Blockchain

Libra: nasce permissioned, sarà permissionless

L’associazione costruita intorno a Libra, la criptovaluta voluta da Facebook, è eterogenea, multinazionale e multi-settoriale; vi fanno parte inizialmente compagnie come Uber, Lyft, Spotify, Mastercard, Paypal, organizzazioni non-profit come Kiva, telco come Vodafone, società di investimenti e legate al settore criptovalute. L’associazione è indipendente, non ha un controllo centralizzato ed è not-for-profit. Tutte le decisioni verranno prese a maggioranza.

Questa impostazione deriva dalla volontà di trasformare – in cinque anni dal lancio pubblico previsto per il 2020 – la blockchain di Libra da permissioned a permissionless. Come spiegato in un documento firmato da vari esperti della Libra Association (basato su due lavori firmati da Christian Catalini e altri, “Some simple economics of the blockchain.” e “Market Design for a Blockchain-Based Financial System”):

i sistemi permissionless hanno basse barriere all’entrata e all’innovazione, sono resistenti alla censura e incoraggiano una sana concorrenza tra fornitori di infrastrutture e tra gli sviluppatori di applicazioni “top network”.

Inizialmente i partner dell’associazione avranno il compito di essere nodi validatori della blockchain, partecipando al meccanismo di consenso e di conseguenza alla governance del network.

Con nuove emissioni di Libra Investment Tokens, nuovi soggetti potranno entrare a far parte attiva del network (rispettando alcuni criteri come quelli esposti in questa pagina).

Il passaggio tra una rete permissioned a una aperta rappresenterà una grande sfida sia in termini tecnologici che economici.

Se inizialmente la governance sarà prevalentemente off-chain, successivamente dovranno essere sviluppati meccanismi tipo smart contracts per far sì che le decisioni, anche riguardo la modifica delle regole, siano prese attraverso la blockchain.

Le performance della rete dovranno mantenersi accettabili con l’aumentare dei nodi validatori. Il protocollo LibraBFT (dove BFT sta per Byzantine Fault Tolerance), derivato dal protocollo Hotstuff, garantisce la sicurezza della rete anche con 1/3 dei nodi “disonesti”: il documento sottolinea come, all’aumentare dei nodi e quando la quantità dei token circolanti sarà sufficientemente grande, questo pericolo andrà via via scemando.

Il consenso della rete permissionless verrà gestito attraverso un meccanismo di “delegation of stake” che dovrà essere attentamente progettato.

Anche il linguaggio “Move” sarà aperto a terze parti, e ciò richiederà linee guida e best practices per la community di sviluppatori.

Per assicurare che Libra sia da subito un mezzo di scambio e una riserva di valore viene costituita una riserva di asset posseduti da custodi altamente affidabili e distribuita geograficamente. Questa riserva, nell’era open, dovrà essere gestita automaticamente, sia per quanto riguarda la composizione che la decentralizzazione.

 

Originariamente pubblicato su LinkedIn

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