Appunti

Taccuino digitale #7 – Valanghe di dati, super AI ingestibili e…il mio smartphone intraprendente

Un pensiero compassionevole ad anobii, la piattaforma più negletta, sfortunata e sottovalutata del web.

Un patrimonio di utenti, interazioni, dati raccolti fin dal 2006 passata di mano in mano in giro per il mondo, fino a Mondadori e infine a una piccola azienda digiuna dell’argomento libri, evidentemente non preparata nè sotto l’aspetto tecnico nè sotto quello di comunicazione.

Una community internazionale – che comprende il sottoscritto – che continua ad animarla stoicamente, malgrado bug e obsolescenza forzata; potrebbe essere una ricchezza per il mondo dell’editoria (e per imprenditori consapevoli) se solo si ci fosse la volontà e la capacità di rianimarla.

 

Il teorema “Matrix”

Per il filosofo Nick Bostrom ci sono due modi per evitare che una super-AI nuoccia all’umanità: mantenerla isolata (non connetterla a Internet) o fornirla di default di principi etici che le consentano di perseguire solo obbiettivi nell’interesse della specie umana.
Un team di ricercatori ha però dimostrato che un tale algoritmo di “contenimento” non può essere realizzato secondo i paradigmi attuali dell’informatica.

Fonte: Will Humans Be Able to Control Superintelligent AI? New Study Says ‘No’ (Synced)

Ecco, appunto…

Il mio smartphone ha creato una “storia” chiamata “Il miagolio del gatto” riconoscendo e raggruppando le foto dei miei gatti.
Non glielo avevo chiesto.

 

Sono i dati, stupido!

“I dati sono il nuovo petrolio”, si sente fin troppo spesso ripetere. Due problemi con cui le aziende devono confrontarsi sono:
– trasferire i vecchi dati da sistemi obsoleti a soluzioni come il cloud (operazione molto delicata)
– prepararsi all’arrivo di valanghe di nuovi dati tramite 5G e IoT per alimentare gli algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale.

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