario Schifano e le sue tele computerizzate.</strong></p>



<p>La cripto-arte è difficile da paragonare a un movimento. La Pop Art e l’opera di Schifano possono fornire spunti di interpretazione ma non tanto nella metodologia quanto nell&#8217;uso di simboli e nella dedizione al mercato di massa. Anche la graffiti art può essere chiamata in causa per il senso condiviso di fratellanza, inclusione, supporto, collaborazione che si ritrova nella cryptoart.</p>



<p>Forse ci sono tratti riconducibili a diversi movimenti, proprio perché nella cripto-arte alla fine ci sono finiti dentro un po&#8217; tutti, ognuno portando con sé la propria storia e quindi le proprie influenze: fotografi, animatori, illustratori, generativi che hanno il <em>minting</em> come unico atto comune. Spesso viene citata la Net Art, ma questa corrente prendeva le distanze da quel mondo dell&#8217;arte, delle gallerie e del mercato da cui gli NFT sembrano, almeno in parte, già riassorbiti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/03/DomBarra_OdeAlRumore.gif" alt=""/><figcaption>Domenico Barra, Ode al Rumore</figcaption></figure></div>



<p><strong>Hai citato le communities che si formano nel mondo NFT.</strong></p>



<p>Gli NFT come convenzione per un collezionismo condiviso e collettivo sono la parte più interessante di tutta questa storia così come i progetti che si formano attorno alle <a href="https://nftevening.com/what-is-a-dao-and-how-does-it-relate-to-nfts/">DAO</a>.</p>



<p>Nonostante l&#8217;innovazione, alcune dinamiche restano però sempre tossiche: per esempio la figura dell&#8217;idolo e degli influencer proprie dell&#8217;era dei social media e del web 2.0. Questi personaggi, caratteri e caricature, stanno condizionando molto la scena. Diciamo che gli NFT sono un ottimo elemento nelle future campagne di PR per celebrity di ogni tipo e intorno a questi personaggi si concentrano spesso delle community o si impongono tendenze. Rischiamo che il metaverso diventi una <em>fantasy land</em> di varie celebrity che impersonano avatar.</p>



<p><strong>Qual è l&#8217;approccio alle tematiche di genere, LGBTQ+, in generale alle questioni dell&#8217;inclusività?</strong></p>



<p>La scena è molto attiva e inclusiva, dalle questioni di genere a quelle razziali e religiose, non ci sono barriere, anzi, c&#8217;è un&#8217;apertura davvero importante e tangibile, reale. C’è un’alta partecipazione alle iniziative di <em>empowering</em>.</p>



<p>La scena ormai è vastissima, è davvero difficile capire quello che succede sui tantissimi server Discord o gruppi Telegram.</p>



<p><strong>Gli artisti sono interessati agli aspetti tecnici e legali di blockchain / NFT? Si chiedono dove risiedono le loro opere, se possono essere cancellate/modificate?</strong></p>



<p>Questo aspetto rappresenta ancora una barriera, soprattutto per gli artisti che non arrivano da un background new media art o che non abbiano conoscenze IT e DeFi. C&#8217;è comunque un forte interesse da parte degli artisti nell’approfondire la parte tecnica: gruppi, forum, pubblicazioni cercano di colmare queste lacune. Per esempio nel nostro gruppo italiano R.I.O.T. c&#8217;è una buona condivisione di sapere con i nuovi iscritti “neofiti”.</p>



<p><strong>Quali pensi siano i marketplace più interessanti?</strong></p>



<p>Quelli su blockchain <a href="https://tezos.com/">Tezos</a> sono quelli che stando rendendo questo mercato accessibile, partecipativo e decentralizzato, almeno per quel che si può.</p>



<p><a href="https://teia.art/">TEIA</a>, <a href="https://objkt.com/">OBJKT</a>, <a href="https://versum.xyz/">Versum</a>, sono dei marketplace davvero interessanti con la forte partecipazione delle community, opere accessibili insieme ad altre più care: il collezionismo è reale, lontano dai record milionari raccontati e decantati da media e cripto entusiasti.</p>



<p>Anche <a href="https://rarible.com/">Rarible</a> sta facendo ottime cose, creando dei ponti tra le diverse blockchain, e probabilmente darà del filo da torcere a OpenSea, che resta sempre il colosso con tutti i vantaggi e le criticità che comporta in termini di integrità e affidabilità.</p>



<p>La maggior parte dei miei lavori sono su <a href="https://opensea.io/">OpenSea</a>, sia perché mi permette di creare collezioni sia perché consente il <em>lazy minting </em>(un’opera è messa in vendita ma non ne viene fatto il <em>minting</em> fino al momento dell’acquisto, evitando il pagamento di <em>fees</em> su opere non vendute<em> ndr</em>)che è stato un vantaggio quando il gas è schizzato a cifre. Su OpenSea sono riuscito a trovare il giusto bilanciamento tra spazio e costi, anche se adesso inizio a valutare altre soluzioni.</p>



<p>Non credo esista la piattaforma perfetta, alla fine si sceglie quella su cui meglio si riesce ad adattare e posizionare il proprio lavoro, spesso anche in base al target.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/03/DomBarra_Virology_Virus.DOS_.Italian.578.gif"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="374" src="https://www.federicobo.eu/wp-content/uploads/2022/03/DomBarra_Virology_Virus.DOS_.Italian.578.gif" alt="" class="wp-image-4144"/></a><figcaption>Domenico Barra, Virology | Virus.DOS.Italian.578</figcaption></figure></div>



<p><strong>Quali pensi possano essere le modalità di diffusione al grande pubblico di queste opere: tradizionali/rivisitate come mostre in spazi fisici/virtuali o qualcosa di completamente nuovo?</strong></p>



<p>Lo spazio della sperimentazione è infinito. Dipende molto da quanto le nuove tecnologie del metaverso diventeranno accessibili al grande pubblico.</p>



<p>Credo che al momento i limiti sono ancora quelli che da anni condizionano la diffusione dell&#8217;arte digitale. Mettere un video o un&#8217;immagine su uno schermo in una sala è semplice, lo è meno creare delle esperienze curatoriali di impatto, che riescano davvero a raggiungere e impressionare il pubblico rimanendo nell&#8217;immaginario collettivo.</p>



<p>Spero di vedere più spazi dedicati all&#8217;arte digitale, che siano NFT o altro, poco importa. Questi spazi dovranno favorire la divulgazione e la consapevolezza per una maggiore alfabetizzazione digitale del settore, anche tra curatori e artisti, per creare mostre e progetti che non siano solo dei display stile pubblicitario.</p>



<p>Quello che riesco davvero poco a immaginare è il concepire lo spazio virtuale come se fosse uno spazio fisico. Ci sono gallerie e piattaforme fatte di ambienti con le luci dalle finestre, addirittura con sedie e uscite di emergenza. Dobbiamo concepire lo spazio virtuale e le opere digitali diversamente, e diverse devono essere le esperienze, le prospettive, le interazioni.</p>



<p>Spero che questa abbondanza di arte, questo flusso forte di creatività che si sta diffondendo su molteplici livelli ci aiuti a sviluppare, grazie alla contaminazione dei linguaggi, un&#8217;immaginazione più ampia, più fervida.</p>



<p><strong>Conosci la scena italiana NFT?</strong></p>



<p>Sono forse la persona meno adatta a parlare di questo argomento e ciò è dovuto alla mia poca frequentazione della scena, che è limitata a un gruppo di riferimento, che è quello che ho menzionato prima, R.I.O.T.. Quello che so è che la scena Italiana è promettente, vivacissima, fortemente partecipata. L&#8217;arte come piattaforma di socializzazione, come aggregatore sociale è un fenomeno potente.</p>



<p></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/domenico-barra-glitch-artist-gli-nft-per-un-collezionismo-condiviso-e-collettivo/">Domenico Barra, glitch artist: gli NFT  per un collezionismo condiviso e collettivo</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Origine e forme del valore degli NFT</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/origine-e-forme-del-valore-degli-nft/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2022 08:37:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[criptoarte]]></category>
		<category><![CDATA[cryptoart]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<category><![CDATA[web3]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come attribuire il giusto valore ad asset basati su NFT?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="1675">Come attribuire il giusto valore ad asset basati su NFT? Un mercato appena nato non ha raggiunto uno stato di equilibrio tale da potersi affidare alla legge della domanda e dell’offerta: nei settori della cryptoart e dei <em>collectibles</em> ci sono tantissimi offerenti e relativamente pochi compratori, in quello del mercato fondiario virtuale il contrario. Guardare lo “storico” di asset simili? Anche in questo caso ci sono pochi dati a disposizione, che potrebbero essere inquinati da speculazioni e da facili ma immotivati entusiasmi. Gli esperti sono comunque a corto di esperienze, gli intermediari in teoria non dovrebbero neanche esistere nel mondo blockchain.</p>



<p id="2cd2">Possiamo però procedere per tentativi per capire come e perché gli NFT acquisiscano valore.</p>



<p id="b4e6">Un punto risulta essere molto chiaro. <strong>Ciò che rende appetibili gli NFT e di conseguenza conferisce loro un valore intrinseco come strumento è la capacità di certificare pubblicamente la proprietà di un bene digitale.</strong> Ogni transazione che avviene in una blockchain rimane memorizzata e chiunque può controllare l’indirizzo proprietario di quel bene. <strong>È come se esistesse un inventario globale condiviso degli oggetti digitali.</strong></p>



<p id="1ce6">L’espressione forse più diretta di questo aspetto degli NFT è la compravendita (per ora essenzialmente l’acquisto) di parcelle di terreno virtuale in mondi come Decentraland, Somnium Space, Cryptovoxels e Sandbox. Spinti dal desiderio di essere tra i primi a giocare la partita del Monopoli nel metaverso, brand, aziende, agenzie immobiliari, speculatori e vip usano i token non fungibili per formalizzare la proprietà dei loro lotti, pronti a installarvi qualche negozio o qualche non ben definita attività, ad affittarli o a rivenderli a prezzo maggiorato. Un po’ come Las Vegas agli esordi, una landa desolata in cui qualche gangster con il pallino degli affari costruì un casino: seguirono subito altri affaristi, pronti a scommettere (appunto) su una città che ancora non esisteva. Tutto questo si è già visto anni fa anche nello spazio digitale, con Second Life, ma senza il corollario degli NFT.</p>



<p id="d0ce">Il valore NFT è per ora confluito nelle casse delle compagnie proprietarie dei mondi virtuali pre- metaverso: <a href="https://time.com/6140467/metaverse-real-estate/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Sandbox ha una valutazione di 2 miliardi di dollari, Roblox più di quaranta</a>.</p>



<p id="0574">Il settore che più ha beneficiato degli NFT è senz’altro quello della cripto arte: linguaggio visivo che comunica gli ideali della criptovaluta e il suo potenziale nel coltivare una rivoluzione sociale e finanziaria.</p>



<p id="dd81">Gli NFT hanno permesso agli artisti di liberare la loro creatività in autonomia, consentendoli di aprirsi a un nuovo pubblico e di vendere le loro opere direttamente a un mercato globale, inclusivo, transculturale e fluido: per loro, questo è il valore degli NFT.</p>



<p id="2b2b"><a href="https://flash---art.com/2021/01/jason-bailey/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Come spiega Olive Allen</a>, una delle pioniere di questo movimento: “La cryptoart è un movimento artistico nato da qualche parte tra i vivaci corridoi delle conferenze blockchain e i minuscoli angoli del cyberspazio dove, a tarda notte, una manciata di ribelli e disadattati cercavano di soddisfare quell’inspiegabile bisogno di cambiare qualcosa nel mondo. E così hanno iniziato a fare arte, spesso utilizzando semplici strumenti per alterare le immagini, gratuiti e ampiamente disponibili su Internet.”</p>



<p id="78b5">Dall’altra parte della barricata, i collezionisti, grandi e piccoli, hanno molti stimoli e spazi espressivi da esplorare. Oltre l’aspetto economico, il valore risiede nella possibilità di interagire con l’artista, di conoscerlo, di dialogare con lui, di conoscerne background e motivazioni: un’apprezzata possibilità, un tempo riservata a pochi galleristi e grandi collezionisti. Parafrasando il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cluetrain_manifesto" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Cluetrain Manifesto</a>, <strong>l’arte digitale è ora conversazione</strong>.</p>



<p id="bb24">Bypassando la componente artistica, i più smaliziati, insieme con le startup che operano nell’ambiente blockchain, si sono resi conto della formidabile possibilità che forniscono loro gli NFT: non solo garantiscono la proprietà di un asset digitale ma <strong>possono essere usati per creare scarsità artificiale</strong>. Con qualche riga di codice, uno smart contract limita il numero di alcuni NFT di una serie, rendendoli rari o unici.</p>



<p id="28ae">Hanno quindi pensato che si poteva far leva sulla passione (o mania) del collezionismo per guadagnare più velocemente e con meno sovrastrutture artistico-culturali. L’effetto rete, infatti, favorisce maggiormente le collezioni, magari associate a esperienze “gamificate”, che hanno maggior possibilità di attrarre compratori rispetto alle vendite episodiche.</p>



<p id="ce63">Originata da Cryptokitties e Cyberpunk, è nata la febbre dei <em>collectibles</em>, figurine digitali da vendere, acquistare, rivendere (lo scambio non è popolare che io sappia). Il valore, per questa categoria di creatori, risiede nella possibilità (nella speranza) di guadagnare facilmente, velocemente e, sperabilmente, grosse somme.</p>



<p id="91c5">Ma non è tutto semplice. Anzi.</p>



<p id="ef72">È interessante scoprire che nella maggior parte dei casi <a href="https://www.domusweb.it/en/art/2021/12/16/nfts-four-secrets-to-understand-their-real-value.html" rel="noreferrer noopener" target="_blank">il valore degli NFT dipende dalla comunità che li supporta</a>: ciò che <a href="https://nonfungible.com/blog/good-bad-ugly-faces-nft" rel="noreferrer noopener" target="_blank">è “buono” o “cattivo”, cosa comprare, cosa scartare viene deciso nelle discussioni sui server Discord, nelle altre communities sparse tra social come Telegram e tramite i voti nelle DAO</a>. <strong>Il valore sociale (relazionale) trascina il valore monetario</strong> perché <a href="https://www.bi.edu/research/business-review/articles/2021/11/value-in-the-age-of-non-fungible-tokens-nfts/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">apprezziamo le cose che concordiamo essere preziose</a>.</p>



<p id="56cc">Senza una solida comunità di utenti, i progetti NFT possono non decollare o possono crollare rapidamente poiché tutti i possessori di token perdono rapidamente interesse. E questo significa che se un progetto NFT non rende sufficientemente chiara la sua proposta di valore all’inizio, può non riuscire a reclutare una comunità sufficientemente grande o la comunità giusta.</p>



<p id="d6c8">Sia chiaro, a volte l’intento di una community è puramente speculativo. Si chiamano campagne “<em>pump and dump</em>” e si propongono di alzare artificialmente il prezzo di strumenti finanziari come le azioni: nei mercati regolamentati sono illegali, nel mondo cripto ancora no.</p>



<p id="e4db">Abbiamo accennato alla scarsità (alias rarità) predeterminata e embeddata nel codice degli NFT.</p>



<p id="141f">Questa scarsità è, comunque, una sorta di elusione giuridica. Visto che ogni bene digitale, anche certificato da un NFT, può essere riprodotto (“tasto destro e salva”), il valore viene indissolubilmente legato alla certificazione di proprietà (e quindi di provenienza) di quel bene: se sono in grado di dimostrare che lo posseggo, che sono il custode dell’”istanza originale”, non mi importa che venga duplicato <em>ad infinitum</em>. Anzi, “<a href="https://cantrell.medium.com/nfts-solve-a-very-real-problem-just-not-very-elegantly-82722d97b459">più altri sperimentano i beni digitali che possiedo, più valore potrebbe esserci nel possederli.</a>”</p>



<p id="12c0"><strong>I brand sono stati sedotti dagli NFT anche per questa visione di “originalità di massa”</strong>. Hanno fiutato la possibilità di utilizzarli all’interno di strategie di marketing e come strumento per vendere le repliche digitali (o gli originali virtuali) dei loro prodotti nel metaverso. <a href="https://hbr.org/2021/11/how-nfts-create-value" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Inoltre i ricavi delle vendite di NFT iniziali e successive vengono reimmessi nel marchio, supportando progetti sempre più ambiziosi, che a loro volta aumentano il valore degli NFT stessi.</a></p>



<p id="84f7">Questo effetto rete non ne esclude altri. Il testimonial delle pubblicità del tempo che fu è ora sostituito da influencer e celebrità — <a href="https://www.protocol.com/bulletins/reese-witherspoon-nfts" rel="noreferrer noopener" target="_blank">ultima in ordine di tempo Reese Whiterspoon</a> — che mostrano ai quattro social la loro infatuazione per gli NFT (spesso senza sapere bene cosa siano). Più attendibili, i cripto-milionari ne fanno incetta, sia per investimento o speculazione sia per perseguire la propria coerente via verso l’esclusività. Consideriamo che solo prendendo in considerazione i bitcoin <a href="https://www.cnet.com/news/nfts-explained-why-people-spends-millions-of-dollars-on-jpegs/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">si stima vi siano 100.000 neo-milionari</a>. Difficile immaginare una lotta più serrata per accaparrarsi questi status symbol in tema.</p>



<p id="e681">Per il resto dell’universo, la ricerca di un piccolo elemento di distinzione da esibire sul proprio profilo Twitter, per esempio, può essere una motivazione sufficiente ad acquistare un NFT tra le centinaia di migliaia a bassissimo costo (<a href="https://dune.xyz/queries/37674/74643" rel="noreferrer noopener" target="_blank">a gennaio 2022 mezzo milione di utenti con almeno una transazione solo su OpenSea</a>, il marketplace più famoso).</p>



<p id="d328">L’imprenditore <a href="https://www.businessinsider.in/cryptocurrency/news/gary-vaynerchuk-explains-the-value-of-nfts-they-are-assets-to-communicate-who-you-are/articleshow/89511574.cms" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Gary Vaynerchuk</a> ha affermato: “Viviamo sempre più in un panorama digitale e gli NFT diventano risorse per comunicare chi sei. Ed è qualcosa che gli esseri umani hanno fatto per sempre: hanno comprato cose per comunicare. Gli NFT saranno la versione in scala di questo”.</p>



<p id="c695">La musica e il mondo dell’entertainment guardano agli NFT come la realizzazione pratica di quanto promesso dalla tecnologia blockchain già da qualche anno: <a href="https://medium.com/fraglie-digitali/cinema-entertainment-e-blockchain-un-panoramica-dei-progetti-internazionali-b3a9b1c311d7">la digitalizzazione del valore di un progetto, un disco, un film, una serie tv</a>. Con gli NFT possono essere raccolti fondi tramite un crowdfunding evoluto, rendendo gli utenti co-produttori. Insieme con tutti coloro che sono coinvolti in un progetto, gli acquirenti potrebbero partecipare alla redistribuzione degli utili e beneficiare dell’aumento di valore degli NFT vendendoli in mercati secondari. Come strumenti di marketing possono essere utilizzati con la funzione di “<a href="https://vincos.it/2022/02/26/cosa-sono-e-a-cosa-servono-i-social-token/?utm_source=feedly&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=cosa-sono-e-a-cosa-servono-i-social-token" rel="noreferrer noopener" target="_blank">social token</a>”, premiando la community di utenti che, per esempio, spinge l’opera sui social.</p>



<p id="9657">L’idea della community ritorna ma in altri casi si trasmuta in quella del club esclusivo. Il possesso dell’NFT garantisce una membership e privilegi di accesso — fisico e virtuale — a luoghi oltre che a beni e servizi. A seconda dell’asset legato all’NFT si può accedere al set di un film, al backstage di un concerto, a una festa esclusiva e a infiniti altri gradi di esclusività.</p>



<p id="9fd7">Concludo con un accenno al rapporto tra NFT e finanza decentralizzata o DeFi. Quest’ultima è strettamente legata alle blockchain e la ricerca di un utilizzo dei token non fungibili in quest’ambito è in piena espansione. Comunque li si giudichi, gli NFT sono riserve di valore e quindi possono essere utilizzati in maniera non dissimile da altri asset simili. Possono, per esempio, costituire garanzie per prestiti, come nella piattaforma di prestiti p2p <a href="https://fortune.com/2022/02/07/nft-collateral-for-million-dollar-loans/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Arcade</a>, nel settore assicurativo (<a href="https://covercompared.com/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Cover Compared</a>) o come semplice riserva di liquidità. Una dimostrazione pratica la si trova in quello che stanno facendo diversi musei, anche italiani: ricavare un valore aggiuntivo dalle loro opere agganciandole a NFT che possono essere venduti per ricavare finanziamenti extra.</p>



<p id="5759">Gli NFT sono destinati a durare? Miliardi di dollari sono ora embeddati in NTF, investimenti per lo stesso ordine di grandezza vengono continuamente elargiti, artisti e creativi hanno ora un modo per quantificare quanto prima era inquantificabile. E hanno un mercato tra pari globale e libero.</p>



<p id="5233">Dopo la fase “<em>read</em>” del primo web, quella “<em>write</em>” del web 2.0 è l’ora della fase “<em>own</em>” del web3. Gli NFT potrebbero esserne la chiave di volta.</p>



<p id="9f9d">Se anche si trattasse di una bolla speculativa, bisogna ricordare che le bolle precedenti &#8211; come quella dot com del 2000 &#8211; ci insegnano che qualcosa resta, un valore residuo che crea un’infrastruttura solida e persistente, base per il prossimo livello della Rete.</p>



<p></p>



<p><em><a href="https://medium.com/@federicobo/origine-e-forme-del-valore-degli-nft-86a11176db29" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Originariamente pubblicato su Medium</a></em></p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/origine-e-forme-del-valore-degli-nft/">Origine e forme del valore degli NFT</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Taccuino digitale #12 -NFT tra musei e inchieste giornalistiche. E il primo ransomware su floppy disc.</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/taccuino-digitale-12-nft-tra-musei-e-inchieste-giornalistiche-e-il-primo-ransomware-su-floppy-disc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 May 2021 15:32:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appunti]]></category>
		<category><![CDATA[arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[cryptoart]]></category>
		<category><![CDATA[cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>NFT tra musei e inchieste giornalistiche. La criptofilantropia. E il primo ransomware su floppy disc.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="wp-block-heading">NFT e musei</h3>



<p>La Galleria degli Uffizi venderà copie in alta qualità delle sue opere certificate via <a href="https://www.linkedin.com/feed/hashtag/?keywords=nft&amp;highlightedUpdateUrns=urn%3Ali%3Aactivity%3A6800348954513944576">NFT</a>, a partire dal Tondo Doni (venduto per 70.000 euro). Ogni opera sarà disponibile al massimo in nove copie.</p>



<p>Fonte: <a href="https://www.firenzetoday.it/social/tondo-doni-vendita-copia-opere-botticelli-costo-uffizi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gli Uffizi mettono in vendita i loro capolavori, ma solo in formato digitale: Il &#8220;Tondo Doni&#8221; di Michelangelo venduto per 240mila euro</a> (firenzetoday.com)</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gli NFT visti dal New York Times</h3>



<p>Un&#8217;approfondita inchiesta del New York Times ripercorre la genesi degli NFT, l&#8217;impatto sugli artisti (grazie ai loro racconti) e sul mercato dell&#8217;arte digitale.</p>



<p>Fonte: <a href="https://www.nytimes.com/2021/05/12/magazine/nft-art-crypto.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Untold Story of the NFT Boom</a> (The New York Times)</p>



<h3 class="wp-block-heading">Criptofilantropia</h3>



<p>La filantropia ai tempi delle criptovalute può essere problematica. I nuovi cripto-miliardari come Buterin donano miliardi in criptovalute ma vi sono effetti collaterali. Se la donazione è (molto) sostanziosa, il valore della criptovaluta (specie se &#8220;minore&#8221;) scende e quindi anche il valore della donazione. Inoltre, in maniera simile, chi la riceve deve fare attenzione a non convertirla in blocco in valuta corrente per non danneggiare gli altri possessori.</p>



<p>Fonte: <a href="https://www.vox.com/recode/2021/5/12/22433113/vitalik-buterlin-cryptocurrency-india-shiba-inu-coin-philanthropy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">A crypto billionaire donated $1 billion to India. Make sure you include an asterisk.</a> (vox.com)</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il primo ricatto digitale</h3>



<p>Chi ha creato il primo ransomware? Un biologo evolutivo impegnato nelle ricerche sull&#8217;AIDS. Nel 1989 inviò migliaia di floppy disc che invece di contenere articoli di ricerca bloccavano il computer e facevano apparire una richiesta di riscatto di 189$. Fu arrestato qualche mese dopo.<br>Perché lo abbia fatto nessuno lo ha mai saputo.<br>Con i malware successivi, che si propagano via internet da computer a computer, almeno avrebbe avuto la scusa di voler studiare come si diffonde un&#8217;epidemia&#8230;</p>



<p>Fonte: <a href="https://edition.cnn.com/2021/05/16/tech/ransomware-joseph-popp/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The bizarre story of the inventor of ransomware</a> (cnn.com)</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/taccuino-digitale-12-nft-tra-musei-e-inchieste-giornalistiche-e-il-primo-ransomware-su-floppy-disc/">Taccuino digitale #12 -NFT tra musei e inchieste giornalistiche. E il primo ransomware su floppy disc.</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>5 domande scomode sugli NFT. Con risposte.</title>
		<link>https://www.federicobo.eu/5-domande-scomode-sugli-nft-con-risposte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Bo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 15:31:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[collectibles]]></category>
		<category><![CDATA[cryptoart]]></category>
		<category><![CDATA[digital art]]></category>
		<category><![CDATA[IPFS]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.federicobo.eu/?p=3943</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alcune questioni cruciali sugli NFT rimangono opache. Proviamo a rispondere a qualche domanda.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Comprare un NFT significa comprare il bene associato (per esempio l’opera artistica digitale)?</strong></p>



<p>Quando un utente acquista un NFT, acquista il token, non l’asset digitale collegato. L’acquisto del token <em>può</em> includere, come diritto associato, il trasferimento di proprietà del file o dell’asset digitale ma dipende dai termini di vendita di quel particolare NFT (e della piattaforma su cui viene venduto).</p>



<p><strong>Chi acquista un NFT e l’opera digitale collegata diventa detentore del copyright sull’opera?</strong></p>



<p>No, l’autore mantiene il copyright sull’opera e presumibilmente una copia dell’opera. Se acquistiamo un libro non acquisiamo i diritti sul contenuto.</p>



<p><strong>Il protocollo ERC-721 permette all’artista (o comunque al primo che ha collegato un NFT all’opera digitale) di ricevere percentuali sulle vendite successive alla prima, nel mercato secondario?</strong></p>



<p>Non come standard.</p>



<p><a href="https://eips.ethereum.org/EIPS/eip-2981">C’è la proposta</a> di creare un ERC-721 Royalty Standard con queste caratteristiche.</p>



<p>Attualmente vi sono piattaforme come Zora e Foundation che permettono di avere percentuali nel mercato secondario ma <strong>all’interno della stessa piattaforma</strong>. È un punto importante. Uno standard come quello in discussione consentirebbe di ricevere queste percentuali in qualsiasi mercato secondario (ovviamente basato su Ethereum).</p>



<p><strong>Dove sono memorizzati i file (opere digitali)? Nella blockchain?</strong></p>



<p>Nella maggior parte dei casi no. Memorizzare dati su Ethereum (su cui è basato lo standard ERC-721) costa molto.</p>



<p>I file con le opere e i metadati associati sono memorizzati su server proprietari (delle piattaforme) o su cloud sempre gestiti da piattaforme che operano il <em>minting</em> (conio) e la compravendita degli NFT. </p>



<p>Nell&#8217;NFT un campo contiene l&#8217;URL, l&#8217;indirizzo dove risiede l&#8217;opera. Update 16/04/2021 Da notare che questo indirizzo può cambiare nel corso del tempo, come tutti i metadati associati (<a href="https://eips.ethereum.org/EIPS/eip-721" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è prevista come possibilità nella definizione ufficiale dello standard</a>).</p>



<p>Non si hanno ancora risposte chiare su cosa succeda se un malfunzionamento del server causi la perdita dell&#8217;opera o nel caso di fallimento della società che gestisce la piattaforma.</p>



<p><strong>I file (opere digitali) caricati nell’IPFS sono memorizzati in più nodi di questa rete?</strong></p>



<p>Non è detto.</p>



<p>L&#8217;<a href="https://blog.infura.io/an-introduction-to-ipfs/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IPFS</a> è una rete aperta e distribuita tra più nodi dove è possibile memorizzare file digitali (ricercabili attraverso il loro <em>hash</em>, una specie di &#8220;impronta digitale&#8221; univoca).</p>



<p>Ma il file viene caricato inizialmente solo su un nodo. Solo se altri nodi ne fanno richiesta il file viene duplicato su questi nodi. Si può “forzare” la richiesta attraverso servizi come <a href="https://pinata.cloud/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pinata</a> e <a href="https://infura.io/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Infura</a>.</p>



<p>Se non si effettua questa sorta di backup, si rischia di perdere l&#8217;opera, se l&#8217;unico nodo su cui è memorizzata scompare.</p>The post <a href="https://www.federicobo.eu/5-domande-scomode-sugli-nft-con-risposte/">5 domande scomode sugli NFT. Con risposte.</a> first appeared on <a href="https://www.federicobo.eu">Federico Bo</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
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